
É finito in manette per
l'ennesima volta uno dei volti noti del piccolo spaccio cittadino. In
Italia con permesso di soggiorno per motivi umanitari, non abbandona il
suo giro
Avvistato e fermato
Lo hanno scovato giovedì nel tardo pomeriggio i carabinieri del Nucleo radiomobile di Padova ai giardini dell'Arena. Notato mentre con fare inequivocabile cedeva una dose a un cliente, è stato poi perquisito e scoperto con addosso 9 grammi di marijuana e 30 euro appena racimolati spacciando. Elementi sufficienti per farlo arrestare con l'accusa di detenzione a fini di spaccio.Una sfilza di precedenti
Un provvedimento sul quale hanno pesato i curiosi precedenti dell'africano. La sua vicenda aveva destato scalpore a fine ottobre, quando è stato prima denunciato e poi arrestato in meno di due giorni. Poche settimane prima era già stato ammanettato e in tutti i tre casi stava spacciando marijuana a giovani clienti lungo passeggiata Miolati, che tra l'estate e l'autunno è diventata una roccaforte del traffico di stupefacenti. Condannato a sei mesi con pena sospesa e in Italia con un permesso umanitario, è tornato libero. Il 30 novembre il copione si è ripetuto identico, con il terzo arresto, e così pure ieri, con il quarto. La costante rimane il luogo: con i giardini dell'Arena tornati in mano ai pusher, anche Kamara ha potuto continuare a spacciare laddove ha stabilito la sua vera e propria base operativa. Si attende il pronunciamento del giudice al termine della direttissima.
Sembra
incredibile: un arresto, una denuncia e altri due arresti non sembrano
far desistere un 33enne, con permesso di soggiorno umanitario. Torna
sempre nello stesso luogo
Pusher irriducibile: terzo arresto in poche settimane ma non abbandona la postazione
Sembra incredibile: un arresto,
una denuncia e altri due arresti non sembrano far desistere un 33enne,
con permesso di soggiorno umanitario. Torna sempre nello stesso luogo
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