sabato 24 dicembre 2016

IL PUNTO DI ROTTURA: QUANDO IL NUMERO DIVIENE FATTORE CRITICO. G. Cianti

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Giovanni Cianti
In Francia sei milioni, in Germania tre, non è un caso che questi siano i paesi più colpiti dal terrorismo. In Italia ci sono 1,5 milioni di mussulmani, una popolazione rimasta nel Medioevo in grazia del profeta, dal livello intellettivo notevolmente inferiore agli occidentali, portatrice di una ideologia malata - non di una religione – una ideologia di odio e di morte. Finché esigua minoranza si adeguano ma appena si sentono sufficientemente numerosi aggrediscono i popoli de-virilizzati che li ospitano. La doppiezza è nella loro cultura. Spinti da chi ha interesse a diffondere il terrore, sono consapevoli manovali di morte, non per questo meno pericolosi. L’integrazione tra etnie, radici, culture, livelli intellettuali diversi non è mai stato e mai sarà possibile, la storia lo dimostra.
Il folle piano dei sionisti adoratori del denaro e di satana, pedofili e usurai finalizzato ad azzerare ogni identità dell’essere umano per asservire il mondo intero, progetto descritto con straordinaria lucidità ne “I protocolli dei saggi di Sion” già all’inizio del ‘900, si è scontrato con la nostra biologia. Oltre ad essere psicopatici criminali questa genia di mostri che dal 500 dopo Cristo terrorizza e domina gran parte del pianeta si è dimostrata tanto idiota quanto proterva.
Anche se spesso vi assomigliano, gli uomini non sono maiali.
Tutti noi amiamo la natura, l’umanità, la vita, la gentile bellezza dell’esistere. Tutti noi vorremmo vivere in pace nel paese dove siamo nati, dove stanno le nostre radici più profonde, dove sta il sentimento dell’amore per la patria. Per decenni abbiamo subito infinite vessazioni e angherie da parte di uno Stato la cui esistenza è giustificata solo se si pone al nostro servizio e protezione. Uno Stato che al contrario ci ha dato solo miseria e disperazione, che con le perverse ideologie delle quali si è fatto portatore ha distrutto le nostre famiglie e degenerato i nostri figlioli. Adesso questo stesso Stato sta tramando per farci scomparire, per cancellarci dal nostro paese, per rimpiazzarci con altri, più giovani, più idioti e più manovrabili. Più facili, in una parola, da sfruttare. Ma il problema non è lo Stato, un male necessario per governare 60 milioni di individui, il problema è la classe di criminali di ogni colore e ideologia che lo ha occupato e lo gestisce spesso maldestramente, mai per il nostro interesse. L’idea della rappresentanza è tramontata per sempre, anche la persona più in buona fede che si offre per tutelarci, una volta nella stanza dei bottoni viene corrotta e se non sta al gioco eliminata. Per anni abbiamo trepidamente atteso sperando egoisticamente che la rovina toccasse altri disperati, altri paesi, oppure nell’illusione di un demiurgo che mettesse tutto a posto per conto nostro. Immobili, inermi e imbelli di fronte all’arroganza, PROSTRATI NELLA SOTTOMISSIONE.
Tutti amiamo la vita e la gente, tutti vorremmo vivere in serenità nella terra che ci ha visto nascere, con le nostre famiglie, con i nostri figlioli, con i nostri avi e amici più stretti. Tutti vorremmo vivere in pace e tutti aborriamo la violenza. Ma oggi in Italia il numero dei potenziali tagliagole è prossimo alla soglia critica, oggi il tradimento degli utili idioti al servizio della tecnocrazia globalista si è fatto quanto mai evidente anche se sgangherato, oggi il quieto vivere non ci è più concesso. Quando non si hanno alternative per difendere la nostra vita, la nostra famiglia, i nostri beni, la nostra patria allora e solo allora, sì LA VIOLENZA È SANTA.
È finito il tempo della denuncia, oggi è tempo d’azione.

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