Questa è la la storia, raccontata dalla protagonista.
Narra Aisha (la moglie bambina di Maometto): Il “Messaggero di Allah”
era più vecchio che mio padre, due anni e qualcosa. (Ibn-Asaker, vol.
30, p. 24)”.
Povera bimba, fu maritata con un uomo più anziano di suo padre.
Narra ancora Aisha: Arrivammo nella città di Yathrib (Medina), e mentre
dondolavo con l’altalena, venne mia madre, mi pulì il viso con un po’
d’acqua e mi fece entrare in casa.
Il “Messaggero di Allah” era seduto sul letto nella nostra casa. Mi fece
sedere sulle sue ginocchia. Gli uomini e le donne uscirono. Il
“Messaggero di Allah” si accoppiò con me nella nostra casa. Avevo solo
nove anni. (Ibn-Asaker, vol. 3 – p. 197).” Musnad Ahmad ibn Hanbal
riporta la stessa storia.
Vi sono maggiori dettagli. In Sahih Al-Bukhari (n. 3605) dice Aisha:
stavo giocando, dondolando con l’altalena con mie coetanee, quando venne
mia madre, Umm-RUMAN, e mi gridò in faccia, poi mi prese per mano.
Avevo il fiatone. Dopo un attimo, ricuperai la mia calma. Mia madre
prese un po’ d’acqua e mi lustrò il viso e la testa e poi mi fece
entrare in casa. Mi consegnò ad alcune mogli di uomini Ansari, che mi
dettero una sistemata. Mi spaventai per l’improvvisa apparenza del
“Messaggero di Allah” al quale fui consegnata. Quel giorno avevo solo
nove anni.
A proposito delle parole del Corano (Sura LVI, versetti 35/36): “Le
abbiamo create ex-novo; le abbiamo fatte di nuovo vergini”, il profeta
disse: sono le vecchie di questo mondo quando vanno nel paradiso. Allah
fa di loro creazioni nuove, ogni qualvolta i mariti s’accoppiano con
loro le ritrovano vergini.
Quando Aisha sentì questo, esclamò: “Che male, che dolore!” Il Profeta disse: Non vi è alcun dolore. (Esegesi di Qurtobi).
Lo sverginamento della bimba Aisha da parte di Maometto fu doloroso, e rimase così vivido nella sua memoria.
Nei libri dei musulmani, Aisha racconta pure i fatti dei primi giorni
del “matrimonio”, quando Maometto le rubò l’innocenza della sua
infanzia.
Dice Aisha: Durante la mia vita da sposa, quando il “Messaggero di
Allah” entrava mentre giocavo con le bambole con le altre ragazzine, le
mie amiche scappavano. Ma lui andava fuori, chiamava loro per continuare
a giocare con me. (Tabaqat, ossia “Classi Maggiori”, vol. 8, p. 47).
Ecco la moglie bambina.
C’è di peggio. Quello che faceva Maometto prima del misfatto.
Uno sceicco parla di un’usanza islamica poco conosciuta per il grande
pubblico: “Mufa’khathat Al-Saghira”, ossia “fra-cosce-mento della
bimba”. Lo sceicco c’illumina, noi cani infedeli: “Il Messaggero di
Allah” non poteva avere rapporti sessuali con la sua fidanzata, Aisha,
per la sua giovane età, allora soleva infilare il suo pene tra le cosce
della bimba facendo un leggero sfregamento. Il “Messaggero di Allah”
aveva il pieno controllo del suo membro”.
(si veda: http://www.islamic-fatwa.net/viewtopic.php?TopicID=8330.
sembra che il sito della fatwa sia stato tolto da Internet. Per
vergogna? No, non lo credo, ma forse per nascondere la vera faccia
dell’Islam)
Non so veramente da quale manoscritto lo sceicco abbia tratto tale
storia. Ma la fatwa n. 23672 di islamweb.net conferma l’usanza di
“fra-cosce-mento della bimba”. Da quell’usanza sono derivate altre,
“Al-Mulamassa”, ossia “Lo-sfioramento” del pene contro ogni parte del
corpo della bimba, e “al-Muqa’ada” ossia “Il-chiappa-mento”, sfregamento
del sedere nudo della fidanzata. La stessa fatwa n. 23672 lo permette
come una pratica legale nell’Islam.
Mi scuso per la nuova terminologia coniata dal sottoscritto vista la mancanza della lingua italiana in materia così schifosa.
L’Islam non fissa l’età minima della bambina per affrontare il legame
del matrimonio. Il Corano, Sura LXV versetto n. 4 recita: “Se avete
qualche dubbio a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano
più nel mestruo, il loro termine sia di tre lunazioni. Lo stesso valga
per quelle che non hanno ancora il mestruo..”. Il versetto
implicitamente ammette le mogli “vostre donne” bambine, le quali “non
hanno ancora il mestruo”.
Le legislazioni attuali di quasi tutti i paesi islamici non prevedono
pena per il connubio con bimba d’età superiore a 9 anni (tra l’altro
calcolati in base al calendario lunare islamico, in pratica di circa 100
giorni meno del nostro calendario). Perché? Occorre seguire l’esempio
del Profeta. Maometto s’accoppiò con Aisha a 9 anni del calendario
lunare. Recita la Sura XXXIII versetto n. 21: “Avete nel Messaggero di
Allah un bell’esempio per voi, ..”.
Aisha disse una volta alle altre donne del Profeta: Ma come? Non prendete esempio dal “Messaggero di Allah”? (Muslim, n. 6763).
Se qualcuno dice: Maometto era un uomo del suo tempo, rispondo: che
profeta è? Doveva modificare le cose, non avvalersi di cattivi
consuetudini.
Devo accennare qui ad un fatto taciuto appositamente dai giurisperiti islamici: il termine usato per il connubio.
Il Corano usa la parola “Nikah”, una brutta parola. Il dizionario
Arabo-Arabo “al-Wasit” dice: L’uomo “nakah” (v.) la donna equivale a
“fotterla” (chiedo scusa). Dunque, “Nikah” significa “coito” (per usare
un termine scientifico, corretto). Abbiamo prove dalle parole del
profeta. Disse: Allah maledice chi fotte (nakah, v.) la propria mano
(ossia chi si masturba).
Nessuno di certo contrae matrimonio con la sua mano! Disse pure: Chi
fotte (nakah, v.) la propria mano arriverà nel giorno del Giudizio con
la mano stessa incinta (vedere: Al-Baihaqi, Sho’ab al-Iman).
Il verbo in arabo è solo al maschile, non si coniuga al femminile.
Questo la dice lunga. Ha lasciato una traccia in Sicilia, i Siciliani
solevano usare un termine simile: possedere la donna (non fare l’amore).
Fare l’amore nell’Islam non esiste. Il matrimonio quindi nell’islam è
meramente un atto sessuale.
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