E’ stato un sabato notte pieno di terrore per il personale che lavora
nel porto commerciale di La Goulette. Era l’una del mattino quando una
“orda” di 90 individui, minorenni compresi, tutti armati di coltelli, ha
invaso il porto ed ha preteso, sotto minaccia, di imbarcarsi su una
nave diretta in Italia.
I lavoratori del porto hanno dato l’allarme e la polizia, arrivata sul posto piuttosto rapidamente,
è stata in grado di controllare la situazione e di fermare tutti questi
individui. 20 di loro sono stati indirizzati a servizi specializzati
per la delinquenza minorile a El Gorgeni.
: "Italiani pezzi di m*** vi ammazzo". Poi pesta i poliziotti
24 Marzo 2019
Raptus di un immigrato senegalese di 30 anni a San Cipriano d'Aversa
(Caserta): venerdì mattina l'extracomunitario, armato di mazza, ha
seminato il panico tra i passanti delle vie della cittadina, brandendo
l'arma e aggredendo verbalmente chiunque lo incrociasse. "Vaffanc*** pezzi di m***, paese di m***". Il sito locale Larampa.it ha pubblicato il video in cui lo si sente chiaramente pronunciare più volte la frase "italiani di m***, vi ammazzo".
Trasportato dagli agenti sul luogo nel commissariato di Casapenna, il
senegalese è diventato violento aggredendo e pestando alcuni agenti nel
tentativo di liberarsi, scagliandosi poi contro un'auto. Immobilizzato e
arrestato, il senegalese è ora accusato di danneggiamento aggravato e
di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Identificato, è risultato
essere pluripregiudicato e noto alle autorità per reati di droga e di
violenza nei confronti dei rappresentanti delle forze dell’ordine. Ora è
nel carcere di Poggioreale, a Napoli.
«Vorrei
tornare in Italia dalla famiglia e dagli amici per farmi accettare e
ricominciare a vivere una nuova vita». Si dichiara pentito, si spaccia
per italiano doc e vuole tornare
ovviamente da noi, anche se sul collo ha una condanna di 8 anni per
terrorismo internazionale. Monsef El Mkhayar 22 anni, arrivato in Italia
con un barcone è stato in un centro di accoglienza (SPRAR) poi è
scappato per arruolarsi nell'Isis e combattere in Siria. Caduto il
Califfato vuole tornare in Italia «Voglio solo andarmene da questo film.
Sono stanco». Aspettiamoci gli appelli accorati dell'esercito dei
"Restiamo Umani" o per dirla alla Livia Turco del PD "Bisogna
comprendere".
Reggio Emilia, circoncisione in casa fatta dai genitori: muore bimbo di 5 mesi. I genitori indagati per omicidio colposo
Le sue condizioni sono
apparse fin da subito molto gravi: il piccolo, di origine ghanese, è
stato ricoverato d'urgenza all'ospedale Sant'Orsola di Bologna ed è
morto nella notte tra venerdì e sabato 23 marzo
Un bambino di 5 mesi è morto dopo esser stato sottoposto ad un intervento di circoncisione fatto in casa dai genitori. È successo a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. Le sue condizioni sono apparse fin da subito molto gravi: il piccolo, di origine ghanese, è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Sant’Orsola di Bologna ed è morto nella notte tra venerdì e sabato 23 marzo.
La Procura di Reggio Emilia ha aperto un fascicolo
sull’accaduto dopo la segnalazione fatta dall’ospedale di Scandiano ai
carabinieri. L’ipotesi avanzata dai magistrati nei confronti dei suoi
genitori è di omicidio colposo.
La salma del piccolo è a disposizione della Procura per l’autopsia che la pm, Isabella Chiesi,
deve ancora fissare. Il bimbo è stato portato venerdì pomeriggio
all’ospedale di Scandiano in arresto cardiaco. Secondo quanto finora
ricostruito, il neonato era in condizioni disperate e si è reso
necessario il trasporto d’urgenza con l’elisoccorso al Sant’Orsola di Bologna dove il piccolo poi è deceduto.
Le gesta criminali della banda di marocchini erano terminate lo
scorso agosto. Erano specializzati nell’assaltare, di notte, abitazioni
di anziani, picchiandoli a sangue, a volte anche solo per rubare pochi
monili.
Ma ulteriori indagini hanno restituito uno scenario ancora più esteso ed agghiacciante che si protraeva da diverso tempo.
Come nella rapina di Arquà Polesine, dove marito e moglie erano stati fatti oggetto di una ferocia davvero inaudita. Brutale.
La donna, in particolare, era stata picchiata con una pala da fornaio
sino a quando il pesante attrezzo non si era rotto per la violenza dei
colpi, all’ennesimo terrificante fendente vibrato contro la sua schiena.
Una delle caratteristica della banda, infatti, era quella di usare come
armi attrezzi e arnesi trovati nella case delle vittime.
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Un pool investigativo di 50 uomini indagava, prima dell’arresto, per
mettere fine al terrore che la banda stava causando nel nordest.Ora alla
banda di marocchini sono addebitate 18 rapine in abitazione, 11 furti
per un totale di 36 anziani aggrediti. Complessivamente la banda sarebbe
stata composta da 12 marocchini. In un caso, nel Veronese, la banda ha
anche cercato di stuprare la anziana vittima, non riuscendo per fortuna
nell’intento.
Questi soggetti violenti e chiaramente criminali, oltretutto
irregolari sul territorio nazionale, andrebbero immediatamente
allontanati e rimpatriati già al primo reato. Non è tollerabile che un
Paese civile lasci all’interno dei propri confini persone che non hanno
diritto a rimanere e che oltretutto si rendono protagoniste di simili
azioni violente.loading…
L'aggressione a vicino alla discoteca. Il guineano era armato con un collo di bottiglia. I soccorsi chiamati da buttafuori
Ha minacciato il ragazzo con cui si era appartata, armato di un collo di bottiglia rotto.
Poi lo ha allontanato con violenza. Infine, si è avventato sulla ragazza, abusando sessualmente di lei. Sono queste le fasi, drammatiche, della violenza inflitta nella notte tra sabato e domenica a Torino da parte di un guineano ai danni di una neo maggiorenne. L'uomo, clandestino
e noto alle forze dell'ordine, ha sorpreso la coppietta di fidanzatini
su una panchina del parco del Valentino a Torino. I due erano poco
distanti dalla discoteca Life. L'immigrato ha minacciato il ragazzo, costringendolo ad allontanarsi. Poi si è avventato sulla ragazza, compiendo - scrive il Corriere - una serie di abusi sessuali, ma senza stuprarla. Il ragazzo nel frattempo era corso alla discoteca per chiudere aiuto. Un buttafuori ha
notato la scena ed ha chiamato la polizia. All'arrivo della volante, i
presenti si sono trovati di fronte alla scena dell'abuso: la neo 18enne
aveva i vestiti strappati, era senza scarpe e sotto choc. In pochi
minuti gli agenti sono però riusciti a rintracciare l'immigrato, trovato
dietro alcuni cespugli vicino all'argine del Po. La giovane vittima, ancora sotto choc, è stata soccorsa e portata immediatamente all'ospedale Sant'Anna per le cure mediche del caso.
Violentata al parco del Valentino da un trentenne che viveva al Moi
Abbastanza appartata per scambiarsi un bacio, non troppo lontano
dall’ingresso del Life, perché, a notte fonda, il Valentino non è
propriamente un posto sicuro. Lo sapeva anche la coppia di ragazzi che
l’altra sera ha cercato un po’ di intimità da quelle parti. Tutti e due
di Torino, tutti e due diciottenni. È da una panchina alle spalle
dell’ultima discoteca rimasta accesa nel parco che i loro sguardi hanno
incrociato quelli di Gueladjo Koulibaly. Dieci metri più in là c’erano
le chiacchiere di chi stava lasciando il locale. Oltre il viale le auto
che sfilavano lungo corso Massimo D’Azeglio.
L’aggressione
Erano
le 4. Il film dell’aggressione è un incubo che dura dieci minuti.
Koulibaly mostra una bottiglia rotta. Fa un cenno a lui di levarsi
subito di torno. Il ragazzo prova a dissuaderlo ma è inutile. Capisce
che quella non è una rapina e sa di non poter affrontare da solo
quell’uomo, più grosso di lui. Si alza ma ha la prontezza di andare
subito a chiedere aiuto. I primi ad ascoltarlo sono gli addetti alla
sicurezza del Life. Pochi secondi e viene informata la polizia. C’è una
volante già in zona, che è lì in un attimo e, nel dramma, evita il
peggio.
La ragazza viene salvata, ma è ferita. Un’ ambulanza la
porta al Pronto soccorso del Sant’Anna. Lascerà l’ospedale con una
prognosi di 30 giorni Il suo aggressore fa in tempo ad allontanarsi ma
non a scappare: i poliziotti di una seconda pattuglia lo placcano una
manciata di minuti dopo, prima che riesca a lasciare il parco. Si è
nascosto dietro ai cespugli dall’altro lato del Valentino, verso il Po.
Sulle sue responsabilità non c’è il minimo dubbio. Fermato, identificato
e arrestato, adesso è in carcere. Deve rispondere di violenza sessuale.
I precedenti
Per polizia e carabinieri Gueladjo Koulibaly
non è uno sconosciuto. Anzi, gli agenti lo stavano cercando già da
qualche mese. Ex rifugiato nelle palazzine olimpiche del Moi, aveva
lasciato via Giordano Bruno da poco. Lui, però, nel piano di inclusione
deciso dal tavolo delle istituzioni cittadine non è mai entrato. Ha
precedenti per violenza - nessuno, prima di ieri, a sfondo sessuale - e
resistenza a pubblico ufficiale. Soprattutto, era irregolare in Italia.
Per questo gli agenti dovevano da tempo consegnargli un decreto di
espulsione. Il problema è che lui, senza un domicilio ufficiale, dopo
l’allontanamento volontario dalle palazzine di Borgo Filadelfia,
risultava irreperibile.
Il piano anti-violenza
Ieri la
notizia della violenza sessuale al Valentino ha strappato i primi
commenti politici. Il ministro dell’Interno sui social scrive: «Colpa di
Salvini che è troppo cattivo... #tolleranzazero». Intanto, l’assessore
Marco Giusta spiega di essere al lavoro a un progetto per il rilancio
dei locali notturni: un supporto ai gestori in tutte le pratiche, nella
ricerca dei fondi, nella messa a norma degli spazi. Sul tavolo ci sono
anche risorse della Regione. E a proposito della violenza sessuale al
Valentino, Giusta ringrazia le forze dell’ordine per le indagini e dice
che «tutta la città è vicina alla ragazza. Comune e Città metropolitana
si sono recentemente dotati di un piano antiviolenza che identifica come
essa sia strutturale». E ammette: «Molto resta da fare». Una frase che
qualcuno già diceva più un anno fa. Nel frattempo al Valentino hanno
chiuso altri locali. E nonostante i controlli e gli arresti di polizia e
carabinieri sta diventando ogni giorno di più un angolo di città dove
può accadere di tutto.
Violento, abusivo, irregolare: chi è il migrante che ha violentato la 18enne a Torino
Gueladjo
Koulibaly aveva precedenti per violenza e resistenza a pubblico
ufficiale. Dopo lo sgombero del Moi, aveva fatto perdere le proprie
tracce
In passato c'erano già stati episodi di violenza e di
resistenza al pubblico ufficiale. Aveva vissuto a lungo nelle palazzine
olimpiche del Moi. Ma poco prima che la polizia sgomberasse l'ultimo stabile del "villaggio dei migranti", aveva fatto perdere le sue tracce (guarda la gallery)
per poi riapparire venerdì notte, nel parco del Valentino, aggredire
con un coccio di bottiglia una coppia di fidanzatini e abusare della ragazzina.
Quando gli agenti sono intervenuti per salvare la 18enne, Gueladjo Koulibaly è stato immediatamente arrestato per violenza sessuale.
Verso le 4 di notte, tra venerdì e sabato scorso, il pregiudicato
clandestino ha sorpreso la 18enne mentre si trovava seduta su una
panchina in compagnia del fidanzatino. I due si stavano baciando fuori
dalla discoteca Life. Nemmeno la presenza del giovane ha fatto
desistere il guineano che, minacciando la coppia con un collo rotto di
bottiglia, ha intimato al ragazzo di allontanarsi. Dal momento che il
18enne non avrebbe mai e poi mai potuto avere la meglio sull'immigrato,
che per stazza e per età erta molto più grande di lui, è corso a cercare
aiuto in discoteca. È stato un addetto al personale della sicurezza del
Life a dare l'allarme al 112. Sul posto si sono precipitate le
volanti della questura: una pattuglia, in servizio in zona, è
intervenuta all'istante. Gli agenti hanno trovato la vittima
terrorizzata e con i vestiti stracciati. Un'ambulanza del 118 ha
accompagnato la 18enne all'ospedale Sant'Anna dove, ancora sotto choc, è
stata visitata.
La
fuga di Gueladjo Koulibaly è durata poco. Pensava di farla franca,
facendo perdere le sue tracce con la complicità del buio, ma è stato
fermato prima che diventasse giorno e arrestato mentre si nascondeva
dietro ad alcuni cespugli lungo gli argini del fiume Po. In Italia senza
documenti, è risultato essere già noto alle forze dell'ordine avendo
precedenti per violenza e resistenza al pubblico ufficiale. Da tempo le
forze dell'ordine lo stavano cercando per consegnargli il decreto di
espulsione ma, da quanto aveva la sciato le palazzine del Moi, risultava
irreperivile. Adesso dovrà rispondere l'accusa di violenza sessuale. E
la Questura potrebbe accelerare il provvedimento di espulsione.
L'episodio del Valentino avviene in un momento di concitazione politica in cui la sinistra si schiera apertamente per allargare le maglie della cittadinanza agli immigrati. Un provvedimento che trova profondamente contrario Matteo Salvini. Che sulle violenze di Gueladjo Koulibaly ha anche scritto un post su Facebook rilanciando l'hashtag
Non sono razzista per il colore della tua pelle
Divento razzista quando si ha il diritto di sposare bimbe di 8 anni e tu ne hai almeno 50
Divento razzista quando decidi di gettare giu' dall' ultimo piano un ragazzo gay per la sua diversita'
Divento razzista quando il tuo Dio ti permette di lapidare una donna fino alla morte
Divento razzista quando tu uomo puoi massacrare di botte una donna perche' essere inferiore Divento razzista quando muoiono bambine grazie all' infibubulazione Divento razzista quando massacri milioni di Cristiani ardendoli vivi o decapitandoli in nome di in Dio Divento razzista quando uccidi a caso persone innocenti solo per punire quelli che chiami infedeli
Divento razzista quando tu entri in casa mia e pretendi di farla da
padrone..imponendomi di non festeggiare il Natale..fare il presepe ..o
mettere il crocifisso nelle aule Divento razzista quando tagli la gola a milioni di animali arrecando loro un' atroce sofferenza perche" solo cosi ti diverti
No non e' il colore della pelle .ma cio' che rappresenti...Nessuna
religione che si rispetti puo' incitare all' odio e alla violenza Sono razzista con chi fa della propria cultura ..rimasta indietro di secoli...un' arma feroce ed assassina Sono razzista perche' nessun Oseghale possa mai piu' tagliare a pezzi ancora viva una ragazzina di 18 anni ..nella mia Nazione Non potro' mai integrarmi con una cultura cosi' diversa dalla mia ..Passo e chiudo