Dal
700 al 1800 circa 2,5 milioni di europei furono schiavizzati e
deportati dagli islamici, insieme a circa 18 milioni di africani.
Maometto fu il più grande schiavista della sua epoca e gli islamici sono
stati i più grandi schiavisti della Storia
Cari amici, una delle realtà più criminali di Maometto e dei governanti islamici che hanno emulato le sue gesta è la schiavitù. Allah nel Corano legittima la schiavitù. Lo schiavo è concepito come antropologicamente inferiore all'uomo libero.
Tutti i musulmani vengono indicati nel Corano come «schiavi di Allah». Uno dei nomi arabi più diffusi, Abdallah, che era anche il nome del padre di Maometto, significa «schiavo di Allah».
Gli schiavi sono naturalmente sottomessi agli uomini liberi, come gli uomini liberi sono naturalmente sottomessi ad Allah.
«Allah vi propone la metafora di un servo, uno schiavo senza alcun potere, e di un uomo al quale abbiamo dato risorse notevoli e delle quali, in pubblico e in privato, fa elemosine. Sono forse uguali? Lode ad Allah, ma la maggior parte di loro non lo sa.» (16, 75)
Maometto è stato il più grande schiavista della sua epoca. Nella Penisola Arabica non aveva eguali nel numero degli schiavi che possedeva. È stato il predone più attivo nell'aggredire le carovane e combattere le tribù, uccidendo gli uomini adulti, riducendo in stato di schiavitù le donne e i bambini, venduti al mercato degli schiavi come oggetto sessuale.
I musulmani sono stati i maggiori schiavisti della Storia con 2,5 milioni di europei e 18 milioni di africani deportati, venduti e sfruttati in terre islamiche. Ottemperando a ciò che Allah prescrive nel Corano ed emulando le gesta di Maometto, i Califfi e i comandanti militari islamici che imposero e diffusero l'islam con la violenza nel Mediterraneo e in Europa, schiavizzarono milioni di cristiani e di europei, in prevalenza donne e bambini, che furono deportati e sfruttati come schiavi sessuali, adibiti a lavori pesanti o arruolati come mercenari in seno alle forze islamiche. Mercanti arabi islamici, perpetuando una prassi presente prima dell'avvento dell'islam, perpetrarono lo stesso crimine con gli africani neri, che a milioni furono catturati, deportati, venduti e sfruttati come schiavi sia nelle Americhe sia nei territori islamizzati del Medio Oriente e dell'Asia. Esattamente come aveva fatto Maometto, i suoi successori nelle innumerevoli e ininterrotte razzie intimavano alle popolazioni cristiane ed europee di sottomettersi all'islam, se rifiutavano uccidevano gli uomini adulti, riducevano in stato di schiavitù le donne e i bambini caricandoli sulle navi e trasferendoli per essere venduti e sfruttati come schiavi sessuali, depredavano tutti i loro beni, devastavano e davano alle fiamme le loro città.
Secondo gli storici nel periodo compreso tra il 1530 e il 1780 circa 1 milione e 250 mila cristiani europei bianchi furono ridotti in schiavitù dai corsari saraceni della «Costa dei Barbari», come veniva chiamata l’area che si estende dal Marocco fino all’attuale Libia. Considerando anche le razzie perpetrate dai corsari turchi, si arriva a un totale di circa 2,5 milioni di europei cristiani schiavizzati dagli islamici. A fronte di circa 12 milioni di schiavi africani deportati nelle Americhe, si stima che furono circa 18 milioni gli africani deportati nei territori musulmani del Medio Oriente e dell'Asia. Ecco perché, fermo restando l'approssimazione delle cifre, è sostanzialmente corretto affermare che l'ammontare degli schiavi fatti dagli islamici in Europa e in Africa è maggiore dell'ammontare degli schiavi africani deportati nelle Americhe. In un contesto dove la responsabilità degli islamici è comunque presente anche nella cattura e nella deportazione degli africani nelle Americhe.
Cari amici, nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone, abbiamo il dovere di salvaguardare la nostra civiltà della vita, dignità e libertà, e abbiamo il diritto di dire la verità in libertà anche sull’islam come religione. Abbiamo il diritto-dovere di mettere fuori legge l’islam come religione all’interno del nostro Stato di diritto, perché è del tutto incompatibile con le nostre leggi laiche, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori che sostanziano la nostra civiltà
Cari amici, una delle realtà più criminali di Maometto e dei governanti islamici che hanno emulato le sue gesta è la schiavitù. Allah nel Corano legittima la schiavitù. Lo schiavo è concepito come antropologicamente inferiore all'uomo libero.
Tutti i musulmani vengono indicati nel Corano come «schiavi di Allah». Uno dei nomi arabi più diffusi, Abdallah, che era anche il nome del padre di Maometto, significa «schiavo di Allah».
Gli schiavi sono naturalmente sottomessi agli uomini liberi, come gli uomini liberi sono naturalmente sottomessi ad Allah.
«Allah vi propone la metafora di un servo, uno schiavo senza alcun potere, e di un uomo al quale abbiamo dato risorse notevoli e delle quali, in pubblico e in privato, fa elemosine. Sono forse uguali? Lode ad Allah, ma la maggior parte di loro non lo sa.» (16, 75)
Maometto è stato il più grande schiavista della sua epoca. Nella Penisola Arabica non aveva eguali nel numero degli schiavi che possedeva. È stato il predone più attivo nell'aggredire le carovane e combattere le tribù, uccidendo gli uomini adulti, riducendo in stato di schiavitù le donne e i bambini, venduti al mercato degli schiavi come oggetto sessuale.
I musulmani sono stati i maggiori schiavisti della Storia con 2,5 milioni di europei e 18 milioni di africani deportati, venduti e sfruttati in terre islamiche. Ottemperando a ciò che Allah prescrive nel Corano ed emulando le gesta di Maometto, i Califfi e i comandanti militari islamici che imposero e diffusero l'islam con la violenza nel Mediterraneo e in Europa, schiavizzarono milioni di cristiani e di europei, in prevalenza donne e bambini, che furono deportati e sfruttati come schiavi sessuali, adibiti a lavori pesanti o arruolati come mercenari in seno alle forze islamiche. Mercanti arabi islamici, perpetuando una prassi presente prima dell'avvento dell'islam, perpetrarono lo stesso crimine con gli africani neri, che a milioni furono catturati, deportati, venduti e sfruttati come schiavi sia nelle Americhe sia nei territori islamizzati del Medio Oriente e dell'Asia. Esattamente come aveva fatto Maometto, i suoi successori nelle innumerevoli e ininterrotte razzie intimavano alle popolazioni cristiane ed europee di sottomettersi all'islam, se rifiutavano uccidevano gli uomini adulti, riducevano in stato di schiavitù le donne e i bambini caricandoli sulle navi e trasferendoli per essere venduti e sfruttati come schiavi sessuali, depredavano tutti i loro beni, devastavano e davano alle fiamme le loro città.
Secondo gli storici nel periodo compreso tra il 1530 e il 1780 circa 1 milione e 250 mila cristiani europei bianchi furono ridotti in schiavitù dai corsari saraceni della «Costa dei Barbari», come veniva chiamata l’area che si estende dal Marocco fino all’attuale Libia. Considerando anche le razzie perpetrate dai corsari turchi, si arriva a un totale di circa 2,5 milioni di europei cristiani schiavizzati dagli islamici. A fronte di circa 12 milioni di schiavi africani deportati nelle Americhe, si stima che furono circa 18 milioni gli africani deportati nei territori musulmani del Medio Oriente e dell'Asia. Ecco perché, fermo restando l'approssimazione delle cifre, è sostanzialmente corretto affermare che l'ammontare degli schiavi fatti dagli islamici in Europa e in Africa è maggiore dell'ammontare degli schiavi africani deportati nelle Americhe. In un contesto dove la responsabilità degli islamici è comunque presente anche nella cattura e nella deportazione degli africani nelle Americhe.
Cari amici, nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone, abbiamo il dovere di salvaguardare la nostra civiltà della vita, dignità e libertà, e abbiamo il diritto di dire la verità in libertà anche sull’islam come religione. Abbiamo il diritto-dovere di mettere fuori legge l’islam come religione all’interno del nostro Stato di diritto, perché è del tutto incompatibile con le nostre leggi laiche, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori che sostanziano la nostra civiltà

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