Non
sale nelle navi ong. Non fa politica radical chic in televisione. Non
fa il fenomeno speronando la nostra guardia di finanza. Non ha bisogno
di andare a parlare nei parlamenti di
mezzo mondo a raccontare quanto bravo è stato e quanto razzista è
l’Europa che chiude i confini. Negli ultimi anni la sua fondazione ha
aiutato oltre 1 milione di bambini in Africa con oltre 26 milioni di
dollari di donazioni. Ha costruito 83 scuole tra Botswana, Malawi, sud
Africa, Namibia e Zambia. Ha coinvolto, nei suoi programmi, migliaia di
insegnanti ed oltre 1500 scuole. Ma lui è Roger Federer. No Richard
Gere, Rakete, Saviano o amenità varie. Altro mondo. Lui è un fenomeno in
tutto.

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