giovedì 4 febbraio 2016

COME PUO’ IL COMUNE DI MONTECATINI TERME FARMI DICHIARARE OCCUPANTE ABUSIVA DI UN IMMOBILE CHE NON E’ IL SUO?


MI HANNO ANCORA VIETATO DI PARTECIPARE ALLA MIA CAUSA DOVE DECIDONO SULLA MIA VITA!
Succeda quello che deve succedere. Io ci vado al Palazzo di Giustizia con il rischio di subire l'ennessimo trattamento sanitario pbbligatorio e di essere arrestata.
IL COMUNE DI MONTECATINI TERME MI HA FATTO DICHIARARE OCCUPANTE ABUSIVA DI UNA CASA CHE NON E' DEL COMUNE, COLLUDENDOSI CON MAGISTRATI, AVVOCATI, PSICHIATRI ecc...
OGGI I GIUDICI DEL COLLEGIO 4 DELLA SECONDA SEZIONE CIVILE DELLA CORTE D'APPELLO DI FIRENZE, quarto piano, alle ORE 10,00, DECIDONO sul mio appello avverso la sentenza di primo grado del giudice Ernesto Covini di Pistoia (ora giudice della Corte d'Appello della stessa sezione civile) il quale mi aveva dichiarata occupante abusiva del miniappartamento, un simulato P.E.E.P., costruito nella zona di lusso, assegnatomi dal Comune di Montecatini Terme CON TANTA DI QUELLA TRUFFA, allo stato grezzo, con la delibera della Giunta municipale n. 587/90. Il sindaco di allora della Sinistra era tale Alberto Lapenna, ora coordinatore provinciale del PDL.
Dopo avermi venduta ai magistrati, nel 2011, l'ennesimo avvocato, tale CHIARA BIMBI di Castelnuovo Garfagnana, che sembrava onesta all'inizio, ha rinunciato il mandato, come avevano fatto tutti quelli che la precedevano. Come mi aveva pure riferito Tindari Baglione, NESSUN AVVOCATO accetta incarico da me, altrimenti vengono PUNITI.
I magistrati collusi con il Comune hanno giocato la stessa carta che avevano giocato i magistrati del TAR Toscana, nel 2013 i quali hanno evitato di dover esprimersi sull'oggetto della causa se il complesso era un P.E.E.P. o meno.
Appositamente, mi hanno vietata di entrare nel Palazzo di Giustizia di Firenze, in modo che io non possa avvalermi di quei pochi diritti di difesa che la legge prevede, senza avvocato ed i giudici non debbano esaminarsi sul mio appello, con la scusa che non c'è l'avvocato difensore.
HO SCOPERTO PROVE NUOVE SULLA TRUFFA E SULLA COLLUSIONE DI MAGISTRATI / POLITICI:
la Giunta non mi aveva assegnato quell'immobile del quale il Comune mi ha consegnato le chiavi del truciolato - con il quale avevano coperto l'entrata dello scheletro -, ma un'altro in cui vivevano già due famiglie, Macchi-Panerai, un appartamento situato su due piani.
La famiglia che aveva comprato il primo piano, Macchi, aveva la residenza, già dal 1982, in quel cantiere che il Comune mi aveva fatto credere di avermi assegnato regolarmente.
Tutto ad oggi, la mia famiglia ha la residenza nella porzione dell'appartamento intestata alla famiglia Macchi.
Il garage che possiedo dal 1989, indicato con sub 8, è invece di una certa Giulia Fornaciari. Il consulente tecnico nominato dal giudice e il perito del Comune, non autorizzato dal giudice, hanno fotografato il garage sub 8 facendo credere che fosse questo intestato al Comune, mentre il garage intestato al Comune è indicato con sub 5 come risulta nella visura catastale prodotta dal CTU.
La Fornaciari aveva denunciato il completamento del garage suo al Catasto, solo ne 2007, 5 anni dopo che il Comune mi aveva trascinata nella causa civile,
Possiedo tutte le prove nuove documentali per dimostrare che Il Comune aveva occupato abusivamente l'area del simulato P.E.E.P. e si era appropriato di tutto il complesso P.E.E.P. Le Panteraie, con mezzi illeciti, assegnando poi detti appartamenti ai dipendenti del Comune e ai loro amici, in cambio di lire 577.000, che rappresentava il prezzo del simulato esproprio del terreno, l'area del simulato P.E.E.P, lire 13.200.000 divise 22.
TUTTI i contratti di compravendita sono colpiti di nullità perché manca la firma e la delega dei proprietari i quali erano in comunione dei beni con il Comune, ma non avevano firmato alcuna delega per vendere gli appartamenti.
Il Comune non ha chiesto autorizzazione dai comproprietari proma di assegnarmi il cantiere e per completarlo a spese mie.
Sono stata individuata alla fine degli anni '80, tramite il rag. Massimo Morini, al fine di scaricare gli illeciti sulle mie spalle, commessi dagli anni '70, ai danni dello Stato, della Comunità montecatinese e poi ai danni miei.
Questa storia è la ragoone perché la Prefettura di Pistoia mi aveva fatto passare per una criminale pericolosa, poi gli psichiatri per pazza, così creando i presopposti per escludermi da tutti i servizi pubblici, vietarmi di presentare denunce, di entrare negli Uffici giudiziari e di fatto, per interdirmi.
Il Presidente della Repubblica, il Ministro della Giustizia e il Ministro dell'Interno hanno ignorato le mie richieste relative all'autorizzazione ad entrare nel Palazzo di Giustizia di Firenze al fine di poter partecipare alla udienza e a difendermi personalmente.
Il presidente del Collegio è quel Barbarisi Maurizio il quale aveva aggiustato il processo a carico di Morini Massimo in cui ero parte offesa per il reato di truffa.
Il Barbarisi conosce l'oggetto della causa a seguito della notifica fattagli dal giudice di pace di Pistoia che lo riteneva parte offesa del reato di diffamazione.
La stessa notifica aveva ricevuto l'avvocato del Comune, una tale Rossana Parlanti la quale, di più, aveva presentato una querela calunniosa nei miei conftonti.
Nessuno dei due voleva astenersi per conflitto di interessi.
Il Barbarisi si era astenuto da un procedimento in cui ero ricorrente, ma non da questo.

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