E'
MORTO IL TESTIMONE PRINCIPALE DELLA TRUFFA CHE AVEVA ORGANIZZATO IL
COMUNE DI MONTECATINI TERME NEGLI ANNI '70 COPERTO DALLA REGIONE, DALLA
PREFETTURA, DAI POLITICI AD ALTO LIVELLO, DAI MAGISTRATI CHE COINVOLGE
PURE IL CATASTO.
Proprio un mese fa e anche pochi giorni fa, ho depositato un'istanza al Comune di Montecatini Terme per far aprire un procedimento amministrativo riguardo il caso che vede pienamente coinvolta la persona del quale parla l'articolo.
Chi non capisce la mia storia, trova la risposta in questo post perché i magistrati hanno preso pure la mia vita.
Conoscevo bene Antonio La Porta, sono andata a trovarlo nel mese di agosto e stava già piuttosto male, quindi me ne sono venuta via senza dirgli nulla. La Porta, si era sempre comportato gentilmente con me. La figlia Giovanna, è giornalista del TIrreno. Conosco anche lei perché siamo state insieme nel seggio elettorale come scrutatrici, anni fa.
Quindi, non ho nulla contro La Porta, ma questo articolo non dice il vero.
Quella impresa della quale parla l'articolo, l'Edilindustralaporta s.n.c. messa su dai 4 fratelli La Porta, ha truffato i Comuni di mezza Toscana con gli appalti pubblici che vinceva per la costruzione di case popolari, tra le quali anche quelle di Ronchi, Comune menzionato nell'articolo.
La Porta non ha mai portato a termine i cantieri (Lucca, Pisa, Camaiore, Montecatini, Ronchi), non ha pagato i fornitori pur avendo riscosso i soldi, con l'avanzamento dei lavori dagli assegnatari delle case popolari da costruire. Alzando lo scheletro dell'edificio, la Società ha annunciato difficoltà economiche e avvertiva gli acquirenti degli alloggi chiedendo a loro di pagare altri soldi se no, avrebbe dichiarato fallimento. Gli assegnatari avrebbero perso i soldi rimanendo senza la casa, quindi gli davano i soldi che il La Porta chiedeva.
Il La Porta non è mai fallito, ma è stato ammesso al concordato preventivo richiesto nel 1984. Il La Porta ha fatto pagare il prezzo del concordato dai Comuni, dal Ministero tramite cause civili appositamente organizzate che vinceva lui pur avendo torto marcio.
Di fatto, hanno pagato le "difficoltà economiche", i fornitori del La Porta i Comuni, i Ministeri con soldi pubblici, Chiuso il concordato, nel 2011 (dal 1984), il La Porta ha pure intascato altri soldi, senza rimettere nulla di suo. Nel frattempo, il concordato ha fatto mangiare tanti soldi a tanti avvocati, libero professionisti e a tutti quelli che toccavano il concordato, probabilmente pure magistrati, politici che si erano prestati a coprire tutto.
Al Comune di Montecatini Terme, costa questo giochino circa €. 723.000, soldi "rubati" dalla cassa del Comune a danno dei cittadini, dello Stato, ma soprattutto a danno mio perché il Comune ha fatto addebitare a me detta cifra organizzando una causa civile contro di me, con carte false. colludendosi con i magistrati.
E' una cosa molto strana:
dallo studio legale di Franco Bechi di Pistoia che difendeva La Porta contro i Comuni, usciva l'avvocato Rossana Parlanti che, nel 1997, era incaricata dal concordato per portare a termine un accordo transattivo proposto dal Comune al La Porta, nonostante la Cassazione aveva dato ragione al Comune il quale aveva appellato la sentenza di condanna.
Nello stesso anno, 1997, la Parlanti ha cambiato bandiera ed è diventata il legale di fiducia del Comune, ora dirigente anche della Sezione Patrimonio immobiliare. La Parlanti propone scelte illecite all'amministrazione comunale avendo in mano i magistrati (ne ha tratto vantaggio anche per il proprio fratello che aveva ucciso l'ex moglie, la madre dei suoi due figli e dopo l'aveva pure derubata).
In quell'epoca, era al Potere la destra, fino al 2009, quindi erano tutti quanti d'accordo sulla Parlanti, la destra e la sinistra, come sono tutti quanti d'accordo per non far scoprire il caso del complesso PEEP Le Panteraie.
Non parla l'articolo del Comune di Montecatini Terme dove hanno messo in piedi una Rete di "ricatti".
La Porta era in possesso di tutte le prove degli illeciti del Comune riguardo l'espropriazione dell'area PEEP che di fatto era un'occupazione abusiva di un terreno agricolo di mq 4.537 sulla quale hanno organizzato la costruzione di 18 alloggi di case popolari. Erano case popolari solo su carta, costruite nella zona più lussuosa che era servito per svincolare un vasto terreno agricolo in mano di 5 proprietari terrieri sul quale hanno progettato la costruzione di 26 ville lussuose.
Il Comune ha organizzato un finto Bando di concorso per l'acquisto di dette case popolari che di fatto non erano mai vendute. Avevano bisogno degli assegnatari fidati che stavano zitti in cambio del vantaggio di esser visti intestati appartamenti non acquistati con regolare contratto di compravendita.
Il loro silenzio era certo perché gli assegnatari appositamente scelti sapevano che non avevano i requisiti di legge all'acquisto di case popolari.
Il Comune ha venduto solo il terreno ai 18 "assegnatari" i quali si sono trovati intestatari anche l'appartamenti, nonostante avessero stipulato il contratto di compravendita con il Comune solo per l'acquisto dell'area PEEP, nel 1984.
Per esempio, chi aveva avuto la casa di mq 69,85, pagava Lire 577.110 per la propria quota del terreno complessivo di mq 4.537, spettantegli secondo la dimensione dell'appartamento.
Il Comune ha venduto il terreno che non era suo perché l'aveva occupato abusivamente e non risulta da nessun atto l'acquisto o l'espropriazione portata a termine, nemmeno presso il Catasto dei terreni.
Il La Porta ha iniziato la costruzione nel 1981 e ha abbandonato il cantiere nel 1983, con soldi in tasca. La Porta ha ceduto al Comune il suo terreno di mq 2.211 per lire 2.371.512, solo nel 1984 quando aveva già costruito sul terreno lo scheletro del complesso PEEP, Il La Porta ha chiesto e ha ottenuto dal Comune la vendita dell'area PEEP di mq 4.537 a lui, nel 1981 che era ancora da espropriare, al prezzo di Lire 13.200,000, cioè allo stesso prezzo di esproprio che il Comune non aveva mai pagato.
Due anni dopo, nel 1986, il La Porta ha chiesto l'indennità di espropriazione del proprio terreno, in via giudiziaria ritenendo che il prezzo di espropriazione da lui accordato era troppo esiguo.
Nel 1987, il tribunale di Pistoia ha condannato il Comune al pagamento di Lire 716.400.000 per il terreno agricolo, situato in zona periferica. Il Comune e La Porta hanno taciuto al giudice che il La Porta possedeva solo meno della metà del terreno "espropriato" che di fatto, mai è stato espropriato.
Il Comune finirà di pagare il mutuo contratto solo nel 2017, nonostante abbia venduto tutta l'area PEEP ai privati, nel 1984.
Io sono entrata nel quadro nel 1989, dopo che il Comune era stato già condannato alla indennità di espropriazione.
Nel 1990, il Comune ha assegnato a me l'unico immobile non ceduto ai privati e rimasto allo stato cantiere, come lo aveva abbandonato il La Porta.
Dopo 20 anni, in una causa appositamente organizzata, il Comune mi ha fatto condannare all'occupazione abusiva dell'immobile e al pagamento di indennità di occupazione che corrisponde esattamente al prezzo che costa al Comune il mutuo contratto per pagare l'indennità di espropriazione al La Porta.
Avendo scoperto e denunciato tutto, con prove in mano, il Comune mi ha fatto passare per pazza dai magistrati organizzando un processo farsa in cui hanno vietato che io possa partecipare e difendermi.
Siccome non smettevo di denunciare gli illeciti in Rete e alle Istituzioni, e nonostante il giudice tutelare abbia vietato a me, alla mia famiglia a rivolgersi alla Pubblica Amministrazione, e a tutti i terzi (comitati, associazioni che avessero voluto intervenire per il mio caso), hanno organizzato anche la mia morte attraverso la somministrazione di un cocktail di droghe in overdose, tramite la psichiatria (nel 2013, 4 mg di Midazolam Hospira, la seconda volta 12 mg di Midazolam Hospira e Ipnovel e 10 mg di Serenase)..
A tale scopo, hanno cambiato le mie generalità nel Database del Ministero dell'Interno e negli atti giudiziari, in modo che, in caso di morte, possano comunicare al Governo del mio Paese di origine che non ero io quella persona che avevano dichiarato totalmente incapace di intendere e volere, giustiziata nel processo farsa, alla quale somministravano con la forza i potenti psicofamaci, ma un'altra persona.
Se Sabino Cassese non avesse fatto mandare il giudice tutelare Giuseppe Ciccarelli in Pistoia, non avrei mai scoperto che sta dietro questa organizzazione lui, il PD, Napolitano. Si sono scivolati su una buccia di banana, ma io sono una donna morta che cammina.
Proprio un mese fa e anche pochi giorni fa, ho depositato un'istanza al Comune di Montecatini Terme per far aprire un procedimento amministrativo riguardo il caso che vede pienamente coinvolta la persona del quale parla l'articolo.
Chi non capisce la mia storia, trova la risposta in questo post perché i magistrati hanno preso pure la mia vita.
Conoscevo bene Antonio La Porta, sono andata a trovarlo nel mese di agosto e stava già piuttosto male, quindi me ne sono venuta via senza dirgli nulla. La Porta, si era sempre comportato gentilmente con me. La figlia Giovanna, è giornalista del TIrreno. Conosco anche lei perché siamo state insieme nel seggio elettorale come scrutatrici, anni fa.
Quindi, non ho nulla contro La Porta, ma questo articolo non dice il vero.
Quella impresa della quale parla l'articolo, l'Edilindustralaporta s.n.c. messa su dai 4 fratelli La Porta, ha truffato i Comuni di mezza Toscana con gli appalti pubblici che vinceva per la costruzione di case popolari, tra le quali anche quelle di Ronchi, Comune menzionato nell'articolo.
La Porta non ha mai portato a termine i cantieri (Lucca, Pisa, Camaiore, Montecatini, Ronchi), non ha pagato i fornitori pur avendo riscosso i soldi, con l'avanzamento dei lavori dagli assegnatari delle case popolari da costruire. Alzando lo scheletro dell'edificio, la Società ha annunciato difficoltà economiche e avvertiva gli acquirenti degli alloggi chiedendo a loro di pagare altri soldi se no, avrebbe dichiarato fallimento. Gli assegnatari avrebbero perso i soldi rimanendo senza la casa, quindi gli davano i soldi che il La Porta chiedeva.
Il La Porta non è mai fallito, ma è stato ammesso al concordato preventivo richiesto nel 1984. Il La Porta ha fatto pagare il prezzo del concordato dai Comuni, dal Ministero tramite cause civili appositamente organizzate che vinceva lui pur avendo torto marcio.
Di fatto, hanno pagato le "difficoltà economiche", i fornitori del La Porta i Comuni, i Ministeri con soldi pubblici, Chiuso il concordato, nel 2011 (dal 1984), il La Porta ha pure intascato altri soldi, senza rimettere nulla di suo. Nel frattempo, il concordato ha fatto mangiare tanti soldi a tanti avvocati, libero professionisti e a tutti quelli che toccavano il concordato, probabilmente pure magistrati, politici che si erano prestati a coprire tutto.
Al Comune di Montecatini Terme, costa questo giochino circa €. 723.000, soldi "rubati" dalla cassa del Comune a danno dei cittadini, dello Stato, ma soprattutto a danno mio perché il Comune ha fatto addebitare a me detta cifra organizzando una causa civile contro di me, con carte false. colludendosi con i magistrati.
E' una cosa molto strana:
dallo studio legale di Franco Bechi di Pistoia che difendeva La Porta contro i Comuni, usciva l'avvocato Rossana Parlanti che, nel 1997, era incaricata dal concordato per portare a termine un accordo transattivo proposto dal Comune al La Porta, nonostante la Cassazione aveva dato ragione al Comune il quale aveva appellato la sentenza di condanna.
Nello stesso anno, 1997, la Parlanti ha cambiato bandiera ed è diventata il legale di fiducia del Comune, ora dirigente anche della Sezione Patrimonio immobiliare. La Parlanti propone scelte illecite all'amministrazione comunale avendo in mano i magistrati (ne ha tratto vantaggio anche per il proprio fratello che aveva ucciso l'ex moglie, la madre dei suoi due figli e dopo l'aveva pure derubata).
In quell'epoca, era al Potere la destra, fino al 2009, quindi erano tutti quanti d'accordo sulla Parlanti, la destra e la sinistra, come sono tutti quanti d'accordo per non far scoprire il caso del complesso PEEP Le Panteraie.
Non parla l'articolo del Comune di Montecatini Terme dove hanno messo in piedi una Rete di "ricatti".
La Porta era in possesso di tutte le prove degli illeciti del Comune riguardo l'espropriazione dell'area PEEP che di fatto era un'occupazione abusiva di un terreno agricolo di mq 4.537 sulla quale hanno organizzato la costruzione di 18 alloggi di case popolari. Erano case popolari solo su carta, costruite nella zona più lussuosa che era servito per svincolare un vasto terreno agricolo in mano di 5 proprietari terrieri sul quale hanno progettato la costruzione di 26 ville lussuose.
Il Comune ha organizzato un finto Bando di concorso per l'acquisto di dette case popolari che di fatto non erano mai vendute. Avevano bisogno degli assegnatari fidati che stavano zitti in cambio del vantaggio di esser visti intestati appartamenti non acquistati con regolare contratto di compravendita.
Il loro silenzio era certo perché gli assegnatari appositamente scelti sapevano che non avevano i requisiti di legge all'acquisto di case popolari.
Il Comune ha venduto solo il terreno ai 18 "assegnatari" i quali si sono trovati intestatari anche l'appartamenti, nonostante avessero stipulato il contratto di compravendita con il Comune solo per l'acquisto dell'area PEEP, nel 1984.
Per esempio, chi aveva avuto la casa di mq 69,85, pagava Lire 577.110 per la propria quota del terreno complessivo di mq 4.537, spettantegli secondo la dimensione dell'appartamento.
Il Comune ha venduto il terreno che non era suo perché l'aveva occupato abusivamente e non risulta da nessun atto l'acquisto o l'espropriazione portata a termine, nemmeno presso il Catasto dei terreni.
Il La Porta ha iniziato la costruzione nel 1981 e ha abbandonato il cantiere nel 1983, con soldi in tasca. La Porta ha ceduto al Comune il suo terreno di mq 2.211 per lire 2.371.512, solo nel 1984 quando aveva già costruito sul terreno lo scheletro del complesso PEEP, Il La Porta ha chiesto e ha ottenuto dal Comune la vendita dell'area PEEP di mq 4.537 a lui, nel 1981 che era ancora da espropriare, al prezzo di Lire 13.200,000, cioè allo stesso prezzo di esproprio che il Comune non aveva mai pagato.
Due anni dopo, nel 1986, il La Porta ha chiesto l'indennità di espropriazione del proprio terreno, in via giudiziaria ritenendo che il prezzo di espropriazione da lui accordato era troppo esiguo.
Nel 1987, il tribunale di Pistoia ha condannato il Comune al pagamento di Lire 716.400.000 per il terreno agricolo, situato in zona periferica. Il Comune e La Porta hanno taciuto al giudice che il La Porta possedeva solo meno della metà del terreno "espropriato" che di fatto, mai è stato espropriato.
Il Comune finirà di pagare il mutuo contratto solo nel 2017, nonostante abbia venduto tutta l'area PEEP ai privati, nel 1984.
Io sono entrata nel quadro nel 1989, dopo che il Comune era stato già condannato alla indennità di espropriazione.
Nel 1990, il Comune ha assegnato a me l'unico immobile non ceduto ai privati e rimasto allo stato cantiere, come lo aveva abbandonato il La Porta.
Dopo 20 anni, in una causa appositamente organizzata, il Comune mi ha fatto condannare all'occupazione abusiva dell'immobile e al pagamento di indennità di occupazione che corrisponde esattamente al prezzo che costa al Comune il mutuo contratto per pagare l'indennità di espropriazione al La Porta.
Avendo scoperto e denunciato tutto, con prove in mano, il Comune mi ha fatto passare per pazza dai magistrati organizzando un processo farsa in cui hanno vietato che io possa partecipare e difendermi.
Siccome non smettevo di denunciare gli illeciti in Rete e alle Istituzioni, e nonostante il giudice tutelare abbia vietato a me, alla mia famiglia a rivolgersi alla Pubblica Amministrazione, e a tutti i terzi (comitati, associazioni che avessero voluto intervenire per il mio caso), hanno organizzato anche la mia morte attraverso la somministrazione di un cocktail di droghe in overdose, tramite la psichiatria (nel 2013, 4 mg di Midazolam Hospira, la seconda volta 12 mg di Midazolam Hospira e Ipnovel e 10 mg di Serenase)..
A tale scopo, hanno cambiato le mie generalità nel Database del Ministero dell'Interno e negli atti giudiziari, in modo che, in caso di morte, possano comunicare al Governo del mio Paese di origine che non ero io quella persona che avevano dichiarato totalmente incapace di intendere e volere, giustiziata nel processo farsa, alla quale somministravano con la forza i potenti psicofamaci, ma un'altra persona.
Se Sabino Cassese non avesse fatto mandare il giudice tutelare Giuseppe Ciccarelli in Pistoia, non avrei mai scoperto che sta dietro questa organizzazione lui, il PD, Napolitano. Si sono scivolati su una buccia di banana, ma io sono una donna morta che cammina.

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