Il fatto che la democrazia sia tramontata è ormai palese.
Da dieci anni, dalla vergogna del Porcellum, non possiamo più scegliere
i nostri rappresentati. La Cassazione ha accertato, con la sentenza n.
8878/14, la grave ed oggettiva alterazione dei principi di
rappresentatività democratica, fatto senza precedenti storici che
dimostra la violazione diretta dell’art. 1 Cost.
Il
colpo di Stato ovviamente non iniziò nel 2006, il passaggio del 2006
servì per consolidarlo. Infatti il nostro voto era già diventato inutile
dall’avvento di Maastricht e dalla conseguente cessione della nostra
sovranità, soprattutto monetaria, cessione che ha causato direttamente
la crisi economica in cui viviamo. Avere un Parlamento di nominati
dai partiti doveva essere principalmente la garanzia che nessuno
mettesse più in discussione gli ordini di Bruxelles, proseguendo nella
distruzione del nostro Paese, letteralmente saccheggiato, giorno dopo
giorno, dalla finanza internazionale.
Il 4
dicembre, nella speranza dei collaborazionisti nostrani, il vincolo
esterno del rispetto della governance economica europea e dei suoi
stringenti vincoli di bilancio, sarebbe dovuto entrare in Costituzione.
Ma il Paese ha avuto il coraggio di dire no, opponendosi ad una
propaganda mai vista, degna delle peggiori dittature.
Ovviamente
come avevo annunciato la battaglia non era finita! Mattarella, alleato
fedele della grande finanza internazionale (non a caso ha ricevuto la
Commissione Trilaterale al Quirinale formalizzando l’inchino della
Repubblica), non poteva certo mandarci al voto.
Oggi
infatti il rischio di un Parlamento contrario all’UE, in cui si formi
una maggioranza ampia diretta al riscatto della nostra sovranità, è
alto. Ergo che fare? Naturalmente commissariare l’Italia e portare
avanti un Parlamento illegittimo fino alla naturale scadenza.
La scelta
del nuovo Presidente del Consiglio è ricaduta su uno dei più
stomachevoli servi di Bruxelles, Paolo Gentiloni, già agli Esteri, e
convinto sostenitore delle cessioni di sovranità nazionale, fatto che
ribadiamolo per l’ennesima volta, costituisce reato, trattasi di delitto
contro la personalità dello Stato (artt. 241 e 243 cp).
A questo
punto c’è da immaginarsi che si studieranno qualcosa anche per non farci
votare nel 2018 o comunque distorcere la volontà popolare attraverso
una nuova legge che, in barba alla democrazia, consegnerà ad un’altra
minoranza di collaborazionisti, il controllo del Paese. Quando le
dittature escono allo scoperto difficilmente mollano il colpo
facilmente.
Le opposizioni, oggi m5s, lega e fratelli d’Italia, oltre ai Parlamentari del gruppo misto, a questo punto dovrebbero
fare due cose, di fronte a questo colpo di Stato ormai conclamato.
Mettere in stato d’accusa Mattarella, dato che il suo alto tradimento è
palese ed oggettivo (mi rendo disponibile a scrivere io un testo
inappuntabile), e, una volta che il Parlamento illegittimo lo difenderà
con la medesima maggioranza che non è mai stata espressione della nostra
sovranità, abbandonare le Camere.
Fine. Nessuna
opposizione dovrà più mettere piede in Parlamento spostando la protesta
in piazza, chiedendo a Mattarella di sciogliere le camere e poi
rassegnare le sue immediate dimissioni. Così si può ribaltare il Paese.
Salvini,
Meloni e Grillo, questa è la sola cosa da fare, siamo innanzi ad un
colpo di Stato conclamato, vogliamo continuare a guardare?
Io sono stufo di guardare!
Avv.
Marco Mori – Riscossa Italia – autore de “Il tramonto della democrazia,
analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile on
line su ibs
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