domenica 20 gennaio 2019

Islam :Il Corano dà la libertà di sfruttare sessualmente i loro schiavi


Il Corano dà esplicitamente la libertà di sfruttare sessualmente i loro schiavi, non solo in un punto, ma in almeno quattro Sure distinti.
La legge islamica è disseminata di regole riguardanti il ​​trattamento degli schiavi, alcune delle quali sono relativamente umane, ma da nessuna parte che ne proibisca la pratica effettiva.
La presenza stessa di queste regole condona e legittima l'istituzione della schiavitù. A questo si aggiunge il fatto che Maometto era un avido mercante di schiavi. Dopo aver fornito ampie prove delle sue attività secondo i biografi musulmani più affidabili, il Centro dello studio dell'Islam politico riassume le sue conclusioni come tali:
Maometto catturò schiavi, vendette schiavi, comprò schiavi come regali di piacere, ricevette schiavi come doni e usò schiavi per il lavoro.
La Sira è squisitamente chiara sulla questione della schiavitù. (Maometto e miscredenti: una vita politica)
Perfino il pulpito da cui predicava l'Islam fu costruito dal lavoro degli schiavi alla sua direttiva!

Il Corano dice ai musulmani di emulare l'esempio di Maometto, che è il "perfetto esempio di condotta".
In quanto tale, l'orrore profondamente disumanizzante della schiavitù è stato una tradizione ubiquitaria dell'Islam per 14 secoli, inclusa la moderna condizione degli schiavi non musulmani in Sudan, Mali, Niger, Mauritania e in altre parti del mondo musulmano.
Non c'è mai stato un movimento abolizionista all'interno dell'Islam (così come la religione non produce alcuna resistenza organizzata all'asservimento attuale). L'abolizione della schiavitù fu imposta al mondo islamico dai paesi europei, insieme ad altre pressioni politiche che erano del tutto estranee alla legge islamica.


Segregata e stuprata per mesi. L'orrore del branco di tunisini

La giovane sequestrata da sei immigrati. Legata al letto e stuprata a turno per due mesi. Poi ceduta ad altri "clienti"



È di questi ultimi giorni la notizia di un orribile caso di sequestro di persona e di stupro commesso a Sanremo (Imperia) da un gruppo di cittadini stranieri.
Sull’intera vicenda si sa ancora molto poco, dato che le autorità sono tuttora impegnate nel portare avanti le indagini finalizzate al rinvenimento di tutte le prove necessarie ad incastrare i responsabili. Stando a quanto riportato dai quotidiani locali, il terribile fatto sarebbe avvenuto durante l’inverno del 2017, fra i mesi di gennaio e di febbraio.
La vittima del branco è una 32enne di nazionalità belga, residente in Costa Azzurra. Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, la donna si sarebbe avvicinata ai suoi aguzzini con l’intento di acquistare delle sostanze stupefacenti, senza sapere che presto sarebbe finita in trappola.
Gli extracomunitari, infatti, sono riusciti a catturarla ed a segregarla all’interno dell’abitazione di uno di loro. Legata ad un letto ed impossibilitata a chiedere aiuto, la 32enne è divenuta la schiava sessuale del branco. I suoi carcerieri l’hanno stuprata a turno più e più volte e poi, decisi ad ottenere un ulteriore guadagno dalla loro prigioniera, hanno permesso che anche altri uomini abusassero di lei, previo pagamento.
Una storia orribile e squallida, andata avanti per ben due mesi. Soltanto al termine di questo periodo è arrivata la liberazione. Non si sa ancora se sia stata la donna a riuscire a fuggire oppure gli stranieri ad averla lasciata andare.
Al momento sono stati catturati sei uomini, di età compresa fra i 23 ed i 50 anni, tutti di nazionalità tunisina. Le accuse mosse contro di loro sono sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Molte dinamiche della vicenda sono ancora da chiarire. Un incidente probatorio è stato fissato dalla procura della Repubblica di Imperia ed il prossimo 25 gennaio la vittima parlerà di fronte giudice.

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