domenica 12 maggio 2019

Gheddafi : era meglio prima o dopo la sua morte

Io veramente ho una visione diversa del dittatore libico. Sono stato in Libia molte volte dal 1994 in poi e posso dire che è probabile che Ghedaffi fosse terribile con gli oppositori ma la grandissima parte della popolazione traeva benefici dal suo governo. Da noi non si dice ma durante il regime:
1) tutti hanno avuto una casa in muratura .
2) i generi alimentari di base (olio, sale, zucchero, farina, pelati, pasta ecc.) avevano prezzi calmierati con un contributo statale
3) per lo stesso motivo il pane costava circa mezzo euro per 25 sfilatini, ed il venerdì era gratis
4) il carburante costava 13 litri di diesel un euro. . Da noi probabilmente si sarebbe preferita una mega mazzetta a questo regalo alla popolazione.
5) la scuola e l'istruzione anche universitaria era gratuita. I più meritevoli venivano anche mandati a studiare in Italia a spese dello stato. Probabilmente se non tornavi ti venivano ad uccidere...
6) anche l'assistenza sanitaria era completamente gratuita, e se le strutture libiche non erano all'altezza le cure, sempre spesate dallo stato, venivano fatte all'estero. Ho saputo del fratello di una mia guida che dopo un incidente è stato ricoverato a Tunisi, ed ho visto molti libici operati al ginocchio in una clinica privata romana da un noto chirurgo italiano.
7) nei primi anni dopo l'apertura al turismo la Libia era uno dei paesi più sicuri del mondo per i turisti, criminalità praticamente nulla, i turisti rispettatissimi. Negli ultimi anni invece qualche furto ai danni di turisti e qualche vaga intolleranza.
Queste cose non le ho lette sui giornali libici (nè tanto meno su quelli italiani) ma le ho viste con i miei occhi girando la Libia negli ultimi 15 anni, e quindi sono convinto che il colonnello amasse veramente il suo popolo, e che credesse in quello che faceva. Sicuramente era anche un dittatore a volte crudele ed a volte imprevedibile. Quando Ben Alì e Mubarak scapparono dalle rivolte io predissi che il colonnello non sarebbe fuggito, ma piuttosto si sarebbe fatto uccidere e così è stato.

Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare.


I libici la chiamavano l'ottava meraviglia del mondo. I media occidentali lo hanno definito il capriccio e il sogno irrealizzabile di un cane rabbioso. Il "cane rabbioso" nel 1991 aveva profeticamente detto circa la più grande impresa di ingegneria civile nel mondo:



“Dopo questo risultato, le minacce americane contro la Libia raddoppieranno. Gli Stati Uniti inventeranno delle scuse, ma la vera ragione sarà la volontà di fermare questo progetto, per tenere il popolo libico assoggettato”.
Il sogno di Gheddafi

Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e per rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare. Nel 1953 la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi nei deserti del sud della Libia ha portato alla scoperta non solo di riserve petrolifere importanti, ma anche di grandi quantità di acqua dolce negli strati profondi del sottosuolo. Delle quattro antiche falde acquifere che sono state scoperte, ognuna aveva capacità stimate tra i 4.800 e i 20.000 chilometri cubi. La maggior parte di questa acqua si è raccolta nelle falde tra 38.000 e 14.000 anni fa, anche se alcune sacche sono da ritenersi solo di 7.000 anni.
Dopo che Gheddafi e i Liberi Ufficiali Uniti presero il potere con un golpe incruento contro il corrotto re Idris, durante la rivoluzione di Al-Fateh nel 1969, il governo della Jamahiriya nazionalizzò le compagnie petrolifere e spese gran parte dei proventi del petrolio per sfruttare l'approvvigionamento di acqua dolce dalle falde acquifere del deserto, costruendo centinaia di pozzi.  Furono create grandi aziende agricole nel sud della Libia per incoraggiare le persone a stabilirsi nel deserto. Risultò che la maggior parte delle persone però preferiva la vita nelle zone costiere settentrionali.
Pertanto successivamente Gheddafi concepì un piano per portare invece l'acqua alle persone. Il governo della Jamahiriya libica ha condotto gli studi di fattibilità iniziali nel 1974, e nel 1983 fu istituita l’Autorità del Grande Fiume Artificiale. Questo progetto finanziato interamente dal governo è stato programmato in cinque fasi, ognuna delle quali avrebbe realizzato un sistema autonomo, che alla fine avrebbe potuto formare un sistema integrato. Poiché l'acqua nella Libia di Gheddafi è stata considerata come un diritto umano, non vi è stato alcun onere a carico del popolo e non sono stati necessari prestiti internazionali per la spesa di quasi 30 miliardi dollari del progetto.
Nel 1996, durante l'apertura della fase II del progetto del Grande Fiume Artificiale​​, Gheddafi disse:
Questa è la risposta più grande all’America e a tutte le forze del male che ci accusano di coinvolti nel terrorismo. Noi siamo solo coinvolti nella pace e nel progresso. L'America è contro la vita e il progresso, e spinge il mondo verso l'oscurità”



Lo sviluppo e la distruzione

Al tempo della guerra guidata dalla NATO contro la Libia nel 2011, tre fasi del progetto Grande Fiume Artificiale ​​sono state completate. La prima e più importante ha fornito due milioni di metri cubi di acqua al giorno lungo una conduttura di 1.200 km da Bengasi a Sirte, ed è stata formalmente inaugurata nell'agosto del 1991. La fase II fornisce un milione di metri cubi di acqua al giorno per la fascia costiera occidentale e per Tripoli. La fase III prevedeva l’espansione del sistema esistente e di fornire Tobruk e la costa con un nuovo sistema di pozzi.
I “fiumi” sono una rete di 4000 chilometri di tubi in cemento di 4 metri di diametro, sepolti sotto le sabbie del deserto per evitare l'evaporazione. Ci sono 1.300 pozzi, 500.000 sezioni di tubo, 3.700 chilometri di strade e 250 milioni di metri cubi di scavo. Tutto il materiale per il progetto è stato prodotto localmente. Grandi serbatoi immagazzinano l’acqua e stazioni di pompaggio controllano il flusso verso le città.
Le ultime due fasi del progetto avrebbero dovuto unire tutta la rete di distribuzione. Una volta che fosse completata, l'acqua di irrigazione dal grande Fiume Artificiale avrebbe consentito di ottenere circa 155.000 ettari di terra da coltivare. Come disse Gheddafi, il progetto renderebbe il deserto verde come la bandiera della Jamahiriya libica.



Nel 1999 l'UNESCO aveva accettato l'offerta della Libia di finanziare il Premio Internazionale dell’Acqua Grande Fiume Artificiale, un riconoscimento che riguarda importanti lavori di ricerca scientifica sul consumo d'acqua nelle zone aride.
Molti cittadini stranieri lavoravano in Libia al Progetto Grande Fiume Artificiale. Ma dopo l'inizio del cosiddetto bombardamento umanitario della NATO contro il paese nord -africano nel marzo 2011, la maggior parte dei lavoratori stranieri sono tornati a casa. Nel luglio 2011 la NATO non solo ha bombardato il Grande Fiume e le sue condutture di alimentazione nei pressi di Brega, ma ha anche distrutto la fabbrica che produce i tubi per ripararlo, dando la motivazione che era stato utilizzato come "un deposito militare" e che "razzi sono stati lanciati da lì". Sei guardie di sicurezza della struttura sono stati uccise durante l'attacco della Nato, e la fornitura di acqua per il 70 % della popolazione, sia per uso domestico che per l'irrigazione, è stata compromessa creando danni alle infrastrutture vitali della Libia.


Le ultime due fasi del Grande Progetto Fiume Artificiale ​​erano state programmate per proseguire nel corso dei prossimi due decenni, ma la guerra della NATO in Libia ha compromesso il futuro del progetto e il benessere del popolo libico.
Un documentario tedesco mostra la dimensione e la bellezza del progetto.



Le guerre dell'acqua

Acqua fresca e pulita, così come era previsto per i libici dal Grande Fiume Artificiale, è essenziale per tutte le forme di vita  In questo momento il 40 % della popolazione mondiale ha scarsità o non ha accesso all'acqua potabile, e questa cifra in realtà dovrebbe passare al 50 % entro il 2025 . Secondo il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite del 2007, il consumo mondiale di acqua raddoppia ogni 20 anni, più del doppio del tasso di crescita della popolazione umana. Allo stesso tempo, ogni anno la maggior parte dei grandi deserti di tutto il mondo sta diventando più grande e la quantità di terra agricola utile in molte aree sta diventando sempre più piccola, mentre i fiumi, i laghi e le principali falde acquifere sotterranee di tutto il mondo si stanno esaurendo - tranne che nella Libia di Gheddafi.


Alla luce della situazione attuale, la distruzione della NATO del Grande Fiume Artificiale è stato qualcosa di più di un semplice crimine di guerra. Il Programma delle Nazioni Unite 2007 prevedeva una cosiddetta "partecipazione agli utili dell’acqua", che promuove attivamente la privatizzazione e la monopolizzazione delle forniture idriche mondiali da parte delle multinazionali. Nel frattempo la Banca Mondiale ha recentemente pianificato una politica di privatizzazione dell'acqua e la tariffazione dell'acqua a pieno costo, con uno dei suoi ex amministratori, Ismail Serageldin, che ha affermato: "Le guerre del 21 ° secolo saranno combattute per l'acqua".
In pratica questo significa che le Nazioni Unite, in collaborazione con la Banca Mondiale, prevedono di garantire che le risorse idriche siano a loro disposizione, e che, una volta ottenuto il controllo totale di queste risorse, esse possano essere utilizzate dalle nazioni a cui appartengono solo dietro pagamento. I prezzi saliranno mentre la qualità dell'acqua diminuirà, e le fonti di acqua dolce diventeranno meno accessibile proprio a coloro che ne hanno un disperato bisogno. In poche parole, uno dei modi più efficaci per asservire il popolo è quello di prendere il controllo delle loro esigenze quotidiane di base e di eliminare la loro autosufficienza.
Come questo si riferisca alla distruzione della NATO nel luglio 2011 del Grande Fiume Artificiale ​​di Gheddafi può essere bene illustrato dalla dialettica hegeliana, popolarmente nota come il concetto di Tesi > Antitesi - > Sintesi. In questo caso, bombardando l'approvvigionamento idrico e la fabbrica di tubi, un problema è stato creato con un secondo fine, vale a dire ottenere il controllo della parte più preziosa delle infrastrutture della Libia. Successivamente una reazione sotto forma di una diffusa esigenza immediata è stata provocata a causa del problema, dal momento che il 70 % dei libici dipendeva dal Grande Fiume per gli usi domestici, nonché per l'irrigazione del terreno. Un mese dopo la distruzione del Grande Fiume più della metà della Libia era senza acqua corrente. In definitiva una soluzione predeterminata è stata imposta: per avere accesso ad acqua fresca, gli abitanti del paese devastato dalla guerra non hanno avuto altra scelta che dipendere completamente e, quindi, ad essere schiavi, del governo installato dalla NATO.
Un governo “democratico” e che “ha portato la democrazia”, che è salito al potere attraverso l'uccisione di decine di  migliaia di libici, di "bombe umanitarie", e che ha rovesciato e assassinato il “dittatore” il cui sogno era quello di fornire acqua fresca per tutti i libici gratis .
La guerra è ancora la pace, la libertà è ancora la schiavitù.
 

da Globalresarch - Traduzione di Sonia S. per civg.it



La Libia del dittatore Gheddafi, OGGI finalmente libera e democratizzata
Un messaggio senza parole, rivolto a persone rette ed eticamente integre - Enrico Vigna


MA C’E’ UN'ALTRA LIBIA CHE NON CI RACCONTANO
Un comandante della Resistenza libica verde

Enrico Vigna, ottobre 2015

sabato 11 maggio 2019

Moglie italiana costretta dal marito egiziano a portare il velo stuprata...

E ANCORA CI SONO DONNE ITALIANE CHE SI SPOSANO CON I MUSULMANI? BEN LE STA !!!!!!
Il marito islamico l’ha violentata e sodomizzata a sangue mentre era all'ottavo mese di gravidanza, in attesa della loro figlia e costretta a portare il velo quando usciva di casa. Lui è un egiziano di 38 anni, lei una bergamasca di 44 ma era obbligata a “comportarsi come una brava musulmana”.
I fatti risalgono al 2016-2017 quando la coppia residente a Bergamo ha iniziato a entrare in crisi per i maltrattamenti che l'islamico l’egiziano, operaio in un’impresa edile, riservava a sua moglie, che veniva picchiata in nome di Allah, quotidianamente. Ma non solo. L’uomo avrebbe minacciato più volte la donna di toglierle la figlia perché, si legge su Bergamonews, intendeva crescerla “da araba”. Dopo la separazione la donna decide di filmare con una telecamerina nascosta negli occhiali le loro liti e le botte che riceveva dall'egiziano quotidianamente e un giorno trova sul parabrezza della sua auto un coltello insanguinato accanto a una foto della figlia.
L’uomo che attualmente è fuggito in Egitto, ma è sotto processo per violenza sessuale e maltrattamenti. Il pm Emanuele Marchisio ieri ha chiesto una condanna a 8 anni di reclusione. La sentenza è attesa per il 6 giugno. L’avvocato della bergamasca Marcella Micheletti ha chiesto 30mila euro di risarcimento del danno morale subìto, mentre il difensore dell’egiziano l’assoluzione in quanto contro il suo assistito ci sarebbero solo le parole della consorte e perchè per un islamico è un diritto picchiare la propria moglie e stuprarla come e quando vuole.

cI CHIEDONO MA PERCHE' NON SCENDETE IN PIAZZA ??

Ecco perchè !!
Lezioni di Democrazia Europea.

Maria, 19 anni, presa a calci dalla polizia francese a Marsiglia l'8 dicembre fino a romperle il cranio e procurarle danni al cervello.
I dettagli della denuncia sono ancora più spaventosi: Maria stava tornando a casa dal lavoro con una amica, non partecipava nemmeno alla manifestazione dei gilet gialli, che era peraltro praticamente già finita. La polizia ha caricato senza alcuna provocazione, le due ragazze si sono addossate a una parete e pochi istanti dopo Maria è stata colpita ad una coscia da una granata lacrimogena sparata dalla polizia. Ferita alla gamba, è rotolata al suolo dove è stata circondata da una decina di poliziotti che la hanno colpita ripetutamente alla testa e al corpo con manganelli e calci, fino a romperle il cranio. Solo quando i poliziotti si sono allontanati passanti e dimostranti hanno potuto prestare aiuto a Maria e chiamare il soccorso medico. Ha sporto denuncia per tentato omicidio e violenza aggravata, ma risulta che già centinaia di denunce simili siano state archiviate. Stanno cancellando lo Stato di Diritto proprio davanti ai nostri occhi.
Che cosa ci possiamo aspettare da un paese che prova le bombe atomiche sugli atolli del Pacifico , che bombarda la Libia per evitare che stampi una sua moneta , che sfrutta l' Africa con il colonialismo e il signoraggio bancario?
Che cosa ci possiamo aspettare da un paese che prende per il culo gli italiani quando sono colpiti dalla catastrofe  ? Che cosa ci possiamo aspettare da un paese governato da un maricon , frocion , culatton istericon ???



 Spesso leggo degli interventi sul tipo: "Ma allora quando ci svegliamo e scendiamo in piazza a manifestare?". Ho sempre risposto che se la manifestazione è considerata pericolosa per il sistema, i mezzi per neutralizzata saranno due, fondamentalmente. La prima: la manifestazione sarà ignorata dai media. La seconda: la manifestazione verrà infiltrata da agenti camuffati da facinorosi, così le forze dell'ordine avranno la giustificazione per pestarvi a sangue. Qualcuno ricorderà i fatti di Genova, nel 2001. Ora in Francia, dopo mesi di protesta, i francesi non hanno ottenuto niente, fuorché decine se non centinaia di feriti gravi. Gente che ha perso un arto, un occhio, etc. Questa ragazza ha subìto lesioni gravissime e nemmeno aveva partecipato all'ultima manifestazione dei gilet gialli. La Polizia l'ha aggredita senza motivo, mentre rientrava dal lavoro. Come potete constatare siamo in democrazia e questi sono i risultati della nostra ingenuità. Ripeto che se davvero si intende ottenere qualcosa, serve un massiccio sciopero fiscale. Solo così metteremo al tappeto i regimi totalitari che ci opprimono.


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Appuntamento di riflessione, preghiera e fraternità interreligiosa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


CREDO CHE A COSTORO OCCORREREBBE UN BEL CORSO BIBLICO!
 Martedì 7 maggio 2019 ore 19, presso la Parrocchia Stimmate di San Francesco a Torino
Caritas Diocesana Torino, COREIS – Comunità Religiosa Islamica Italiana, Famiglia Francescana Torino e Parrocchia Stimmate San Francesco – Torino hanno invitato le comunità cristiane, i gruppi di impegno solidale e di animazione al dialogo interreligioso, le comunità delle varie fedi, quanti sono interessati, ad un momento di riflessione, preghiera e fraternità interreligiosa martedì 7 maggio 2019 ore 19, presso la Parrocchia Stimmate di San Francesco a Torino – via Livorno angolo corso Umbria.
All’inizio del tempo del ramadan una occasione di riflessione a più voci sulla prospettiva della fratellanza umana per la pace e la convivenza comune, ricordando gli ottocento anni dalla visita di San Francesco di Assisi al Sultano di Egitto e approfondendo la prospettiva contenuta nel documento firmato dal Santo Padre ad Abu Dhabi nel febbraio scorso.
L’incontro è iniziato in chiesa con l’ascolto di brevi riflessioni proposte da Comunità Islamica, Famiglia Francescana, Caritas Diocesana e con la sintetica presentazione dei contenuti del documento a cura di Alberto Riccadonna – direttore de «La Voce e il Tempo».
Verso le 20,30 trasferimento presso i locali parrocchiali annessi per un momento di preghiera musulmana e cristiana.
La partecipazione era libera e non richiede prenotazione.
Alle 21.00 è stata offerta una cena fraterna per alcune persone di ogni nazionalità e religione che vivono in situazione di povertà, invitate dalla comunità musulmana come segno di condivisione tipico del tempo di ramadan. La cena era ad invito.
Info: caritas@diocesi.torino.it

CREDO CHE A COSTORO OCCORREREBBE UN BEL CORSO BIBLICO
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venerdì 10 maggio 2019

Genova: rissa tra immigrati con lancio di acido, passanti ustionati




Genova – Una rissa tra immigrati in via Canneto il Curto, nella zona di San Lorenzo, nel Centro storico genovese, è sfociata nel lancio di liquido per sturare i lavandini, con acido corrosivo, che ha ferito alcuni passanti. L’episodio è avvenuto ieri sera e sul caso indagano i carabinieri accorsi dopo le chiamate al numero unico 112 da parte di testimoni e persone ferite dagli schizzi dell’acido, lanciato come un’arma contro gli avversari.
La lite tra immigrati – scrive www.liguriaoggi.it –  è iniziata con grida e insulti e in breve si è passati ai fatti con le minacce di una delle persone coinvolte con un grosso coltello, forse addirittura un machete, e poi, all’improvviso, il lancio della bottiglia contenente un forte corrosivo che è caduta per terra ma ha schizzato alcune persone presenti sul posto ma assolutamente ignare di quanto stava avvenendo.

Almeno tre uomini sarebbero rimasti feriti dal liquido corrosivo e sono stati trasferiti in ospedale per le cure del caso. Sul posto sono accorsi i carabinieri ma delle persone coinvolte della rissa non c’era più traccia. In compenso sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco per ripulire il vicolo dall’acido corrosivo.
Indagini in corso per identificare ed arrestare i componenti della banda che si è affrontata.

Libertà in agricoltura??????


L'immagine può contenere: cielo, nuvola, spazio all'aperto e naturaQuando hai un pezzo di terra entro Gennaio e poi Giugno devi fare la denuncia di produzione, devi essere registrato all'Anagrafe Regionale, devi avere i trattori denunciati nei registri UMA, devi avere le quote per fare latte o vino o pomodoro..., devi fare i corsi per usare trattore, escavatore, motosega, decespugliatore, tesserino fitosanitario, muletto. Devi avere le cisterne per il gasolio a norma, norma che cambia ogni due anni mandandole...fuori norma. Devi avere i trattori a norma, devi fare domanda per tagliarti le tue piante del bosco, devi avere il registro di campagna su cui scrivere tutto. Devi avere registri di carico scarico vino, latte ecc. Devi fare la fatturazione elettronica, devi avere due conti correnti separati, devi avere la registrazione alla Camera di Commercio, devi avere gli scarichi delle acque appositamente registrati, devi fare lo smaltimento di ogni rifiuto con registri. Alla fine di tutto ciò, se non grandina...se non c'è siccità...se non prendi malattie, forse e solo forse avrai un prodotto che svenderai altrimenti dovrai in ginocchio chiedere un prestito a qualche Banca per pagare il carrozzone sopra elencato, in comode rate fino all'ultimo respiro della tua vita!
In breve, l'agricoltura oggi. È tutto questa merda la chiamate ancora democrazia?Questa è la vera camorra che si dovrebbe distruggere!! Lo stato è peggio della camorra o della mafia!!!

giovedì 9 maggio 2019

L' Appendino prova il velo islamico!

I cristiani vengono uccisi da assassini, adoratori di una religione sanguinaria e nei loro paesi viene impedito di pregare e di costruire chiese . Noi siamo più democratici o più coglioni???? E come disse uno di loro
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