venerdì 17 maggio 2019

ISLAM! il nostro cavallo di Troia !

Allineati e coperti come i nostri antenati Romani, ecco i nostri carnefici, i nostri futuri aguzzini

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In ogni paese democratico, deve esserci un divieto costituzionale delle preghiere su strade, luoghi pubblici come parchi pubblici, stazioni ferroviarie e qualsiasi altro luogo pubblico.

Questa non è una preghiera. 
Questa è una dichiarazione per dire "guarda quanto siamo cresciuti in numero". 
Questa è una dimostrazione di forza condotta nel Dar-ul-Harb (un luogo governato da non musulmani, dove i musulmani sono in minoranza numerica e deboli in forza.)
Questa dimostrazione di forza non viene mai eseguita nei paesi islamici.
Nei 57 paesi islamici in tutto il mondo, da nessuna parte c'è questa pratica.
Se lo fanno sulle strade laggiù, saranno fermati dalle forze dell'ordine ...
Una preghiera a Dio per chi crede, è sempre una questione molto personale tra Dio e l'uomo o donna che pregano.
Per la preghiera a Dio è necessario un ambiente tranquillo e calmo, senza alcun tipo di rumore e disturbo.
Anche i cristiani partecipano alla S. Messa della domenica in congregazione, ma lo fanno nelle loro Chiese, nelle case ma non sulle strade.
I sikh lo fanno nel loro Gurudwara, i buddisti lo fanno nelle Mathas.
Solo i musulmani sono un'eccezione.
Questa pratica di pregare su strade e luoghi pubblici deve essere fermata con effetto immediato ovunque venga effettuata, lo stesso sistema giudiziario dovrebbe prenderne conoscenza.

Non sono figlie , non sono sorelle o bambine che faranno la prima comunione o che festeggiano il compleanno SONO SPOSE BAMBINE!!!! L'immagine può contenere: una o più persone e testo

La disintossicazione dell'organismo mediante Enterosgel Guna


Emil Kadnichansky, il ricercatore che ha ideato e realizzato il prodotto, in visita ai Laboratori GUNA ha raccontato alla stampa i retroscena legati alla nascita di Enterosgel, prodotto disintossicante nato in URSS, mentre medici ed esperti ne hanno illustrato gli studi di efficacia. Enterosgel “lega” selettivamente le sostanze tossiche e le rimuove naturalmente entro 12 ore dall’assunzione del prodotto, riducendo anche l’effetto negativo dell’alcool in caso di abuso.
Enterosgel è un dispositivo medico enteroadsorbente “selettivo” che ha origine nella lontana Unione Sovietica, creato dal Ministero della Difesa sovietico all’epoca degli scenari di guerra nucleare-biologico-chimica URSS/USA e successivamente convertito a uso medico civile. La nascita di Enterosgel risale alla fine degli anni ’70, quando nei team dei ricercatori militari prese piede l’idea di sviluppare una nuova molecola a base di silicio in risposta ai diversi punti deboli propri degli enteroadsorbenti disponibili sul mercato a quel tempo.
Il Ministero della Difesa dell’URSS, assegnatario dell’incarico di sviluppare la nuova molecola, avviò immediatamente la sperimentazione sui pazienti di quattro ospedali di stato – Tashkent, Kiev, Vilnius e Dushanbe – conducendo studi per il trattamento di epatite, infezioni intestinali, avvelenamento, complicanze postoperatorie e ustioni, testandolo su oltre 5.000 casi. Successivamente, in occasione della guerra russo-afgana (1979-1989), Enterosegel si dimostrò altamente efficace, e in particolare in occasione del disastro di Chernobyl del 1986 fu somministrato per due anni al personale militare impiegato nell’area del 4° reattore, con risultati terapeutici definiti “ottimi nel 75% dei casi e comunque soddisfacenti nel restante 25%”. Un’inedita e importante testimonianza video dell’epoca, disponibile all’indirizzo internet http://www.guna.it/enterosgel (*), racconta proprio le prove sulle modalità di somministrazione di Enterosgel e testimonia la sua efficacia. “L’applicazione preliminare e di prova diretta sulla pelle – ha dichiarato nella video-intervista il Dr. Alexander Khovanov – evitava la contaminazione da parte dei nuclidi radioattivi, mentre la sua rimozione provocava il ritorno della radioattività ai livelli prossimi a quelli dell’ambiente circostante al reattore. Successivamente abbiamo iniziato a somministrare Enterosgel anche per via orale (**) in quanto, dopo solo due giorni di permanenza nell’area critica, tutti i soldati avevano accumulato livelli preoccupanti di radionuclidi nell’intestino a causa dell’assunzione di alimenti contaminati. La somministrazione di Enterosgel tre volte al giorno per via orale portava ad una diminuzione dell’accumulo di nuclidi radioattivi al di sotto dei livelli stabiliti per le situazioni di emergenza”
Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e l’acquisizione dell’indipendenza delle varie repubbliche nel 1991, cadde il segreto di Stato e venne avviata la produzione industriale di Enterosgel. GUNA – azienda leader in Italia nella produzione di farmaci biologici e di origine naturale – ne ha recentemente assunto l’esclusiva commerciale per l’Italia, e l’ha lanciato sul mercato nazionale come potente disintossicante gastro-intestinale . Questo gel inodore e insapore, privo di glutine, aromi e conservanti, presenta una struttura globulare porosa a base di Silicio, capace di agire a livello gastro-intestinale “legando” selettivamente le sostanze tossiche con un determinato peso molecolare (non lega sali minerali, elettroliti, proteine e immunoglobuline, mantenendo quindi il totale equilibro organico) e rimuovendole naturalmente entro 12 ore dall’assunzione del prodotto.Inoltre Enterosgel migliora il profilo immunitario generale dell’organismo e il decorso di diversi disturbi, in particolare delle diarree, anche infettive, di disturbi gastro-intestinali in genere e di malattie allergiche, e riduce l’effetto negativo dell’alcol in caso di abuso di bevande alcoliche.
L’efficacia e l’ampio spettro applicativo di Enterosgel è comprovato da oltre 300 pubblicazioni scientifiche concernenti la sua applicazione in tutte le specialità mediche (***).La Dr. ssa Tatiana Rivkina, Medico Chirurgo laureata sia in Russia che in Italia, ha ricordato come, oltre agli usi descritti dai casi clinici e dalle testimonianze storiche illustrate“Enterosgel sia un ottimo dispositivo anche in caso di gravi intossicazioni alimentari. Infatti, grazie all’innovativa struttura dei suoi componenti, facilità l’eliminazione delle sostanze tossiche esogene ed endogene favorendo la normalizzazione della mucosa intestinale, senza intaccare il delicato equilibrio della flora batterica”.
Enterosgel Dispositivo Medico è distribuito da GUNA esclusivamente in farmacia, in forma di pratici tubi acquistabili senza necessità di ricetta, anche se è sempre consigliato chiedere un parere al proprio Medico o al proprio Farmacista prima dell’assunzione.
(*) il video è utilizzabile in modalità “Copyleft” senza necessità di specifica autorizzazione, con il solo obbligo di citare la fonte: “Fonte: Laboratori Guna – www.guna.it/enterosgel”)
(**) attualmente il prodotto è registrato in Europa solo ed esclusivamente per la modalità di somministrazione orale.

Erba Il parroco critica Matteo Salvini. La Lega: “Il don rispetti le istituzioni”

Per rispondere ad una falsa chiesa non dovete usare la politica ma il Vangelo!!




Don Ettore Dubini, parroco di Crevenna (frazione di Erba) critica Salvini.
Le parole di don Ettore, pubblicate sull’informatore comunale, non sono passate inosservate: “A ciascun giorno basta la sua pena. Infatti ogni giorno – scrive il parroco di Crevenna – il nuovo Governo, o meglio il ministro dell’Interno Salvini, non ci risparmia colpi di scena.
Prima la vicenda della nave Aquarius, poi la risposta stizzita ai francesi, agli spagnoli a tutta l’Europa, convinto che “alzare la voce paga”.


Dunque secondo questo falso prete dovremmo continuare a stare zitti mentre la Francia ricaccia i profughi, getta bombe atomiche nel Pacifico, adotta il signoraggio bancario in Africa, sfrutta gli africani con il colonialismo obbligando gli africani a scappare dalle loro terree e usa la polizia per picchiare i portatori di handicap, si riferisce a questa Francia??


Dunque secondo questo finto prete noi dovremmo prenderci tutta l 'Africa da navi spagnole tedesche olandesi e  se non lo facciamo siamo razzisti!

Poi la risposta al Cardinal Ravasi (Ravasi non è quello che andava ad applaudire donne nude vestite da prete ?




che gli aveva indirizzato un tweet citando Matteo 25 “ero straniero e non mi avete ospitato”.
Quel passo è riferito agli apostoli di Dio che predicano il Vangelo e che si recano nel mondo ad annunciare la parola di Dio e non  a stupratori o adoratori di un dio sanguinaro .

Don Ettore aggiunge: “Salvini ha di nuovo ricordato di avere sempre in tasca il Rosario (chissà se qualche volta lo usa per pregare, o se lo tiene come portafortuna).
Meglio una croce con il Rosario come porta fortuna che i simboli massonici 



Infine parlando al Senato ha citato un passo del vangelo: “Ama il prossimo tuo come te stesso”

Giusto! Il prossimo! Cioè il più vicino , e chi sono i più vicini agli italiani se non 6 milioni di poveri e una buona percentuale di disoccupati italiani????


naturalmente nel prossimo riconosce solo i minori e le donne che scappano dalla guerra, gli altri son tutti approfittatori e possibili delinquenti come aveva detto ai tunisini”.
Abbiamo le pagine di cronache piene dei reati commessi da costoro in quanto migliaia di carcerati sono stati lasciati liberi di venire in Italia oltre ai pedofili adoratori di un dio sanguinarioL'immagine può contenere: una o più persone e testo

 
“Visto così – continua il parroco di Crevenna – sembra un cristiano modello che conosce la scrittura, che prega, che cita il Magistero, insomma un esempio da imitare e sono tanti i cattolici che lo considerano veramente l’uomo mandato da Dio a salvare questa povera Italia allo sbando”.


Ora secondo la parola di Dio : E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, 18 prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Mi dica signor finto prete quante guarigioni o liberazioni lei ha compiuto nel nome di Dio ?

I finti terroni e i traditori con le loro bandiere in balcone !


Io non sono leghista ne 5 stelle , ma non sono soprattutto un falso sinistro e dico solo che se avessi visto quelle stesse lenzuola contro la mafia e la camorra, ndrangheta , malasanità, sporcizia , corruzione, oppure quando gli scarafaggi e le formiche leccavano il  sangue dei pazienti , o addirittura quando dei bastardi sparavano a delle bimbe innocenti avrei creduto, ma vedo solo adesso queste lenzuola, dunque come dicevano i Romani : A CHI GIOVA ??Giova chi non vuole il cambiamento ! 


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Pensate, questo è napoletano vive nella mondezza, nel degrado con gli scarafaggi e formiche con gli ospedali che leccano il sangue dei pazienti e con pregiudicati che rapinano e spacciano e  killer che sparano a ragazzini e lui che fa? Espone la bandiera dell 'Europa e a suo modo per contestare Salvini, mette un numero che nella smorfia napoletana  ha il significato" omm' e merda" ma non abbiamo capito se vuole presentarsi per quello che è , o per altro. Certo, un napoletano, di una città con un passato glorioso che espone la bandiera di chi sfrutta l' ITALIA non ha prezzo come idiozia,ma si sa il mondo è bello perchè avariato...Nessuna descrizione della foto disponibile.


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certo è meglio stare con i finti sinistri amici degli integralisti
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Pure la MADONNA VI HA ABBANDONATO POICHE' PREFERITE MAOMETTO
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FORSE PERCHE' PREFERISCE I NEGRONI 
 
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LORO PREFERISCOMO CHE SIA SOLO IL PD A RUBARE AI RISPARMIATORI, LORO PREFERISCONO CHE LO STATO SPENDA 5 MILIARDI ALL' ANNO PER CLANDESTINI.L'immagine può contenere: spazio all'aperto
 D 'ACCORDO SAPPIAMO DOVE ABITI, E I RAPINATORI LI MANDIAMO DA TE, PROCURATI UN TROLLEY
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180 MILIONI PER L' AEREO  DEL BOMBA , MILIARDI PER DERUBARE I RISPARMIATORI ITALIANI, 5 MILIARDI ALL'ANNO PER MANTENERE CLANDESTINI E I NOSTRI FIGLI A FANCULO!!!!!!!

Nessuna descrizione della foto disponibile.GIUSTO! MEGLIO IL GAY PRIDE, INTEGRALISTI, ADORATORI DI UN DIO SANGUINARIO, SPACCIATORI, MACELLAI, STUPRATORI, ABORTISTI CON UN BEL ARCOBALENO DI CACCA VARIOPINTA 

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E COME MAI HAI MESSO LE INFERRIATE ? MA NON SEI PER L'ACCOGLIENZA ??????

Nessuna descrizione della foto disponibile.TRANQUILLO TI MANDO IL FRATELLO DI OSEGHALE , LA VALIGIA LA PORTA LUI!
 
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e ci vai da solo o ti ci portano?!??!?
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giovedì 16 maggio 2019

Nomi, finanziatori e intrighi. Ecco tutti i segreti delle navi Ong


Da Soros al tifoso di Hillary Clinton, ecco dove prendono i soldi e come li spendono le Ong che portano migranti in Italia

Le Ong di nuovo nell'occhio del ciclone. Dopo le accuse di Frontex, le indagini di tre procure e il sospetto di "affari sporchi", ieri anche Matteo Renzi ha accusato le organizzazioni umanitarie di "non rispettare le regole".
È vero? Chissà. Di certo ci sono molti lati oscuri su cui è doveroso fare un po' di luce.

Medici Senza Frontiere

Partiamo dalle associazioni più grandi. In cima alla lista va messa ovviamente Medici Senza Frontiere, che nel 2016 poteva contare su tre navi: la Dignity I, la Bourbon Argos e Aquarius. Oggi è rimasta attiva solo la Aquarius, a cui però è stato affiancato il nuovo acquisto "Prudence", un'imbarcazione commerciale da 75 metri e 1000 posti a bordo. Un gigante del salvataggio.
Niente da ridire sulle attività che Msf porta avanti nel mondo. Anzi. Fa però sorridere il fatto che tra i suoi fondatori compaia Bernard Kouchner, medico francese che ha visto più palazzi della politica che sale operatorie. Dal 2007 al 2010 infatti è stato ministro degli Affari Esteri da Nicolas Sarkozy, ovvero di quel governo che nel 2011 ha bombardato Muhammad Gheddafi e trasformato la Libia nel porto senza regole da cui oggi partono i barconi carichi di immigrati.
E così, in qualche modo, persone collegate a Msf erano di casa in istituzioni che sono state la causa della crisi migratoria. Oggi l'associazione per salvare stranieri dalle bagnarole sostiene spese ingenti, ma i fondi non sembrano essere un problema. Nel 2016 ha raccolto 38 milioni di euro grazie al contributo di 319.496 donatori, 9,7 milioni di euro dal 5x1000 (di cui 1,5 andati per la nave Bourbon Argos) e 3,3 milioni da aziende e fondazioni. Tra queste chi appare? La Open Society Foundation di George Soros, il magnate ungherese col vizio del buonismo e delle frontiere aperte. Peraltro, la Open Society e Msf sono soliti scambiarsi collaboratori come se facessero le cose in famiglia. Un esempio? Marine Buissonnière, per 12 anni dipendente Msf, poi direttrice del programma per la Sanità pubblica di Soros e ora di nuovo consulente per le migrazioni della Ong.

Save The Children

Guarda caso, Soros ha finanziato (anche se per altre iniziative) pure un’altra organizzazione attivissima nel recupero clandestini: Save The Children. La nota associazione internazionale ha nel suo parco navi la Vos Hestia, un’imbarcazione da 62metri, che batte bandiera italiana e si avvale di due gommoni di salvataggio. I soldi? No problem: nel 2015 a bilancio sono segnati 80,4 milioni di euro di incassi.

Proactiva Open Arms

Un anno fa a gestire il famoso peschereccio Golfo Azzurro, “beccato” dai radar a raccogliere stranieri vicino alle coste libiche, ci pensava l’olandese Life Boat Refugee Foundation. Da inizio 2017 la fondazione non organizza più salvataggi in mare, ma la Golfo Azzurro continua la sua opera al servizio della Ong spagnola Proactiva Open Arms, che una volta usava il vascello di lusso Astral donato dal milionario italiano Livio Lo Monaco. Per le loro navi gli spagnoli spendono 1,4 milioni di euro, di cui il 95% usati per le azioni di salvataggio (700mila euro al largo della Libia e 700mila euro a Lesbo) e il restante 5% in strutture, comunicazione e via dicendo. L’incasso però è più alto, con una raccolta fondi che supera i 2,1 milioni di euro. Secondo il direttore Oscar Camps, la Golfo Azzurro può ospitare 400 persone a bordo e un giorno di navigazione costa "solo" 5mila euro.

SOS Mediterranée

Spende invece almeno il doppio la Ong italo-franco-tedesca Sos Mediterranée, fondata dall’ex ammiraglio Klaus Vogel. Per sostenere 24 ore di mare, alla Acquarius servono circa 11mila euro. E se desiderate fare una donazione sappiate che con 30 euro si riesce a mettere in mare per un’oretta solo la lancia di salvataggio. Tra i soci fondatori compare il Cospe, una Onlus italiana dedita all'immigrazione e che (oltre a fondi pubblici) ha ricevuto 46mila euro dalla solita Open Society di Soros.

Sea Watch Foundation

Il mistero dei costi si infittisce osservando le attività della Sea Watch Foundation. Nel 2014 Harald Höppner investe con un socio 60.000€ nell’acquisto di un vecchio peschereccio olandese. Oggi vanta attrezzature di tutto rispetto: oltre alle due unità navali (una battente bandiera olandese e l’altra neozelandese), a breve dovrebbe essere operativo il “Sea Watch Air”, un aereo col compito di pattugliare dall'alto il Mediterraneo. Da dove vengono i soldi? Non è dato sapere.

Life Boat

Sia Sea Watch che la sorella Life Boat condividono una curiosità interessante. Tra i loro partner spicca la Fc St. Pauli, una società sportiva di Amburgo più famosa per sposare cause buoniste che per meriti calcistici. Per dirne una, è stata la prima squadra a vietare l’ingresso allo stadio ai tifosi di destra. Altro che accoglienza. La base operativa sarebbe a Malta, ma l’equipaggio della Minden sembra preferire i porti italiani per “scaricare” i migranti. Solitamente effettuano missioni da 10 giorni per 24 ore di navigazione e il costo giornaliero del carburante ruota attorno ai 25 euro. Sulla piattaforma betterplace.org sono riusciti a raccogliere 6mila euro per radar e comunicazioni satellitari, 7.500 euro per comprare un gommone di salvataggio e 12 mila euro per il combustibile. Troppi pochi per gestire così tante missioni. Gli altri da dove arrivano? Lecito chiederselo, visto che a breve dovrà comprare una barca tutta sua e per ora i generosi sostenitori hanno versato solo 1.800 euro.

Sea-Eye e Jugend Rettet

All’appello delle cinque Ong tedesche mancano la Sea-Eye e la Jugend Rettet. La prima è stata fondata nel 2015 da Michael Buschheuer, conta circa 200 volontari e sul sito è scritto che gli bastano 1.000 euro per pagare un’intera giornata alla ricerca di clandestini. Si avvale dei pescherecci Sea-Eye e Sea Fox. La seconda invece è formata da un gruppo di ragazzi che per 100mila euro ha comprato il peschereccio Iuventa. Ogni missione in mare costa circa 40 mila euro al mese e viene finanziata con donazioni private. La loro raccolta fondi funziona molto bene, visto che da ottobre 2016 ad oggi hanno racimolato 166.232 euro.

Moas

Il caso più curioso è però quello della Migrant Offshore Aid Station, associazione maltese con due imbarcazioni (Phoenix e Topaz responder), diversi gommoni Rhib e alcuni droni. Moas è stata fondata nel 2013 da due imprenditori italo-americani, Christopher e Regina Catambrone, diventati milionari grazie alla Tangiers Group, agenzia assicurativa specializzata in “assistenza nelle emergenze e servizi di intelligence”. Tra i vari (e ricchi) partner, ha ricevuto 500mila euro da Avaaz.org, cioè la società riconducibile a Moveon.org, che a sua volta fa capo all'onnipresente George Soros. Non è tutto. Perché Christopher appare tra i finanziatori (416mila dollari) di Hillary Clinton durante l’ultima deludente campagna elettorale e negli anni si è contornato di personaggi a dir poco particolari. Nel circolo di amici appare tal Robert Young Pelton, proprietario di un’azienda (Dpx) che produce coltelli da guerra. Esatto: armi bianche già testate in zone di conflitto come Afghanistam Somalia, Iraq e Birmania. Non basta? Fino a giugno 2016 il direttore era Martin Xuereb, in passato Capo della Difesa dell'Esercito maltese. Infine, una seggiola del Consiglio di Moas è riservata a Ian Ruggier, ex ufficiale maltese famoso per aver represso con la violenza le proteste dei migranti ospitati sull’isola. Strano, no? Professano accoglienza e poi usano il pugno duro. Oltre ad avere alcuni lati oscuri, pare che lo Ong pecchino anche di coerenza

mercoledì 15 maggio 2019

Video anti aborto al Liceo, aria di censura. E si muove persino la Procura (video)

sabato 15 dicembre 18:45 - DI Roberto Frulli


L'immagine può contenere: testoParte la segnalazione alla Procura e al Tribunale dei Minori per una lezione scolastica ritenuta troppo esplicita sul tema dell’aborto in un liceo di Monopoli nel barese il 4 dicembre scorso.
Secondo la denuncia di Veronica Giannone, parlamentare portavoce del M5S alla Camera, che ha presentato un’interpellanza al governo, nel corso di due incontri con gli studenti delle prime classi del Liceo “G. Galilei – M. Curie” di Monopoli, incontri al quale era stata invitata l‘associazione “Movimento per la vita”, sarebbero state utilizzati termini piuttosto forti e, successivamente, mostrato un  video americano abbastanza famoso, “L’urlo silenzioso”, il documentario del 1984 realizzato dall’ex-medico abortista Bernard Nathanson favorevole, successivamente, al Movimento Pro-life, che utilizza «materiale autentico» e scene esplicite sull’aborto.
La vicenda sarebbe avvenuta in due tempi.
Inizialmente sarebbe stata invitata l’associazione “Movimento per la vita” a parlare ai ragazzi delle prime classi. E, secondo la parlamentare Cinque Stelle, sarebbero state usate espressioni come «la pratica dell’aborto prevede che si estraggano pezzi di gambe e braccia di bambini già formati».
«Pochi giorni dopo il docente di Religione Cattolica – continua la Giannone – ha proiettato un documentario dal titolo “L’Urlo Silenzioso”, del 1984, vietato ai minori, in cui si vedono scene esplicite di aborti, accompagnate da termini come “bambino dilaniato” o “smembrato”».
Ludovico Abbaticchio, garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Puglia, invita a non strumentalizzare i ragazzi «con immagini violente». E avverte che, come Garante, chiederà «ai responsabili scolastici cosa è accaduto e chi ha scelto questo inaccettabile incontro che sicuramente ha provocato nei minori che hanno assistito gravi momenti di sgomento e di dramma psicologico».





«Chiederò alla Procura dei Minori e al Tribunale per i minori – annuncia Abbaticchio – di intervenire per quanto di loro competenza per accertare le responsabilità di questo intervento deviante e terroristico nei confronti di minorenni all’interno di attività scolastiche».
«Esiste – ricorda il garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Puglia – una legge dello Stato, la 194/78, che prevede anche la corretta informazione contraccettiva per prevenire l’aborto. Ma questa opera di vergognosa informazione deviante è inaccettabile soprattutto se proiettata alla presenza di minori in una scuola. L’educazione alla salute e alla sessualità si realizza attraverso programmazione equilibrata ed informazione corretta anche per prevenire l’aborto che rimane comunque una scelta luttuosa è drammatica per la donna che sceglie questo percorso garantito dalla legge. Legge 194 che garantisce anche le minori».
Travolto dalle polemiche per la visione del video con scene di aborti durante l’orario scolastico proposto dall’associazione anti-abortista, il Polo Liceale ‘G. Galilei – M. Curie’ di Monopoli, in provincia di Bari, ha attivato delle verifiche interne e ha riunito gli organi collegiali: «quanto è accaduto è particolarmente grave in merito a un utilizzo improprio e inadeguato del video e della procedura seguita nel corso della lezione, tenuto conto della età adolescenziale degli studenti della classe e del contesto entro cui si è svolta ogni vicenda denunciata», accusano, in una nota congiunta, il dirigente scolastico Martino Cazzorla, il Consiglio di istituto e il Collegio di classe.
«In ogni caso – spiegano – si evidenzia che la presenza della presidente del Movimento per la Vita di Monopoli non è stata mai né richiesta a questa dirigenza o alla scuola né tantomeno autorizzata. E, men che meno, lo è stata la proiezione del video in questione. Pertanto, ove siano confermate circostanze che abbiano violato le garanzie educative – avvertono il dirigente scolastico Martino Cazzorla, il Consiglio di istituto e il Collegio di classe – saranno prese le opportune decisioni da parte degli organi preposti».
Dal Polo liceale sostengono che la comunità scolastica non sapeva nulla della vicenda. E che «avrebbe preferito venire a conoscenza dei fatti e dei rilievi esposti, attraverso i canali istituzionali esistenti e previsti».
 
 
Quando l'assassinio viene definito "diritto". L'altro giorno una cosiddetta amica Fb mi ha contestato dicendo: "meno male che non la pensano tutti come te" e ha provveduto a cancellarmi. Avrei voluto semplicemente dirle che come essere umano mi vergogno ci siano tanti invece che la pensano come lei. Crudeltà e idiozia hanno preso il sopravvento sulla ragione.

Questa ragazza americana è stata sospesa a scuola per aver diffuso versetti della Bibbia

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Gabby Helsinger, cristiana dell'Ohio, ha risposto alla propaganda LGBT nella sua scuola. Ma il suo gesto non è piaciuto al dirigente scolastico

Punita per aver diffuso versetti biblici a scuola. Succede a Lebanon, in Ohio, Stati Uniti. Una giovane cristiana di nome Gabby Helsinger ha pensato di scrivere dei versetti della Bibbia su dei biglietti da attaccare sulle pareti o da inserire negli armadietti dei compagni, senza alcun commento.
La sua sarebbe stata una reazione alla diffusione di bandiere arcobaleno (degli LGBT) affisse nei corridoi dell’istituto dal club Gay Straight Alliance (Gsa) per sensibilizzare gli scolari sul tema dell’omosessualità.
La vicenda è stata riportata da diversi media americani tra cui FoxNews (20 marzo) e rilanciata in Italia da In Terris (21 marzo).

La scelta di Gabby

«Ho sentito il bisogno di scrivere alcuni versetti della Bibbia in modo da poterli mettere in giro per la scuola. Così ho preparato dei biglietti e li ho messi sugli armadietti e sulle pareti», spiega Gabby in un video diffuso da sua madre Tina su facebook, che ha ricevuto quasi 6000 commenti.
L’intervento dei vertici scolastici non è tardato. «Il giorno dopo, sono stata chiamata in ufficio del dirigente scolastico. Mi è stato detto che c’era una lettera per me. L’ho aperta e ci ho trovato un foglio con su scritta la mia sospensione, motivata con il fatto che avrei dato prova di maleducazione e mancanza di rispetto, perché scrivendo i versetti della Bibbia avrei preso di mira la Gsa (il gruppo che avrebbe organizzato l’affissione di bandiere arcobaleno, ndr)».

La sospensione

Secondo Gabby non c’è stata alcuna mancanza di rispetto, ma una semplice risposta alla propaganda del club LGBT. Nè immaginava che bisognava chiedere il permesso al dirigente per affiggere i versi biblici. «Non c’è bisogno di creare confusione ai miei compagni di scuola sul fatto che debbano chiedersi se siano omosessuali, lesbiche, trans. Dio è l’unico modo per tenere libere le loro menti, ed è per questo che l’ho fatto».

La madre

Contro la decisione del dirigente è insorta anche la madre di Gabby, Tina, che ha chiesto la solidarietà degli utenti social di facebook, pubblicando gli indirizzi mail dei dirigenti dell’istituto scolastico e dicendo di scrivere loro per contestare contro la sospensione a sua figlia, rea di «aver condiviso con tutti le proprie convinzioni».