martedì 11 agosto 2015

BRESCIA. MARITO E MOGLIE UCCISI DAVANTI ALLA LORO PIZZERIA. "DENUNCIAVANO LO SPACCIO".La questura che fa?La Questura di Brescia vuole “manganellare” sindaci anti-clandestini




MARITO E MOGLIE UCCISI DAVANTI ALLA LORO PIZZERIA. "DENUNCIAVANO LO SPACCIO". CACCIA AI KILLER.BRESCIA - Un agguato in piena regola compiuto alla luce del sole con marito e moglie uccisi a colpi d'arma da fuoco da assassini poi scappati a bordo di uno scooter. Sono morti così, a Brescia, Francesco Seramondi, 65 anni e la consorte Giovanna Ferrari, di due anni più giovane, 'freddatì nella loro pizzeria da asporto «Da Frank» che gestivano da tempo nella zona Mandolossa, alle porte della città.
Un locale punto di riferimento dei giovani che frequentano le notti bresciane, che spesso si concludono proprio con una pizza o una brioche calda nel locale.

I coniugi Seramondi sono stati uccisi poco dopo le 10 di questa mattina raggiunti da due colpi: è ancora da capire se si è trattato di un'arma lunga o di una pistola di notevole potenza. Giovanna Ferrari è stata ferita da un proiettile mentre era al bancone ed è morta immediatamente, mentre il marito Francesco, colpito mentre si trovava nel retro dell'attività, è morto poche ore dopo in ospedale.

I killer non avrebbero lasciato tracce; sarebbero arrivati su uno scooter e avrebbero agito con il casco in testa. Un'esecuzione durata pochi minuti, prima della fuga. All'agguato non avrebbero assistito testimoni anche se le telecamere di sicurezza installate su alcuni pali poco lontani dalla pizzeria potrebbero aver filmato la scena o quantomeno immortalato i due assassini.

Tra le immagini al momento certe c'è quella che immortala uno scooter in fuga. Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Questura di Brescia e coordinate dal sostituto procurato Valeria Bolici.

La prima ipotesi degli inquirenti è quella di un regolamento di conti. Solo un mese e mezzo fa un dipendente della pizzeria, un albanese di 43 anni incensurato e da anni in Italia, era rimasto ferito in un agguato. Stava andando al lavoro in auto quando, poco distante dalla pizzeria «Da Frank», venne affiancato da una vettura dalla quale partirono alcuni colpi di pistola. Alla luce di quanto accaduto oggi quell' episodio può essere visto come un avvertimento, forse l'ultimo prima dell' esecuzione. Non si esclude che gli esecutori del duplice omicidio dei gestori possano essere le stesse persone, protagoniste dell'agguato a giugno e non ancora identificate. In passato i coniugi Seramondi avevano denunciato lo spaccio di droga fuori dal loro locale, che si trova in una zona, la Mandolossa, da sempre al centro di prostituzione e delinquenza spesso straniera.

Denunce relative agli anni 2012 e 2013 e quindi ritenute troppo datate per gli inquirenti che non le considerano strettamente legate al fatto di sangue. Le denunce sarebbero poi in merito alla situazione generale della zona e non contro soggetti in particolare.

Gli inquirenti stanno ricostruendo la vita delle due vittime per trovare il movente dell'agguato mortale. Francesco Seramondi e la moglie Giovanna Ferrari erano ripartiti con l'attività dopo un paio di esperienze imprenditoriali concluse con il fallimento. Pare che fossero alle prese con problemi economici e l'attività dove è avvenuto il duplice omicidio sarebbe intestata ad un fratello di Seramondi. Dopo la riapertura i gestori della pizzeria da asporto avevano appeso un cartello sulla vetrata del locale con la scritta: «Nonostante tutto... Nonostante tutti, Frank ritorna». Al vaglio degli agenti della Squadra Mobile della Questura di Brescia ci sono anche gli ultimi movimenti delle vittime e i tabulati telefonici dei loro cellulari. Tra gli assassini e le vittime potrebbe esserci stato un contatto poche ore prima dell'agguato.


Le condoglianze su Facebook: «Eri una persona d’onore e non ti sei mai spezzato innanzi a tutte le difficoltà che la vita ti ha presentato, grande ed instancabile lavoratore — scrive uno dei tanti clienti —. Non permettevi che davanti al tuo locale accadessero certe cose e probabilmente a modo tuo avrai detto a chi di dovere che non lo dovevano fare.... ». Un dipendente di Frank, un 43enne di origine albanese, era stato colpito da spari un mese fa in via Vallecamonica, alle due del mattino: i proiettili erano partiti da un’auto in corsa. Colpito al petto e al braccio, è sopravvissuto.


La Questura di Brescia che fa???vuole “manganellare” sindaci anti-clandestini

Situazione di fuoco in Italia. La popolazione manifesta un certo disappunto ed i sindaci in molti casi, prendendo le loro difese si trovano, poi, a dover affrontare lo Stato.
“Se questo è un atto intimidatorio partorito dalla longa manus dello Stato ai danni dei sindaci, sappiano i servi del potere centrale che i sindaci rispondono prima alle comunità che li hanno eletti e solo in un secondo momento allo Stato, sempre che ciò che esso ci chiede sia nell’interesse del territorio”. Questa la posizione di Oscar Lancini, sindaco di Adro, dopo che la Questura di Brescia ha ipotizzato possibili denunce ai sindaci anti-profughi per abuso di potere, falso ideologico e altri reati. Siamo all’emergenza democratica.

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