giovedì 7 marzo 2019

VOLEVO SOLO UNA CAREZZA".



Pensieri di un randagio morente.
Tratto dal libro mai pubblicato della mia anima.

Titolo "VOLEVO SOLO UNA CAREZZA".
Non ho un nome, mi chiamano randagio ma sono un anima a 4 zampe che non ha mai conosciuto l'amore.
Stanco , con il corpo stremato e le zampe dolenti giungo alla fine dei miei giorni.
Oggi morirò per strada con l'ultimo respiro che mi resta se potessi parlare vi direi;
L'unico ricordo che ho dell' uomo è la mano di colui che mi abbandonò quand'ero ancora cucciolo e la cattiveria degli umani incontrati nella mia breve vita sulla terra.
Quando ero cucciolo avevo un sogno ricorrente.
Avrei voluto crescere e giocare con un umano
Dedicargli ogni giorno un mio sorriso.
Ogni battito del mio piccolo ❤ cuore.
Avrei voluto fargli vivere emozioni memorabili.
Dedicargli il mio amore ed essergli vicino ogni momento della vita.
Lo avrei ascoltato e consolato nei momenti tristi in cambio di una carezza.
Invece erano soltanto sogni.
In realtà ho trascorso la mia vita da randagio viaggiando in tanti luoghi.
Cercando pane vecchio o un po di cibo nella spazzatura.
Aspettando la pioggia per bere un poco d'acqua.
Poiché nessuno si è mai soffermato per darmi un po di cibo e acqua.
In inverno mi sono riparato dal freddo e dalla neve e ne risento le conseguenze nelle ossa.
In estate, il caldo, le zecche, pulci e pidocchi mi hanno torturato.
Se sono sporco e puzzo è perché nessuno mi ha mai lavato.
Ho cercato riparo tra i sacrari e scalini delle chiese cercando solo una carezza tra coloro che si definiscono cristiani ma ho ricevuto calci, bastonate e pietre perfino dai preti.
Non ho mai conosciuto il riparo di una cuccia, la comodità di un cuscino, il tepore di una casa, del buon cibo, l'amore di un umano, eppure volevo soltanto una carezza.
Ho dovuto mio malgrafo imparare a difendermi da altri cani e sono diventato diffidente dagli umani il ché mi ha costretto a sopravvivere da solo.
Oggi stanco e vacillante camminavo lungo i bordi della strada.
Ho sentito un urto che mi ha scaraventato a terra e il rumore di un auto andare via.
Qui non si soccorrono i cani.
Non riesco più a muovermi ma sono cosciente.
È triste morire da soli tra l'indifferenza della gente.
Eppure sono anch'io una creatura di Dio.
Questo è il destino del randagio.
Finire in un canile prigioniero per tutta la vita o morire per strada.
Forse sono stato fortunato, altri sono morti avvelenati, per demenziale divertimento o per la ricerca scientifica.
Ho sentito dire da altri cani che esistono angeli sulla terra che aiutano cani e gatti randagi ma non ne ho mai incontrati.
Sono angeli molto rari, si fan chiamare volontari.
Mi dicono che non non sono tutti uguali.
Avrei voluto incontrarne almeno uno.
Forse mi avrebbe cambiato la vita o forse mi avrebbe dato soltanto una carezza.
Questo gesto in via di d'estinzione, spesso incompreso, significa:
Tenera dimostrazione di amorevolezza e di benevolenza che si fa lisciando con il palmo della mano e non costa niente all'essere umano.
Eppure per un cane la carezza ha significati molto profondi.
La carezza è un ponte fra i due abbissi della solitudine poiché è tratta dal cuore e dall'anima.
Vorrei sentire ancora scorrere il sangue nelle vene.
Vorrei sentire almeno per una volta una carezza sul mio viso.
Vorrei sentire la tua anima che si fonda con la mia ma sento soltanto la mia vita andare via.
Sto morendo e non so se esiste il ponte dell'arcobaleno, se ce un paradiso anche per i cani o se è soltanto un invenzione degli umani.
Ho gli occhi offuscati e mi sembra di vedere un angelo che piange.
Ma forse è soltanto un umano triste che sposta delicatamente il mio corpo dalla strada.
Sento i battiti del suo cuore e le lacrime dai suoi occhi cadere su di me.
A questo umano vorrei dire i miei pensieri e sembra che mi capisca e lo racconterà ad altri suoi simili.
Un messaggio che sia una speranza.
Muoio e lascio questo mondo crudele con un solo desiderio;
VOLEVO SOLO UNA CAREZZA.

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martedì 5 marzo 2019

La carità ai nigeriani, dice il parroco. E chi se ne frega se gli italiani non hanno pane

Ma certo, sentivamo la necessità di un altro prete chiacchierone e demagogo. Decide lui a chi diamo anonimamente i nostri soldi in beneficenza. E se non facciamo come dice lui, espone la nostra nudità morale sulla pubblica piazza.
Piacere di conoscerla, anzi no, don Gino Cicuta da Mira, provincia di Venezia. Pretendo di scegliere il confessore, perché con i sacerdoti come lei non si sa mai. E’ l’Italia cloroformizzata dal pensiero unico, don Biancalani fa proseliti anche al di fuori della Toscana.
Accade che un cittadino recapiti in parrocchia una busta con soldi (suoi) all’interno. E un bigliettino che grosso modo suona così: “Signor parroco, vorrei che questa mia donazione serva ad aiutare qualche mio connazionale povero in canna. E non come al solito gli stranieri”.

Anonimo Veneziano…

Anziché ringraziare il malcapitato benefattore – per sua fortuna anonimo sennò sarebbe stato già lapidato da Boldrini, Saviano e compagnia – che ti fa il pretacchione rosso, perché è evidente che d’animo è così? Si mette al computer o prende carta e penna, e verga la reprimenda: “Riprenditi quei soldi”. Col pistolotto che fa tanto politicamente corretto: “Non sei un buon cristiano, chiunque tu sia”. E verrebbe da chiedergli a quanti cristiani non propriamente buoni sia abituato rivolgersi in quel modo, pubblico, attraverso il bollettino parrocchiale e la soffiata ai giornalisti per un po’ di pubblicità “progresso”. Magari la prossima volta, don Gino ci racconterà pure di quante corna è a conoscenza, delle confessioni sulla scarsa frequenza a messa e su qualche bestemmia di troppo.
Ha sbagliato l’anonimo benefattore? E’ un “sovranista” cattivone che sceglie a chi fare la carità? Chissà se a Mira ci sono semafori dove i nostri amici extracomunitari ci impongono il lavaggio dei vetri anche quando sono lindi. Nel caso don Gino obbligherebbe volentieri gli automobilisti a versare l’obolo…

E’ il prete a fare politica

E’ evidente che in questa storia si intrecciano sensibilità molto diverse. Ma mentre chi versa i soldi non lo conosce (ancora) nessuno, il sacerdote decide di spiattellare tutto, tanto per alimentare la vulgata sul razzismo tricolore. E’ il prete a fare decisamente politica, a ricavare una morale tutta sua in un paese dove invece crescono a dismisura i poveri di nazionalità italiana. Che facciamo, don Gino, una bella ritorsione e diciamo alla Caritas che gli italiani non si devono più sfamare? Si rende conto questo prete – e chi sta più su di lui – che proprio questi atteggiamenti propagandistici alimentano invece la diffidenza verso gli stranieri, molti dei quali a farsi volere bene non ci pensano proprio visto l’affollamento delle carceri? Lì sì che le mense li servono adeguatamente…
Non è casuale che sui social gli applausi scroscianti a don Gino da Mira vengano in larghissima misura dalla sinistra da tastiera, che si scatena contro chi offre quattrini propri ai poveri anziché negarglieli. Ti dà tanto fastidio che ci sia chi vuole aiutare prioritariamente la nostra gente? Ma che prete sei tu, che ti accanisci contro uno che invece dovresti ringraziare; purtroppo, è la semina di don Bergoglio, pare di capire…

domenica 3 marzo 2019

Marocchini distruggono famiglia italiana con frontale. Ma chi era l' assassino stradale???




DOVEVANO ESSERE IN CARCERE, MA LE LEGGI SVUOTACARCERI DEL PD IMPEDISCONO IL CARCERE PER REATI DI QUESTO TIPO

 PORTO RECANATI - Il marocchino 35enne di Monte San Giusto arrestato per duplice omicidio stradale per la morte di Gianluca Carotti, 47 anni e la compagna Elisa Del Vicario, 40 anni, era già stato arrestato il 13 aprile dello scorso anno (insieme ad altre tre persone) dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Macerata, guidati dal tenente colonnello Walter Fava, nell'ambito di un'operazione che portò al sequestro di 223 chili di hashish. Il nordafricano era ancora sottoposto all'obbligo di firma.
 L'incidente


Sono Gianluca Carotti, 47 anni, ed Elisa Di Vicario, 40 anni, le vittime del tremendo incidente mortale consumatosi dopo la mezzanotte sulla Statale Adriatica, a Porto Recanati. I due bambini che viaggiavano insieme a loro – 10 anni la figlia e 8 anni il figlio – sono ricoverati negli ospedali Torrette e Salesi di Ancona in gravi condizioni, ma non si trovano in pericolo di vita.

La giovane coppia stava tornando a Castelfidardo – città nella quale entrambi risiedono – dopo aver partecipato ad una festa di Carnevale, prima di venire travolta dalla folle corsa di un’Audi A6 nera che ha completamente invaso la loro corsia procedendo contromano.

A bordo della vettura che ha colpito frontalmente la loro Peugeot 2008 c’erano tre marocchini, che circa cinquanta metri prima si erano resi autori di un ulteriore incidente. Proprio per abbandonare il prima possibile il luogo del sinistro, si sono diretti – procedendo contromano – in direzione Civitanova Marche. L’Audi non risultava essere provvista di assicurazione.

Così, i bambini non avranno nemmeno il risarcimento per avere perso i genitori e crescere, almeno, senza problemi economici.

E’ il secondo caso in poche ore: immigrati che in auto uccidono italiani. Mentre qualche migliaio di dementi marcia contro il ‘razzismo’ che non c’è. Delinquenti e teste vuote.

Incidente Porto Recanati, ira del sindaco: «Elisa e Gianluca uccisi dal peggior balordo»


Incidente Porto Recanati, ira del sindaco: «Gianluca ed Elisa uccisi dal peggior balordo»
L'incidente di stanotte sulla state 16 all'altezza di Porto Recanati ha scatenato reazioni contrastanti. Il dolore per la tragedia si frappone alla rabbia per le circostanze che hanno strappato la vita di Gianluca Carotti ed Elisa Del Vicario, due persone molto amate dalla comunità di Castelfidardo, dove vivevano ed erano molto stimati per il loro impegno nel volontariato con la Croce Verde e l'amore con cui si prendevano cura dei figli.

«Dalle notizie che arrivano sembra che il peggiore dei balordi abbia ucciso il meglio della nostra comunità. Due genitori splendidi, sempre pronti ad aiutare gli altri e a sorridere alla vita stanotte ci hanno lasciato. Non certo per fatalità. Dichiaro il lutto cittadino in segno di vicinanza ai familiari e ai tanti amici coinvolti». Così su Facebook Roberto Ascani, sindaco di Castelfidardo (Ancona), paese di origine di Gianluca Carotti, 40 anni, e Elisa Del Vicario, 40, morti nell'incidente stradale in cui sono rimasti feriti i figli di 10 e 8 anni.


È stato arrestato per omicidio stradale un 34enne, alla guida dell'Audi con cui la Peugeot della famiglia si è scontrata. Illesi alcuni amici che viaggiavano su una Ford, coinvolta nell'incidente.

 Ma chi era l' assassino stradale???

«Mio figlio picchiato e ridotto in fin di vita: tra gli aggressori c’era Farah»


«Non riesco a capire perché, dopo quanto avvenuto nel 2017, questo soggetto ancora circolasse. Davvero non me ne capacito, da padre di un ragazzo pestato a sangue, c’è una grande amarezza. Quello che chiediamo è giustizia per quanto avvenuto a mio figlio ed ai suoi amici».
Lo sconcerto dopo aver appreso la notizia, la memoria che torna alla notte del 4 settembre 2017, a quella aggressione subita da 4 ragazzi di Fermo da parte di un gruppo di 6 marocchini. Tra loro Farah Marouane, il 34enne oggi in arresto dopo il tragico incidente di Porto Recanati, costato la vita a Gianluca Carotti, 47 anni, e alla compagna Elisa Del Vicario, 40enne, entrambi di Castelfidardo. E’ emerso che Marouane era alla guida ubriaco e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, in più a casa aveva anche un panetto di hashish. Oltre all’accusa di omicidio stradale plurimo aggravato, si aggiunge anche quella di possesso di stupefacenti. Il dramma di Porto Recanati ha riaperto una ferita profonda nei cinque ragazzi fermani e nelle loro famiglie, facendo loro rivivere quello che successe il 4 settembre di due anni fa, in prossimità della rotonda di Grottammare. Quel nome, Farah Marouane, ha riacceso ricordi dolorosi e allo stesso tempo una grande rabbia. «C’è la denuncia – racconta il padre di uno dei ragazzi – oltre al fatto che quando hanno aggredito i nostri figli a Farah Marouane è caduto portafogli con i documenti. Quando hanno speronato mio figlio ed i suoi amici, avevano un’Audi A6, lo stesso modello dell’incidente di Porto Recanati. Quello che mi fa riflettere è che i suoi altri connazionali sono ancora in giro».
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Era una serata di fine estate del 2017, la comitiva di amici fermani, tra cui anche una ragazza e il suo fidanzato, si era recata in uno chalet-discoteca di San Benedetto per divertirsi e ballare. Proprio all’interno del locale viene a crearsi un battibecco con alcuni ragazzi marocchini che stavano importunando la ragazza della comitiva. Ne è nato uno scambio verbale e poi l’apparente chiarimento. A fine serata, attorno alle 4 del mattino, la comitiva di fermani esce per prendere la macchina e fare ritorno a casa. Giovani che però erano del tutto ignari del fatto che il gruppo di marocchini li stava seguendo. Dopo essere saliti a bordo della propria auto per far ritorno a casa si sono accorti che un’auto dietro di loro stava facendo di tutto per bloccarli. In prossimità della rotatoria di Grottammare il veicolo con a bordo i marocchini e guidato da Farah Marouane li ha speronati costringendoli a fermarsi. Ed è qui che è iniziata l’aggressione quanto mai cruenta, in vero stile Arancia Meccanica. I marocchini sono usciti, hanno aperto le portiere della macchina con a bordo i ragazzi fermani e la ragazza che era stata importunata nel locale. Per difenderla uno dei giovani fermani è uscito dall’auto. Appena messo piede fuori dal veicolo è stato colto da dietro e aggredito dai marocchini. Ancora oggi resta difficile capire con cosa sia stato colpito visto che il gruppo aveva con sé chiavi inglesi, bottiglie.

Nonostante il ragazzo abbia perso coscienza i marocchini hanno continuato a picchiarlo saltandogli sopra la colonna vertebrale e prendendolo a calci in faccia riducendolo in fin di vita. Nel frattempo un altro giovane della comitiva era stato trascinato in auto per essere picchiato. Un altro ragazzo è invece riuscito a difendersi con maggiore decisione. Il ventenne ridotto in fin di vita riportò la frattura di 4 vertebre oltre che una serie di gravi lesioni e venne trasportato all’ospedale di San Benedetto. Durante il primo intervento chirurgico i medici estrassero un pezzo di metallo dalla testa del giovane. Da li venne trasferito all’ospedale Torrette di Ancona, nel reparto maxillo-facciale per un intervento al volto. Ne ha avuto per oltre un anno. Oggi, due anni dopo,  l’orrore di quella notte resta indelebile nonostante. Ieri però è arrivata la doccia gelata. Leggere nei quotidiani online e sentire su tutti i telegiornali quel nome, che insieme ad altri due connazionali ha provocato l’incidente costato la vita ai due genitori di Castelfidardo che viaggiavano in auto con i loro bambini, ha riacceso un profondo sconcerto. Marouane si trova ricoverato all’ospedale di Civitanova, piantonato in attesa della convalida dell’arresto e del suo trasferimento nel carcere di Montacuto. La speranza è che gli venga data una pena esemplare.
(redazione CF)

The white British ISIS child executioner

The British boy (second from the right) is identified as Abu Abdullah al-BritaniThe white British ISIS child executioner: Horrific propaganda video appears to show blue-eyed boy with jihadi fighter name 'Abu Abdullah Al-Britani' shooting a prisoner in the head in Syria 

  • Chilling video shows five young boys carrying out executions of prisoners with handguns
  • One of the boys is identified as Abu Abdullah al-Britani, a nom de guerre popular with British jihadists 
  • He is white, blue-eyed, aged around 12 and appears to be fluent in Arabic and comfortable with firearms  
A chilling new video from ISIS shows a British boy and four other children executing prisoners in cold blood in Syria.
The grotesque nine-minute video is believed to have been recorded recently in the ISIS capital of Raqqa, in Syria, and shows the organisation is becoming even more brutal as it retreats into its heartland.
The video shows five boys - believed to be from Britain, Egypt, Turkey, Tunisia and Uzbekistan, wielding handguns and wearing the desert camouflage.

The British boy (second from the right) is identified as Abu Abdullah al-Britani
One of the youngsters makes a blood-curdling shriek in Arabic and slaps one of the terrified captives on his shaved head before they raise their guns and kill the five men, 'atheist' Kurdish fighters who were captured during a battle.
The Sun reported the British boy was identified only as Abu Abdullah al-Britani. He is white, blue-eyed and aged around 12.
Abu means 'Son of' in Arabic, which suggests the boy may be the son of Abdullah al-Britani, a young British jihadist who married in Syria and was killed in a drone strike. 
The British boy (second from right, in camouflage) shows all the signs of being brainwashed
The British boy (second from right, in camouflage) shows all the signs of being brainwashed
The Times says one of the boys says in Arabic: 'No one can save the Kurds even with the support of America, France, Britain, Germany, the devils in hell.'
He then calls for the takbir and the other boys shout in unison - Allahu Akbar (God is Great) before raising their pistols to the sky and shooting the prisoners. Their bodies are later shown with bullet wounds to the head.
The children copy five older jihadists who execute prisoners in orange jumpsuits and butcher them with knives. 
The age of criminal responsibility in Britain is 10 so if the boy was captured and sent back to Britain to face justice he could be prosecuted for murder.

sabato 2 marzo 2019

Il male di quella religione!

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Sorpreso mentre semina polpette avvelenate nei campi







I carabinieri forestali di Prato hanno denunciato una persona colta in flagrante mentre depositava a terra un’esca avvelenata in un’area poderale della campagna pratese situata nel territorio del comune di Vernio. I militari di Vernio, infatti, dopo aver appreso della morte di un cane avvenuta alcuni giorni addietro a causa dell’ingestione di un’esca avvelenata, anche grazie ad alcune informazioni di carattere confidenziale ricevute dai cittadini, hanno predisposto attività investigative mirate per poter risalire all’autore del crimine che, alcuni giorni dopo, è stato sorpreso in flagranza di reato mentre depositava a terra altre esche.



Si tratta di vere e proprie “polpette avvelenate” costituite da mangime umido per cani in scatola, mescolato con veleno per topi contenuto in bustine di pronto uso. Materiale che è stato rinvenuto e sequestrato dai militari anche dentro ad un annesso agricolo risultato nella disponibilità del soggetto denunciato: altre scatole di veleno identico a quello utilizzato, ed una scatola di veleno per topi oramai vuota con evidenti tracce polverulente di colore blu.

I militari hanno segnalato il soggetto alla Procura della Repubblica di Prato per i reati di uccisione di animali, maltrattamento animali e getto pericoloso di cose. Inoltre, come previsto in questi casi, sono stati avvisati il Comune di Vernio e la polizia provinciale di Prato per attivare con procedura d’urgenza la bonifica dell’area interessata al fine di rimuovere ogni pericolo per la salute pubblica.

I Genocidi dimenticati dalla Storia

I Genocidi dimenticati dalla Storia - il giorno della Memoria
Ecco i veri Genocidi dimenticati:
1) - Ogni anno, da circa 400 anni, vi è una immensa carneficina da cui si è sempre alimentato, ed ha tratto forza e ricchezze immense, l'attuale regime dittatoriale e tirannico mondiale. Il monopolio mediatico tace ipocritamente su tutto; tanto che solo in quest'ultimo anno passato del 2016, il regime del Nuovo Ordine Mondiale di Rothschild ha la responsabilità del fatto che nel mondo intero:

- 3 miliardi di persone su 7 miliardi della popolazione mondiale sono state costrette alla fame per cui ogni giorno non sanno se mangeranno;
- 100 milioni di persone sono state in parte ridotte in schiavitù in loco ed in parte fatte fuggire dai loro paesi ed avviate con le buone o con le cattive verso altri paesi con la tratta degli schiavi;
- 40 milioni di persone sono state fatte morire di miseria, di fame e di stenti; e di esse 20 milioni sono bambini;
- 20 milioni di persone sono state fatte morire per malattie curabili come : tubercolosi, malaria, dengue, aids, etc.
- 10 milioni di persone sono state fatte morire per guerre e rivoluzioni;
Inoltre:
2) - Il genocidio di migliaia e migliaia di innocenti ogni anno in Palestina, specialmente nella striscia di Gaza, ancora va avanti dal 1945.
3) - 12 milioni di Tedeschi furono sterminati dai giudeo-americani a guerra finita dopo il 1945.
4) - Due milioni di donne tedesche furono seviziate, violentate e massacrate dai "democratici" "liberatori" "Alleati" dal 1945 in poi.
5) - Più di mezzo milione di Italiani dell'Istria e della Dalmazia furono infoibati, massacrati dagli "alleati" e dai comunisti di Togliatti a guerra finita dopo il 1945.
6) - Ricordiamo le decine di migliaia di donne ciociare e meridionali stuprate dai liberatori con le loro marocchinate, a guerra finita nel 1945.
7) - Ricordiamo la strage di un milione di morti per fame, massacri e torture del Popolo Armeno dal 1915 al 1921.
8) - Ricordiamo, un milione e trecentomila Duosiciliani che furono massacrati e talora abbrustoliti vivi in nome di una falsa e ipocrita unità d'Italia dal 1861 al 1870; e 35 milioni di "Meridionali" fatti "emigrare" all'estero per miseria e con una vera e propria tratta degli schiavi dal 1861 e che continua ancora ai nostri giorni.
9) - Due milioni di Irlandesi furono fatti morire di fame e di stenti dal 1820 al 1860; e sei milioni di essi fatti emigrare per fame e miseria con la solita tratta degli schiavi.

10) Cento milioni di indiani d'America furono sterminati dal colonialismo dal 1492 al 1890.
11) Duecento milioni di Africani sono stati fatti morire nella tratta degli schiavi dal 1492 ad oggi ed essa ancora continua più che mai oggigiorno;
12) Un miliardo e 200 milioni di Indiani dell'India sono state fatte morire di fame e di stenti dallo sfruttamento del colonialismo schiavista rothschildiano, giudaico, massonico, britannico dal 1750 al 1949.
E poi esistono ancora tanti e tanti altri genocidi che vengono di proposito "dimenticati" dai media del Regime rothschildiano che li provoca ad arte per il suo profitto.
“Dopo la storica "scoperta dell'America" del 1492, per anni l'Europa, lacerata da sanguinose guerre di religione, non si mostrò molto interessata al nuovo continente. Successivamente la bramosia di oro, argento, pietre preziose, spezie, possesso, e insomma il mito dell'"Eldorado", l'interes­se verso le nuove terre, la passione per le pregiate pellicce, l'imperativo missionario di "mettere il nuovo continente sotto la protezione di Dio” e il fascino dell'avventura, rappresentarono un micidiale cocktail distruttivo.
Ben presto l'insieme di questi elementi si tradusse in atrocità e oscenità di ogni tipo: una miscela esplosiva che rese via via sempre più manifeste le peggiori disposizioni dell'uomo. Quel misto di avventura e ingordigia funse da propulsore e spinse verso occidente i grandi velieri. Il destino dei nativi americani e delle loro antiche culture (e probabilmente del mondo intero) era segnato: La presunta "civiltà” capitalista, avida e guerrafondaia, giudaico-europea, boriosa e dispotica, ne aveva decretato l'epilogo”. (s. brosal, brigas della sila, duccio mallamaci)





Le Verità taciute in Russia

Nella storia mondiale e quella russa ci sono molti eventi coperti dal silenzio, esiste una marea di fatti storici appositamente nascosti. I liberali russi e quelli occidentali, seppur in chiavi differenti, raccontano con entusiasmo gli eventi del 1937, ma difficilmente parlano del genocidio avvenuto dal 1917 al 1925. Ci raccontano nei dettagli delle vittime del regime stalinista come Thukhachevsky, Kamenev-Rozenfeld, Zinoviev, invece riguardo alla gente massacrata quest'ultimi, sia i liberali occidentali che quelli russi, tacciono. Perché nessuno si interessa degli eventi della guerra "civile" e quelli dell'inizio del ventesimo secolo? E perché invece reagiscono in maniera isterica quando si tratta degli eventi del '37? Cos'è accaduto in Russia dal '17 al '24 e perché nessuno ne parla? Una terribile sanguinaria bacchanalia!
La gente veniva uccisa per possesso di titoli di studio, per appartenenza ad una classe o all'altra, per essere uscita fuori di casa, perché di città o di campagna, perché marescialli o preti, persino perché donne o bambini. Nel 1918, il regime di Bronstein-Lenin iniziò la caccia alle donne, ragazze tra 16 e 25 anni venivano prese con inganno o con la forza e uccise in seguito dai bolscevichi, su ordine di Bronstein (Trotsky). Laddove il terrore non era abbastanza accentuato, circolavano i cosiddetti treni del castigo. Uno di questi era condotto da Kedrov (vero nome Zederbaum) e da sua moglie Rebecca Maizel, che nutrivano una "passione" particolare verso i bambini. Bimbi di età compresa tra 8 e 14 anni venivano accusati di spionaggio, arrestati e fucilati. Fucilavano bambini che frequentavano i ginnasi, riconosciuti inizialmente dai caratteristici cappelli indossati e successivamente dal tipico taglio dei cappelli.
I rappresentanti del nuovo regime avevano inclinazioni sadiche. Le fucilazioni venivano introdotte da Trotsky, Lenin e Zenoviev praticamente per qualsiasi motivo. Veniva fucilato chi manifestava, chi non pagava i contributi, chi beveva, chi usciva di casa dopo le 20, chi si radunava per le strade. E' chiaro che gli usurpatori del potere, come Sverdlov, Bronstein (Trotsky) e Lenin, tutti ebrei, sostenuti e finanziati dai banchieri di Oltreoceano (Morgan, Rockefeller, Schiff), non avevano come scopo la costruzione dello Stato Proletario, ne la lotta per i diritti dei lavoratori e cristiani. Il potere di Lenin e Trotsky aveva ben altri obbiettivi, quali la distruzione del popolo russo, del suo patrimonio culturale, nazionale, scientifico.
Dal 1917 al 1924 sono state uccisi milioni di russi. Un quarto di questi erano bambini. Le persone venivano fucilate per strada, fatte a pezzi in casa o fuori (spesso davanti ai bambini), lasciate morire di fame in seguito alla confisca ed esportazione di tutti gli alimenti.
Se a queste vittime del terrore rosso vogliamo aggiungere i quasi 23 milioni di russi morti durante la seconda guerra mondiale, non so per quale popolo dovremmo versare lacrime nella giornata della memoria… A meno che non vogliamo basarci sul Talmud, secondo il quale i non-ebrei sono bestie… (C. B.)


Massacri in Russia dal 1917 al 1925



Genocidio del popolo armeno


Congolesi fatti massacrare da Leopoldo II del Belgio






Stima dei civili morti: 90 milioni!!!
Tra i genocidi compiuti dagli Usa prima della Seconda guerra mondiale vogliamo citare solo i due che ci sembrano più significativi: lo sterminio dei nativi americani (gli “indiani”) e il massacro del popolo filippino. Tralasciamo, invece, la Guerra di secessione anche se, a detta degli storici, è stata la guerra civile più sanguinosa della storia umana. Sarà un caso?
Gli inglesi arrivarono a Jamestown nel 1607. Dal 1610 iniziò lo sterminio dei nativi americani che proseguì fino al 1890, anno in cui il settantesimo cavalleggeri dell’esercito nordamericano massacrò la popolazione Lakota, nel Sud Dakota.
Assetati di oro, argento c pellicce, i bellicosi cow-boys a cavallo, armati di fucili, ebbero, gioco facile contro, popolazioni pacifiche che erano armate solo di archi e frecce, e non conoscevano la polvere da sparo, il denaro e la proprietà privata. Voglio riportare qui un brano, che descrive molto bene il lungo calvario attraversato dai nativi dopo essere venuti in contatto con i conquistatori europei:

“Dopo lo storico sbarco del 1492, per anni l'Europa, lacerata da sanguinose guerre di religione, non si mostrò molto interessata al nuovo continente. Successivamente la bramosia di possesso, il mito dell'oro, l'interes­se verso nuove terre, la passione per le pregiate pellicce, l'imperativo missionario di "mettere il nuovo continente sotto la protezione di Dio” e il fascino dell'avventura, rappresentarono un micidiale cocktail distruttivo. Ben presto l'insieme di questi elementi si tradusse in atrocità e oscenità di ogni tipo. una miscela esplosiva che rese via via sempre più manifeste le peggiori disposizioni dell'uomo.
Quel misto di avventura e ingordigia funse da propulsore e spinse verso occidente i grandi velieri.
Il destino dei nativi americani e delle loro antiche culture (e probabilmente del mondo intero) era segnato: la presunta "civiltà” europea, boriosa e dispotica, ne aveva decretato l'epilogo”