Livorno: sabato verso le 22 gli agenti chiamati da un cittadino allarmato dallo spaccio. Un uomo ha spaccato il finestrino a calci: neutralizzato con lo spray e denunciato
LIVORNO. Sono stati accerchiati da un gruppo di stranieri dopo che uno di loro, rifiutandosi di mostrare il documento di identità, ha cercato di aggredirli con calci e pugni. Sabato sera di paura in piazza Garibaldi, quando alle 22 gli agenti della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, se la sono dovuta vedere con un gruppo di persone che, vedendoli arrivare dopo che alcuni cittadini avevano segnalato alcuni spacciatori all’opera, li ha accerchiati iniziando a insultarli e minacciando di aggredirli.
Come anticipato dal Tirreno in edicola lunedì 21 ottobre uno dei
presenti, un giovane gambiano, ha dato in escandescenze senza alcun
apparente motivo. La richiesta che gli era stata fatta era solo quella
di mostrare il documento. Forse sotto effetto di alcol e droga, ha
iniziato a inveire contro di loro e a tirare pugni e calci, al punto che
i poliziotti hanno dovuto stordirlo con lo spray urticante per poi
portarlo via negli uffici di viale Boccaccio. Una scena che non è
sfuggita ai tantissimi abitanti della zona, che si sono affacciati alle
finestre urlando contro chi in quel momento si trovava nella piazza, a
quell’ora popolata per lo più da ragazzi africani.
Ma non è finita qui. Chiuso in una delle volanti inviate in zona, subito dopo essere stato bloccato, ha continuato a dimenarsi. E sdraiandosi sui sedili posteriori dell’auto della polizia con un calcio ha spaccato un finestrino, rischiando di ferire gli operatori che si trovavano vicino a lui. È a questo punto che gli agenti hanno dovuto stordirlo con lo spray al peperoncino, per evitare che dalle minacce e dallo stato di agitazione potesse aggredirli. Attorno agli agenti si stavano muovendo in cerchio una ventina di persone, che li stavano insultando e filmando con i cellulari. I poliziotti, prima che la situazione degenerasse, sono riusciti a spostare il fermato (poi denunciato) su un’altra auto col vetro intatto, in modo da trasportarlo in sicurezza negli uffici per l’identificazione e gli accertamenti.
L’episodio è successo a pochissima distanza da via della Pina d’Oro, dove venerdì pomeriggio un altro gambiano di 21 anni, all’interno del bar Di Jefri, dopo aver ordinato un caffè ha sputato in faccia a una donna di 53 anni e poi, allontanato da un gruppo di giovani dominicani intervenuti per difenderla, ha scatenato una rissa a sassate colpendo a una gamba diversi clienti, fra cui il venticinquenne Francesco Mejia Fernandez, dominicano come molti altri ragazzi lì in quel momento.
Ma non è finita qui. Chiuso in una delle volanti inviate in zona, subito dopo essere stato bloccato, ha continuato a dimenarsi. E sdraiandosi sui sedili posteriori dell’auto della polizia con un calcio ha spaccato un finestrino, rischiando di ferire gli operatori che si trovavano vicino a lui. È a questo punto che gli agenti hanno dovuto stordirlo con lo spray al peperoncino, per evitare che dalle minacce e dallo stato di agitazione potesse aggredirli. Attorno agli agenti si stavano muovendo in cerchio una ventina di persone, che li stavano insultando e filmando con i cellulari. I poliziotti, prima che la situazione degenerasse, sono riusciti a spostare il fermato (poi denunciato) su un’altra auto col vetro intatto, in modo da trasportarlo in sicurezza negli uffici per l’identificazione e gli accertamenti.
L’episodio è successo a pochissima distanza da via della Pina d’Oro, dove venerdì pomeriggio un altro gambiano di 21 anni, all’interno del bar Di Jefri, dopo aver ordinato un caffè ha sputato in faccia a una donna di 53 anni e poi, allontanato da un gruppo di giovani dominicani intervenuti per difenderla, ha scatenato una rissa a sassate colpendo a una gamba diversi clienti, fra cui il venticinquenne Francesco Mejia Fernandez, dominicano come molti altri ragazzi lì in quel momento.

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