sabato 23 marzo 2019

L'islamizzazione della Francia

  • Si stima che ogni anno in Francia vengano date alle fiamme 40.000 automobili – una distruzione spesso attribuita a scontri tra bande rivali musulmane. Ogni giorno, vengono incendiate 80 auto.
  • Il rettore della Grande Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, ha chiesto che nel giro di due anni il numero delle moschee in Francia sia raddoppiato. Boubakeur ha detto che 2.200 moschee "non sono sufficienti" per "sette milioni di musulmani che vivono in Francia". E ha proposto che le chiese non utilizzate vengano trasformate in moschee.
  • Il premier Manuel Valls ha rivelato ad aprile che più di 1.550 cittadini francesi o residenti nel paese sono coinvolti in reti terroristiche in Siria e Iraq.
  • "Possiamo evitare di parlare di argomenti che dividono l'opinione pubblica? Se si parla di immigrazione, si viene tacciati di essere xenofobi. Se si parla di sicurezza, si è fascisti. Se si parla di Islam, si è islamofobi." — Il deputato francese Henri Guaino.
  • "Quelli che denunciano il comportamento illegale dei fondamentalisti rischiano di essere processati più dei fondamentalisti che si comportano illegalmente." — Marine Le Pen, leader del Front National francese.
In Francia, nel 2015, la popolazione musulmana ha raggiunto i 6,5 milioni, pari a circa il 10 per cento della popolazione complessiva di 66 milioni di abitanti. In termini reali, la Francia ha la più grande popolazione musulmana tra i paesi dell'Unione Europea, poco più della Germania.
Sebbene la legge francese vieti le statistiche ufficiali sull'origine etnica e la religione dei cittadini, questa stima si basa su molti studi che hanno cercato di calcolare il numero delle persone presenti nel paese provenienti da paesi a maggioranza musulmana.
Quanto segue è un riepilogo in ordine cronologico di alcuni episodi salienti legati all'impennata dell'Islam in Francia, nel corso del 2015.
GENNAIO
1 gennaio. Il ministro degli Interni ha annunciato i dati statistici più attesi dell'anno: complessivamente, la vigilia di Capodanno in tutto il paese sono stati dati alle fiamme 940 veicoli tra automobili e camion, una diminuzione del 12 per cento rispetto ai 1.067 veicoli incendiati nello stesso giorno del 2014. I roghi di auto sono all'ordine del giorno in Francia, e sono spesso attribuiti agli scontri tra bande rivali musulmane che fanno a gara per catturare i riflettori dei media per immortalare le loro azioni distruttive. Si stima che ogni anno in Francia vengano date alle fiamme 40.000 automobili.
3 gennaio. Un 23enne musulmano di Metz ha cercato di strangolare un agente di polizia, al grido di "Allahu Akbar!" ("Dio è il più grande!"). L'aggressione ha avuto luogo nella stazione di polizia dopo che l'uomo, che era stato arrestato per scippo, aveva chiesto al poliziotto un bicchiere d'acqua. Quando l'agente ha aperto la porta della cella, l'uomo gli è saltato addosso. Il poliziotto è stato salvato da un collega che ha visto la scena ripresa da una telecamera di sorveglianza.
7-9 gennaio. Una serie di attacchi jihadisti a Parigi hanno fatto 17 vittime. Il primo e il più letale degli attentati si è verificato il 7 gennaio, quando due fratelli legati all'Islam radicale e nati in Francia, Chérif e Saïd Kouachi, hanno assaltato la redazione della rivista Charlie Hebdo uccidendo otto giornalisti, due poliziotti, un ospite e il portiere dello stabile, ferendo inoltre undici persone. L'8 gennaio, un terzo assalitore, Amedy Coulibaly, ha freddato l'agente di polizia municipale Clarissa Jean-Philippe, a Montrouge, un sobborgo parigino. Il 9 gennaio, Coulibaly è entrato nel supermercato ebraico Hyper Cacher, sempre a Parigi, ha colpito a morte quattro persone e ha preso alcuni ostaggi. L'uomo è poi stato ucciso dalle teste di cuoio che avevano fatto irruzione nel supermercato. La sua complice, Hayat Boumeddiene, "la donna più ricercata" di Francia, rimane a piede libero e si pensa che possa essere fuggita in Siria.
A gennaio 2015, Amedy Coulibaly (nella foto a sinistra) ha ucciso un'agente di polizia municipale e quattro ebrei, a Parigi, prima di essere freddato dalla polizia. A destra, operatori sanitari trasportano una vittima di un attacco sferrato da terroristi islamisti che hanno sparato a centinaia di persone presenti a un concerto al teatro Bataclan, a Parigi, il 13 novembre 2015.
18 gennaio. Un sondaggio condotto dall'Institut français d'opinion publique (IFOP), pubblicato dal Journal du Dimanche, ha mostrato che il 42 per cento dei francesi è contrario alla pubblicazione delle vignette sul profeta Maometto, come quelle pubblicate da Charlie Hebdo, e ritiene che occorrerebbe porre "limitazioni alla libertà di parola online e sui social network". La stragrande maggioranza degli intervistati (l'81 per cento) si è detta favorevole a privare della cittadinanza francese chi è in possesso di doppia cittadinanza e ha commesso un atto di terrorismo sul suolo francese. Più di due terzi (68 per cento) ha asserito che ai cittadini francesi dovrebbe essere vietato tornare nel paese "se sospettati di essersi recati a combattere in aree o paesi controllati da gruppi terroristici".
20 gennaio. Il premier Manuel Valls ha dichiarato che gli attacchi terroristici hanno mostrato l'esistenza in Francia di "un apartheid territoriale, sociale ed etnico". In un discorso, definito come uno dei più duri atti d'accusa della società francese mai pronunciato da parte di un rappresentante del governo, Valls ha detto che c'era urgente bisogno di lottare contro la discriminazione, soprattutto nelle periferie povere in cui vivono molti immigrati musulmani. Egli ha asertito che nonostante anni di tentativi da parte del governo di migliorare le condizioni nei quartieri degradati, sono molte le persone costrette a vivere nei ghetti. Valls ha poi detto:
"La miseria sociale è aggravata dalle discriminazioni quotidiane perché non si ha il cognome giusto o il giusto colore della pelle, o perché si è donna. Non sto cercando delle scuse, ma dobbiamo anche guardare alla realtà del nostro paese".
21 gennaio. Valls ha annunciato un pacchetto di 736 milioni di euro (835 milioni di dollari) per aumentare le difese antiterrorismo in mezzo a una minaccia jihadista in rapida espansione. Egli ha detto che nei prossimi tre anni il governo darebbe vita a una sorta di super-Procura antiterrorismo assumendo e formando 2.680 elementi tra giudici, agenti di sicurezza e di polizia, personale addetto alle intercettazioni telefoniche, ambientali e informatiche e analisti. Verranno spesi 480 milioni di euro per "l'acquisto di nuove armi e di nuovi equipaggiamenti protettivi per la polizia. L'iniziativa prevede una rafforzata presenza online basata su un nuovo sito web del governo chiamato "Stop Djihadisme".
27 gennaio. La polizia ha arrestato cinque sospetti jihadisti, di età compresa tra i 26 e i 44 anni, in una serie di irruzioni a sorpresa a Lunel, una cittadina nei pressi della costa mediterranea. Almeno dieci abitanti di questo paese, e forse anche più, si sono recati in Siria e in Iraq a combattere con lo Stato islamico.
28 gennaio. Un sondaggio Ipsos/Sopra-Steria realizzato per il quotidiano Le Monde ed Europe 1 Radio ha rilevato che il 53 per cento dei cittadini francese ritiene che il paese sia "in guerra" e il 51 per cento pensa che l'Islam sia "incompatibile" con i valori della società francese.
Sempre a gennaio, un'opera d'arte raffigurante delle scarpe con tacchi a spillo disposte sui tappeti da preghiera dei musulmani è stata ritirata da una mostra allestita nel sobborgo parigina di Clichy-la-Garenne dopo che la Federazione delle Associazioni islamiche di Clichy ha espresso preoccupazione per il rischio di "eventuali incidenti". L'installazione, realizzata dall'artista franco-algerina Zoulikha Bouabdellah, raffigurava 28 paia di scarpe dorate con tacchi a spillo disposte al centro dei tipici tappeti da preghiera dei musulmani, nelle tonalità di blu, bianco e rosso, simboleggianti la bandiera francese. L'artista ha dichiarato che l'opera non è blasfema, ma la curatrice della mostra Christine Ollier ha detto che l'installazione sarebbe stata rimossa per "evitare polemiche". Questo atto di autocensura è stato duramente criticato dagli altri artisti, che hanno parlato di libertà di espressione minata.
FEBBRAIO
5 febbraio. Un insegnante di un istituto musulmano paritario finanziato dallo Stato ha lasciato il suo incarico presso il liceo "Averroè" di Lille, affermando che la scuola è un focolaio "di pulsioni antisemite, di settarismo e di un insidioso islamismo". In un articolo pubblicato dal quotidiano Libération, il docente di filosofia Sofiane Zitouni ha scritto:
"In realtà, il liceo "Averroè" è un territorio musulmano che ha un contratto con lo Stato. Esso diffonde una visione dell'Islam che non è altro che islamismo. E lo fa in modo subdolo e sornione, al fine di mantenere i suoi finanziamenti statali".
Il direttore della scuola, Hassan Oufker, ha detto che avrebbe citato in giudizio Zitouni, di origine algerina, per diffamazione.
12 febbraio. L'Unione dei democratici musulmani francesi (L'Union des démocrates musulmans Français, UDMF), un nuovo partito politico musulmano, si è detto pronto a presentare suoi candidati in otto città francesi nelle elezioni amministrative di marzo. Najib Azergui, fondatore dell'UDMF, ha dichiarato che il suo gruppo vuole dare voce alla comunità musulmana del paese e intende promuovere la finanza islamica e l'uso della lingua araba nelle scuole francesi; eliminare il divieto di indossare il velo islamico nelle scuole, e combattere contro "la pericolosa stigmatizzazione che equipara l'Islam al terrorismo".
15 febbraio. Il governo ha annunciato una serie di misure per contrastare la diffusione dell'Islam radicale nelle moschee, tra cui il divieto di avere il sostegno finanziario da paesi come il Qatar e l'Arabia Saudita. I musulmani francesi si sono detti contrari a questa misura. Karim Bouamrane, un politico socialista, ha detto:
"Se i paesi stranieri intervengono per finanziare le moschee, è perché il governo francese non vuole farlo. I musulmani non possono correre il rischio di rifiutare denaro contante che arriva da fuori, solo perché il governo francese non vuole stanziare i fondi per costruire le moschee".
Bouamrane ha asserito che la legge francese di separazione tra Stato e Chiesa dovrebbe essere modificata per consentire allo Stato francese di fornire un sostegno finanziario alla religione islamica.
16 febbraio. Nacer Bendrer, un 26enne cittadino francese, è stato estradato in Belgio per il ruolo da lui avuto nel maggio 2014 nell'attentato al Museo ebraico di Bruxelles. L'uomo è sospettato di aver aiutato il compatriota Mehdi Nemmouche, 29 anni, a compiere l'attacco in cui furono uccise quattro persone. Al momento dell'arresto, nei pressi di Marsiglia, Bendrer era in possesso di un fucile kalashnikov, due pistole automatiche e di un fucile da caccia. A quanto pare, i due si erano conosciuti tra il 2008 e il 2010 nel carcere di Salon-de-Provence, nel sud della Francia.
23 febbraio. Per la prima volta in assoluto, le autorità francesi hanno sequestrato i passaporti e le carte d'identità di sei cittadini francesi che intendevano recarsi in Siria per unirsi allo Stato islamico. Il governo ha detto che potrebbe sequestrare i passaporti di almeno altre 40 persone.
25 febbraio. Il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve ha annunciato un piano volto a "riformare" la fede islamica in linea con "i valori della Repubblica francese". Egli ha detto che questo potrebbe essere fatto grazie a una nuova "Fondazione islamica" dedita a condurre una "ricerca rivitalizzante" su una forma di Islam che "trasmetta un messaggio di pace, tolleranza e rispetto". Tra le altre misure, il governo prevede di creare un nuovo forum per promuovere il dialogo con la comunità musulmana; migliorare la formazione dei predicatori musulmani; combattere la radicalizzazione nelle carceri francesi; e regolamentare le scuole musulmane.
MARZO
3 marzo. Il primo ministro Manuel Valls ha annunciato che lo Stato raddoppierà il numero dei corsi universitari sull'Islam, nel tentativo di impedire ai governi stranieri di finanziare e influenzare la formazione degli imam francesi. Il premier ha detto di volere che più imam e cappellani carcerari che sono stati istruiti e formati all'estero "ricevano in Francia un'ulteriore formazione affinché parlino fluentemente il francese e capiscano il concetto di laicità". Attualmente, nel paese ci sono sei università che offrono corsi di laurea in Studi islamici e Teologia. Valls ha detto di voler raddoppiare il numero e portarlo a dodici e che i corsi dovrebbero essere gratuiti.
6 marzo. Mohamed Khattabi, l'imam "progressista" della Moschea Aicha a Montpellier, ha detto in un sermone che l'egoismo fa parte della "natura delle donne". Khattabi – di nazionalità marocchina e canadese, che vive in Francia da più di 20 anni e afferma di essere un "promotore in seno alla società francese di un Islam di coesistenza," – ha dichiarato:
"Non importa quanto bene vogliate a una donna, lei lo negherà. Il suo egoismo la spinge a negare. Ciò vale per tutte le donne, che siano occidentali, arabe, musulmane o cristiane. Questa è la natura delle donne.
"Se una donna supera i limiti della sua paura riconosce [la verità] (...) Allah le garantisce un posto migliore in Paradiso. Ma se ella soccombe alla sua natura e rifiuta di riconoscere i diritti dell'uomo, o meglio il bene che l'uomo le dona, è destinata ad andare all'Inferno. (...)".
8 marzo. Il premier Valls ha sottolineato che entro la fine del 2015 ben 10.000 europei potrebbero essere partiti per fare il jihad in Iraq e in Siria:
"Oggi ci sono 3.000 europei in Iraq e in Siria. Quando si fa una proiezione per i mesi a venire, si potrebbe arrivare a 5.000 prima dell'estate e 10.000 entro la fine dell'anno. Vi rendete conto della minaccia che questo rappresenta?"
16 marzo. Il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve ha bloccato cinque siti web islamisti accusati di promuovere il terrorismo. Tra questi siti ce n'è uno appartenente all'al-Hayat Media Center, il braccio della propaganda dell'Isis. Cazeneuve ha detto: "C'è una differenza tra libertà di espressione e diffusione dei messaggi che servono a esaltare il terrorismo. Questi messaggi di odio sono un reato". Ma Nils Muižnieks, il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, ha criticato il provvedimento perché è stato eseguito senza una supervisione delle autorità giudiziarie: "Limitare i diritti umani per combattere il terrorismo è un grave errore e una misura inefficace che potrebbe anche aiutare la 'causa' dei terroristi".
17 marzo. Il ministro degli Interni Cazeneuve ha rivelato che il governo ha smesso di erogare le prestazioni assistenziali a 290 jihadisti francesi che combattono con lo Stato islamico. Egli ha detto che le agenzie erogatrici ricevono una notifica a riguardo non appena si ha conferma che un cittadino francese ha lasciato il paese per andare a combattere all'estero.
19 marzo. Il premier Valls ha annunciato una nuova proposta di legge che consentirebbe ai servizi di intelligence di monitorare il telefono e la posta elettronica di ogni presunto terrorista. "Si tratta di strumenti giuridici, ma non di misure di eccezione, né ci sarà una sorveglianza di massa dei cittadini", egli ha detto. "Non ci sarà un Patriot Act francese", ha rimarcato, riferendosi alla legislazione americana che porta lo stesso nome. "Non ci può essere una zona senza legge nello spazio digitale. Spesso non si è in grado di prevedere la minaccia, i servizi devono avere il potere di reagire rapidamente".
APRILE
4 aprile. Il rettore della Grande Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, ha chiesto che il numero delle moschee in Francia venga raddoppiato nel giro di due anni. Parlando a un incontro tenutosi al Parco delle Esposizioni di Parigi-Le Bourget cui hanno partecipato le organizzati islamiche francesi, Boubakeur ha detto che 2.200 moschee "non sono sufficienti" per "sette milioni di musulmani che vivono in Francia". Egli ha proposto che le chiese non utilizzate vengano trasformate in moschee.
7 aprile. Il segretario di Stato alla Riforma dello Stato, Thierry Mandon, ha affermato che la mancanza di luoghi di culto "decenti" per i musulmani francesi è uno dei fattori che spingono alcuni di loro alla radicalizzazione. Egli ha detto:
"In Francia, non ci sono abbastanza moschee. Ci sono ancora molte città in cui la fede islamica si professa in condizioni che non sono 'decenti'. Siamo costretti a riconoscere che talvolta i luoghi di culto musulmani non sono soddisfacenti. Se fossero decenti, agibili piuttosto che sotterranei o irregolari, sarebbe meglio".
8 aprile. Sedicenti hacker che hanno detto di appartenere allo Stato islamico hanno attaccato Tv5 Monde, una rete televisiva francese, oscurandola per ore. L'emittente trasmette in più di 200 paesi. "Non siamo al momento in grado di trasmettere su alcuno dei nostri canali. I nostri siti e i nostri account sui social network non sono sotto il nostro controllo e vi si leggono rivendicazioni dello Stato islamico", ha detto il direttore generale della rete tv, Yves Bigot. Gli hacker hanno accusato il presidente François Hollande di aver commesso "un errore imperdonabile unendosi alla coalizione militare guidata dagli Stati Uniti per lanciare raid aerei contro le postazioni dell'Isis in Iraq e in Siria.
13 aprile. Il premier Valls ha rivelato che più di 1.550 cittadini francesi o residenti nel paese sono coinvolti in reti terroristiche in Siria e Iraq. Dal gennaio 2014, le cifre sono quasi triplicate.
13 aprile. Un sondaggio di opinione realizzato per Atlantico ha rilevato che quasi due terzi (63 per cento) dei cittadini francese è favorevole a limitare le libertà civili per combattere il terrorismo. Solo il 33 per cento si è detto contrario alla limitazione delle libertà, sebbene questa percentuale aumenti in modo significativo tra gli intervistati più giovani.
15 aprile. Un 21enne musulmano ha distrutto più di 200 lapidi in un cimitero cattolico di Saint-Roch de Castres, un cittadina vicino a Tolosa. La polizia ha condotto l'uomo in ospedale perché era in uno "stato delirante e incapace di comunicare".
22 aprile. La polizia francese ha arrestato Sid Ahmed Ghlam, uno studente di informatica algerino di 24 anni sospettato di pianificare un attacco contro le chiese cristiane di Villejuif, alla periferia sud di Parigi. L'uomo è stato fermato dopo che si è ferito accidentalmente con un'arma da fuoco. Nella sua autovettura e in casa, la polizia ha trovato tre fucili d'assalto kalashnikov, pistole, munizioni e giubbotti antiproiettile, nonché documenti collegati ad al-Qaeda e allo Stato islamico. La polizia ha detto che Ghlam ha espresso il desiderio di unirsi allo Stato islamico in Siria.
21 aprile. Una ricerca condotta dall'Observatoire du fait religieux en entreprise (OFRE) e dall'Institut Randstad ha rilevato che il 23 per cento dei manager francesi si trova a dover far fronte a problemi religiosi sul posto di lavoro. Nel 2014, la percentuale era del 12 per cento. Il presidente dell'OFRE, Lionel Honoré, ha detto che le tensioni religiose sono aumentate da gennaio perché i musulmani che si sentono stigmatizzati dagli attacchi jihadisti a Parigi sono più determinati a far valere le loro convinzioni.
MAGGIO
5 maggio. Sébastien Jallamion, un poliziotto di 43 anni di Lione, è stato sospeso dal lavoro e multato di 5.000 euro (5.400 dollari) dopo che aveva biasimato la morte del francese Hervé Gourdel – che era stato decapitato dai jihadisti in Algeria, nel settembre 2014. Jallamion ha spiegato:
"Sono accusato di aver creato nel settembre 2014 una pagina Facebook anonima, che mostrava immagini e commenti 'provocatori, discriminatori e pregiudizievoli' di natura 'xenofoba e antimusulmana'. Per fare un esempio, c'era il ritratto del califfo al-Baghdadi, leader dello Stato islamico, con una visiera sulla fronte. Questa pubblicazione è stata mostrata quando sono comparso davanti alla commissione disciplinare e mi è stata lanciata la seguente accusa: 'Non ti vergogni a stigmatizzare un imam in questo modo?' Il mio avvocato può confermarlo. (...) Sembra una punizione politica. Non vedo altra spiegazione.
"I nostri valori fondamentali, quelli per cui molti dei nostri antenati hanno dato la loro vita, stanno deteriorandosi ed è arrivato il momento per noi di indignarci per ciò che il nostro paese sta diventando. Questa non è la Francia, paese dei lumi che a suo tempo splendeva su tutta l'Europa e non solo. Noi dobbiamo lottare per preservare i nostri valori, è una questione di sopravvivenza".
11 maggio. A Sarah K., una 15enne musulmana francese di origine algerina espulsa due volte da scuola per aver indossato in classe una lunga gonna nera, è stato consentito di tornare a sedere tra i banchi e di continuare a indossare lo stesso tipo di gonna. Maryse Dubois, dirigente scolastico dell'istituto "Léo-Lagrange", di Charleville-Mézières, ha detto che a suo avviso la gonna lunga è un segno ostentato di appartenenza religiosa e una violazione della legge francese sulla laicità. La madre della ragazza ha dichiarato che la Dubois ha fatto marcia indietro dopo che l'episodio è diventato virale in rete.
27 maggio. I leader di una piccola moschea di Oullins, un sobborgo di Lione, hanno creato un importante precedente legale usando la legge francese del 1905 di separazione tra Stato e Chiesa per impedire a un salafita di radicalizzare altri membri della moschea. La legge contiene una clausola che garantisce il diritto di culto e prevede sanzioni contro chiunque disturbi una funzione religiosa. Un tribunale di Lione ha riconosciuto Faouzi Saïdi, 51 anni, colpevole di disturbare i sermoni dell'imam della moschea e di organizzare preghiere parallele. L'uomo che è stato multato di 1.500 euro (1.640 dollari), ha detto che la sua unica colpa era quella di "parlare troppo". E ha aggiunto: "Non capisco perché sia stato condannato. Professo l'Islam come prescritto".
GIUGNO
4 giugno. Il partito di opposizione dell'ex presidente Nicolas Sarkozy – ribattezzato "I Repubblicani" – ha organizzato un incontro sulla questione "L'Islam in Francia o l'Islam della Francia" come parte di una tavola rotonda sulla "crisi dei valori" in Francia. Sarkozy ha detto: "Il problema non è sapere ciò che la Repubblica può fare per l'Islam, ma quello che l'Islam può fare per diventare l'Islam della Francia".
I gruppi musulmani hanno criticato l'incontro. "Non possiamo partecipare a un'iniziativa come questa che stigmatizza i musulmani", ha detto Abdallah Zekri, presidente dell'Osservatorio nazionale sull'islamofobia. L'organizzatore dell'incontro, il deputato Henri Guaino, ha replicato: "Possiamo evitare di parlare di argomenti che dividono l'opinione pubblica? Se si parla di immigrazione, si viene tacciati di essere xenofobi. Se si parla di sicurezza, si è fascisti. Se si parla di Islam, si è islamofobi".
6 giugno. Il premier Valls ha detto che oltre 850 cittadini francesi si sono recati a combattere in Siria e in Iraq. Più di 470 di loro sono ancora lì e si ritiene che 110 siano stati uccisi sui campi di battaglia.
7 giugno. Il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve ha affermato che 113 cittadini francesi sono morti da jihadisti sui campi di battaglia in Medio Oriente. Ci sono 130 procedimenti giudiziari in corso e che riguardano 650 persone legate al terrorismo, e a 60 individui è stato proibito di lasciare il paese.
7 giugno. Più di una dozzina di membri di Forsane Alizza (Cavalieri dell'orgoglio), un gruppo costituito per difendere i musulmani dall'islamofobia, sono finiti sotto processo a Parigi con l'accusa di complottare attacchi terroristici. Il gruppo – formato nell'agosto 2010 da Mohamed Achamlane, un 37enne franco-tunisino, che si fa chiamare "l'emiro" – ha postato un messaggio sul proprio sito web che chiedeva alle forze francesi di lasciare tutti i paesi a maggioranza musulmana. Il messaggio diceva: "Se le nostre richieste saranno ignorate, riterremo che il governo sia in guerra contro i musulmani". In aula, Achamlane ha affermato: "Non esiste alcun Islam radicale o moderato. Esiste solo il vero Islam".
15 giugno. Il premier Valls ha dichiarato a una conferenza sulle relazioni con la comunità musulmana che "l'Islam è in Francia e ci deve restare". Egli ha inoltre rimarcato che non esiste alcun legame tra l'Islam e l'estremismo. "Tutto questo non è l'Islam", ha chiosato Valls. "I discorsi di incitamento all'odio, l'antisemitismo che si cela dietro l'antisionismo e l'odio verso Israele (...) gli imam autoproclamati che promuovono la violenza e il terrorismo nei nostri quartieri e nelle prigioni". Alla conferenza non si è parlato di radicalizzazione perché il tema è stato considerato troppo delicato.
23 giugno. Un tribunale di Parigi ha rigettato una causa intentata da una madre che cercava di citare in giudizio il governo francese per non essere riuscito a impedire a suo figlio adolescente di unirsi ai jihadisti in Siria. Il 16enne aveva lasciato il paese insieme ad altri ragazzi nel dicembre 2013, imbarcandosi da Nizza su un volo diretto in Turchia da dove il gruppetto si era recato via terra in Siria. Secondo la madre, identificata solo come Nadine A., la polizia aeroportuale di Nizza avrebbe dovuto fermare il giovane perché in possesso di un biglietto di sola andata e privo di bagaglio. La corte però ha stabilito che gli agenti non erano responsabili e ha rigettato la sua richiesta di risarcimento di 110.000 euro (120.000 dollari).
28 giugno. Il primo ministro Valls ha detto a iTele che in Francia ci sono tra i 10.000 e i 15.000 salafiti e che 1.800 persone sono "collegate" in qualche modo alla causa islamista. Egli ha asserito che l'Occidente è impegnato in una "guerra contro il terrorismo", aggiungendo: "Non possiamo perdere questa guerra perché è sostanzialmente una guerra di civiltà. È la nostra società, la nostra civiltà che stiamo difendendo".
29 giugno. Il ministro degli Interni Cazeneuve ha rivelato che la Francia negli ultimi tre anni ha espulso 40 imam perché "predicavano l'odio". "Dal 2012 abbiamo espulso 40 predicatori di odio", egli ha detto. "Dall'inizio dell'anno abbiamo esaminato 22 casi e una decina tra imam e predicatori di odio sono stati espulsi".
29 giugno. A Lione, Yassin Salhi, un 35enne padre di tre bambini, ha confessato di aver decapitato il suo datore di lavoro e di aver cercato di far saltare in aria un impianto chimico nei pressi della città. La testa mozzata dell'uomo è stata rinvenuta infilzata su una recinzione di un sito appartenente a una società di gas e prodotti chimici, accanto a due bandiere con la professione di fede musulmana. Salhi, un camionista, è nato in Francia da genitori di origine marocchina e algerina. Prima dell'arresto, l'uomo si è scattato un selfie con la testa mozzata e ha inviato la foto a un jihadista francese che combatte per lo Stato islamico in Siria. La moglie di Salhi ha detto: "Siamo normali musulmani. Facciamo il Ramadan".
Sempre a giugno, a Bordeaux, il negozio di generi alimentari De L'Orient à l'Occidental, i cui proprietari di recente si sono convertiti all'Islam, ha emesso "un divieto di genere" andando incontro a una raffica di critiche. Nel tentativo di assicurare che gli uomini e le donne non entrino in contatto all'interno del negozio, i proprietari hanno cercato di vietare alle donne di fare compere il lunedì, il martedì, il mercoledì e il venerdì; e agli uomini il giovedì, il sabato e la domenica.
LUGLIO
8 luglio. Il settimanale Valeurs Actuelles ha lanciato una petizione nazionale dal titolo "Non toccare la mia chiesa!" dopo che il leader della Grande Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, ha detto che le chiese vuote della Francia dovrebbero essere trasformate in moschee. Il magazine ha rilevato che un sondaggio Ifop ha mostrato come quasi sette intervistati su dieci (67 per cento) si sono detti contrari alla proposta di trasformare le chiese in moschee.
10 luglio. Mohamed Achamlane, il 37enne franco-tunisino leader del gruppo messo al bando Forsane Alizza (Cavalieri dell'orgoglio), è stato condannato a nove anni di carcere con l'accusa di terrorismo, dopo che la polizia aveva rinvenuto armi e una lista di obiettivi ebraici nei suoi file personali. Il gruppo, creato nel 2010 con l'obiettivo di fermare la diffusione "dell'islamofobia", fu messo al bando dal governo nel marzo 2012 poiché sul suo sito web era apparso materiale di propaganda jihadista.
14 luglio. Circa 130 auto sono state incendiate a Parigi in occasione del giorno della Bastiglia, festa nazionale francese. Più di 80 autovetture vengono bruciate ogni giorno in Francia, per lo più da giovani musulmani.
15 luglio. Le autorità francesi hanno sventato un complotto jihadista che aveva come obiettivo la decapitazione di un alto ufficiale dell'esercito francese a Port-Vendre, una base militate nei pressi di Perpignan, e poi postare su Internet il video della macabra uccisione. Le forze speciali antiterrorismo della polizia hanno arrestato tre uomini, tra cui Djibril A., un ex marinaio della Marina francese.
22 luglio. Una 21enne, Angelique Sloss, è stata aggredita da un gruppo di ragazze musulmane dopo che l'avevano vista prendere il sole in compagnia di due amiche, al parco Léo-Lagrange di Reims. Le giovani ritenevano "immorale" che lei prendesse il sole in bikini in un luogo pubblico.
AGOSTO
13 agosto. Un tribunale di Digione ha confermato la validità di una decisione del sindaco di Chalon-sur-Saône, Gilles Platret, di non offrire più alcuna alternativa al consumo della carne di maiale nelle mense scolastiche. Platret ha accolto con favore la sentenza come "una prima vittoria per la laicità". La decisione è stata condannata dai gruppi musulmani. Abdallah Zekri, presidente dell'Osservatorio nazionale sull'islamofobia, parte del Consiglio francese del culto musulmano (CFCM) ha detto:
"Non posso che condannare la decisione del sindaco, che non è stata presa per ripristinare la pace sociale nelle scuole e sta suscitando clamore nella comunità musulmana. Tutti i musulmani rispettano la laicità. I musulmani non hanno mai chiesto pasti halal nelle mense".
16 agosto. Il sindaco francese Yves Jégo ha presentato una petizione per introdurre una nuova legge che chiederebbe a tutte le scuole francesi di offrire un menù vegetariano nelle mense. L'iniziativa è volta ad aiutare gli studenti che non possono mangiare carne di maiale per motivi religiosi. Jégo ha detto che l'argomento del menù scolastico è stato "fonte di un inutile scontro rivolto in realtà nella maggior parte dei casi alla comunità musulmana" che "sfida la nostra capacità di rendere effettiva la convivenza". La petizione è stata firmata da più di 150.000 persone.
21 agosto. Ayoub El-Khazzani, un 26enne marocchina, è stato arrestato dopo che a bordo di un treno ad alta velocità Amsterdam-Parigi, con 554 passeggeri, aveva aperto il fuoco con un. È stato fermato da tre passeggeri americani e da un britannico. In seguito, è emerso che El-Khazzani aveva combattuto con l'Isis in Siria e che era noto ad almeno quattro agenzie di intelligence.
SETTEMBRE
6 settembre. Marine Le Pen, la leader del Front National francese, ha accusato la Germania di sfruttare la crisi dei migranti nel tentativo di abbassare i salari. Parlando ai suoi sostenitori a Marsiglia ella ha detto:
"La Germania probabilmente pensa che la sua popolazione sia moribonda e probabilmente sta cercando di abbassare i salari per continuare a reclutare schiavi attraverso l'immigrazione di massa. La Germania non solo cerca di governare la nostra economia, ma vuole costringerci ad accettare centinaia di migliaia di richiedenti asilo".
7 settembre. Il presidente François Hollande ha detto che la Francia accoglierà 24.000 migranti nei prossimi due anni: "È nostro dovere. Il diritto di asilo fa parte integrante della nostra anima e della nostra carne. La nostra storia esige questa responsabilità".
8 settembre. Il premier Valls ha biasimato due sindaci francesi che avevano detto che avrebbero accolto solo profughi cristiani. "Non si scelgono i profughi in base alla religione", ha affermato il primo ministro. "Il diritto di asilo è un diritto universale". Il sindaco di Roanne, Yves Nicolin, ha dichiarato che avrebbe preso solo cristiani "per avere la certezza che non siano terroristi mascherati". Il sindaco di Belfort, Damien Meslot, ha detto che avrebbe preso in considerazione solo famiglie cristiane provenienti dall'Iraq e dalla Siria perché "sono i più perseguitati".
22 settembre. Eric Zemmour, uno scrittore e giornalista politico francese, è stato assolto dalle accuse di istigazione all'odio razziale. Zemmour era stato perseguito per aver paragonato le bande di stranieri ai barbari invasori che dilagarono dopo la caduta dell'Impero romano. In una trasmissione radiofonica del 9 maggio 2014, egli aveva detto:
"I normanni, gli unni, gli arabi, le grandi invasioni dopo la caduta di Roma sono state rimpiazzate dalle bande di ceceni, rom, kosovari, magrebini e africani, che rubano, aggrediscono e saccheggiano. Solo società omogenee come il Giappone, che da tempo hanno rifiutato l'immigrazione di massa, e protette da barriere naturali (...) sfuggono a questa violenza di strada".
L'accusa aveva chiesto che Zemmour venisse multato di 5.000 euro (5.400 dollari) e l'emittente radiofonica RTL di 3.000 euro per aver postato la trasmissione sul suo sito Internet. Ma la Corte ha dichiarato: "Per quanto queste parole possano sembrare eccessive e scioccanti, si riferivano solo a una frazione delle comunità e non alla loro interezza".
27 settembre. Mohamed Chebourou, un estremista islamico franco-algerino di 27 anni, si è dato alla fuga dopo aver ottenuto un breve permesso premio dal carcere di Meaux-Chauconin, in Seine-et-Marne, a est di Parigi. L'uomo stava scontando una condanna a sette anni di reclusione per rapina e sarebbe uscito nel 2019. È stato in seguito arrestato in Algeria. Il ministro della Giustizia francese, Christiane Taubira, ha dovuto far fronte a pressioni per spiegare come si possa concedere un permesso premio a un estremista islamico.
OTTOBRE
12 ottobre. Uno studente di 15 anni è stato arrestato dopo aver colpito il suo insegnante di fisica con un colpo di pistola, al grido di "Allahu Akbar!", in una scuola di Châlons-en-Champagne. Il ragazzo ha detto che voleva morire da martire.
20 ottobre. Marine Le Pen, la leader del Front National francese, è stata processata con l'accusa di istigazione all'odio religioso dopo aver paragonato le preghiere di strada dei musulmani all'occupazione nazista della Francia. Nel 2010, durante un comizio elettorale a Lione, ella aveva detto:
"Mi dispiace, ma per quelli che amano tanto parlare di Seconda guerra mondiale, se parlassimo di occupazione, potremo parlare di questo [delle preghiere di strada islamiche], perché questa è un'occupazione del territorio.
"È un'occupazione di parti del territorio, di quartieri nei quali si applica la legge religiosa. Certo, non ci sono carri armati, non ci sono soldati, ma è comunque un'occupazione e pesa sugli abitanti".
La Le Pen ha dichiarato di essere vittima di una "persecuzione giudiziaria" e ha aggiunto:
"È scandaloso che un leader politico possa essere processato per aver espresso le sue opinioni. Quelli che denunciano il comportamento illegale dei fondamentalisti rischiano di essere processati più dei fondamentalisti che si comportano illegalmente".
29 ottobre. Le forze speciali antiterrorismo della polizia hanno sventato un attentato jihadista alla base navale francese di Tolone. È stato arrestato Hakim Marnissi, un 25enne nativo di Tolone, che era sotto sorveglianza dall'estate 2014, da quando aveva iniziato a pubblicare materiale di propaganda dell'Isis sulla sua pagina Facebook. La polizia ritiene che Marnissi sia stato radicalizzato da Mustapha Mojeddem, un jihadista francese anche lui di Tolone, che si trova in Siria a combattere con l'Isis.
NOVEMBRE
13 novembre. Una serie di attacchi jihadisti coordinati hanno colpito il cuore di Parigi e il quartiere di Saint-Denis, a nord della capitale uccidendo 130 persone e ferendone più di 360. Tre kamikaze si sono fatti esplodere nei pressi dello Stade de France, a Saint-Denis; ad essi hanno fatto seguito altri attentati suicidi perpetrati nei caffè, nei ristoranti e nella sala concerti del teatro Bataclan.
14 novembre. In discorso televisivo alla nazione, il presidente François Hollande ha attribuito la responsabilità degli attentati di Parigi allo Stato islamico. Parlando dal Palazzo dell'Eliseo, Hollande ha detto:
"È un atto di guerra commesso da un esercito terrorista, un esercito jihadista, il Daesh [acronimo arabo che sta per Stato islamico], contro la Francia. È un atto di guerra che è stato preparato, organizzato, pianificato dall'esterno, e con complicità interne [al paese]".
14 novembre. Ahmad Almohammad, uno dei jihadisti che si è fatto esplodere allo Stade de France, il luogo preso di mira il 13 novembre dai tre kamikaze durante una partita amichevole di calcio tra Germania e Olanda, si era fatto passare per profugo per poter entrare nell'Unione Europea. E lo aveva fatto utilizzando un passaporto siriano. È emerso che era stato accolto il 3 ottobre sull'isola greca di Leros dai volontari dell'organizzazione umanitaria francese Médecins Sans Frontières.
16 novembre. In un raro discorso al parlamento riunito in seduta comune, il presidente François Hollande ha sottolineato: "Siamo in guerra contro il terrorismo jihadista che minaccia il mondo intero".
17 novembre. Trenta musulmani, tutti originari del Bangladesh e residenti a Parigi, sono scesi in piazza per protestare contro gli attacchi jihadisti del 13 novembre. Nell'Île-de-France vivono circa 1,7 milioni di musulmani. Uno dei manifestanti, Mohammad Hassan ha detto:
"Le proteste e le condanne dei musulmani non sono state abbastanza forti. Questo andava fatto perché alcuni musulmani hanno paura di prendere posizione per dire la verità. Circa il 5 per cento dei musulmani appoggia i terroristi. Il resto di loro ha bisogno di alzare la voce. Vorrei che più musulmani si unissero a noi qui".
18 novembre. La polizia ha fatto irruzione in un appartamento situato nel sobborgo parigino di Saint-Denis, dopo aver ricevuto la soffiata che Abdelhamid Abaaoud, la mente degli attentati di Parigi, poteva trovarsi lì. Due persone sono state uccise, tra cui Hasna Aitboulahcen, una donna sospettata di aver azionato un cintura esplosiva. Otto persone sono state arrestate.
18 novembre. Un insegnante ebreo è stato accoltellato a Marsiglia da tre individui che hanno detto di essere sostenitori dello Stato islamico. Tre uomini in sella a due scooter si sono avvicinati al docente per strada e gli hanno mostrato una foto di Mohamed Merah, un jihadista che nel 2012 uccise sette persone in una serie di attacchi nel sud della Francia. Poi, i tre lo hanno accoltellato a un braccio e a una gamba.
24 novembre. Anouar Kbibech, presidente del Consiglio francese del culto musulmano (CFCM), ha chiesto che gli imam in Francia ottengano una licenza per predicare come un modo per "combattere la radicalizzazione" e "rispettare le leggi della "Repubblica". Questa "abilitazione" potrebbe essere "revocata", se necessario.
30 novembre. L'ultimo numero della rivista in lingua francese dell'Isis, Dar al-Islam, ha invitato i suoi sostenitori in Francia a uccidere gli insegnanti che promuovono la laicità nelle scuole del paese. "È quindi un obbligo combattere e uccidere questi nemici di Allah", si legge nel magazine a p. 17.
DICEMBRE
2 dicembre. Il segretario generale del sindacato di sinistra CGT dell'Air France, Philippe Martinez, ha rivelato che l'organizzazione sindacale ha espulso quasi 500 membri sospettati di essere estremisti islamici.
2 dicembre. Il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve ha annunciato la chiusura di una moschea a Lagny-sur-Marne, a est di Parigi, per la radicalizzazione che aveva permeato il luogo di culto e l'attività di reclutamento per l'Isis. Questa è la terza moschea a essere stata chiusa nel giro di una settimana per motivi legati all'estremismo.
13 dicembre. A una settantina di dipendenti dei due principali aeroporti di Parigi sono stati ritirati i lasciapassare per accedere alle aree riservate dell'aeroporto perché considerati a rischio radicalizzazione. I cosiddetti "badge rossi" vengono rilasciati ai dipendenti, come i tecnici che si occupano della manutenzione degli aerei, gli addetti ai bagagli e all'imbarco, che lavorano nelle zone di sicurezza degli aeroporti di Roissy-Charles de Gaulle e Orly.
15 dicembre. Marine Le Pen, la leader del Front National, è stata assolta dalle accuse di incitamento all'odio per i commenti da lei espressi paragonando le preghiere di strada dei musulmani all'occupazione nazista della Francia. Il giudice ha detto che benché "scioccanti" le parole della leader del Fn sono state tutelate perché fanno "parte della libertà di espressione".
16 dicembre. Circa un migliaio di migranti ha preso d'assalto il Tunnel della Manica nei pressi della città francese di Calais, nel tentativo di raggiungere la Gran Bretagna. La polizia, che ha usato gas lacrimogeni per disperdere la folla, ha detto che il numero di migranti che ha cercato di attraversare il Canale in un solo giorno è stato "senza precedenti". Circa 4.500 migranti provenienti dall'Africa, Asia e dal Medio Oriente vive in squallide condizioni in un accampamento di fortuna a Calais, soprannominato la "giungla".
31 dicembre. Nel suo tradizionale discorso alla nazione alla vigilia di Capodanno, il presidente François Hollande ha avvertito che la Francia potrebbe essere esposta a nuovi attacchi jihadisti nel 2016:
"Abbiamo appena vissuto un anno terribile. Iniziato con i vili attentati contro Charlie Hebdo e il supermercato Hyper Cacher, è stato poi insanguinato dagli attacchi compiuti a Montrouge, Villejuif, Saint-Quentin Fallavier e poi sul treno Thalys, per concludersi con gli orribili atti di guerra perpetrati a Saint-Denis e Paris. (...) La Francia non ha finito con il terrorismo. La minaccia è sempre là. Resta sempre al suo livello più alto".
Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York. È anche senior fellow per la politica europea del Grupo de Estudios estratégicos/Strategic Studies Group che ha sede a Madrid. Seguitelo su Facebook e Twitter. Il suo primo libro, Global Fire, uscirà all'inizio del 2016.

È la Svezia la capitale occidentale degli stupri

  • Quarant'anni dopo che il parlamento svedese ha deciso all'unanimità di trasformare la Svezia – che un tempo era omogenea dal punto di vista etnico – in un paese multiculturale, i crimini violenti sono aumentati del 300 per cento e gli stupri del 1472 per cento. La Svezia si colloca ora al secondo posto tra i paesi con il maggior numero di violenze sessuali al mondo, superata solo dal Lesotho nell'Africa del Sud.
  • Non a caso, il rapporto non accenna alle origini degli stupratori. Occorre, però, tener presente che nelle statistiche gli immigrati di seconda generazione sono considerati svedesi.
  • In un sorprendente numero di casi, i tribunali svedesi hanno mostrato comprensione nei confronti degli stupratori e hanno assolto i sospetti che hanno affermato che la ragazza voleva fare sesso con sei, sette o otto uomini.
  • La web radio Granskning Sverige ha chiesto ai quotidiani Aftonbladet ed Expressen per quale motivo avrebbero scritto che gli stupratori erano "svedesi" quando invece erano somali senza cittadinanza svedese. Si sono molto offesi quando gli è stato chiesto se si sentissero in dovere di avvisare le donne svedesi di stare alla larga da certi uomini. Un giornalista ha ribattuto dicendo perché mai dovrebbero considerarlo un dovere.
Nel 1975, il parlamento svedese decise all'unanimità di trasformare la Svezia – che un tempo era omogenea dal punto di vista etnico – in un paese multiculturale. Quarant'anni dopo le drammatiche conseguenze di questo esperimento emerge che i crimini violenti sono aumentati del 300 per cento.
Se però si guarda al numero degli stupri, l'aumento è ben peggiore. Nel 1975, furono segnalate alla polizia 421 violenze sessuali; nel 2014, 6620. Si tratta di un aumento del 1472 per cento.
La Svezia si colloca ora al secondo posto tra i paesi con il maggior numero di violenze sessuali al mondo. Secondo un'indagine del 2010, la Svezia, con 53,2 stupri ogni 100.000 abitanti, è superata solo dal piccolo stato del Lesotho, nell'Africa del Sud, che registra 91,6 abusi sessuali ogni 100.000 abitanti.
Il tasso di stupri ogni 100.000 abitanti, per paese, in base a una statistica del 2012 tratta da un rapporto pubblicato dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine. (Fonte dell'immagine: Wikimedia Commons)
Secondo i dati pubblicati dallo Swedish National Council for Crime Prevention (Brottsförebyggande rådet, noto come Brå) – un'agenzia che opera sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia – 29.000 donne svedesi, durante il 2011, hanno denunciato di essere state violentate (questo sembra indicare che alla polizia viene denunciato meno del 25 per cento degli stupri).

Strane spiegazioni

Anziché risolvere il problema della violenza e degli abusi sessuali, i politici svedesi, le autorità pubbliche e i media fanno del loro meglio per motivare i fatti. Ecco alcune delle loro giustificazioni:
  • Le svedesi sono più inclini a denunciare i reati.
  • La legge è stata modificata in modo tale che gli abusi sessuali siano ora classificati come stupri.
  • Gli uomini svedesi non riescono a gestire una maggiore uguaglianza tra i sessi e reagiscono con violenza contro le donne (forse è la scusa più fantasiosa).
Secondo un vecchio mito femminista, il luogo più pericoloso per una donna è la propria casa – dal momento che la maggior parte degli stupri è commesso da qualcuno che la donna conosce. Questa asserzione è stata smentita dal rapporto del Brå:
"Nel 58 per cento dei casi, le vittime non conoscevano affatto gli stupratori. Nel 29 per cento dei casi, l'autore della violenza era un conoscente e nel 13 per cento, era una persona vicina alla vittima".
Il Brå dichiara che non c'è molta differenza tra le svedesi e le donne di origini straniere quando si corre il rischio di essere violentate. Non a caso, il rapporto non accenna alle origini degli stupratori.

Senza precedenti

Tornando al 1975, l'anno in cui i politici decisero che la Svezia doveva diventare multiculturale, la popolazione svedese ammontava a 8.208.442 abitanti. Nel 2014, è aumentata, arrivando a quota 9.743.087 abitanti – con un incremento del 18,7 per cento. Questa crescita è interamente dovuta all'immigrazione, poiché le donne svedesi hanno in media 1,92 figli rispetto alla media di 2,24 delle donne immigrate. Occorre, però, tener presente che nelle statistiche gli immigrati di seconda generazione sono considerati svedesi.
La recente crescita della popolazione svedese è senza precedenti. Mai prima d'ora nella storia del paese, il numero degli abitanti è aumentato così in fretta. La Svezia è oggi il paese europeo in cui si riscontra la crescita più rapida.
Gli immigrati giunti in Svezia nel corso degli ultimi 10-15 anni provengono principalmente da paesi musulmani come l'Iraq, la Siria e la Somalia. L'esplosione delle violenze sessuali potrebbe essere dovuta a questo massiccio afflusso migratorio? È difficile dare una risposta precisa, perché la legge svedese vieta la registrazione in base alla religione e alle origini. Una possibile spiegazione è che, in media, chi proviene dal Medio Oriente ha una visione molto diversa delle donne e del sesso rispetto a quella degli scandinavi. E nonostante i tentativi dell'establishment svedese di convincere la popolazione che chiunque metta piede sul suolo svedese diventa esattamente identico a chi vive lì da decine di generazioni, i fatti mostrano una direzione del tutto differente.
L'ultima indagine statistica sulla criminalità legata all'immigrazione paragonata ai crimini commessi dagli svedesi risale al 2005. I risultati non sono mai stati menzionati. E non solo, chiunque osi fare riferimento a questi dati, ad esempio sui social media, è attaccato violentemente.

La denigrazione dei gruppi etnici

Michael Hess, un politico locale del Partito dei Democratici svedesi, ha incoraggiato i giornalisti a familiarizzare con la concezione della donna nell'Islam, in relazione ai numerosi stupri commessi a piazza Tahrir, al Cairo, durante la "Primavera araba". Hess ha scritto: "Quando, voi giornalisti capirete che nella cultura islamica è profondamente radicata l'idea di violentare e brutalizzare le donne che si rifiutano di osservare gli insegnamenti islamici. Esiste un forte legame tra gli stupri commessi in Svezia e il numero di immigrati provenienti dai paesi del Medio Oriente e del Nord Africa".
A causa di questa osservazione Michael Hess è stato accusato di "denigrazione dei gruppi etnici" (hets mot folkgrupp), che in Svezia è considerata un reato. A maggio dello scorso anno, egli è stato condannato con pena sospesa e al pagamento di un'ammenda – la sospensione condizionale gli è stata concessa perché era senza precedenti penali. Ma Hess ha fatto ricorso in appello.
Michael Hess ha vissuto per molti anni nei paesi musulmani e conosce bene l'Islam e la sua concezione della donna. Durante il processo, egli ha fornito le prove di come la sharia – la legge islamica – consideri lo stupro e i dati statistici che mostrano come i musulmani siano ampiamente sovra-rappresentati tra gli autori delle violenze sessuali in Svezia. Tuttavia, il giudice ha deciso che i fatti fossero irrilevanti:
"La Corte (Tingsrätten) osserva che la questione se Michael Hess abbia o meno fatto una dichiarazione del genere non ha alcuna incidenza sul processo. Quanto asserito da Hess deve essere giudicato in base al tempo e al contesto. (...) Nel momento in cui è stato commesso il reato, Michael Hess non ha fatto alcun riferimento né alla ricerca né alle fonti islamiche. Egli ha cercato di trovare un sostegno nella ricerca e negli scritti religiosi solo in relazione alla sua accusa. La Corte rileva, dunque, che quanto asserito da Hess non faceva parte di una disamina ragionata (saklig) o attendibile (vederhäftig). Quanto detto da Michael Hess deve essere, pertanto, considerato come un'espressione di disprezzo per gli immigrati di fede islamica".

Dati statistici

Cosa si può dedurre dai dati statistici disponibili?
Nel presentare le prove alla corte, Michael Hess ha usato qualunque dato statistico esistente sui crimini commessi in Svezia dagli immigrati prima che le autorità statistiche smettessero di raccogliere e fornire i dati a riguardo. Hess ha cercato di trovare le risposte a due domande:
  • C'è una corrispondenza tra l'incidenza degli stupri e il numero di persone di origine straniere presenti in Svezia?
  • C'è una corrispondenza tra l'incidenza degli stupri e qualche specifico gruppo di immigrati presente in Svezia?
La risposta a entrambe le domande è stato un inequivocabile "sì". Ventuno rapporti di ricerca stilati dagli anni Sessanta fino ad oggi giungono a una conclusione unanime: che siano o meno calcolati in base al numero degli stupratori condannati o dei sospetti violentatori, gli uomini di origini straniere sono ben rappresentati molto più degli svedesi. E questa maggiore rappresentanza di persone di origini straniere continua ad aumentare:
  • Anni Sessanta-Settanta: 1,2-2,6 volte rispetto agli svedesi
  • Anni Ottanta: 2,1-4,7 volte rispetto agli svedesi
  • Anni Novanta: 2,1-8,1 volte rispetto agli svedesi
  • Anni Duemila: 2,1-19,5 volte rispetto agli svedesi
Pur tenendo conto di variabili come l'età, il sesso, il ceto e il luogo di residenza, persiste l'enorme discrepanza tra gli immigrati e gli svedesi.
I rapporti di ricerca sui crimini commessi in Svezia sono diventati una rarità, ma dei diciotto che sono stati stilati tra gli anni Novanta e Duemila, undici parlano di violenze sessuali. Due di questi rapporti si occupano del nesso esistente tra stupri e immigrazione ed entrambi confermano l'esistenza di questo nesso.
Questi dati sono a disposizione delle autorità, dei politici e della stampa, eppure essi insistono sul fatto che queste cifre non rispecchiano la realtà.

Una palese discrepanza

Come mai allora, nel 2008, la vicina Danimarca aveva solo 7,3 stupri ogni 100.000 abitanti, rispetto ai 53,2 della Svezia?
La legislazione danese non è molto diversa da quella della Svezia e non vi è alcuna ragione ovvia del perché le donne danesi dovrebbero essere meno inclini a denunciare le violenze sessuali rispetto alle donne svedesi.
Nel 2011, furono denunciati alla polizia svedese 6509 stupri – ma solo 392 in Danimarca. La popolazione danese è circa la metà di quella svedese, quindi, pur tenendo conto della dimensione demografica, la discrepanza è considerevole.
In Svezia, le autorità fanno quello che possono per nascondere le origini degli stupratori. In Danimarca, l'istituto nazionale di statistica, Statistics Denmark, ha rivelato che nel 2010 più della metà degli stupratori condannati erano di origine immigrata.

Gli stranieri sono sovra-rappresentati

Dal 2000, c'è stato un solo rapporto di ricerca sui crimini commessi dagli immigrati. È stato stilato nel 2006 da Ann Christine Hjelm della Karlastads University.
È emerso che nel 2002, l'85 per cento di coloro che sono stati condannati ad almeno due anni di carcere dalla Svea Hovrätt – la Corte di appello svedese – erano nati all'estero oppure erano immigrati di seconda generazione.
Un rapporto del 1996 dello Swedish National Council for Crime Prevention è giunto alla conclusione che gli immigrati provenienti dal Nord Africa (Algeria, Libia, Marocco e Tunisia) erano 23 volte più inclini a commettere violenze sessuali rispetto agli svedesi. I dati riguardanti gli iracheni, i bulgari e i rumeni erano rispettivamente 20, 18 e 18. Gli uomini del resto dell'Africa erano 16 volte più inclini a commettere stupri; mentre gli iraniani, i peruviani, gli ecuadoregni e i boliviani, lo erano 10 volte di più rispetto agli svedesi.

Stupri di gruppo

Nel corso degli ultimi decenni, in Svezia imperversa una nuova tendenza: gli stupri di gruppo – praticamente sconosciuti nella storia criminale svedese. Il loro numero è aumentato drasticamente tra il 1995 e il 2006. Ma non esistono studi a riguardo.
Uno dei peggiori casi è quello di una donna di 30 anni che è stata violentata da otto uomini in un centro di accoglienza per richiedenti asilo, nella cittadina di Mariannelund. La donna conosceva un afgano residente in Svezia da un certo numero di anni. L'uomo la costrinse a seguirlo nella struttura e la lasciò da sola. Durante la note, fu ripetutamente violentata da otto uomini ospiti della struttura e quando il suo "amico" ritornò, la stuprò anche lui. La mattina dopo, la donna riuscì a chiamare la polizia. Il procuratore svedese definì l'episodio come "il peggiore stupro della storia criminale svedese".
Sette degli otto stupratori furono condannati a pene dai quattro anni e sei mesi ai 6 anni e cinque mesi di reclusione. La permanenza in carcere è in genere ridotta di un terzo, in modo che non passerà molto tempo prima che gli uomini siano pronti a commettere nuove aggressioni – presumibilmente contro le donne infedeli o miscredenti.
Nei casi di stupro di gruppo, i colpevoli e le vittime sono molto spesso giovani e in quasi tutti i casi, gli autori sono di origine immigrata, per lo più da paesi musulmani. In un numero incredibile di casi, i tribunali svedesi hanno mostrato comprensione nei confronti degli stupratori e hanno assolto i sospetti che hanno affermato che la ragazza voleva fare sesso con sei, sette o otto uomini.
Eclatante un episodio accaduto nel 2013 a Tensta, un sobborgo di Stocolma. Una quindicenne è stata immobilizzata e costretta ad avere rapporti sessuali con sei uomini di origini straniere. Il giudice di primo grado ha condannato i sei uomini ma la Corte d'appello li ha assolti perché non era stata commessa alcuna violenza e perché il giudice ha stabilito che la ragazza "non era impossibilitata a difendersi".
Questo mese, tutti i media più importanti hanno riportato la notizia di un brutale stupro di gruppo avvenuto a bordo del traghetto finlandese Amorella, che collega Stoccolma ad Åbo, in Finlandia. Grossi titoli di giornali hanno detto ai lettori che gli autori della violenza erano svedesi:
  • "Molti uomini svedesi sono sospettati di essere gli autori dello stupro a bordo del traghetto finlandese" (Dagens Nyheter).
  • "Sei uomini svedesi hanno violentato un donna in cabina" (Aftonbladet).
  • "Sei svedesi sono stati arrestati per lo stupro a bordo del traghetto" (Expressen).
  • "Otto svedesi sono sospettati dello stupro a bordo del traghetto" (TT – agenzia di stampa svedese).
Ad un esame più attento, si è scoperto che sette degli otto indagati sono somali e uno iracheno. Nessuno di loro è cittadino svedese. Secondo i testimoni, il gruppo di uomini stava perlustrando il traghetto in cerca di sesso. La polizia ha rilasciato quattro di loro (ma sono ancora indagati), mentre gli altri quattro restano in stato di fermo.
La web radio Granskning Sverige ha chiesto ai quotidiani Aftonbladet ed Expressen per quale motivo avrebbero scritto che gli stupratori erano "svedesi" quando invece erano somali. I giornalisti hanno asserito che ciò era irrilevante. E si sono molto offesi quando gli è stato chiesto se si sentissero in dovere di avvisare le donne svedesi di tenersi alla larga da certi uomini. Un giornalista ha ribattuto dicendo perché mai dovrebbero considerarlo un dovere.
"Se le donne lo sapessero, allora forse starebbero alla larga da questi uomini ed eviterebbero di essere violentate", ha detto il cronista della Granskning Sverige. Al che il giornalista gli ha sbattuto il telefono in faccia.
Pur approvando gli articoli scritti da Ingrid Carlqvist e pubblicati finora qui sul sito, il Gatestone Institute non è più legato in alcun modo all'autrice.

Un partito nazista camuffato da religione

Un partito nazi camuffato da religione

Corano
3:85, Chi vuole una religione diversa dall'Islam, il suo culto non sarà accettato, e nell'altra vita sarà tra i perdenti.
4:24, Vi sono ancora illecite le donne coniugate, fatta eccezione per quelle cadute nelle vostre mani come schiave. Così vi prescrive Allah; a parte queste, vi è lecito procurarvi col vostro danaro, a fine matrimoniale, non fornicatorio, ogni altra donna.
4:100, Chi emigra per la causa di Allah trova sulla terra grande spazio pronto a ospitarlo e abbondanza; chi, uscito dal suo paese per emigrare alla volta di Allah e del suo Messaggero, è colto dalla morte, Allah, che è perdonatore e misericordioso, prende su di sé il compito di ricompensarlo.
9:33, È Lui [Allah] che ha mandato il suo Messaggero con la buona direzione e la vera religione, per farla trionfare, a dispetto degli associatori(*), su ogni altra religione.
24:30, Di’ ai credenti di abbassare lo sguardo e di sorvegliare i loro sensi. Ciò è più corretto da parte loro. E Allah sa ciò che essi fanno.
24:31, E alle credenti di’ di abbassare lo sguardo e di sorvegliare i loro sensi e di non mostrare i loro vezzi, eccetto quelli esterni, e di gettarsi i veli del capo sul seno e di non mostrare i loro vezzi se non ai loro mariti, padri, padri di mariti, figli, figli di mariti, fratelli e figli di fratelli o di sorelle, o alle loro donne, o ai loro maschi, o ai loro familiari uomini che non hanno più desiderio di donne o ai fanciulli che ancora non notano la nudità delle donne. Né agitino le gambe perché si conoscano i loro vezzi nascosti. E riconvertitevi tutti ad Allah, o credenti, se volete prosperare.
48:28, Egli è colui che ha mandato il suo Profeta con la buona direzione e la vera religione, per far trionfare questa sopra ogni religione. E come testimone basta Allah.
61:9, Egli è colui che ha inviato il suo Messaggero con la buona direzione e la vera religione, per farla prevalere su ogni forma di religione, a dispetto dei pagani.

Tratti da IL CORANO, ed. 1967, a cura e traduzione dall'arabo di Martino Mario Moreno
IL CORANO

Questi versetti del Corano fanno capire, più di altri, come e quanto l'islam sia più un'ideologia politica che una vera e propria religione. Può essere considerato, per assurdo, il primo partito politico della storia. In quanto ideologia totalitaria, l'islam è molto simile al nazismo: il nazismo è stata un'ideologia razzista verso gli ebrei e nella sua follia ha cercato di annientarli come sappiamo dalla storia; l'islam si pone come unica vera religione, per cui è un'ideologia razzista verso tutti i non musulmani, chiamati infedeli, per cui ambisce a diventare la religione unica mondiale, secondo i dettami del Corano. È un partito il cui programma elettorale si può dire sia scritto tutto nel Corano e negli hadith (l'insieme degli hadith costituisce la Sunna), cioè i racconti di ciò che ha detto e fatto Maometto che può essere considerato il capo politico del partito. Nei versetti 3:85, 9:33, 48:28 e 61:9 si afferma che non è ammesso nessun altro culto all'infuori dell'islam, e quindi che tutti gli altri culti sono da intendere illeciti, falsi e spregevoli. Se fosse una vera religione di pace, le altre religioni non sarebbero trattate come illecite e superate, ma avrebbero pari dignità, ognuna nel suo proprio atto di fede. Mentre invece in ogni parte del mondo, con l'unica eccezione forse della Siria, quando vi è una presenza massiccia di musulmani devoti, gli adepti di altre religioni sono spesso bersaglio di maltrattamenti e atti di violenza, che a volte arrivano fino all'assassinio. I musulmani devoti così, quando vedono di essere una presenza massiccia, diventano attivisti di questo subdolo partito politico. Quando invece vedono di essere in minoranza si comportano come è più conveniente: cioè come persone mansuete, gentili e cordiali, ricorrendo al principio islamico noto con il termine taqiyya(**).

Nel versetto 4:24, attraverso l'obbligo del velo islamico (24:31), con l'autorevolezza di Allah, di cui Maometto è il messaggero, si permette la cattura di donne infedeli per abusarne sessualmente. E nell'islam per donna si intende da 9 anni in su: infatti Aisha, una delle mogli di Maometto e figlia dell'amico Abu Bakr, fu scelta all'età di 6 anni e presa in sposa a 9 anni (vedi hadith Sahih Muslim/Book-8/Hadith-3310). Da questa prospettiva l'obbligo del velo islamico assume una funzione morale autoreferenziale che giustifica lo stupro delle donne vestite all'occidentale, che non rispettando le norme coraniche possono diventare prede sessuali.

Nel versetto 4:100, infine, si incitano i musulmani devoti a emigrare in altre terre e fare proselitismo, in modo che il “partito” islamico acquisisca sempre più consenso fino a diventare un partito di governo, grazie soprattutto all'alta natalità degli islamici, fattore in linea con le norme della sharia, ad es. la poligamia, e grazie alle nostre leggi che con il generoso welfare permette a queste persone di moltiplicarsi a spese della comunità. Da questo contesto deriva naturalmente, con l'aiuto e il favore del pensiero unico politicamente corretto, l'islamizzazione in atto dell'Occidente (vedi Svezia, Belgio, Inghilterra, Francia, etc etc).

(*) Con il termine “associatori” si intende cristiani, in quanto si fa riferimento al Vangelo che associa la figura di Dio a un Profeta/Messaggero, cioè Gesù Cristo: ovvero la Trinità della dottrina cristiana (Padre/Figlio/Spirito Santo).
(**) La taqiyya indica, nella tradizione islamica, la possibilità di nascondere o addirittura rinnegare esteriormente la fede, di dissimulare l'adesione a un gruppo religioso, e di non praticare i riti obbligatori previsti dalla religione islamica per sfuggire a una persecuzione o a un pericolo grave e imminente contro sé stessi a causa della propria fede. Il fine consiste nel non destare sospetti, simulando un atteggiamento accondiscendente e non antagonista, all'interno di una comunità ostile verso il singolo credente o l'intera comunità. Il termine arabo è traducibile in italiano come paura, stare in guardia, circospezione, timore di Dio, santità, ambiguità o dissimulazione, menzogna.

Largo Annigoni, derubati e poi pestati di botte da africani : gravi due giovani

Pestaggio in largo Annigoni, picchiati con calci e pugni: gravi due giovani

Uno ha la mandibola rotta, l'altro in prognosi riservata: è caccia ai cinque aggressori

Largo Annigoni, derubati e poi pestati di botte: gravi due giovani

Violenta aggressione in largo Annigoni ieri sera, dove due giovani di 30 e 35 anni sono stati picchiati con calci e pugni da un gruppo di 5 persone e sono finiti all'ospedale di Careggi in codice rosso: il più grande dei due ha la mandibola fratturata ed ha una prognosi di 45 giorni.
L'altro ragazzo, con il setto nasale fratturato e vari traumi contusivi alla testa, è ancora ricoverato in prognosi riservata. Il tutto è successo intorno alle 19.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il 30enne era appena uscito da un centro scommesse Sisal in via della Mattonaia, dove aveva vinto circa 100 euro.
Fuori dal locale si sarebbe messo a contare tutti i soldi contanti che aveva con sé, circa 800 euro, che sarebbero dovuti servire anche per pagare l'affitto. A questo punto un uomo, descritto come magrebino, gli ha strappato i soldi dalle mani ed è corso via.
Il giovane e il suo amico 34enne, entrambi di origini napoletane, hanno rincorso l'uomo fino a Largo Annigoni, dove il ladro è stato raggiunto da altre 4 persone, anche loro descritte come di origine magrebina.
Sono partiti spintoni e insulti, fino a quando i 5 hanno si sono scagliati contro i due giovani nel giardinetto che collega largo Annigoni e via dell'Agnolo, buttandoli a terra e colpendoli con pugni e calci, anche al volto, con i gravi traumi descritti sopra. L'uomo con la mandibola rotta dovrà anche subire un intervento chirurgico.
Un dipendente di un ristorante della zona si è accorto di quanto stava succedendo e ha chiamato la polizia, accorsa sul posto. I cinque si erano però già velocemente dileguati. Ora è caccia agli aggressori, al vaglio degli inquirenti anche le telecamere della zona.
E' la seconda violenta aggressione che si riscontra nella zona nel giro di poche settimane, dopo il pestaggio avvenuto in piazza dei Ciompi il 12 febbraio scorso, per motivi poi risultati essere legati allo spaccio di droga. In questo caso gli autori del pestaggio furono tre tunisini e un appena 16enne originario della Libia.
In quest'ultimo caso, peraltro, l'uomo vittima del pestaggio, un tunisino di 33 anni, è poi stato arrestato a sua volta, pochi giorni dopo, per essere stata trovato a vendere droga.


Potrebbe interessarti: http://www.firenzetoday.it/cronaca/pestaggio-largo-annigoni.html?fbclid=IwAR3KljTuo1BBsCLFozFNSwAZXPHxPiR6hqQ8dT572apJhoUokLQD0jBsxGc
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/FirenzeToday

La faccia di cu..ore di questo signore extracomunitario che scrive



Io, musulmano onesto di Bolzano, ho paura dello Stato di Salvini 

Io, musulmano onesto di Bolzano, ho paura dello Stato di Salvini


Hany Abdelkarem ha inviato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Giustizia
“Io sottoscritto Hany Abdelkarem, cittadino italiano da oltre 15 anni, vivo in questo Paese da oltre 25 anni, contribuisco alla crescita economica, sociale, culturale e demografica del Paese nativo di tutti i miei figli e sento mio. Infatti, chi mi conosce sa bene quanto sono impegnato da anni nel processo di integrazione degli immigrati in generale e di chi di fede islamica in particolare nel tessuto sociale e culturale. Oltre ad offrire molta possibilità di migliorare la situazione economica di moltissime persone tramite le opportunità di lavoro che offro. Inoltre da molti anni impegnato a livello di Dialogo tra le persone di diverse fedi e confessioni religiose per creare un ponte tra le diverse culture partendo dal presupposto che la diversità arricchisce non divide.
Detto quanto sopra Egregi Signori, condivido con Voi il mio timore più inaudito dello Stato buio che sta per arrivare in Italia dai discorsi incontrollati ed incoscienti del Ministro dell’Interno e Vicepremier Matteo Salvini (detto anche Ministro Facebook). I discorsi anticostituzionali di evidente natura razziale, incito all’odio razziale e islamofobia che sta diffondendo il Ministro Salvini stanno seminando tanto odio negli italiani che lo seguono. Lo sguardo di disprezzo, il comportamento irrispettoso, la terminologia fuori da ogni concetto di educazione, la frase “ma che fai qui, questa è casa mia”, ecc… sono diventati la normalità nel comportamento quotidiano.
Quello che è successo settimana scorsa in Nuova Zelanda è il risultato dell’aumentato linguaggio a base razziale ed islamofobo. 

E' la prima  volta che ti sento starnazzare sulle stragi dei folli. Che cosa hai detto o hai fatto per le centinia di migliaia di stragi dei cristiani perpetuate dai tuoi colleghi in tutto il mondo? A chi hai scritto tutte quelle volte ?  L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, testo e spazio all'apertoChe cosa hai detto o fatto quando hai scoperto che il tuo capo ha passato a fil di spada migliaia di ebrei? Che cosa hai fatto o detto quando hai scoperto che il tuo capo si è preso come sposa una bambina?, quando i tuoi colleghi hanno stuprato migliaia di bambine e ragazze europee  in nome della tua fede poichè consideranole donne europee come prostitute bianche???
La tua pseudo religione è in effetti un codice di diritto sanguinario  e dittatoriale  che considera  infedeli chi non la approva che condanna con la morte chi abbandona quella pseudo fede  e dimmi caro furbacchione che cosa hai fatto o detto quando Asia Bibi o le altre poverette come lei sono state perseguitate ingiustamente dai tuoi fratelli di fede? Doev eri tu  quando i tuoi simpatici amici crocifiggevano, impiccavano, frustavano, sgozzavano cristiani inermi?
La mia paura Signori che succeda anche in Italia ciò che è successo in Nuova Zelanda ed in altre parti nel mondo dove pagano solo gli innocenti con la loro vita il prezzo di qualche strumentalista o politico incosciente, tutto il suo interesse farsi vedere mentre parla filmandosi e depositando tali video sui social media. 

Nessuno ti ha obbligato a venire qui da noi  e nessuno ti obbliga a restarci, e dimmi cosa hai fatto o fai per il dialogo inter religioso in Arabia Saudita?  Hai scritto all' emiro per far costruire chiese cristiane? Gli hai chiesto di non imprigiinare i cristiani che portano la Bibia e che parlano di Gesù. ? Hai scritto a Babbo Natale chiedendo di intercedere o hai chiesto al tuo dio ?
Ora orsù dimmi quali sono gli italiani che lavorano nel tuo paese e che vengono mantenuti dallo stato, che vengono accuditi, accolti, che vengono ammessi nel mondo del lavoro, nella sanità nella case popolari che entrano in politica che diventano addirittura deputati ??
Il linguaggio del Ministro Salvini può portare l’Italia a vivere dei giorni bui come ha detto la Premier Neozelandese.
Il Ministro Salvini parla dell’Islam in modo chiaro e limpido che si capisce che lui è proprio a corto di informazioni riguardo l’Islam, parla come colui che ha sentito una notizia e la ri racconta con le sue parole, ma senza aprire qualche libro o chiedere qualche esperto (come dovrebbe fare chiunque nella sua posizione).
Ora noi i libri vostri li abbiamo aperti e abbiamo scoperto che quel testo è solo una scopiazzaturta della Bibbia e del Vangelo e di altri testi sacri poichè il vostro capo non faceva miracoli , non profetizzava e non convertiva con amore ma solo con la spada.  
Ora noi questi libri di terrore ed orrore li abbiamo aperti e proviamo sgomento non solo nel vederr quello che c'è scritto ma quello che i vostri amici fanno quando dicono che vogliono appliccare la Sharai e Jihad anche in Europa , quando dicono che la nostra democrazia è un fallimento , proprio loro che fuggono da paesi fallimentari con un dio fallimentare ora vogliono imporci il loro fallimento anche nelle nostre terre . Non capisco se è faccia di cu...ore  deficienza  o paraculaggine . propendo per l ultima ipotesi poichè ciò fa parte della vostra pseudo religione
Egregi Signori, Mi rivolgo a Voi per denunciare ciò che potrebbe accadere come conseguenze dei discorsi irresponsabili ed incoscienti del Ministro Salvini e spero che voi riuscite ad intervenire per il bene di tutti noi.
Egregi Signori nessuno vi obbliga a stare da noi con il vostro credo bizzarro e demoniaco , vi preghiamo di fare le valigie poichè temo che possa accadere una tremenda guerra di religione poichè la gente è stanca di vedervi girare con i vostri costumi allucinanti e di sentire e le vostre prediche malsane  e di vostri usi tribali. Noi rispettiamo chi prega ma soprattutto quando lo fa senza imporre il suo credo . Noi per esempio fanno i Buddisti con i quali noi non abbiamo problemi . Voi invece avete problemi con tutte le altre religioni e sul Cristo dite che non era figlio di Dio che non è morto incroce che non è risorto e affermate che il vostro capo era più grande di Gesù .. ed ora mi parlate di dialogo intereligioso
I musulmani che vivono in Italia amano l’Italia come amano il loro paese d’origine e sono grati all’Italia per averli accolti e dato a loro la possibilità di vivere bene contribuendo contemporaneamente alla crescita della stessa Italia economicamente (l’economia italiana influenzata positivamente dai lavori degli immigrati. rif. Dossier dell’Immigrazione).

La sicurezza dell’Italia è la nostra sicurezza Signori, spero che venga capito questo concetto una volta per tutte. Noi viviamo qui, ci sentiamo cittadini a tutti gli effetti, difendiamo l’Italia contro qualsiasi attacco anche prima del Ministro Salvini che sta seduto dietro la sua poltrona davanti a Facebook.
Ecco, allora, visto che dite che volete difendere l' Italia adatattevi ai nostri costumi e cacciate via gli invasori integralisti , gli iman ribelli che parlano di guerra, firmate la carta dei diritti umani , e smettetela di trattare le donne come sacchi di spazzatura, stracciate dal vostro testo sacro tutto ciò che parla di sangue e di vendetta 
Questo è quello che ho da dire e lascio nelle Vostre mani la sicurezza dei musulmani e dei luoghi di culto islamico in Italia”.

Noi purtroppo nelle vostre mani non possiamo lasciarvi nulla poichè la storia ce lo ha insegnato voi e quelli come voi avete cercatio sempre di conquistarci di imporci il vostro credo  . Se siete divenaatti nuemrosi è Dio che o ha peremsso poichè i cristiani si sono intiepididitie d hanno rinngarto i loro valori e sono dievnattii gay , abortisti senza credo e integrità sleali , corrotti