Cosa succede all’interno di una società in cui la popolazione musulmana cresce ?
Date: 7 giugno 2016Author: italiani pacifici contro il buonismo 7 Commenti
Un interessante sguardo al futuro fatto dal Dr.Peter Hammond nel libro “Schiavitù, terrorismo e islam: radici storiche e minaccia contemporanea”. Lo ha scritto diversi anni fa, osservando e analizzando le dinamiche di comunità musulmane, inserite in varie società nel mondo.
– FINTANTO CHE LA POPOLAZIONE MUSULMANA RIMANE SOTTO AL 2% , in una nazione, rimarranno per lo più considerati come una minoranza amorevole e pacifica, e non una minaccia per gli altri cittadini. Ai tempi in cui ha scritto le proporzioni erano:
Usa – musulmani 0,6%
Australia – musulmani 1,5%
Canada – musulmani 1,9%
Cina – musulmani 1,8%
Italia – musulmani 1,5%
Norvegia – musulmani 1,8%
– QUANDO I MUSULMANI SONO TRA IL 2% ED IL 5% iniziano a cercare proseliti da altre minoranze, o tra disadattati, reclutando anche tra le carceri e le gang di strada. Tipo, come tempo fa era in:
Danimarca – musulmani 2%
Germania – musulmani 3,7%
Inghilterra – musulmani 2,7%
Spagna – musulmani 4%
Thailandia – musulmani 4,6%
– QUANDO I MUSULMANI SUPERANO IL 5% iniziano ad esercitare una certa influenza in proporzione alla loro presenza fra la popolazione. Ad esempio, spingeranno per avere l’introduzione del cibo halal (ovvero che segue i dettami islamici), aumenteranno le loro pressioni su catene di supermercati per avere cibo halal, così come spunteranno macellerie che ne vendono. Queste ed altre cose simili sono avvenute in:
Francia – musulmani 8%
Filippine – musulmani 5%
Svezia – musulmani 5%
Svizzera – musulmani 4,3%
Olanda – musulmani 5,5%
Trinidad & Tobago – musulmani 5,8%
A questo punto cercheranno di governarsi da soli i propri ghetti , al di fuori del controllo del governo, sotto la legge islamica della Sharia.
L’obbiettivo finale degli islamici è infatti quello di stabilire la legge della Sharia in tutto il mondo.
– QUANDO I MUSULMANI OLTREPASSANO IL 10% DEL TOTALE della popolazione, tendono ad incrementare l’ilegalità, lamentandosi delle loro condizioni. A Parigi abbiamo già visto macchine bruciate, nelle rivolte di anni fa. (Le rivolte delle banlieu
epa00597338
Vehicles burn as French youths battle with police during a seventh
night of violence in an immigrant community, Aulnay sous Bois to the
north-east of Paris on Wednesday 02 November 2005. A police station was
briefly besieged in Aulnay-sous-Bois, and a total of about 40 cars were
burnt. Youths in several areas have been roaming the streets with
sticks, as buildings have been vandalised and dozens of vehicles set
alight. The riots first broke out on the Chene-Pointu council estate.
Last Thursday 27 September 2005, when two adolescents from the estate
died when they scaled the 8ft wall of an electricity substation to dodge
police and were electrocuted. EPA/ERIC TRAVERS / PASCAL LE FLOCH YEAR
ENDER 2005 - NOVEMBER
FRANCE OUT
OGGI NON E’ CAMBIATO NULLA
INTEGRAZIONE = UTOPIA
INTEGRAZIONE = UTOPIA
Per tre settimane, a cominciare dal 27
ottobre 2005, prima a Clichy-sous-bois, poi a Seine-Saint-Denis
(definito come il dipartimento più pericoloso della Francia), poi negli
altri dipartimenti della regione Ile-de-France, da Seine-et-Marne a Val
d’Oise; successivamente, in tutto il resto del Paese, notte dopo notte
anche a: Tolosa, Lilla, Lione, Nizza, Marsiglia, Nimes, Montpellier,
Perpignan, Bordeaux, Strasburgo, Metz, Nancy. Zyed e Bouna, nei
quartieri-dormitorio diventati quartieri-ghetto degli immigrati….. si
scatenò l’inferno.
Nella notte peggiore, quella tra il 6 e il
7 novembre, vennero bruciate 1.400 auto, oltre a scuole, magazzini,
mediateche. All’indomani il governo decretò lo stato d’emergenza, tra
coprifuochi e decine di migliaia di poliziotti mobilitati.
Nelle rivolte delle Banlieu parteciparono tantissimi “nuovi” Francesi, ovvero persone nate nel Paese, pertanto cittadini di seconda o perfino terza generazione, ma che non si sentivano tali.
Nelle rivolte delle Banlieu parteciparono tantissimi “nuovi” Francesi, ovvero persone nate nel Paese, pertanto cittadini di seconda o perfino terza generazione, ma che non si sentivano tali.
Se anche dopo tanti anni di soggiorno, e
se addirittura chi è nato e cresciuto non è integrato, è inutile allora
accanirsi in tentativi di innesto che creano disagio sia in chi si trova
senza radici e senza futuro, e anche in chi deve convivere con persone che non gradisce.
La BBC a riguardo delle tensioni razziali e religiose in Francia riporta che “L’Islam è visto come la più grande sfida al modello secolare della nazione degli ultimi 100 anni”, e l'”assertività dell’Islam francese è vista come una minaccia, non solo ai valori della repubblica, ma alla sua sicurezza”, a causa “della crescita mondiale della militanza islamica“.
La BBC a riguardo delle tensioni razziali e religiose in Francia riporta che “L’Islam è visto come la più grande sfida al modello secolare della nazione degli ultimi 100 anni”, e l'”assertività dell’Islam francese è vista come una minaccia, non solo ai valori della repubblica, ma alla sua sicurezza”, a causa “della crescita mondiale della militanza islamica“.
In Francia ci sono stati poi gli attentati
a Charlie Hebdo, Nantes , Mountrouge , al supermercato kosher di Parigi
, quello all’impianto di gas industriale Air Products di
Saint-Quentin-Fallavier, poi quello sventato sul treno Amsterdam-Parigi
nei pressi di Arras (sventato da due soldati Americani che erano in
licenza), i 7 di Parigi con un bilancio altissimo di morti e feriti al
punto da considerarlo da alcuni come l’11 settembre Francese, e più
recentemente, proprio in un giorno che sarebbe dovuto essere di festa
(Nazionale), la carneficina sul lungomare di Nizza.
In Italia sembrerebbe di trovarsi ancora
ad uno stadio leggermente antecedente a questo, ovvero: stiamo saggiando
ora i disagi delle periferie delle città, le tensioni inter-religiose
ed inter-etniche, ma la nostra strada sarà la stessa se non facciamo
prevenzione e se non impariamo dagli errori altrui.)
Ogni azione non musulmana che offende l’islam, risulta in rivolte e minacce, come ad Amsterdam in opposizione di cartoni e film su Maometto e l’islam. Tensioni simili sono vissute quotidianamente in sezioni musulmane di:
Guyana – musulmani 10%
India – musulmani 13,4%
Israele – musulmani 16%
Kenya – musulmani 10%
Russia – musulmani 15%
– SUPERATO IL 20% DI MUSULMANI, le nazioni possono aspettarsi rivolte per la minima cosa, formazioni di milizie jihadiste, sporadiche uccisioni, chiese Cristiane bruciate così come sinagoghe Ebraiche, come nel caso di:
Eritrea – musulmani 32,8%
– CON OLTRE IL 40% DI MUSULMANI, le nazioni sperimentano massacri di larga scala, coontinui attacchi terroristici, e guerriglie con coinvolgimento di milizie, come in:
Bosnia – musulmani 40%
Ciad – musulmani 53,1%
Libano – musulmani 59,7%
-QUANDO I MUSULMANI SONO PIU’ DEL 60%, le nazioni subiscono persecuzioni ai danni dei non credenti nell’islam, o ai credenti di altre religioni, genocidio, pulizia etnica, viene imposta la legge della Sharia, e la tassa extra imposta agli inefedeli, vedesi:
Albania – musulmani 70%
Malesia – musulmani 60,4%
Qatar – musulmani 77,5%
Sudan – musulmani 70%
– CON OLTRE L’80% DI MUSULMANI, ci sono da aspettarsi intimidazioni quotidiane e jihad violenta, da parte di alcune nazioni addirittura pulizia etnica e genocidio, cercando di liberarsi degli infedeli e diventare al 100% musulmani, come in taluni di questi Paesi è accaduto:
Bangladesh – musulmani 83%
Egitto – musulmani 90%
Gaza – musulmani 98,7%
Indonesia – musulmani 86,1%
Iran – musulmani 98%
Iraq – musulmani 97%
Giordania – musulmani 92%
Marocco – musulmani 98,7%
Pakistan – musulmani 97%
Palestina – musulmani 99%
Siria – musulmani 90%
Tagikistan – musulmani 90%
Turchia – musulmani 99,8%
Emirati Arabi Uniti- musulmani 96%
– AL 100% DI MUSULMANI dovrebbe esserci pace secondo loro, ma alquanto improbabile viste le guerre secolari tra sciiti e sunniti. In una condizione simile a farne le spese sono gli islamici meno radicali. Il Corano sarà l’unico verbo:
Afganistan – musulmani 100%
Arabia Saudita – musulmani 100%
Somalia – musulmani 100%
Yemen – musulmani 100%
Le percentuali sono ovviamente riferite al periodo antecedente alla pubblicazione del libro di Hammond. (fonte)
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