sabato 10 dicembre 2016

Prefetto Piacenza: “O accogliete profughi o prendo misure coercitive.

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Si è tenuto questa mattina, 7 dicembre, l’incontro convocato dal presidente della Provincia di Piacenza, il PD Francesco Rolleri, sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo. Presente anche l’inviato del governo, il Prefetto, che secondo i giornali locali ha minacciato “misure coercitive”.
Presenti all’incontro diversi sindaci della Provincia e il prefetto Anna Palombi. Attualmente i comuni che non ospitano profughi sul loro territorio sono 16 su 48, nei mesi passati erano falliti tutti i tentativi di concertazione fra enti locali per una distribuzione più equa dei richiedenti asilo.
Il Comune con più assegnazioni in proporzione alla popolazione residente è Gropparello con 41 stranieri ospitati.
“Gestire i profughi non è una passeggiata di salute, ma è una situazione che noi sindaci dobbiamo affrontare, facendo anche chiarezza. La gestione dei profughi non costa un euro ai Comuni. Questo va chiarito ai cittadini (bufala ndr).
Arrivano profughi tutti i giorni sul nostro territorio, ora è giunto il momento chiedere aiuto ai Comuni che non hanno profughi sul territorio o sono sotto media. Non chiediamo di mettere a disposizione strutture comunali, ma appartamenti sfitti di privati“.
Il prefetto Anna Palombi ha descritto la situazione con queste parole: “Volevo scusarmi con i sindaci a cui ho imposto la presenza di profughi, ma mi sono trovata in difficoltà. Abbiamo fatto tre bandi con diverse dimostrazioni di interesse da parte delle associazioni.
Ho potuto avvisare solo un giorno prima o due giorni prima dell’arrivo di queste persone, perché effettivamente c’è avversione alla presenza di queste persone, ma io purtroppo sono obbligata ad andare a prendere questi profughi a Bologna.
E se non lo faccio, li mandano direttamente sul territorio. Adesso abbiamo bisogno di 30 posti, e non sappiamo dove metterli. E lo stesso sarà la prossima settimana, sulla base il numero di sbarchi in questi giorni.
Ci sono Comuni che hanno un numero di profughi ben maggiore rispetto alla ripartizione prevista, e altri molti meno.
Io mi auguro che sia possibile trovare una soluzione, senza adottarne di estreme. Fino ad adesso non ho dovuto ricorrere a misure estreme. Al momento il numero maggiore di persone ospitate e nel capoluogo, in strutture che non sempre garantiscono una accoglienza integrata.
Se noi accogliamo queste persone, secondo i parametri previsto in base alla popolazione dei residenti, riusciamo a far fronte alla situazione senza problemi. Basta avere a disposizione ostelli, appartamenti sfitti, la gestione sarà poi affidata a cooperative e associazioni che si occuperanno della gestion

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