“Mio padre è nell’Isis, faccio saltare la scuola”. E’ la frase che si è sentita rivolgere una maestra da una bambina di origini marocchine che frequenta un istituto di Piacenza. L’insegnante l’aveva ripresa durante l’orario di insegnamento per aver disturbato in varie occasioni lo svolgimento delle lezioni. L’alunna a quel punto ha intimato di chiamare il padre che, ha detto secondo le ricostruzioni, sarebbe un militante dello Stato Islamico. La bimba ha anche aggiunto che a casa ha una cintura esplosiva che potrebbe utilizzare per far esplodere la scuola.
Preoccupati i genitori degli altri alunni dell’istituto elementare Egidio Carella, i quali hanno ascoltato la testimonianza dei loro figli al ritorno da scuola. E tutte le versioni, a quanto pare, combaciano. “E’ parecchio tempo che si conoscono le abitudini di questa bambina – ha spiegato una mamma che ha il figlio in classe con la piccola marocchina e che preferisce rimanere anonima. “Quando i bambini giocano con la carta o simulano di usare un telefonino oppure i soldi del Monopoli, lei invece si costruisce delle cinture e dice che ci mette le bombe per farle scoppiare”.
“I genitori non sono integrati – ha aggiunto un altro genitore – Quando giocano gli altri hanno delle abitudini piuttosto tradizionali, mentre lei dice che con quelle cinture di carta si farà saltare. Siamo preoccupati”. Stesso stato d’animo anche per un altro genitore: “Non è il modo con cui lo dice, anche perché se ne parla talmente tanto in televisione che può succedere, però bisogna stare attenti. La famiglia non è integrata e non partecipano mai alle iniziative comuni, così come non danno confidenza a nessuno. Tutti elementi che non ci fanno sentire sicuri”
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