sabato 16 marzo 2019

Attentato in Nuova Zelanda!

L'immagine può contenere: una o più personeOra piangono anche loro . Ora forse, se non sono troppo stupidi cominceranno ad avere paura anche loro , ora anche loro sapranno che cosa è il dolore e la disperazione e la impotenza poichè un imbecille qualunque può premere un grilletto.

#Nuovazelanda
Pochi sanno qual è il clima che si respira in #Australia e oceania.
Questo video è stato girato nel 2018 prima dell attentato #islamico di #Melbourne del novembre 2018.
I #musulmani dichiarano pubblicamente:#islam o morte!
ogni infedele dovrà essere ucciso.


Jacinda Arden indossa il velo per solidarietà alla comunità islamica neozelandese che ha subito il terribile lutto a causa della strage attuata da Brenton Tarrant, atto che nessun essere umano non può che condannare! Ma a parte che per la giusta solidarietà, credo che la Arden indossi il velo per tentare di evitare le probabili vendette jihadiste verso la popolazione cristiana.
Vedere una donna col velo, specialmente un capo di stato, collega la mente a quale sia il ruolo della donna nell'Islam. Infatti in più parti del Corano viene dichiarato che la donna è deficitaria in intelletto rispetto a un uomo. A questo proposito sotto ho messo il link di un video (purtroppo solo per chi parla inglese) che espone come il profeta consideri la donna, sta scritto che la testimonianza di due donne vale quella di un solo uomo. Se Jacinda Arden avesse letto queste parti del Corano avrebbe lo stesso indossato il velo? Ma soprattutto, sarebbe mai diventata Primo Ministro in un paese islamico?
https://youtu.be/qrLoFzKhE-o

5 h
Condanniamo nel modo più fermo, assoluto e totale la strage di fedeli musulmani in due moschee della Nuova Zelanda. Per scongiurare guerre di religione o razziste a casa nostra, dobbiamo esigere che i musulmani si comportino come tutti i cittadini e dobbiamo dire la verità in libertà sull’incompatibilità dell’islam con la nostra civiltà
Cari amici, condanniamo nel modo più fermo, assoluto e totale la strage di fedeli musulmani massacrati in due moschee della Nuova Zelanda. Condanniamo nel modo più fermo, assoluto e totale l’ideologia razzista che ha ispirato il terrorista australiano. Nessuna giustificazione o attenuante a chi disconosce, viola e calpesta la sacralità della vita del prossimo, a prescindere dalla sua etnia, nazionalità e fede. Noi crediamo e difendiamo la sacralità della vita di tutti, senza alcuna eccezione. La Storia ci insegna che la sacralità della vita o vale indistintamente e incondizionatamente per tutti, oppure finisce che non vale per nessuno. Perché la sacralità della vita, dal concepimento alla morte naturale, è il fulcro della nostra comune umanità.
Proprio perché concepiamo la sacralità della vita come il pilastro centrale della nostra civiltà, dobbiamo mobilitarci per prevenire che simili crimini atroci vengano perpetrati innanzitutto dentro casa nostra e in parallelo altrove nel mondo. Il primo passo in questa direzione è di natura culturale. È fondamentale distinguere e non sovrapporre la dimensione della persona dalla dimensione della religione. Essere consapevoli che le persone vanno tutte rispettate in quanto depositarie dei valori inalienabili della vita, dignità e libertà, così come vanno valutate singolarmente sulla base delle loro azioni. Nel caso specifico dei musulmani, aver chiaro che i musulmani come persone non sono la trasposizione automatica e acritica dei dogmi della fede islamica, così come i musulmani non formano un blocco monolitico. In parallelo non dobbiamo commettere l’errore, attribuibile all’ideologia del razzismo, di ritenere che dalla denuncia dell’islam come religione si debba automaticamente condannare sommariamente i musulmani come persone, o all’opposto sulla base dell’ideologia del relativismo immaginare che per rispettare i musulmani come persone si debba aprioristicamente legittimare l’islam come religione.
Cari amici, nella più inequivocabile condanna della strage dei fedeli musulmani all’interno di due moschee in Nuova Zelanda, proprio perché crediamo nel valore supremo della sacralità della vita di tutti senza alcuna eccezione, proprio perché vogliamo prevenire che simili atroci crimini possano essere perpetrati dentro casa nostra, dobbiamo assicurare che i musulmani non diventino un corpo distinto, estraneo o peggio ancora ostile alla società di accoglienza, uno Stato islamico in nuce che si annida in seno al nostro Stato di diritto, assicurando che tutti indistintamente, compresi i musulmani, si comportino come sono tenuti a comportarsi tutti i cittadini, rispettando le stesse leggi laiche dello Stato, ottemperando alle regole della civile convivenza, condividendo i valori che sostanziano la nostra civiltà italiana ed europea. Al tempo stesso dobbiamo riscattare il nostro diritto e dovere di dire la verità in libertà anche nei confronti dell’islam come religione, così come avviene con il cristianesimo o altre fedi o ideologie, affrancandoci dalla paura che oggi ci porta a non dire che l’islam come religione è incompatibile con la nostra civiltà, perché ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto sono in contrasto con i valori della sacralità della vita di tutti, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di scelta individuale compresa la libertà religiosa. Se vogliamo scongiurare guerre di religioni o guerre razziste dentro casa nostra, sia da parte dei non musulmani sia da parte dei musulmani, dobbiamo da un lato assicurare che dentro casa nostra tutti indistintamente, compresi i musulmani, facciano riferimento alle stesse leggi, regole e valori, e al tempo stesso dobbiamo essere consapevoli e affermare chiaramente che l’islam come religione è incompatibile con le nostre leggi, regole e valori.
  Sembra che Brenton Tarrant, l’autore della strage in Nuova Zelanda, sia stato influenzato dai suoi viaggi in giro per l'Europa, quando venne compiuto l'attacco jihadista di Stoccolma. È rimasto molto colpito dalla morte di Ebba Akerlund, che voleva vendicare. Ebba Akerlund era una bambina svedese di 11 anni sorda che non ha sentito il camion prima che la travolgesse uccidendola, e la cui tomba è stata profanata varie volte
La foto è stata automaticamente coperta, puoi quindi decidere se vuoi vederla.
Un rapporto recente rivela che 11 cristiani vengono uccisi ogni giorno per le loro convinzioni, soprattutto da parte di musulmani. Guardate le dieci nazioni più pericolose per i cristiani e ne trovate otto come nazioni islamiche.
www.opendoorsusa.org/…/11-christians-killed-every-day-for…/…
Ma poiché tali omicidi e attacchi sono così comuni e di routine, non vi è quasi nessuna copertura mediatica su di loro, né molto scandalo su di loro. Ogni volta che si verifica un altro attacco islamico di jihad, specialmente in Occidente, tutti sembrano piegarsi all'indietro e affermare che questo non ha nulla a che fare con l'Islam e non dovremmo nemmeno parlare dell'Islam. Dicono che la religione musulmana non dovrebbe essere accusata a causa delle azioni di questi terroristi.
Invariabilmente ci viene detto che questi assassini erano lupi solitari, che non avevano alcun legame con gli altri e che non avevano nulla a che fare con alcuna ideologia o religione. Invariabilmente ci viene anche detto che erano malati di mente, e ci viene detto che la cultura occidentale in qualche modo è stata la causa di tali attacchi.
Eppure, anche in queste prime fasi, possiamo vedere come funzioneranno i media di sinistra: porteranno questo attacco di oggi alle opinioni della destra, al cristianesimo, ai gruppi anti-immigrazione, ai media alternativi conservatori e così via. Sarà una stagione aperta per chiunque e qualsiasi cosa, anche lontanamente, simile a un conservatore, un cristiano o coloro che hanno espresso legittima preoccupazione riguardo alle politiche di confine, al multiculturalismo incontrollato, alla jihad furtiva e simili.
Ho già sentito giornalisti alle conferenze stampa neozelandesi chiedendo: "Abbiamo prestato troppa attenzione al terrorismo musulmano?" Incredibile.
Ovunque da 200 a 600 milioni di persone sono state assassinate negli ultimi 1400 anni in nome dell'Islam.
Quindi ora dopo il pazzo delle moschee, dovremmo semplicemente dimenticare tutto sull'altro terrorismo e fingere che l'Islam sia una religione di pace?
Sì, i non-musulmani possono e commettono atti di orribile violenza e terrore, ma nemmeno le ideologie assetate di sangue come il comunismo senza dio si avvicinano a uccidere il maggior numero di persone in termini di numeri.
Ancora una volta, i media, la maggior parte dei leader politici e la maggior parte degli esperti stanno già parlando di come i musulmani vivono nella paura e parlano come se provassero ogni giorno una tale paura.
Non sono stati le principali vittime di atti di terrorismo. Sono stati i principali autori.
E come già detto, il gioco della colpa sta già accadendo. Come solo un esempio, un post sui social media ha affermato che ciò è dovuto direttamente alle parole e alle politiche di persone come Pauline Hanson e Fraser Anning. Abbiamo già parlato di controllo delle armi più severe. Abbiamo già quelli che vogliono reprimere ulteriormente i siti conservatori, e così via.
Il primo ministro australiano Scott Morrison si è già riferito all'assalitore come "un terrorista estremista, di destra e violento". .
Già ci sono quelli che parlano di cristiani e conservatori e suprematisti bianchi, ecc.. Non importa che sembra che sulle pagine dei social media di Brenton Tarrant abbia parlato di essere nel paganesimo e nel culto di Odino, ecc.
Una persona sui social media ci ha ricordato come una tragedia il Reichstag Fire del 1933 in Germania abbia contribuito a preparare la strada affinché i nazisti consolidassero ulteriormente il loro potere. L'attacco doloso è accaduto quattro settimane dopo che Hitler aveva prestato giuramento come Cancelliere tedesco, e lo ha rapidamente utilizzato per reprimere i suoi nemici ideologici.
Purtroppo abbiamo abbastanza esempi di ciò che accade con la sinistra ogni volta che succede qualcosa del genere. Sono sempre pronti a demonizzare i loro avversari politici e diventare opportunisti per spingere i loro programmi. Guarda perché in questo caso si verifichi di più. E nel frattempo, la maggior parte della gente continuerà a chiedersi perché sembra che ci siano così tanti doppi standard qui.
Ad esempio, abbiamo appreso dai media che un apparente terrorista musulmano che aveva pianificato di bombardare un intero aereo avrebbe potuto ottenere un lasciapassare gratuito: "Un libanese australiano in custodia per accuse di terrorismo in Libano sarà liberato su cauzione questa settimana , dopo che il governo australiano ha accettato di consegnare documenti cruciali. Amer Khayat, 41 anni, è accusato di aver complottato per far saltare in aria un aereo Etihad su un volo da Sydney ad Abu Dhabi nel luglio 2017 usando due bombe: una nascosta in un tritacarne e un'altra nascosta in una bambola Barbie. "
www.abc.net.au/…/etihad-sydney-meat-grinder-bomb-p…/10899146
Tutti questi omicidi e tentati omicidi devono essere condannati in modo completo e solido. Ma il vero record storico qui è tutto a senso unico. La maggior parte degli atti di terrorismo condotti in tutto il mondo sono attacchi islamici. Solo dall'11 settembre ci sono stati quasi 35.000 attacchi terroristici islamici mortali. Queste dure verità devono anche essere tenute a mente mentre piangiamo con i nostri vicini d'oltremare.





Migliaia di vite spezzate. Spezzate da chi, dall’11 settembre 2001, ha dichiarato guerra, nel nome di Allah, all’Occidente. Sono 5.012, infatti, gli "infedeli" occidentali spazzati via dalla furia dei seguaci di Maometto. Da New York a Bruxelles, da Parigi a Nizza, da Madrid a Londra, non c’è luogo che non sia stato insanguinato. Gli 85 morti sulla Promenade des Anglais di Nizza sono solo gli ultimi di un drammatico elenco. Il primo luglio scorso un commando uccide 20 persone in un ristorante di Dacca, in Bangladesh. Fra loro 9 italiani, 7 giapponesi e 1 bengalese cittadino americano. Poche settimane prima, a Orlando, negli Stati Uniti, un islamista irrompe in un locale frequentato da omosessuali e ne ammazza 49, mentre a Parigi un islamista ammazza due poliziotti. A Bruxelles, nel marzo scorso, due kamikaze si fanno esplodere all’aeroporto e nella metropolitana provocando 35 morti. Negli stessi giorni in Costa D’Avorio dieci terroristi uccidono 16 innocenti in un hotel. Quattro erano europei. A febbraio a Istanbul, in Turchia, uno jihadista suicida ammazza 8 tedeschi. Morti a cui si allineano, drammaticamente, gli occidentali sgozzati dall’Isis (e più di 12mila vittime cadute per mano degli uomini di Al-Baghdadi nei paesi Arabi). Il 2 dicembre del 2015 lo Stato islamico fa strage in un centro disabili di San Bernardino, in California, e ammazza 14 persone. Il 13 novembre del 2015 è il giorno degli attentati al Bataclan e allo Stade de France: 130 morti. Il 16 luglio dello stesso anno un islamista ammazza 5 militari americani a Chattanooga, in Tennessee. Sono 38, invece, i morti causati, nel giugno del 2015, da un commando dell’Isis sulla spiaggia di Sousse, in Tunisia: 30 britannici, tre irlandesi, un portoghese, due tedeschi, un russo e un belga. Stesso mese, vicino Lione, un seguace dell’Isis decapita il datore di lavoro. Il 18 marzo scocca l’ora del Museo del Bardo: 24 morti, 21 i turisti. Tra il 7 e il 9 gennaio del 2015, infine, i seguaci di Allah eseguono la loro condanna a morte nella redazione di Charlie Hebdo e in un negozio ebraico. Le vittime sono 17. Il 18 novembre del 2014 tocca a 5 ebrei in preghiera in una sinagoga di Gerusalemme, mentre nell’aprile del 2013 la follia dei radicali islamici fa esplodere le loro bombe alla maratona di Boston. I morti sono tre. Poco meno di un anno prima a Tolosa, in Francia, Mohammed Merah ammazza sette persone, e il 5 novembre del 2009 un maggiore dell’esercito americano convertito uccide 13 commilitoni in Texas. Nel 2008 due turiste belghe vengono ammazzate nello Yemen orientale, e nel dicembre del 2007, al confine con il Senegal, sono quattro i turisti francesi massacrati da al Qaeda. Ad aprile del 2006 a Dahab, sul mar Rosso, ancora 23 occidentali uccisi, mentre il 7 luglio del 2005 è il giorno del massacro di Londra, con 52 morti. Negli stessi giorni a Sharm el Sheikh, in Egitto, una serie di attentati provoca 90 morti. Molti gli occidentali. Ed è l’8 ottobre del 2004 quando a Taba, in Egitto, una bomba fa crollare parte dell'Hotel Hilton. Fra le vittime turisti russi e israeliani. Nel settembre del 2004 il terrore islamista arriva a Beslan, in Ossezia: 334 vittime. L’11 marzo dello stesso anno le “bombe di Maometto” fanno strage alla stazione di Atocha, a Madrid: 192 morti. Un mese prima a Djerba, in Tunisia, perdono la vita 10 tedeschi, e lo stesso mese, ancora in Tunisia, un camion-bomba uccide 14 tedeschi e due francesi. Poi tocca a Mombasa, in Kenya, dove un kamikaze ammazza 18 turisti israeliani, e nell’ottobre del 2002 a Bali, in Indonesia. Le vittime sono 202, quasi tutti australiani, americani ed europei. Ed è l’11 settembre del 2001 quando, nell’attacco alle Torri Gemelle di Manhattan, periscono 2.974 innocenti.

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