lunedì 13 maggio 21:00 - di Antonio Pannullo
Li avrete visti tutti, gli africani servizievoli che stazionano davanti tutti i nostri
supermercati,
da Bolzano a Trapani, che ci aiutano, ci salutano, chiedono qualche
centesimo per il caffè. Ma non solo davanti ai supermercati: anche
davanti ai bar di una certa grandezza, ai parcheggi, ai negozi, ai
tabaccai. E poi ai benzinai: i self service, da anni, sono gestiti da
loro: ti fanno benzina e gli dai qualche cosa. Secondo un calcolo
approssimativo, questi “soldati” invisibili sono dai 100 ai 150mila in
Italia, e nessuno di loro ha un lavoro retribuito né contributi né un
contratto, vivono tutti di accattonaggio. Ci fanno pena perché sono
poveri, e c’è persino qualcuno che crede che scappino da chissà quale
guerra o persecuzione, ma non è vero nulla. Si tratta di
un’organizzazione ferrea, precisa, determinata: la mattina i “soldati”
vengono scaricati davanti ai luoghi di lavoro dove chiedono l’elemosina,
poi il pomeriggio se ne vanno, dove non si sa. Ma prima vanno alle
casse di supermercati o dei bar e si fanno cambiare i soldi: mediamente
dai 50 ai 100 euro al giorno. Non occorre essere dei grandi economisti o
matematici per capire che qui siamo di fronte a un giro si soldi
fantascientifico: dieci milioni di euro al giorno, ogni giorno,
esentasse, soldi nostri, che verosimilmente vanno tutti a finire alla
mafia nigeriana, che lascia ai “soldati” solo le briciole, o magari solo
vitto e alloggio, se va bene.
I “soldati” sono stati fatti venire dalla sinistra
E d’altra parte le centinaia di migliaia di clandestini che la
sinistra ha fatto sbarcare nel corso degli anni non hanno alternativa:
arrivati in Italia, si rivolgono ai loro connazionali o a chi li
gestisce e costoro li indirizzano verso i supermercati, le pompe di
benzina, o ai lavori agricoli stagionali, anche lì sottopagati. Ma
questi dieci milioni di euro che ogni giorno noi volontariamente
consegniamo loro, che fine fanno, a cosa servono? Servono semplicemente
ad arricchire la mafia nigeriana, che ride degli italiani fessi che si
commuovono per un poveretto che ti saluta e ti aiuta a caricare la spesa
o ti fa benzina. Era questa l’accoglienza propalata dalla sinistra, era
questa la compassione della chiesa cristiana, era questo il modello di
integrazione sognato dalle anime belle del politicamente corretto? Ma
questa della mafia nigeriana e delle organizzazioni che ci lucrano
dietro è solo l’ipotesi più benevola, meno pericolosa. Perché di ipotesi
se ne potrebbe formulare anche un’altra, sperando che sia solo eccesso
di prudenza: e se questi 150mila “soldati” rappresentassero solo
l’avanguardia di una vera e propria invasione? Non sembri fantascienza:
non ci sono solo i “soldatini” davanti ai supermercati e ai benzinai, in
molte zone d’Italia ci sono autentiche
gang di immigrati ben
organizzate che spacciano droga, fanno prostituire le donne, e
all’occasione rapinano e violentano. Controllano interi quartieri. E non
solo gli africani, quindi anche i maghrebini, ma anche le bande
dell’est Europa, i sudamericani, certi asiatici. Tutti pronti a
delinquere, a sfruttarci, in un’ultima analisi anche a vendicarsi di un
mondo opulento e finora irraggiungibile che a loro avviso li ha sempre
snobbati.
Molti di questi “soldati” sono di religione islamica
E oltre a questo, per moltissimi di loro c’è anche l’odio religioso:
gli islamici infatti è noto che ci disprezzano e che se potessero
applicherebbero la
shaaria (la severa legge islamica) anche in
Italia come già la applicano spietatamente in molti loro Paesi. Per ora
sembra che l’aggressione all’Italia sia stata rallentata, ma ormai il
danno è fatto: ne sono entrati troppi, a milioni, di clandestini, e la
maggior parte di loro sono assolutamente incontrollabili e
irrintracciabili. Se non di fronte ai nostri supermercati. A questo
punto, poiché costoro commettono un reato, quello di accattonaggio, e
probabilmente molti di loro non sono in regola coi documenti, e tutti
non hanno un contratto i lavoro, invitiamo il ministero dell’Interno a
farli sgombrare e nel contempo invitiamo le catene dei supermercati ad
assumere una persona dedicata specificamente all’assistenza clienti
all’esterno dei locali: in questo modo i crea lavoro, si contentano i
clienti e si scontenta la mafia nigeriana. La prossima volta che vi
sentirete nobili e generosi nel dare l’euro a quel poveretto, pensate a
tutto questo, e pensate che i vostri figli tra pochi anni potrebbero
maledirvi per non aver fermato l’aggressione all’Italia, pur sapendo che
era in atto.
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