L'avvocata ROSSANA PARLANTI del Comune di Montecatini Terme, sorella di tale Ballerini che aveva ucciso la mamma di suoi figio, poi derubandola da morta, ha diffuso ai dipendenti del Comune, ai giornali, alle istituzioni che io fossi una criminale pazza, pericolosa.
La Parlanti non si era mai accorta che il ctiminale pericoloso ce l'aveva in casa propria.
A nessuno era venuto in mente che il Parlanti potesse essere malato di mente, quindi i giudici non janno ordinato perizia psichiatrica. Sicuramente, il Parlanti avrà tutti i benefici di legge per uscire dalla galera dai suoi bambini orfani, il più presto possibile, Nessuno lo tratterà male in galera avendo il Parlanti una sorella molto importante nell'ambiente giudiziario e politico, un cognato docente universitario, tale Fabrizio Berti, che si vergogna del reddito e del patromonio familiare molto ingente tanto che non lo dichiara all'Università dell'Aquila fottendo la legge di trasparenza e anticorruzione.
Il fratello Lorenzo lo ha scoperto in questi giorni. Difficile opporsi
Pistoia, 29 marzo 2014 - «IN ITALIA ammazzi la ex moglie e ti spetta la pensione, a vita, se non ti risposi. Auguri». Lorenzo Ballerini, fratello di Beatrice,
massacrata di botte e strangolata dall’ex marito, Massimo Parlanti, reo
confesso e condannato, in primo grado, a diciotto anni con rito
abbreviato, ci ha da tempo abituati alle sue brevi e lancinanti
riflessioni sul suo profilo di Facebook, che poi approfondisce sul blog
che ha dedicato alla sorella. Perchè Lorenzo, da quel 13 dicembre 2012,
ha deciso di scrivere tutto.
Da qualche settimana ha appreso una notizia di carattere previdenziale che ha aggiunto, se mai fosse possibile, dolore al dolore. Perchè questa famiglia, dove, lo ricordiamo, ci sono due bambini, non deve soltanto sopravvivere a una persona che amava moltissimo, ma deve anche convivere con una miriade di difficoltà pratiche che aggravano ulteriormente la sua sofferenza e ostacolano qualsiasi possibilità di sollievo.
«I BAMBINI — ci ha spiegato ieri Lorenzo Ballerini — stavano prendendo una quota della pensione della madre, il 40 per cento della reversibilità indiretta, che spetta agli eredi. L’altro 60 per cento lo può richiedere soltanto lui. E gli spetta, a meno che non si sposi. Me lo hanno spiegato all’Inps. Pensavo che questa condizione fosse risolvibile con la sentenza di condanna. Invece no. Perchè il giudice, nel suo pronunciamento, non lo ha dichiarato “indegno a succedere” . Se ci fosse stata questa dichiarazione — spiega ancora Lorenzo — avremmo potuto ricorrere a una procedura. Ma lui, a tutti gli effetti, è un erede, e questo non glielo toglie nessuno. Abbiamo chiesto al nostro avvocato di interessarsi a questo aspetto. Ci sono cinque anni per la prescrizione ed uno e mezzo è già trascorso, poi non potremo più chiedere gli arretrati.
«INTANTO sono a carico nostro le spese per l’azione legale per i risarcimenti, per la provvisionale disposta dal giudice quando c’è stata la condanna. E sono a carico nostro le spese per il giudice tutelare per il tribunale dei minori. E in tutta questa storia — conclude Lorenzo con quella lucida, pacata e toccante amarezza a cui ci ha abituati — chi deve dimostrare di essere degno siamo noi».
La famiglia Ballerini, in questa tragedia, ha sempre dimostrato una commovente compostezza e hanno scelto, soprattutto Lorenzo, ma anche Paolo, il compagno di Beatrice, di essere testimoni.
Partecipano alle trasmissioni televisive e alle cerimonie dedicate alla memoria di Beatrice. L’ultima a Pistoia, l’8 marzo, quando è stato piantato per lei un melograno nel parco dell’istituto agrario Barone de’ Franceschi, simbolo di speranza, dopo lo spargimento di sangue innocente.
lucia agati
Da qualche settimana ha appreso una notizia di carattere previdenziale che ha aggiunto, se mai fosse possibile, dolore al dolore. Perchè questa famiglia, dove, lo ricordiamo, ci sono due bambini, non deve soltanto sopravvivere a una persona che amava moltissimo, ma deve anche convivere con una miriade di difficoltà pratiche che aggravano ulteriormente la sua sofferenza e ostacolano qualsiasi possibilità di sollievo.
«I BAMBINI — ci ha spiegato ieri Lorenzo Ballerini — stavano prendendo una quota della pensione della madre, il 40 per cento della reversibilità indiretta, che spetta agli eredi. L’altro 60 per cento lo può richiedere soltanto lui. E gli spetta, a meno che non si sposi. Me lo hanno spiegato all’Inps. Pensavo che questa condizione fosse risolvibile con la sentenza di condanna. Invece no. Perchè il giudice, nel suo pronunciamento, non lo ha dichiarato “indegno a succedere” . Se ci fosse stata questa dichiarazione — spiega ancora Lorenzo — avremmo potuto ricorrere a una procedura. Ma lui, a tutti gli effetti, è un erede, e questo non glielo toglie nessuno. Abbiamo chiesto al nostro avvocato di interessarsi a questo aspetto. Ci sono cinque anni per la prescrizione ed uno e mezzo è già trascorso, poi non potremo più chiedere gli arretrati.
«INTANTO sono a carico nostro le spese per l’azione legale per i risarcimenti, per la provvisionale disposta dal giudice quando c’è stata la condanna. E sono a carico nostro le spese per il giudice tutelare per il tribunale dei minori. E in tutta questa storia — conclude Lorenzo con quella lucida, pacata e toccante amarezza a cui ci ha abituati — chi deve dimostrare di essere degno siamo noi».
La famiglia Ballerini, in questa tragedia, ha sempre dimostrato una commovente compostezza e hanno scelto, soprattutto Lorenzo, ma anche Paolo, il compagno di Beatrice, di essere testimoni.
Partecipano alle trasmissioni televisive e alle cerimonie dedicate alla memoria di Beatrice. L’ultima a Pistoia, l’8 marzo, quando è stato piantato per lei un melograno nel parco dell’istituto agrario Barone de’ Franceschi, simbolo di speranza, dopo lo spargimento di sangue innocente.
lucia agati
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