
Vasto, uomo uccide il ragazzo che investì la moglie
Una tragedia nella tragedia quella che ieri ha colpito il comune di Vasto, in provincia di Chieti: Fabio
Di Lello, 34 anni, ha ucciso il ragazzo di 22 anni, Italo D’Elisa,
coinvolto la scorsa estate in un incidente stradale con Roberta
Smargiassi, moglie di Di Lello, in cui lei ha perso la vita.
La notte tra il 1 e il 2 Luglio 2016, la donna è deceduta a seguito di un sinistro stradale: lei in scooter, D’Elisa a bordo della sua autovettura. L’impatto è avvenuto all’altezza dell’incrocio tra Corso Mazzini e Via Giulio Cesare. Roberta e il suo scooter finirono contro uno dei semafori che regolava l’incrocio, D’Elisa invece si scontrò con un’altra vettura proveniente dal senso di marcia opposto.
Non c’è stato niente da fare per la donna giunta presso l’ospedale “San Pio da Pietrelcina” di Vasto in condizioni ormai gravissime.
Il comune di Vasto si è subito stretto intorno alla famiglia Smargiassi e a quella di Di Lello; sono stati infatti numerosi i concerti, i memoriali e le fiaccolate organizzati dagli abitanti del paese in onore della loro concittadina scomparsa prematuramente.
La notte tra il 1 e il 2 Luglio 2016, la donna è deceduta a seguito di un sinistro stradale: lei in scooter, D’Elisa a bordo della sua autovettura. L’impatto è avvenuto all’altezza dell’incrocio tra Corso Mazzini e Via Giulio Cesare. Roberta e il suo scooter finirono contro uno dei semafori che regolava l’incrocio, D’Elisa invece si scontrò con un’altra vettura proveniente dal senso di marcia opposto.
Non c’è stato niente da fare per la donna giunta presso l’ospedale “San Pio da Pietrelcina” di Vasto in condizioni ormai gravissime.
Il comune di Vasto si è subito stretto intorno alla famiglia Smargiassi e a quella di Di Lello; sono stati infatti numerosi i concerti, i memoriali e le fiaccolate organizzati dagli abitanti del paese in onore della loro concittadina scomparsa prematuramente.
Iniziate le indagini,
sono stati visionati i filmati delle telecamere di videosorveglianza
poste in prossimità dell’incrocio per chiarire la dinamica
dell’incidente e dare inizio al processo; le perizie disposte dalla
magistratura sono terminate a Novembre, ma la ricostruzione esatta degli
eventi tragici di quella sera è ancora in corso.
Numerose le polemiche connesse alla vicenda, in particolare per gli interventi fatti dal difensore di Italo D’Elisa, che ha ribadito più volte che il suo assistito non può essere catalogato come “pirata della strada”, in quanto ha immediatamente prestato soccorso nei confronti della giovane donna, chiamando l’ambulanza e le forze dell’ordine. Il difensore del giovane ha inoltre spiegato che il suo assistito al momento dell’incidente non si trovava sotto effetto di stupefacenti o alcool. Sempre secondo la difesa del ragazzo, dalle prime ricostruzioni effettuate risultava che il veicolo di D’Elisa procedesse a una velocità perfettamente entro i limiti stabiliti nella strada in cui è avvenuto l’incidente.
L’ultimo punto sostenuto dalla difesa di D’Elisa è che Roberta non indossasse il casco in maniera corretta. La tesi dunque del difensore del ragazzo è che l’incidente sia stato il frutto di una serie di fatalità, non imputabili al suo assistito, che hanno portato al decesso della giovane.
Immediata la risposta dei difensori della famiglia Smargiassi, che hanno precisato che il capo d’accusa contro il giovane D’Elisa fosse proprio quello di “omicidio stradale aggravato”, a causa di un mancato rispetto dello stop imposto dalla luce rossa del semaforo situato nell’incrocio in cui hanno avuto luogo i fatti.
Dalle ricostruzioni effettuate dai periti incaricati dai difensori della donna risulta inoltre che il casco di Roberta fosse perfettamente allacciato, tanto da non essersi sfilato nemmeno nell’impatto.
Sempre tramite il suo legale, la famiglia Smargiassi si è dichiarata “offesa e risentita” per le dichiarazioni effettuate dal difensore del giovane, che, sempre stando alle affermazioni del legale degli Smargiassi “non avrebbe mai espresso un dispiacere sincero nei confronti della famiglia della donna”.
Numerose le polemiche connesse alla vicenda, in particolare per gli interventi fatti dal difensore di Italo D’Elisa, che ha ribadito più volte che il suo assistito non può essere catalogato come “pirata della strada”, in quanto ha immediatamente prestato soccorso nei confronti della giovane donna, chiamando l’ambulanza e le forze dell’ordine. Il difensore del giovane ha inoltre spiegato che il suo assistito al momento dell’incidente non si trovava sotto effetto di stupefacenti o alcool. Sempre secondo la difesa del ragazzo, dalle prime ricostruzioni effettuate risultava che il veicolo di D’Elisa procedesse a una velocità perfettamente entro i limiti stabiliti nella strada in cui è avvenuto l’incidente.
L’ultimo punto sostenuto dalla difesa di D’Elisa è che Roberta non indossasse il casco in maniera corretta. La tesi dunque del difensore del ragazzo è che l’incidente sia stato il frutto di una serie di fatalità, non imputabili al suo assistito, che hanno portato al decesso della giovane.
Immediata la risposta dei difensori della famiglia Smargiassi, che hanno precisato che il capo d’accusa contro il giovane D’Elisa fosse proprio quello di “omicidio stradale aggravato”, a causa di un mancato rispetto dello stop imposto dalla luce rossa del semaforo situato nell’incrocio in cui hanno avuto luogo i fatti.
Dalle ricostruzioni effettuate dai periti incaricati dai difensori della donna risulta inoltre che il casco di Roberta fosse perfettamente allacciato, tanto da non essersi sfilato nemmeno nell’impatto.
Sempre tramite il suo legale, la famiglia Smargiassi si è dichiarata “offesa e risentita” per le dichiarazioni effettuate dal difensore del giovane, che, sempre stando alle affermazioni del legale degli Smargiassi “non avrebbe mai espresso un dispiacere sincero nei confronti della famiglia della donna”.
Fabio Di Lello ieri ha deciso di agire da solo e di non attendere che si svolgesse il processo: nel pomeriggio davanti all’ingresso del bar “DrinkWater Cafè” di Via Perth, ha sparato diversi colpi di pistola contro D’Elisa, provocandone immediatamente il decesso.
La zona è stata subito transennata e sono partite le ricerche per individuare il responsabile.
Fabio Di Lello nel frattempo ha avvisato un amico di aver commesso l’omicidio tramite una telefonata e si è recato nel cimitero di Vasto, dove in stato confusionale ha lasciato l’arma del delitto avvolta in una busta di plastica, sulla tomba della moglie.
L’uomo si è costituito poco dopo: si è recato infatti presso la caserma dei Carabinieri di Vasto accompagnato dai suoi legali.
Il Procuratore Capo della Repubblica presso il tribunale di Vasto ha espresso dichiarazioni molto dure nei confronti degli eventi che si sono svolti: “Internet è un luogo in cui trovano spazio interventi spregiudicati e si alimenta l’odio”. Sono stati infatti numerosi i commenti che da semplice espressione di solidarietà nei confronti della famiglia della donna scomparsa, si sono trasformati in veri e propri incitamenti alla violenza e a forme di giustizia Fai da te.
La zona è stata subito transennata e sono partite le ricerche per individuare il responsabile.
Fabio Di Lello nel frattempo ha avvisato un amico di aver commesso l’omicidio tramite una telefonata e si è recato nel cimitero di Vasto, dove in stato confusionale ha lasciato l’arma del delitto avvolta in una busta di plastica, sulla tomba della moglie.
L’uomo si è costituito poco dopo: si è recato infatti presso la caserma dei Carabinieri di Vasto accompagnato dai suoi legali.
Il Procuratore Capo della Repubblica presso il tribunale di Vasto ha espresso dichiarazioni molto dure nei confronti degli eventi che si sono svolti: “Internet è un luogo in cui trovano spazio interventi spregiudicati e si alimenta l’odio”. Sono stati infatti numerosi i commenti che da semplice espressione di solidarietà nei confronti della famiglia della donna scomparsa, si sono trasformati in veri e propri incitamenti alla violenza e a forme di giustizia Fai da te.
Avrà luogo oggi l’autopsia sul corpo di D’Elisa, effettuata dal medico legale Pietro Falco, per stabilire con certezza come siano andati gli eventi.
Il comune di Vasto chiede rispetto e comprensione nei confronti di queste tre vite spezzate, affinché non nascano nuovi fiumi di odio dalle vicende tanto tragiche che lo hanno visto coinvolto negli ultimi mesi.
Il comune di Vasto chiede rispetto e comprensione nei confronti di queste tre vite spezzate, affinché non nascano nuovi fiumi di odio dalle vicende tanto tragiche che lo hanno visto coinvolto negli ultimi mesi.

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