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martedì 17 dicembre 2019
I tre torturatori fermati ad Agrigento sono sbarcati con la Sea Watch di Carola Rackete
Agrigento
di Redazione
Pubblicato il Set 26, 2019
I tre torturatori fermati lo scorso 16 settembre dalla Squadra Mobile
di Agrigento, guidata dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi,
sarebbero sbarcati a Lampedusa a bordo della Sea Watch 3, la nave Ong
capitanata da Carola Rackete. Lo riporta un’inchiesta de “Il Giornale” e
il dato, finora oggetto del più fitto riserbo, si inserisce nella più
ampia e sempre più aspra contesa tra le persone favorevoli all’operato
delle Ong e chi, invece, assolutamente contrario.
Carola Rackete in auto scortata dalla Gdf
La vicenda in pochi giorni diventò un vero e proprio caso
internazionale quando la “capitana” dopo diciassette giorni davanti
Lampedusa con a bordo 40 migranti decise di far ingresso al porto “per
stato di necessità” speronando una motovedetta della Guardia di Finanza.
Per questo motivo fu arrestata ma in seguito “scagionata” dal
dispositivo del gip Alessandra Vella che fu oggetto di minacce e insulti
social. Il capo della Squadra Mobile di Agrigento Giovanni Minardi
E tra i quaranta migranti a bordo della Ong guidata da Carola Rackete
– secondo un’inchiesta che riporta il quotidiano “Il Giornale” – ci
sarebbero stati anche Mohamed Condè, detto Suarez, originario della
Guinea, 27 anni, Hameda Ahmed, egiziano, 26 anni e Mahmoud Ashuia,
egiziano, 24 anni. I tre torturatori erano stati “inchiodati” dalle
dichiarazioni dei migranti che raccontarono agli inquirenti torture e
costanti violenze fisiche, anche con l’uso di bastoni e tubi di gomma,
avvenuti in una ex base militare della città libica di Zawyia dove i
migranti venivano sequestrati fin quando le famiglie non avessero pagato
per la traversata in Italia.
“Non solo ha violato le leggi e speronato una motovedetta della
Guardia di Finanza: il 29 giugno scorso la Sea Watch3 di
Carola Rackete avrebbe scaricato in Italia tre immigrati accusati di
violenze, stupri, sequestro, omicidio. Alcuni parlamentari del Pd erano
saliti a bordo per chiedere lo sbarco di tutti gli immigrati, compresi
quelli che ora sono sospettati di essere feroci criminali. Chiediamo
spiegazioni al premier, alla Farnesina, al Guardasigilli e al Viminale.
Siamo pronti a denunciare Rackete e i parlamentari che hanno voluto a
tutti i costi lo sbarco. Chiedano scusa all’Italia”
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