giovedì 6 giugno 2019

PADOVA. "Poliziotti sotto attacco"

PADOVA. "Poliziotti sotto attacco" si intitola un documento del sindaco di polizia Sap di Padova che, dopo l'ennesimo episodio di aggressione da parte di un immigrato, accusa la magistratura di non prendere provvedimenti contro i violenti. L'aggressore in questione, infatti, è stato rimesso in libertà dal giudice.
Ecco il documento della polizia: "Sono oramai costanti le segnalazioni rispetto al crescente numero di poliziotti aggrediti in servizio a Padova. L'ultima è di ieri nel primo pomeriggio, due poliziotti della locale Questura notano uu soggetto poi identificato di origine tunisina in evidente stato di agitazione nelle vicinanze del metrobus Bassanello. Il personaggio a torso nudo al centro della strada in evidente stato di alterazione non solo proferiva frasi sconnesse ma principalmente arrecava un serio e grave rischio all'incolumità dei cittadini presenti ed alla circolazione stradale. Si rendeva necessario l'intervento dei due poliziotti: il tunisino già ampiamente noto alle forze dell'ordine, colpiva ripetutamente i colleghi procurando lesioni per 7 e 5 giorni. Il soggetto veniva bloccato immediatamente con l'ausilio di una volante giunta sul posto ed accompagnato in Questura, poi veniva richiesto l'intervento del personale medico del 118 e successivamente accompagnato al pronto soccorso per poi essere dimesso e riaccompagnato in Questura. Alle ore 20 circa di ieri il Magistrato di turno ne disponeva il rilascio".
La polizia continua: "L'articolo 337 del vigente Codice Penale stabilisce: chiunque usa violenza o minaccia ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di pubblico servizio, è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. L'articolo 582 del Codice Penale stabilisce: chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale dalla quale ne deriva una malattia, è punito con una reclusione da 6 mesi a 3 anni. Da un controllo si è accertato che il soggetto in questione era già stato fermato innumerevoli altre volte dalle forze dell'ordine per gli stessi reati, per violenza in famiglia, reati di spaccio e chi più ne ha più ne metta. Nel rispetto delle decisioni assunte in piena autonomia dalla magistratura ci chiediamo però di quali altri reati si debba ancora macchiare questo tunisino a Padova, che nonostante una sfilza di precedenti, oggi, stasera, potrà liberamente spacciare o avere comportamenti pericolosi per i cittadini. Potrà anche aggeredire una volante qualora venisse sottoposto ad un controllo di polizia, conscio che difficilmente le patrie galere potranno ospitarlo perchè anche a Padova non vige un principio che dovrebbe essere sacrosanto in un paese democratico, ci riferiamo alla certezza della pena".
E infine: "L'unica certezza è che i poliziotti continueranno a tuterlare la sicurezza dei cittadini, applicando la legge, l'auspicio è che per questi soggetti recidivi e pericolosi per la società, possano essere perseguiti puniti espulsi dall'Italia. Il SAP continua la propria battaglia rispetto alle garanzie funzionali per i poliziotti, attendiamo a Padova un numero congruo di “taser” per tutelare anche la sicurezza passiva dei nostri colleghi".

Castel San Pietro, ramadan in palestra. Bambini sfrattati da scuola

Festa a sorpresa alle medie Pizzigotti, scoppia la polemica
di CLAUDIO BOLOGNESI
 
Ramadan, foto generica (Newpress)


Castel San Pietro (Bologna), 6 giugno 2019 - La festa di fine Ramadan senza preavviso nella palestra delle medie Pizzigotti infiamma la polemica a Castel San Pietro. Tutto nasce dalla segnalazione di alcuni genitori dei bimbi che frequentano la scuola e, che, via whatsapp, hanno raccontato al consigliere comunale di Prima Castello Giovanni Bottiglieri della sorpresa avuta venerdì scorso quando «ci siamo ritrovati con il parcheggio pieno di cittadini di religione islamica che regolamentavano anche la viabilità, e abbiamo sentito provenire dalla scuola i canti della loro religione». «La scuola, tra l’altro – spiegano ancora mamme e papà – non aveva avvertito noi genitori, sembrava una situazione surreale. I ragazzi hanno dovuto fare ginnastica all’aperto».

E il nocciolo della questione che ha spinto Giovanni Bottiglieri a strigliare la nuova amministrazione comunale guidata da Fausto Tinti è proprio questo: ovvero il mancato avviso alle famiglie. «L’episodio avvenuto nella palestra delle scuole medie è l’ennesima dimostrazione dell’arroganza di un’amministrazione comunale che dà per scontato forse che siano tutti d’accordo e non si degna neppure di comunicare l’evento – osserva –. Non è stata garantita la corretta informazione alla scuola e di conseguenza ai genitori. Viene da pensare che in prossimità delle elezioni non abbiano voluto creare scontento tra i genitori», insinua Bottiglieri.

I genitori, tra l’altro, hanno anche sottolineato come «quando avvengono all’interno della scuola eventi straordinari, essendo ora tutto digitalizzato, ci viene inviata una mail informativa, mentre su quanto accaduto l’altro giorno nessuno ha scritto nulla, neppure scuse successivamente alla festa e dopo le lamentele fatte direttamente al vicepreside».

Sulla questione intervengono anche l’onorevole Galeazzo Bignami di Forza Italia e Marco Lisei, consigliere azzurro, e presidente del gruppo consiliare, a Bologna. «Al problema delle informazioni si aggiunge un problema di principio – osservano –. Perché devono utilizzare una struttura pubblica? Il Pd invoca la laicità ormai solo per la religione cattolica: viene da pensare che quella che stanno facendo è una vera e propria crociata».

«E’ vero, è mancata la comunicazione e su questo saremo più attenti, ma sulla festa ci siamo interfacciati con la scuola come avviene ormai da anni». Replica così il neo-eletto sindaco Fausto Tinti alla protesta. «La festa di fine Ramadan – sottolinea ancora il primo cittadino – si svolge da anni, e da anni una delle due associazioni islamiche presenti nel nostro comune chiede la disponibilità della palestra per un periodo di preghiera e per la festa finale». «Tutto è stato concordato con la scuola dalla quale abbiamo ricevuto regolare autorizzazione – conclude – E’ mancata invece la comunicazione ai genitori, e su questo aspetto saremo certamente più attenti gli anni prossimi».

Giudice libera nigeriano che subito massacra di botte un portantino

Giuseppe Scarpa per ilmessaggero.it
Il giudice dopo il processo per direttissima non lo spedisce in carcere, come richiesto dal pm. E l’uomo, 24 ore dopo, il primo giugno, sta già massacrando di botte un portantino, nella sala d’attesa del policlinico Umberto I a Roma. L’autore del violento pestaggio è Alukwe Okecku, un nigeriano, su cui pende un decreto di espulsione. Il 48enne è anche accusato di lesioni e violenza sessuale e adesso è latitante.


Ma andiamo con ordine. Il nigeriano è detenuto nel carcere di Velletri. È il 31 maggio e il 48enne ha appena espiato la condanna. Un anno e 4 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e violenza sessuale. Su di lui, però, pende un decreto di espulsione. Per questo i carabinieri lo prendono in carico. Devono portarlo al centro di permanenza per i rimpatri, a Potenza. Nel capoluogo della Basilicata, però, non arriverà mai.
Okecku, nell’auto dei carabinieri della compagnia Roma centro, dà di matto. Morsica, sputa, sgomita, urla e cerca di far sbandare la macchina. I militari sono costretti a chiamare rinforzi. L’uomo è una furia. Arrivano altri 10 uomini in divisa in appoggio.
A questo punto, le forze dell’ordine decidono di contestargli la resistenza e le lesioni. Per questo il 48enne passa una notte in cella, in caserma. Okecku, durante la notte, si dimena, si lascia cadere in terra, tanto da procurarsi una ferita alla testa. Per questo, la mattina del primo giugno, i carabinieri decidono di portarlo al policlinico Umberto I.
Nel frattempo le carte arrivano in tribunale e il giudice, Maria Concetta Giannitti, nel processo per direttissima decide di convalidare l’arresto dei carabinieri ma di non applicare nessuna misura cautelare, nonostante il pm insista. Okecku di fatto è libero. I militari gli notificano la decisione del magistrato.
Poche ore dopo, nella sala d’attesa del policlinico Umberto I, accade l’imponderabile. Senza alcun motivo picchia un portantino. È una furia. Prima gli sferra otto pugni, il ragazzo cerca di difendersi. Non ci riesce. Crolla a terra. Okecku lo solleva da terra e poi lo sbatte sul pavimento con violenza. Alla fine, il portantino rimane tramortito, soccorso da un medico si riprenderà poco dopo. Nel frattempo, però, il 48enne va via. Adesso è ricercato.

Il giudice che scarcera il nigeriano picchiatore se lo porti a casa sua


Ora ci fate la cortesia, signori magistrati, di smetterla di farci impazzire. Un nigeriano arriva qua, spacca teste a chiunque incontra, si era già fatto un bel po’ di galera e voi lo rimettete in libertà. Vostro onore, se lo porti a casa sua o nel cortile del Csm, dove, tra una pratica sospetta e l’altra, magari qualcuno troverà il tempo per far capire l’educazione a questo signore.
Che cosa deve succedere nel nostro paese per avere il diritto alla sicurezza?
La storia è questa, ed è vergognosa anche se non ci sono (per fortuna) morti da sotterrare.

Commozione giudiziaria

E’ una storia di pietismo stupido, di commozione giudiziaria, di buonismo insensato. Non facciamo nomi – per ora – sennò con noi il permissivismo viene dimenticato e ci sbattono in cella al posto dell’africano. Ma basta sapere quel che è successo.
Un certo giorno arriva qui un bestione dalla Nigeria, un delinquente di quelli veri. Corporatura muscolosa, alto un metro e ottanta, pelato. Gli basta poco tempo per imparare come si campa in Italia ma si imbatte sfortunatamente in un processo per violenza – ovviamente – resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. E la solita violenza sessuale. Risultato: sconta un anno e mezzo nel carcere di Velletri.
Venerdì scorso finisce la pena e passano a prenderlo i carabinieri. Bisogna rimpatriarlo. Lo fanno salire in macchina per trasferirlo nella struttura di accoglienza di Casalpalocco, perché il giorno dopo deve essere trasferito nel centro rimpatri di Potenza e poi in volo direzione Nigeria. Ma a Casalpalocco non arriva, perché fa l’inferno nell’auto dell’Arma, che finisce rapidamente fuori strada sulla via del Mare, con i due carabinieri presi a botte. Viene acciuffato e ammanettato solo grazie all’arrivo dei rinforzi.

Ad un passo dall’omicidio

In camera di sicurezza si ferisce alla testa lasciandosi cadere a terra e lo trasportano al Policlinico Umberto I, in stato di arresto. Al pronto soccorso lo curano e un medico gli offre pure un paio di scarpe perché ne era sprovvisto. Poi, il caos quando gli si avvicina un operatore sanitario che distribuisce volantini ai pazienti in attesa. E’ un attimo e il nigeriano fa volare l’uomo a terra sbattendogli più volte la testa sul pavimento. Ci vogliono ben due infermieri per toglierglielo dalle mani. Senza il loro intervento quel poveretto finiva ammazzato dalla bestia.
Ma non è finita. Il pubblico ministero di turno propone di rispedirlo in carcere, il giudice no e lo lascia libero. E ovviamente il povero africano che sulla sua strada si imbatte solo in italiani cattivi se la dà a gambe.
Quale pena è prevista dal codice penale se scriviamo che è una vergogna lasciare in libertà certa gente? Nessuna legge può autorizzare un magistrato ad usare la mano delicata per evitare la galera ad un delinquente che prende a botte chiunque gli capita sottomano. Quel giudice che gli ha aperto le porte della cella – immaginaria a questo punto – sarà mai valutato dal Consiglio superiore della magistratura, o almeno da quel che ne rimane viste le porcherie a cui assistiamo? Vedremo che cosa risponderanno i ministri SalviniBonafede all’interrogazione sul caso presentata da Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia.
Vogliamo vivere liberi e in pace. Se lo devono mettere tutti in testa, sinistre e certi magistrati. Di delinquenti in circolazione non ne possiamo più. Ci basta già la criminalità nostrana.

mercoledì 5 giugno 2019

Nigeriano si masturba davanti ai bambini: i carabinieri lo salvano dal linciaggio

I carabinieri di Caltagirone, nel catanese, hanno arrestato un nigeriano 25enne, irregolare e senza fissa dimora, per corruzione di minorenne e atti osceni in luogo pubblico. E’ accusato di essersi abbassato i pantaloni per masturbarsi dinanzi ad un gruppo di bambini di eta’ compresa tra i 6 e i 12 anni. I militari sono intervenuti nei pressi di una scuola nel centro del paese e hanno dovuto faticare non poco per sottrarre l’extracomunitario alle ire di alcuni papa’che stavano per scagliarsi contro il giovane. L’intervento dei militari è avvenuto su segnalazione al 112 di una delle mamme dei ragazzini. Il fatto è avvenuto in via San Gregorio nei pressi dell’istituto d’arte e ceramica. I  ragazzini, una decina in tutto di età compresa tra i i sei e i dodici anni, si erano radunati accanto la scuola per giocare quando sono stati molestati. Un mese fa un episodio analogo era accaduto a Roma.

    La mia risposta alla campagna denigratoria e alla strategia per demolirmi con le menzogne

    Sono costretto a scrivere questo messaggio perchè da mesi vengo dipinto dal sito nocensura come un farabutto.

    Sono stati scritti diversi articoli che offendono la mia dignità con bugie e falsità inaudite. Si è arrivati a dire che io ho tre incarichi pubblici. Io ho solo un incarico pubblico elettivo: sono consigliere regionale del Lazio. Da settimane il sito nocensura, da quando ho deciso di accettare la candidatura a sindaco di Taranto, pubblica articoli diffamatori su di me. Questo sito scrive che io sto scorrazzando a Taranto avendo tre incarichi pubblici. BUGIA perchè non ho tre incarichi pubblici elettivi. Ma Taranto è una città dimenticata dalla politica nazionale e dai partiti dove c'è il più alto livello di mortalità provocato da diossina, ipa, benzoapirene, benzene. La mia colpa secondo l'amministratore di nocensura? Scorrazzare per Taranto...

    Addirittura hanno scritto che io mi sarei candidato a Taranto per danneggiare l'ottimo lavoro dell'ex ministro Pecoraro che aveva imposto limiti severi alle industrie e di Vendola. Vi invito a leggere questi articoli o lettere non firmate che hanno pubblicato. Hanno scritto che la mia candidatura avrebbe favorito la grande industria inquinante di Taranto. Che sono l'ambientalista con il "cayenne" quando da 4 anni non posseggo una macchina e mi muovo con i mezzi pubblici. Questi bugiardi sono arrivati a scrivere e pubblicare che sono un 'assenteista al consiglio regionale' pubblicando i resoconti delle votazioni sulla richiesta del numero legale. Solo che essendo in malafede questa gente non dice e non scrive che alle richieste di numero legale io non rispondo come altri, facendo opposizione ad un governo regionale come quello della Polverini. Alle richieste di numero legale non si risponde e nocensura pur di denigrare scrive che io ero assente.

    La realtà è che da quando si è insediato il consiglio regionale del Lazio sono state 54 le sedute complessive e io sono stati assente 5 volte. L’esatto opposto di quello che dice nocensura. Io ho accettato di candidarmi a Taranto dopo che associazioni e comitati me lo avevano chiesto e ho subito minacce per questa mia decisione. Ho subito attacchi pesanti da parte di autorevoli esponenti della sinistra che mi hanno definito cinico avvoltoio solo perchè mi sono candidato a Taranto. Potevo farmi " gli affari miei" e non candidarmi nella città di Taranto, invece ho deciso di metterci la faccia per dare il mio contributo ad una parte consistente di cittadini che non ce la fanno più a vedere morire la gente a causa della diossina. Perchè ho fatto questo io sarei uno da mettere al rogo, un infame, una merda, uno schifoso e potrei continuare...e tutto ciò grazie alla strategia del fango messa in atto.

    Comunque comunico che ho presentato denuncia querela per diffamazione aggravata nei confronti dell’amministratore di nocensura sarà il giudice e a decidere dov’è la verità. Ho presentato anche istanza di risarcimento danni presso il giudice civile, la somma sarà devoluta alle famiglie delle vittime dell’inquinamento a Taranto. Non si può consentire di gettare fango non solo su di me ma su una battaglia di liberazione dalla diossina dalla città di Taranto. E’ chiara l’operazione e la strategia demolirmi e denigrarmi con le menzogne…
    Commenti
  • Giuseppe Scriboni su una cosa però nocensura ha ragione, se è ancora consigliere regionale del Lazio doveva almeno dare le dimissioni da quell'incarico, perchè il suo stipendio glielo paga la regione Lazio e le cariche di consigliere regionale laziale, quella di consigliere comunale a Taranto e quella di presidente di un partito(i verdi) non possono essere svolte al meglio tutte e tre insieme, e questo è un danno per i cittadini tarantini stessi...
  • Giuseppe Trotta Ma l'ha scritto prima... Se leggi meglio Bonelli dice che lui percepisce lo stipendio di consigliere regionale e basta. Quello da consigliere comunale ha detto a piú riprese che lo devolverà in beneficenza...
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  • Valerio Menconi Scriboni, commenta dopo aver letto cosa dice " l'imputato " .Poi ti prego non prlare di noi tarantini e di Taranto con affermazioni gratuite e prive di fondamento,noi siamo orgogliosi di avere un nuovo tarantino con noi.
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  • Lia Ginger Giribone Crocco Hai fatto bene Angelo, abbiamo serpi in seno che cercano con ogni mezzo di far fallire la Costituente Ecologista e ti attaccano in modo davvero meschino. Vorrebbero che tutto tornasse come qualche anno fa, ma non hanno capito ancora che non si può tornare indietro ... tieni duro, siamo in tanti con te ...
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  • Carmine Quintiero non conosco questo sito ... ma la lotta politica non può calpestare la dignità delle persone ... se è invidia ... sarebbe meglio metterci la faccia nelle battaglie ecologisti e non parole velenose ed infondate ... condivido pienamente l'operato di Angelo ...
  • Marilena Schiano Lo Moriello angelo sai bene come la penso ,ma preferisco riscriverlo ...la costituente ecologista è il cammino giusto intrapreso per poter raggruppare quanti hanno a cuore l'ambiente in maniera sana e pulita .lo slogan di taranto di respirare aria pulita in tutti i sensi rappresenta quanto di genuino c'è in questo percorso che dà forse fastido a chi sa di vecchia politica.mi dispiace che stanno cercando in tutti i modi di infangare il tuo nome ,nn ci riusciranno perchè chi ha creduto e chi crede in te sa che persona sei ...t.v.b.

Il “trio medusa” denigra il signoraggio bancario e chi ne parla!

tratto da nocensura.com
trio medusa
Alcuni lettori ci hanno segnalato che il “trio medusa” in una rubrica trasmissa su Radio Deejay ha screditato il tema del signoraggio bancario, paragonandolo a questioni come “i cerchi nel grano ad opera di alieni” e altre corbellerie, inoltre hanno denigrato coloro che ne parlano: dipinti, in pratica, come poveri pirla.
La trasmissione in questione potete ascoltarla QUI
In questo modo non solo conferiscono negli ascoltatori che non conoscono la questione (e ce ne sono ancora moltissimi purtroppo, visto che se ne parla solo sul web) l’idea – sbagliata – che il signoraggio bancario sia una delle tante bufale che circolano sul web: ma oltretutto gettano nel ridicolo chi “osa parlarne”, cercando di innescare – consapevolmente o meno – un meccanismo psicologico che conduce le persone ad evitare di parlarne, per non essere presi per stupidi.
 
Ci auguriamo che questa sortita non sia frutto della volontà di fare perdere credibilità ad una questione così importante, che è dimostrabilmente alla base della crisi odierna, causa di sofferenze per milioni di persone, fino al suicidio, ma che bensì sia dovuta al fatto che i componenti del Trio Medusa, troppo impegnati nel distrarre i cittadini con la loro satira, non conoscono la questione; dopotutto, essendo censurata ignobilmente da tutti i mass media, ci può stare.
In questo caso, invitiamo il Trio Medusa ad informarsi in merito, e anzi manifestiamo loro la nostra piena disponibilità per fornirgli un po’ di materiale e metterli in contatto con esperti della materia. Invitiamo il Trio Medusa a mettersi in contatto con noi, ( redazione@nocensura.com ) se ci forniscono un indirizzo gli spediremmo volentieri, a nostre spese, alcuni libri che affrontano la questione.
Nel frattempo gli consigliamo di leggere il documento sul signoraggio dell’avv. Marra e di guardare qualche video del prof. Auriti; probabilmente il Trio Medusa non è a conoscenza del fatto che l’economista Salvatore Tamburro ha presentato la propria tesi di Laurea sul signoraggio bancario, e che il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz ha ammesso candidamente che “il sistema monetario è la più grande truffa perpetrata a danno dei cittadini dalle consorterie bancarie e finanziarie“. Così come non sono a conoscenza del fatto che ultimamente persino un sindaco ha iniziato ad organizzare conferenze per parlare della questione monetaria.
Invitiamo tutti i nostri lettori ad esprimere – in modo civile – dissenso per la trasmissione in questione allo staff del Trio Medusa direttamente sulla loro pagina Facebook, disponibile all’indirizzo https://www.facebook.com/pages/Trio-Medusa/61197119663?fref=ts chiedendo al Trio Medusa di “rettificare” o magari di parlare di signoraggio, una questione sicuramente molto seria sulla quale c’è ben poco da ridere.
Rivolgiamo infine un appello a tutti i blogger e gestori di pagine, affinché affrontino la questione, lanciando a loro volta un invito ai lettori per esprimere civile dissenso nei confronti di trasmissioni volte a denigrare una questione così importante. E’ giunto il momento di dire STOP alla disinformazione, anche sotto forma satirica!