Furono presi in pieno da un ubriaco
che sarà scarcerato per decorrenza dei termini, il prossimo 9 febbraio.
23/12/2016 - 17:23
Un’udienza carica di tensione e di emozioni
quella di ieri mattina nell’ambito del processo per la morte della
piccola Stella Manzi. In aula infatti, dopo un sovrintendente capo della
Polizia stradale di Albano che effettuò materialmente i rilievi del
terribile incidente avvenuto il 26 dicembre 2013, sono stati chiamati a
parlare i fratelli e la madre della bambina. In apertura di dibattimento
però, con una nota il pubblico ministero ha sottolineato che la
proposta di patteggiamento avanzata dalla difesa del giovane Daniel
Domnar che il pubblico ministero in udienza (c’era un sostituto del
titolare) aveva accettato, ma che il giudice aveva ritenuto del tutto
incongrua, qualora fosse stata anche accolta, lui l’avrebbe dovuta
bocciare in linea con la decisione presa dalla dottoressa Castriota che
aveva quindi avviato il dibattimento.
Dopo la descrizione del luogo del terribile scontro frontale causato dal giovane romeno che aveva invaso la corsia opposta, da parte del poliziotto, sono stati ascoltati i due fratelli della bambina e la madre. I due ragazzi, figli del primo matrimonio del papà di Stella, fratellastri della piccola, hanno ricordato le fasi precedenti allo scontro. Entrambi non hanno ricordi nitidi delle fasi dell’incidente. Qualcosa in più ha invece ricordato Giannina Calissano, la donna che era al volante della Panda e che ha ricordato di aver visto l’auto sulla propria corsia, di aver reagito d’istinto e di aver premuto il freno e abbozzato una manovra per evitare il frontale. Ma è stato un attimo. Questione di meno di due secondi. «Ricordo gli airbag che esplodevano e che mi colpivano in faccia. Ricordo di aver subito chiamato i ragazzi. In qual momento l’unica che rispondeva era Selvaggia, mi ha detto che le faceva male tutto. Gli altri non rispondevano. Un uomo mi ha aiutata ad aprire lo sportello - si tratta del titolare di una pista di mini moto che si trova a pochi metri dal luogo della tragedia - e mi ha aiutata a soccorrere Stella. Quando ho aperto il suo sportello sembrava una bambola, senza vita».
L’accusa e la difesa hanno puntato al ricordo legato all’uso o meno da parte degli occupanti dell’auto, delle cinture di sicurezza. Per la difesa, il mancato uso dei sistemi di sicurezza potrebbe rappresentare un eventuale concorso nella colpa dell’imputato e quindi garantire qualche attenuante. Per questo si è insistito su questo punto non senza momenti di tensione.
Domnar, reo confesso, ha ammesso naturalmente le proprie responsabilità, era pronto, per tramite dei vari avvocati che lo hanno rappresentato, sia prima della fuga e dell’oltre un anno di latitanza, sia dopo, quando è stato rintracciato e arrestato in Irlanda e quindi estradato per essere processato. Non si discute della sua colpevolezza in aula, ma si deve solo quantificare il giusto periodo di reclusione e le eventuali attenuanti oltre alle aggravanti già contestate. Il giovane romeno infatti, oltre alla fuga in regime di arresti domiciliari e alla latitanza, ha come aggravante all’accusa di omicidio colposo, anche il fatto di essere risultato, dopo le analisi disposte dalla Polizia stradale, positivo sia all’alcol che alla droga.
Si tornerà in aula il 12 e poi il 13 gennaio. Domnar sarà scarcerato per decorrenza dei termini, il prossimo 9 febbraio.
Se non viene condannato credo che bisognerà in un qualche modo punirlo per questa infamia e una giusta punizione deve andare a coloro che hanno permeso la decorrenza dei termini.
Dopo la descrizione del luogo del terribile scontro frontale causato dal giovane romeno che aveva invaso la corsia opposta, da parte del poliziotto, sono stati ascoltati i due fratelli della bambina e la madre. I due ragazzi, figli del primo matrimonio del papà di Stella, fratellastri della piccola, hanno ricordato le fasi precedenti allo scontro. Entrambi non hanno ricordi nitidi delle fasi dell’incidente. Qualcosa in più ha invece ricordato Giannina Calissano, la donna che era al volante della Panda e che ha ricordato di aver visto l’auto sulla propria corsia, di aver reagito d’istinto e di aver premuto il freno e abbozzato una manovra per evitare il frontale. Ma è stato un attimo. Questione di meno di due secondi. «Ricordo gli airbag che esplodevano e che mi colpivano in faccia. Ricordo di aver subito chiamato i ragazzi. In qual momento l’unica che rispondeva era Selvaggia, mi ha detto che le faceva male tutto. Gli altri non rispondevano. Un uomo mi ha aiutata ad aprire lo sportello - si tratta del titolare di una pista di mini moto che si trova a pochi metri dal luogo della tragedia - e mi ha aiutata a soccorrere Stella. Quando ho aperto il suo sportello sembrava una bambola, senza vita».
L’accusa e la difesa hanno puntato al ricordo legato all’uso o meno da parte degli occupanti dell’auto, delle cinture di sicurezza. Per la difesa, il mancato uso dei sistemi di sicurezza potrebbe rappresentare un eventuale concorso nella colpa dell’imputato e quindi garantire qualche attenuante. Per questo si è insistito su questo punto non senza momenti di tensione.
Domnar, reo confesso, ha ammesso naturalmente le proprie responsabilità, era pronto, per tramite dei vari avvocati che lo hanno rappresentato, sia prima della fuga e dell’oltre un anno di latitanza, sia dopo, quando è stato rintracciato e arrestato in Irlanda e quindi estradato per essere processato. Non si discute della sua colpevolezza in aula, ma si deve solo quantificare il giusto periodo di reclusione e le eventuali attenuanti oltre alle aggravanti già contestate. Il giovane romeno infatti, oltre alla fuga in regime di arresti domiciliari e alla latitanza, ha come aggravante all’accusa di omicidio colposo, anche il fatto di essere risultato, dopo le analisi disposte dalla Polizia stradale, positivo sia all’alcol che alla droga.
Si tornerà in aula il 12 e poi il 13 gennaio. Domnar sarà scarcerato per decorrenza dei termini, il prossimo 9 febbraio.
Se non viene condannato credo che bisognerà in un qualche modo punirlo per questa infamia e una giusta punizione deve andare a coloro che hanno permeso la decorrenza dei termini.
Se qualcuno ha le foto di questo soggetto Donmar , di questo assassino le renda pubbliche e me le invii
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