Ora piangono anche loro . Ora forse, se non sono troppo stupidi cominceranno ad avere paura anche loro , ora anche loro sapranno che cosa è il dolore e la disperazione e la impotenza poichè un imbecille qualunque può premere un grilletto.
#Nuovazelanda
Pochi sanno qual è il clima che si respira in
#Australia e oceania.
Questo video è stato girato nel 2018 prima dell attentato
#islamico di
#Melbourne del novembre 2018.
I
#musulmani dichiarano pubblicamente:
#islam o morte!
ogni infedele dovrà essere ucciso.
Jacinda Arden indossa il velo per solidarietà alla comunità islamica
neozelandese che ha subito il terribile lutto a causa della strage
attuata da Brenton Tarrant, atto che nessun essere umano non può che
condannare! Ma a parte che per la giusta solidarietà, credo che la Arden
indossi il velo per tentare di evitare le probabili vendette jihadiste
verso la popolazione cristiana.
Vedere una donna col velo, specialmente un capo di stato, collega la mente a quale sia il ruolo de
lla
donna nell'Islam. Infatti in più parti del Corano viene dichiarato che
la donna è deficitaria in intelletto rispetto a un uomo. A questo
proposito sotto ho messo il link di un video (purtroppo solo per chi
parla inglese) che espone come il profeta consideri la donna, sta
scritto che la testimonianza di due donne vale quella di un solo uomo.
Se Jacinda Arden avesse letto queste parti del Corano avrebbe lo stesso
indossato il velo? Ma soprattutto, sarebbe mai diventata Primo Ministro
in un paese islamico?
https://youtu.be/qrLoFzKhE-o
Condanniamo
nel modo più fermo, assoluto e totale la strage di fedeli musulmani in
due moschee della Nuova Zelanda. Per scongiurare guerre di religione o
razzis
te a casa nostra, dobbiamo esigere
che i musulmani si comportino come tutti i cittadini e dobbiamo dire la
verità in libertà sull’incompatibilità dell’islam con la nostra civiltà
Cari amici, condanniamo
nel modo più fermo, assoluto e totale la strage di fedeli musulmani
massacrati in due moschee della Nuova Zelanda. Condanniamo nel modo più
fermo, assoluto e totale l’ideologia razzista che ha ispirato il
terrorista australiano. Nessuna giustificazione o attenuante a chi
disconosce, viola e calpesta la sacralità della vita del prossimo, a
prescindere dalla sua etnia, nazionalità e fede. Noi crediamo e
difendiamo la sacralità della vita di tutti, senza alcuna eccezione. La
Storia ci insegna che la sacralità della vita o vale indistintamente e
incondizionatamente per tutti, oppure finisce che non vale per nessuno.
Perché la sacralità della vita, dal concepimento alla morte naturale, è
il fulcro della nostra comune umanità.
Proprio perché concepiamo la
sacralità della vita come il pilastro centrale della nostra civiltà,
dobbiamo mobilitarci per prevenire che simili crimini atroci vengano
perpetrati innanzitutto dentro casa nostra e in parallelo altrove nel
mondo. Il primo passo in questa direzione è di natura culturale. È
fondamentale distinguere e non sovrapporre la dimensione della persona
dalla dimensione della religione. Essere consapevoli che le persone
vanno tutte rispettate in quanto depositarie dei valori inalienabili
della vita, dignità e libertà, così come vanno valutate singolarmente
sulla base delle loro azioni. Nel caso specifico dei musulmani, aver
chiaro che i musulmani come persone non sono la trasposizione automatica
e acritica dei dogmi della fede islamica, così come i musulmani non
formano un blocco monolitico. In parallelo non dobbiamo commettere
l’errore, attribuibile all’ideologia del razzismo, di ritenere che dalla
denuncia dell’islam come religione si debba automaticamente condannare
sommariamente i musulmani come persone, o all’opposto sulla base
dell’ideologia del relativismo immaginare che per rispettare i musulmani
come persone si debba aprioristicamente legittimare l’islam come
religione.
Cari amici, nella più inequivocabile condanna della
strage dei fedeli musulmani all’interno di due moschee in Nuova Zelanda,
proprio perché crediamo nel valore supremo della sacralità della vita
di tutti senza alcuna eccezione, proprio perché vogliamo prevenire che
simili atroci crimini possano essere perpetrati dentro casa nostra,
dobbiamo assicurare che i musulmani non diventino un corpo distinto,
estraneo o peggio ancora ostile alla società di accoglienza, uno Stato
islamico in nuce che si annida in seno al nostro Stato di diritto,
assicurando che tutti indistintamente, compresi i musulmani, si
comportino come sono tenuti a comportarsi tutti i cittadini, rispettando
le stesse leggi laiche dello Stato, ottemperando alle regole della
civile convivenza, condividendo i valori che sostanziano la nostra
civiltà italiana ed europea. Al tempo stesso dobbiamo riscattare il
nostro diritto e dovere di dire la verità in libertà anche nei confronti
dell’islam come religione, così come avviene con il cristianesimo o
altre fedi o ideologie, affrancandoci dalla paura che oggi ci porta a
non dire che l’islam come religione è incompatibile con la nostra
civiltà, perché ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e
ha fatto Maometto sono in contrasto con i valori della sacralità della
vita di tutti, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di
scelta individuale compresa la libertà religiosa. Se vogliamo
scongiurare guerre di religioni o guerre razziste dentro casa nostra,
sia da parte dei non musulmani sia da parte dei musulmani, dobbiamo da
un lato assicurare che dentro casa nostra tutti indistintamente,
compresi i musulmani, facciano riferimento alle stesse leggi, regole e
valori, e al tempo stesso dobbiamo essere consapevoli e affermare
chiaramente che l’islam come religione è incompatibile con le nostre
leggi, regole e valori.
Sembra
che Brenton Tarrant, l’autore della strage in Nuova Zelanda, sia stato
influenzato dai suoi viaggi in giro per l'Europa, quando venne compiuto
l'attacco jihadista di Stoccolma. È rimasto molto colpito dalla morte di
Ebba Akerlund, che voleva vendicare. Ebba Akerlund era una bambina
svedese di 11 anni sorda che non ha sentito il camion prima che la
travolgesse uccidendola, e la cui tomba è stata profanata varie volte
La foto è stata automaticamente coperta, puoi quindi decidere se vuoi vederla.
Un
rapporto recente rivela che 11 cristiani vengono uccisi ogni giorno per
le loro convinzioni, soprattutto da parte di musulmani. Guardate le
dieci nazioni più pericolose per i cristiani e ne trovate otto come
nazioni islamiche.
www.opendoorsusa.org/…/11-christians-killed-every-day-for…/…
Ma poiché tali omicidi e attacchi sono così comuni e di routine, non vi
è quasi nessuna copertura mediatica su di loro, né molto scandalo su di
loro. Ogni volta che si verifica un altro attacco islamico di jihad,
specialmente in Occidente, tutti sembrano piegarsi all'indietro e
affermare che questo non ha nulla a che fare con l'Islam e non dovremmo
nemmeno parlare dell'Islam. Dicono che la religione musulmana non
dovrebbe essere accusata a causa delle azioni di questi terroristi.
Invariabilmente ci viene detto che questi assassini erano lupi
solitari, che non avevano alcun legame con gli altri e che non avevano
nulla a che fare con alcuna ideologia o religione. Invariabilmente ci
viene anche detto che erano malati di mente, e ci viene detto che la
cultura occidentale in qualche modo è stata la causa di tali attacchi.
Eppure, anche in queste prime fasi, possiamo vedere come funzioneranno i
media di sinistra: porteranno questo attacco di oggi alle opinioni
della destra, al cristianesimo, ai gruppi anti-immigrazione, ai media
alternativi conservatori e così via. Sarà una stagione aperta per
chiunque e qualsiasi cosa, anche lontanamente, simile a un conservatore,
un cristiano o coloro che hanno espresso legittima preoccupazione
riguardo alle politiche di confine, al multiculturalismo incontrollato,
alla jihad furtiva e simili.
Ho già sentito giornalisti alle
conferenze stampa neozelandesi chiedendo: "Abbiamo prestato troppa
attenzione al terrorismo musulmano?" Incredibile.
Ovunque da 200 a 600 milioni di persone sono state assassinate negli ultimi 1400 anni in nome dell'Islam.
Quindi ora dopo il pazzo delle moschee, dovremmo semplicemente
dimenticare tutto sull'altro terrorismo e fingere che l'Islam sia una
religione di pace?
Sì, i non-musulmani possono e commettono atti di
orribile violenza e terrore, ma nemmeno le ideologie assetate di sangue
come il comunismo senza dio si avvicinano a uccidere il maggior numero
di persone in termini di numeri.
Ancora una volta, i media, la
maggior parte dei leader politici e la maggior parte degli esperti
stanno già parlando di come i musulmani vivono nella paura e parlano
come se provassero ogni giorno una tale paura.
Non sono stati le principali vittime di atti di terrorismo. Sono stati i principali autori.
E come già detto, il gioco della colpa sta già accadendo. Come solo un
esempio, un post sui social media ha affermato che ciò è dovuto
direttamente alle parole e alle politiche di persone come Pauline Hanson
e Fraser Anning. Abbiamo già parlato di controllo delle armi più
severe. Abbiamo già quelli che vogliono reprimere ulteriormente i siti
conservatori, e così via.
Il primo ministro australiano Scott
Morrison si è già riferito all'assalitore come "un terrorista
estremista, di destra e violento". .
Già ci sono quelli che parlano
di cristiani e conservatori e suprematisti bianchi, ecc.. Non importa
che sembra che sulle pagine dei social media di Brenton Tarrant abbia
parlato di essere nel paganesimo e nel culto di Odino, ecc.
Una
persona sui social media ci ha ricordato come una tragedia il Reichstag
Fire del 1933 in Germania abbia contribuito a preparare la strada
affinché i nazisti consolidassero ulteriormente il loro potere.
L'attacco doloso è accaduto quattro settimane dopo che Hitler aveva
prestato giuramento come Cancelliere tedesco, e lo ha rapidamente
utilizzato per reprimere i suoi nemici ideologici.
Purtroppo
abbiamo abbastanza esempi di ciò che accade con la sinistra ogni volta
che succede qualcosa del genere. Sono sempre pronti a demonizzare i loro
avversari politici e diventare opportunisti per spingere i loro
programmi. Guarda perché in questo caso si verifichi di più. E nel
frattempo, la maggior parte della gente continuerà a chiedersi perché
sembra che ci siano così tanti doppi standard qui.
Ad esempio,
abbiamo appreso dai media che un apparente terrorista musulmano che
aveva pianificato di bombardare un intero aereo avrebbe potuto ottenere
un lasciapassare gratuito: "Un libanese australiano in custodia per
accuse di terrorismo in Libano sarà liberato su cauzione questa
settimana , dopo che il governo australiano ha accettato di consegnare
documenti cruciali. Amer Khayat, 41 anni, è accusato di aver complottato
per far saltare in aria un aereo Etihad su un volo da Sydney ad Abu
Dhabi nel luglio 2017 usando due bombe: una nascosta in un tritacarne e
un'altra nascosta in una bambola Barbie. "
www.abc.net.au/…/etihad-sydney-meat-grinder-bomb-p…/10899146
Tutti questi omicidi e tentati omicidi devono essere condannati in modo
completo e solido. Ma il vero record storico qui è tutto a senso unico.
La maggior parte degli atti di terrorismo condotti in tutto il mondo
sono attacchi islamici. Solo dall'11 settembre ci sono stati quasi
35.000 attacchi terroristici islamici mortali. Queste dure verità devono
anche essere tenute a mente mentre piangiamo con i nostri vicini
d'oltremare.
Migliaia di vite spezzate. Spezzate da chi,
dall’11 settembre 2001, ha dichiarato guerra, nel nome di Allah,
all’Occidente. Sono 5.012, infatti, gli "infedeli" occidentali spazzati
via dalla furia dei seguaci di Maometto. Da New York a Bruxelles, da
Parigi a Nizza, da Madrid a Londra, non c’è luogo che non sia stato
insanguinato. Gli 85 morti sulla Promenade des Anglais di Nizza sono
solo gli ultimi di un drammatico elenco. Il primo luglio scorso un
commando uccide 20 persone in un ristorante di Dacca, in Bangladesh. Fra
loro 9 italiani, 7 giapponesi e 1 bengalese cittadino americano. Poche
settimane prima, a Orlando, negli Stati Uniti, un islamista irrompe in
un locale frequentato da omosessuali e ne ammazza 49, mentre a Parigi un
islamista ammazza due poliziotti. A Bruxelles, nel marzo scorso, due
kamikaze si fanno esplodere all’aeroporto e nella metropolitana
provocando 35 morti. Negli stessi giorni in Costa D’Avorio dieci
terroristi uccidono 16 innocenti in un hotel. Quattro erano europei. A
febbraio a Istanbul, in Turchia, uno jihadista suicida ammazza 8
tedeschi. Morti a cui si allineano, drammaticamente, gli occidentali
sgozzati dall’Isis (e più di 12mila vittime cadute per mano degli uomini
di Al-Baghdadi nei paesi Arabi). Il 2 dicembre del 2015 lo Stato
islamico fa strage in un centro disabili di San Bernardino, in
California, e ammazza 14 persone. Il 13 novembre del 2015 è il giorno
degli attentati al Bataclan e allo Stade de France: 130 morti. Il 16
luglio dello stesso anno un islamista ammazza 5 militari americani a
Chattanooga, in Tennessee. Sono 38, invece, i morti causati, nel giugno
del 2015, da un commando dell’Isis sulla spiaggia di Sousse, in Tunisia:
30 britannici, tre irlandesi, un portoghese, due tedeschi, un russo e
un belga. Stesso mese, vicino Lione, un seguace dell’Isis decapita il
datore di lavoro. Il 18 marzo scocca l’ora del Museo del Bardo: 24
morti, 21 i turisti. Tra il 7 e il 9 gennaio del 2015, infine, i seguaci
di Allah eseguono la loro condanna a morte nella redazione di Charlie
Hebdo e in un negozio ebraico. Le vittime sono 17. Il 18 novembre del
2014 tocca a 5 ebrei in preghiera in una sinagoga di Gerusalemme, mentre
nell’aprile del 2013 la follia dei radicali islamici fa esplodere le
loro bombe alla maratona di Boston. I morti sono tre. Poco meno di un
anno prima a Tolosa, in Francia, Mohammed Merah ammazza sette persone, e
il 5 novembre del 2009 un maggiore dell’esercito americano convertito
uccide 13 commilitoni in Texas. Nel 2008 due turiste belghe vengono
ammazzate nello Yemen orientale, e nel dicembre del 2007, al confine con
il Senegal, sono quattro i turisti francesi massacrati da al Qaeda. Ad
aprile del 2006 a Dahab, sul mar Rosso, ancora 23 occidentali uccisi,
mentre il 7 luglio del 2005 è il giorno del massacro di Londra, con 52
morti. Negli stessi giorni a Sharm el Sheikh, in Egitto, una serie di
attentati provoca 90 morti. Molti gli occidentali. Ed è l’8 ottobre del
2004 quando a Taba, in Egitto, una bomba fa crollare parte dell'Hotel
Hilton. Fra le vittime turisti russi e israeliani. Nel settembre del
2004 il terrore islamista arriva a Beslan, in Ossezia: 334 vittime. L’11
marzo dello stesso anno le “bombe di Maometto” fanno strage alla
stazione di Atocha, a Madrid: 192 morti. Un mese prima a Djerba, in
Tunisia, perdono la vita 10 tedeschi, e lo stesso mese, ancora in
Tunisia, un camion-bomba uccide 14 tedeschi e due francesi. Poi tocca a
Mombasa, in Kenya, dove un kamikaze ammazza 18 turisti israeliani, e
nell’ottobre del 2002 a Bali, in Indonesia. Le vittime sono 202, quasi
tutti australiani, americani ed europei. Ed è l’11 settembre del 2001
quando, nell’attacco alle Torri Gemelle di Manhattan, periscono 2.974
innocenti.