lunedì 3 maggio 2021

DDl ZAN e Fedez!Auto percezione del sesso

 

Caro
Caro Puzzolez
non hai bisogno della mia pubblicità per questo scrivo! Scrivo nella speranza di far capire alle persone che come te vanno dietro al trend del momento senza realmente pensare con la testa loro, con la differenza che tu e tua moglie siete un'azienda a tutti gli effetti e fate tutto per guadagno (acqua ferragni 8 euro e smalto fedez 18 euro, alcune delle infinite trovate pubblicitarie o sponsor) mentre quelli che vi vengono dietro resteranno in confronto a voi sempre dei poveracci!
Trovo particolarmente ipocrita e fasullo autoproclamarsi paladino lbgtq e non perchè nel tuo recente passato ne hai scritte di cotte e di crude sugli omosessuali, dimostrandoti oggi un incoerente! (Vedi foto nel post)
Ma soprattutto perchè vuoi batterti contro le discriminazioni, che per carità è una santa cosa, ma non solo alcune!
Eh già perchè tu sei un discriminatore nato dei cristiani e del cristianesimo e poi vuoi dare lezioni agli altri! Provocatore!
È evidente che una persona così compromessa non può essere considerata che un burattino pagato per influenzare oggi le ideologie lbgtq, domani i cibi vegani ed i cereali della Kellog's e tra una settimana farai l'ambientalista e il testimonial di mutande di gran classe! Questa è la credibilità che ti sei costruito.
Prova ad essere te stesso anche senza oltraggiare i simboli, i valori e le persone che per miliardi di cristiani sono fondamentali!Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Fedez canta Blasfemia 2 dove oltraggia Gesù e la Madonna, Vergogna"Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "leri, in occasione della presentazione del suo nuovo album Accetto Miracoli Tiziano Ferro ha dichiarato di aver subito bullismo omofobico. cantante di Latina, apertamente omosessuale, ha detto in conferenza stampa: «II fatto che un idolo dei ragazzini possa prendermi in giro su certe tematiche è un atto di bullismo>.I riferimento è a Fedez, dove nella sua canzone del 2011 È tutto il contrario cantava: Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing ora so che ha mangiato più wurstel che crauti. Si era presentato in modo strano con Cristicchi "Ciao sono Tiziano non è che me lo ficchi?""Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Ho odio represso verso tutte persone Fedez Faccio rutto Brutto 2013) che ti le canzoni Gay, guardi allo specchio, più credi una lei Fedez Canzone da Gay 2006 Non fare Fedez Ti porto me smalto Pablo sei un pacco, tipo, tipa con la sorpresa Fedez Le feste Pablo 2020)"Potrebbe essere un'immagine raffigurante gioielli
 
 Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, tatuaggio e testo
 

Non sappiamo se Fedez abbia mai letto il ddl Zan. Né se, avendolo letto, l’abbia capito, o se tutto il suo attivismo conformistico, organico alla sinistra delle superstar, sia in fondo un’operazione di marketing. Ma visto che la Rai, lungi dal censurarlo, gli ha anzi permesso di imbastire un comizietto senza contraddittorio, può essere utile spiegare a lui e, per interposti Ferragnez, ai lettori, cosa c’è di aberrante in una legge inutile e pericolosa. Che peraltro, a differenza di quello che crede il signor Federico Lucia, i parlamentari hanno tutto il diritto di sabotare in Senato, anche con l’ostruzionismo.

Lo Stato nelle mutande

Punto primo. Lo sa, il prode Fedez, che il ddl Zan pretende di imporre per legge una definizione “genere”, “orientamento sessuale” e, addirittura, “identità di genere”, concepita come “l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso”? Non trova egli agghiacciante che il Parlamento si occupi di organi genitali e “manifestazioni” della sessualità? Perché c’è bisogno di usare la legislazione per cristallizzare un’antropologia, peraltro discutibile? Capiamo che lui e consorte siano abituati a lasciar entrare il pubblico persino nei loro gabinetti. Ma è giusto lasciar entrare lo Stato nelle nostre menti e nelle nostre mutande?

Il pericolo liberticida del ddl Zan

Punto secondo. È consapevole, Fedez, che la clausola salva idee non stempera affatto il potenziale liberticida del ddl Zan? L’articolo 4 esclude, sì, la punibilità della “libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte”. Ma chiarisce: “Purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”.

Così, la legge rischia di dare adito a una serie interminabile di denunce temerarie, precipitando nell’incertezza giuridica chiunque difenda posizioni difformi dall’ortodossia arcobaleno. Attenzione: il ddl non parla di idee che conducono direttamente a discriminazioni e violenze, cioè istigazioni a commettere reati. Parla di idee “atte a determinare il pericolo” che si compiano quegli atti. Ma chi e come stabilisce che sussista quel pericolo e che quella precisa opinione lo abbia provocato?

Il bavaglio alla stampa

Ad esempio: scrivere su un giornale che gli omosessuali non dovrebbero poter adottare un bambino determina o no il pericolo che qualcuno compia atti discriminatori o violenti? Ne diciamo una ancora più grossa: un omosessuale cattolico, difendendo apertamente la “libera scelta” di astenersi dalle pratiche sessuali cui lo condurrebbe la propria natura, determinerebbe o no il pericolo che qualcuno compia discriminazioni o violenze?

Nella migliore delle ipotesi, il ddl Zan sarebbe inutile, perché finirebbe per non punire nessuna condotta che già non sia reato. Nella peggiore – quella che noi temiamo – si trasformerebbe in un osceno bavaglio. Su queste delicate questioni, che raffinate opinioni hanno maturato i coniugi Lucia-Ferragni?

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Indottrinamento nelle scuole

Punto terzo. Che ne dice, Fedez, della Giornata nazionale contro le varie “fobie”, che coinvolgerebbe anche le scuole? Gli studenti saranno sottoposti a “cerimonie, incontri” e altre iniziative, tutte rientrati nel quadro dell’offerta formativa curriculare. Cosa ci sia dietro questo articolo 7, lo aveva spiegato candidamente Michela Murgia e noi lo avevamo subito sottolineato: con la scusa di “insegnare ai bambini a non discriminare”, come ha detto ieri a Quarta Repubblica Emanuele Fiano, cercheranno di infilare l’educazione gender nel percorso scolastico. Con un’aggravante: mentre oggi i genitori hanno il potere di sottrarre i figli alle molteplici trovate di qualche insegnante zelante, domani questo potere non ce l’avranno più. La formazione dei loro ragazzi diventerà proprietà delle sigle del mondo Lgbt, puntellate dalla forza pubblica.

Auto percezione
 
Se un adulto vuol sentirsi maschio, o femmina, o non binario, o se vuol definirsi two spirits, o a-gender per carità, faccia come vuole.
Ma se vuol esser chiamato col pronome "plurale" e cioè vuol vedere riconosciuta dalla società questa sua autopercezione, beh allora la cosa non è più privata, ma pubblica, e deve prima passare il vaglio della oggettività.
Perchè, vedete, anche io potrei sentirmi diciottenne, e pretendere di tornare al liceo, oppure sentirmi ottantenne, e pretendere la pensione dall'INPS. Oppure sentirmi nullatenente, e rifiutarmi di pagare il bollo dell'auto o le tasse.
Oppure ancora sentirmi Napoleone e pretendere di esser chiamato maestà imperiale.
La percezione è un conto, la realtà è tutta un'altra cosa.
Se poi insegnamo tutto questo ai ragazzini nelle scuole, come faremo ad aiutarli poi a distinguere tra realtà e follia?

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