SENEGALESE VOLEVA FARE STRAGE DI BAMBINI
Poteva essere una strage: ecco le drammatiche immagini della FUGA dei BAMBINI dall'autobus dirottato, dopo l'intervento eroico dei Carabinieri. Poco dopo il mezzo prenderà fuoco. Immagini che evidenziano l'enorme gravità di quanto accaduto. Il senegalese voleva una vendetta "per i morti in mare". UN EPISODIO GRAVISSIMO!
Ousseynou Sy, senegalese, con cittadinanza italiana dal 2004 e precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, è l’autista dello stesso scuolabus a cui ha dato fuoco: ha versato benzina all’interno del mezzo di linea sul quale si trovava una scolaresca di 51 ragazzini assieme agli insegnanti della scuola media Vailati di Crema, appiccando le fiamme sull’autobus che stava percorrendo la strada provinciale 415 “Paullese” che collega Pantigliate a San Donato Milanese, in provincia di Milano.
È stato uno dei ragazzini a bordo dello scuolabus a dare l’allarme e a far scattare l’intervento dei carabinieri che ha consentito di bloccare Ousseynou Sy ed evitare, così, la strage.
Nulla sembrava presagire il gesto fino al momento in cui l’autista senegalese avrebbe cambiato percorso e, rivolgendosi agli studenti con in mano un coltello, avrebbe detto: «Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno».
A quel punto uno degli studenti a bordo ha chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri..
Immediatamente sono scattati una serie di posti di blocco mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo..
Il senegalese a quel punto ha forzato il blocco dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo: il bus ha rallentato e poi è finito contro il guardrail.
A quel punto Ousseynou Sy ha cosparso il mezzo di benzina e ha dato fuoco con un’accendino, ma i militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini.
Sul posto sono intervenute 11 ambulanze e 4 automediche oltre a un elicottero del 118: sia l’uomo, fermato subito dopo dai carabinieri, che i passeggeri, sono rimasti illesi.
Il senegalese autore del gesto che voleva uccidersi e che ha urlato «Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo», è invece, stato trasportato all’Ospedale San Paolo.
Tutti gli altri bambini sono stati visitati sul posto e poi trasferiti nella palestra dell’Istituto Margherita Hack di San Donato, in attesa dei genitori.
«Un senegalese con cittadinanza italiana al volante di uno scuolabus, con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, ha dirottato il mezzo e infine gli ha dato fuoco. – scrive il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sui Social – È successo in provincia di Milano. L’uomo è stato arrestato. In questo momento le Forze dell’Ordine stanno perquisendo la sua abitazione. Voglio vederci chiaro: perché una persona con simili precedenti guidava un pullman per il trasporto di ragazzini?».

Sequestra bus e gli dà fuoco, a bordo c'era una scolaresca: "Morti nel Mediterraneo vanno fermate"
L'uomo, Ousseynou Sy, senegalese di origine ma italiano dal 2004, ha minacciato il suicidio
L'autista di un bus è stato fermato dai carabinieri
dopo che aveva versato benzina all'interno del mezzo di linea,
appiccando il fuoco. Sull'autobus, che stava percorrendo la strada
provinciale 415 all'altezza di San Donato Milanese (Milano), si trovava
una scolaresca .
Alla guida del bus c'era un 47enne, Ousseynou Sy, senegalese di origine ma italiano dal 2004, con dei precedenti penali. In mattinata, secondo una prima ricostruzione, l'uomo ha sequestrato il mezzo con a bordo 51 ragazzini della scuola media Vailati di Crema (nel Cremonese) e ha annunciato di volersi uccidere.
"Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo". È quanto avrebbe detto, secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, Ousseynou Sy, il 47enne che ha sequestrato un autobus con a bordo una cinquantina di studenti e poi gli ha dato fuoco, minacciando di uccidersi.
"La cosa importante è la felice risoluzione di un evento, che poteva portare a un epilogo tragico, grazie al coraggio dei ragazzi che sono stati veramente bravi": è quanto ha detto Luca De Marchis, comandante provinciale dei Carabinieri di Milano, commentando quanto è avvenuto oggi a San Donato Milanese. De Marchis ha spiegato che ''l'uomo non era armato" e "non ha legato i ragazzini" ed è ora indagato per strage e sequestro di persona.
Ventiquattro dei ragazzini presi in ostaggio da Ousseynou Sy, l'italiano di origini senegalesi che ha sequestrato un pullman questa mattina, sono arrivati nella palestra dell'Istituto Comprensivo Margherita Hack di San Donato, dove sono supportati da uno psicologo e ristorati. Alcuni di loro, nonostante la paura, stanno giocando a calcetto all'interno della palestra. Come spiegato dal maggiore Giancarlo Carraro, comandante della Compagnia di Crema, verranno assistiti da uno psicologico visto lo shock. I genitori, che sono già stati avvisati, arriveranno qui per riprendere i ragazzi.
È di dodici ragazzini e due adulti portati in ospedale il bilancio degli intossicati nel corso del sequestro e successivo incendio di un autobus a San Donato Milanese. I ragazzi sono tutti in codice verde, uno degli adulti è stato trasportato in codice giallo alla clinica De Marchi. "Nessuno", spiegano dal 118, è ferito. In tutto sono stati 23 i bambini visitati sul posto in cui è stato dato alle fiamme l'autobus che avrebbe dovuto riportarli a scuola dopo l'attività sportiva ma che invece è stato sequestrato e dato alle fiamme una volta bloccato. I ragazzini, che frequentano le medie, sono stati portati nella palestra dell'istituto Margherita Hack di San Donato Milanese, in attesa dell'arrivo dei genitori e con supporto psicologico.
"Un senegalese con cittadinanza italiana al volante di uno scuolabus, con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, ha dirottato il mezzo e infine gli ha dato fuoco. È successo in provincia di Milano. L'uomo è stato arrestato. In questo momento le Forze dell'Ordine stanno perquisendo la sua abitazione. Voglio vederci chiaro: perché una persona con simili precedenti guidava un pullman per il trasporto di ragazzini?". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini.
È stato uno dei ragazzini a dare l'allarme e a far scattare l'intervento dei carabinieri che ha consentito di bloccare Ousseynou Sy ed evitare una strage. Secondo quanto è stato finora ricostruito, il 47enne italiano di origini senegalesi era alla guida del bus che doveva riportare i ragazzini a scuola, dopo un'attività sportiva all'aperto. Ad un certo punto Sy avrebbe cambiato percorso e, rivolgendosi agli studenti con in mano un coltello, avrebbe detto: "Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno". A quel punto uno degli studenti a bordo ha chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri. Immediatamente sono scattati una serie di posti di blocco mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo. L'autista a quel punto ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo: il bus ha rallentato e poi è finito contro il guardrail. A quel punto Sy ha cosparso il mezzo di benzina e ha dato fuoco con un'accendino, ma i militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini.
«Aiuto mamma, l'autista dice che farà una strage»: le telefonate dei bimbi a bordo del bus dirottato
«Aiuto mamma, l'autista ci minaccia. Ha detto che non ci porta a scuola, che va a Linate e fa una strage». Sono le prime concitate telefonate arrivate ai genitori dai bimbi che erano a bordo del bus dirottato sulla strada provinciale 415 all'altezza di San Donato Milanese (Milano). Grazie al loro coraggio è stata evitate una strage.
«Ci ha preso i telefoni ma un compagno è riuscito a tenerlo. Eravamo ammanettati con le fascette da elettricista. Ci diceva che non succederà niente e ogni volta minacciava di versare la benzina», ha detto uscendo dalla palestra dell'Istituto Margherita Hack una delle ragazzine sequestrate.
La zia di un'altra delle alunne che erano sul bus, Elisabetta, ha raccontato che la nipote le ha riferito «che il sequestratore ha detto agli insegnanti di legare i bambini, ha sequestrato tutti i telefoni». «Ha detto anche che voleva andare a Linate», ha confermato la donna. «Ora i bambini - ha concluso - sono più tranquilli di noi».
Alla guida del bus c'era un 47enne, Ousseynou Sy, senegalese di origine ma italiano dal 2004, con dei precedenti penali. In mattinata, secondo una prima ricostruzione, l'uomo ha sequestrato il mezzo con a bordo 51 ragazzini della scuola media Vailati di Crema (nel Cremonese) e ha annunciato di volersi uccidere.
"Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo". È quanto avrebbe detto, secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, Ousseynou Sy, il 47enne che ha sequestrato un autobus con a bordo una cinquantina di studenti e poi gli ha dato fuoco, minacciando di uccidersi.
"La cosa importante è la felice risoluzione di un evento, che poteva portare a un epilogo tragico, grazie al coraggio dei ragazzi che sono stati veramente bravi": è quanto ha detto Luca De Marchis, comandante provinciale dei Carabinieri di Milano, commentando quanto è avvenuto oggi a San Donato Milanese. De Marchis ha spiegato che ''l'uomo non era armato" e "non ha legato i ragazzini" ed è ora indagato per strage e sequestro di persona.
Ventiquattro dei ragazzini presi in ostaggio da Ousseynou Sy, l'italiano di origini senegalesi che ha sequestrato un pullman questa mattina, sono arrivati nella palestra dell'Istituto Comprensivo Margherita Hack di San Donato, dove sono supportati da uno psicologo e ristorati. Alcuni di loro, nonostante la paura, stanno giocando a calcetto all'interno della palestra. Come spiegato dal maggiore Giancarlo Carraro, comandante della Compagnia di Crema, verranno assistiti da uno psicologico visto lo shock. I genitori, che sono già stati avvisati, arriveranno qui per riprendere i ragazzi.
È di dodici ragazzini e due adulti portati in ospedale il bilancio degli intossicati nel corso del sequestro e successivo incendio di un autobus a San Donato Milanese. I ragazzi sono tutti in codice verde, uno degli adulti è stato trasportato in codice giallo alla clinica De Marchi. "Nessuno", spiegano dal 118, è ferito. In tutto sono stati 23 i bambini visitati sul posto in cui è stato dato alle fiamme l'autobus che avrebbe dovuto riportarli a scuola dopo l'attività sportiva ma che invece è stato sequestrato e dato alle fiamme una volta bloccato. I ragazzini, che frequentano le medie, sono stati portati nella palestra dell'istituto Margherita Hack di San Donato Milanese, in attesa dell'arrivo dei genitori e con supporto psicologico.
"Un senegalese con cittadinanza italiana al volante di uno scuolabus, con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, ha dirottato il mezzo e infine gli ha dato fuoco. È successo in provincia di Milano. L'uomo è stato arrestato. In questo momento le Forze dell'Ordine stanno perquisendo la sua abitazione. Voglio vederci chiaro: perché una persona con simili precedenti guidava un pullman per il trasporto di ragazzini?". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini.
È stato uno dei ragazzini a dare l'allarme e a far scattare l'intervento dei carabinieri che ha consentito di bloccare Ousseynou Sy ed evitare una strage. Secondo quanto è stato finora ricostruito, il 47enne italiano di origini senegalesi era alla guida del bus che doveva riportare i ragazzini a scuola, dopo un'attività sportiva all'aperto. Ad un certo punto Sy avrebbe cambiato percorso e, rivolgendosi agli studenti con in mano un coltello, avrebbe detto: "Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno". A quel punto uno degli studenti a bordo ha chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri. Immediatamente sono scattati una serie di posti di blocco mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo. L'autista a quel punto ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo: il bus ha rallentato e poi è finito contro il guardrail. A quel punto Sy ha cosparso il mezzo di benzina e ha dato fuoco con un'accendino, ma i militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini.
«Aiuto mamma, l'autista dice che farà una strage»: le telefonate dei bimbi a bordo del bus dirottato
«Aiuto mamma, l'autista ci minaccia. Ha detto che non ci porta a scuola, che va a Linate e fa una strage». Sono le prime concitate telefonate arrivate ai genitori dai bimbi che erano a bordo del bus dirottato sulla strada provinciale 415 all'altezza di San Donato Milanese (Milano). Grazie al loro coraggio è stata evitate una strage.
«Ci ha preso i telefoni ma un compagno è riuscito a tenerlo. Eravamo ammanettati con le fascette da elettricista. Ci diceva che non succederà niente e ogni volta minacciava di versare la benzina», ha detto uscendo dalla palestra dell'Istituto Margherita Hack una delle ragazzine sequestrate.
La zia di un'altra delle alunne che erano sul bus, Elisabetta, ha raccontato che la nipote le ha riferito «che il sequestratore ha detto agli insegnanti di legare i bambini, ha sequestrato tutti i telefoni». «Ha detto anche che voleva andare a Linate», ha confermato la donna. «Ora i bambini - ha concluso - sono più tranquilli di noi».
«I
ragazzi sono stati veramente bravi», ripete Luca De Marchis, comandante
provinciale dei Carabinieri di Milano, commentando quanto è avvenuto
oggi a San Donato Milanese. De Marchis ha spiegato che «l'uomo non era
armato» e «non ha legato i ragazzini» ed è ora indagato per strage e
sequestro di persona.
Quando l'autista, italiano di orgini senegalesi, ha dirottato il bus e ha cominciato a urlare: «Qui non si salverà nessuno, basta morti in mare», uno degli studenti a bordo ha chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri. Immediatamente sono scattati una serie di posti di blocco mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo. L'autista a quel punto ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo: il bus ha rallentato e poi è finito contro il guardrail. A quel punto Sy ha cosparso il mezzo di benzina e ha dato fuoco con un'accendino, ma i militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini.
«La nostra scuola ci ha chiamati dicendo che era stato sequestrato il pulmino, in modo vago, ma ci hanno rassicurati subito e hanno detto che i ragazzi stavano tutti bene», ha aggiunto il padre di uno dei ragazzini davanti alla palestra a San Donato dove sono ora i bambini. La coppia non conosceva personalmente Sy, ma «probabilmente era il solito autista che li accompagnava in palestra per educazione fisica», hanno spiegato i genitori che ancora, però, non hanno parlato con il figlio.
Quando l'autista, italiano di orgini senegalesi, ha dirottato il bus e ha cominciato a urlare: «Qui non si salverà nessuno, basta morti in mare», uno degli studenti a bordo ha chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri. Immediatamente sono scattati una serie di posti di blocco mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo. L'autista a quel punto ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo: il bus ha rallentato e poi è finito contro il guardrail. A quel punto Sy ha cosparso il mezzo di benzina e ha dato fuoco con un'accendino, ma i militari sono riusciti a mettere in salvo studenti e professori entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini.
«La nostra scuola ci ha chiamati dicendo che era stato sequestrato il pulmino, in modo vago, ma ci hanno rassicurati subito e hanno detto che i ragazzi stavano tutti bene», ha aggiunto il padre di uno dei ragazzini davanti alla palestra a San Donato dove sono ora i bambini. La coppia non conosceva personalmente Sy, ma «probabilmente era il solito autista che li accompagnava in palestra per educazione fisica», hanno spiegato i genitori che ancora, però, non hanno parlato con il figlio.
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