sabato 27 aprile 2019

Il 25 Aprile e il suo uso da parte di certi soggetti

L'immagine può contenere: 5 persone, persone in piedi e spazio all'aperto
Incredibile questi che chiedono umanità  a noi e non l' hanno chiesta ai loro fratelli! Incredibile come costoro non hanno avuto l' ardire di combattere per la libertà nelle loro terre ed ora manifestano con una associazione i cui avi hanno combattuto versando il proprio e altrui sangue per la libertà!
Un romano verace direbbe A me sembrate solo dei bei paraculi!!!!!!!!!!!!!1



È sbagliato storicamente che l’Anpi monopolizzi la Festa della Liberazione. Spiace che non ci siano le bandiere americana e britannica, che venga offesa la Brigata Ebraica. L’Anpi è diventato un partito di estrema sinistra, si presenti alle elezioni e si confronti con il responso popolare

Buongiorno amici. La Festa della Liberazione dell’Italia dal nazismo e dal fascismo deve giustamente essere la festa di tutti gli italiani, “Nessuno escluso” come recita il messaggio diffuso dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) per le celebrazioni del 25 aprile di quest’anno. Ecco perché bisogna fare chiarezza affinché non si escluda nessuno di coloro che hanno effettivamente e concretamente liberato l’Italia tra il 1943 e il 1945.
Innanzitutto la liberazione dell’Italia si rese possibile principalmente per la guerra sferrata dalle forze americane, britanniche ed alleate, compresa la Brigata Ebraica. Nel contesto delle forze italiane, il maggior peso militare fu quello dell’Esercito Regio agli ordini del Maresciallo Pietro Badoglio, Capo del Governo dopo la destituzione di Benito Mussolini il 25 luglio 1943 da parte di Vittorio Emanuele III. I partigiani delle diverse formazioni politiche svolsero un ruolo di supporto.
Ebbene sostenere oggi che la liberazione dell’Italia fu opera dei partigiani è una mistificazione della realtà. È sbagliato sul piano storico che le manifestazioni del 25 aprile siano monopolizzate dall’Anpi. Spiace che non si vedano le bandiere americana e britannica. Spiace che i rappresentanti della Brigata Ebraica con la bandiera israeliana vengano fischiati e oltraggiati, mentre si applaudono i palestinesi o i loro simpatizzanti che espongono la bandiera palestinese, quando i palestinesi rappresentati dal Gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini furono alleati di Hitler e di Mussolini, condivisero l’Olocausto degli ebrei, organizzarono una legione araba e una divisione islamica che combatté al fianco delle forze nazi-fasciste.
In secondo luogo i partigiani che effettivamente parteciparono alla guerra di liberazione conclusasi nel 1945, a 74 anni di distanza dovrebbe essere dei novantenni. Tutti gli altri che oggi parlano in nome dei partigiani possono essere dei sostenitori della causa, ma non possono essere stati dei partigiani.
In terzo luogo dobbiamo denunciare e perseguire sul piano storico le atrocità perpetrate dai partigiani comunisti nei confronti dei civili italiani sia durante la guerra sia dopo la guerra. Si tratta di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità che ad oggi si continua ad ignorare sul piano ufficiale, nonostante i fatti documentati e di pubblico dominio.
In quarto luogo dobbiamo prendere atto che l’Anpi si è trasformato in un partito politico di estrema sinistra, che promuove iniziative politiche contro i partiti politici del centro-destra, nel nome dell’anti-fascismo e contro un presunto razzismo, a favore degli immigrati e dei clandestini, per un mondo sempre globalizzato facendo venir meno la sovranità dell’Italia. Ebbene a questo punto l’Anpi si costituisca formalmente in un partito politico, si presenti alle elezioni e si confronti con il responso popolare. Ma non può più avvalersi dei sostanziosi fondi statali e dello spazio rilevante sui mezzi di comunicazione di massa per falsificare la Storia, condizionare la politica e raggirare gli italiani.
Cari amici, oggi abbiamo di fronte una nuova missione, una nuova liberazione dalla dittatura globalista, finanziaria, europeista, relativista, immigrazionista e islamofila. Dobbiamo mobilitarci su un fronte culturale e civile per riscattare la sovranità dell’Italia, recuperare la libertà degli italiani, far rinascere la nostra civiltà decadente. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo.
 
 
 
Birillo Tallio Mio padre all'epoca dei fatti aveva 16 anni e fu incarcerato per un mese dai fascisti e rilasciato solo perché era un ragazzotto che affiggeva manifesti clandestini ed era fortemente monarchico e antifascista. Ma non per questo venne risparmiato dai cosiddetti partigiani (quelli che lui stesso diceva che fino a sei mesi prima sfilavano col fascio littorio e che quando arrivarono gli americani si erano tolti il grembiule da bottegaio o il cappello di carta da muratore per indossare il fazzoletto rosso). Fu costretto a nascondersi perché era anticomunista, liberale e democratico e di far venire Baffone in Italia non ci pensava proprio. Fu lui che mi insegnò ad essere democratico e anticomunista, fu lui che mi mise in guardia dalla retorica della cosiddetta Resistenza, che mi spiegò cosa erano le foibe quando tutti ancora ne negavano l'esistenza. Fu lui che mi spinse ad essere profondamente di destra ma nel rispetto della democrazia. Lui che fu incarcerato dai fascisti non chiese mai di essere riconosciuto come partigiano per ricevere le prebende di stato o un posto al comune. E lui mi spiegò come l'Anpi fosse un enorme carrozzone di parassiti attaccati alla mammella di mamma resistenza per ciucciare i soldi dello stato.
 

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