A più Europa” e alla nuova Costituzione per i bisogni di banche e grembiulini noi diciamo NO
1° Sotto il ricatto dell’alta finanza. I media censurano le frasi del ministro Orlando
2° La JP Morgan impartisce gli ordini, il servo Renzi li esegue
3° Renzi e il suo delirio di onnipotenza
4° Ci riprovano con lo spread
5° Tagli al senato? Tagli alle residue libertà
6° Quella strana certezza di Renzi
7° Accordi massonici dietro la riforma costituzionale
8° Verità mostruose e strada spianata per il totale sfacelo della società
-Floriana Castro Agnello-
1° SOTTO IL RICATTO DELL’ALTA FINANZA. I MEDIA CENSURANO LE FRASI DEL MINISTRO ORLANDO.
Non tutti sanno che l’attuale ministro della giustizia
Andrea Orlando
ospite della festa del Fatto Quotidiano insieme a Gustavo Zagrebelski e
a Silvia Truzzi, il 3 settembre 2016 ebbe a fare un’importante
ammissione, che per la sua rilevanza avrebbe dovuto essere ripresa da
tutti i principali organi di informazione mainstream, ma fu invece del
tutto ignorata. Ecco le sue testuali parole:
(1) In buona sostanza il ministro ha dovuto ammettere qualcosa che noi tutti sappiamo già da un po’:
il governo è sotto il tallone della BCE; la democrazia e la politica sono ricattate dalla finanza.
2° LA JP MORGAN IMPARTISCE GLI ORDINI. IL SERVO RENZI LI ESEGUE
Abbiamo assistito a mesi di propaganda e interventi invasivi del premier in favore della
“riforma” costituzionale
a reti unificate. I cittadini che si sono decisi per il Sì credono che
la vittoria del referendum in questa direzione taglierà finalmente i
costi della politica e aiuterà a ripartire il paese così come Renzi va
farneticando. Ma cari elettori, sapete chi ha scritto queste riforme? Si
tratta di
JP Morgan, la banca d’affari che è
stata indicata persino dalla Casa Bianca come una delle maggiori
responsabili della crisi del 2008. Complottismo? E’ tutto ben documentato in una direttiva del 2013 intitolata
“Aggiustamenti nell’area Euro” (ecco il documento http://www.europe-solidarity.eu/documents/ES1_euro-area-adjustment.pdf).
Il documento spiega per filo e per segno come vanno riformati i paesi
del Sud Europa tra cui l’Italia. In particolare JP Morgan scrive che la Costituzione italiana va cambiata. Ecco cosa sta scritto nero su bianco:
“I sistemi politici dei paesi del Sud, e in particolare le loro Costituzioni presentano delle caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea”.
I banchieri sostengono che la
Costituzione italiana va cambiata perchè garantisce la protezione
costituzionale dei diritti dei lavoratori e contempla il diritto alla
protesta contro i cambiamenti dello status quo politico. Queste sono le testuali parole del documento rilasciato dalla JP Morgan!
La protezione dei diritti dei lavoratori è un ostacolo e anche il diritto a protestare.
Allora sarà un caso che le riforme che vuole la JP Morgan siano
identiche a quelle per la quale Renzi si sta battendo a suon di
menzogne, furberie, e sovraesposizione mediatica, affermando non solo di
dimettersi se questo referendum non dovesse passare, ma addirittura di
uscire dal mondo della politica?
A dire il vero
la missione affidata a Renzi è proprio quella di riuscire a consegnare i
beni italiani anche quelli regionali, provinciali e comunali sulla
quale gli avvoltoi dell’alta finanza non sono ancora riusciti ad
affondare le zampe, a causa della strutturazione democratica di questo
paese. Matteo quindi sta facendo i compiti che gli ha assegnato
la ben nota banca d’affari e ha pure avuto un ottimo maestro,
nientepopodimeno che
Tony Blair. L’ex primo
ministro inglese da un po’ di anni guadagna un bel po’ di milioni come
consulente di JP Morgan. Il suo compito è quello di andare in giro per
il mondo e fare lobbying. Nel 2012 Renzi e Blair si sono incontrati a
cena a Palazzo Corsini a Firenze e ad organizzare l’incontro è stato
nientemeno che Jamie Dimon l’amministratore delegato di JP Morgan. (foto in basso)
Nel 2014 Renzi e Blair si sono incontrati di nuovo a Londra. Subito dopo l’incontro
Blair
ha rilasciato un’intervista per Repubblica, spiegando che Renzi aveva
in mente uno splendido programma di riforme per cambiare il paese e
rilanciare l’economia… e guarda un po’
sono proprio le stesse riforme che chiede JP Morgan. http://www.repubblica.it/politica/2014/11/26/foto/blair_plaude_alle_riforme_di_renzi_e_uno_dei_nuovi_leader_europei_che_ha_il_coraggio_di_cambiare-101494956/1/#1La
JP Morgan, la banca da cui il nostro governo prende lezioni è la stessa
che ha preso nel 2015 una multa da 342 milioni di euro dalle autorità
americane per manipolazioni su Libor e Forex. Per la vendita dei
mutui subprime il governo ha chiesto addirittura una
multa
record da 13 miliardi di dollari! Senza contare che JP Morgan ha avuto
guai giudiziari anche in Gran Bretagna e persino in Cina. Renzi tra le altre cose ha nominato come consulente JP Morgan pure per l’affare
“Bad Bank”
, solo che JP Morgan mentre consigliava i nostri utili idioti del
governo invitava i suoi clienti a stare alla larga dalla banche
italiane!
(2)
Ecco da chi prendono lezioni Renzi e la sua accozzaglia di governo, da
una banca che ha truffato i risparmiatori di mezzo mondo. Ma del resto
Renzi preso da tutte le sue smanie di potere freme per entrare a far
parte dei circoli del vero potere.
3° RENZI E IL SUO DELIRIO DI ONNIPOTENZA
Il noto massone sempre in in vena di succose rivelazioni
Gioele Magaldi, in un intervista rilasciata a Popoff afferma che Renzi si sarebbe incontrato con
Richard Nathan Haass, Maestro Venerabile della superloggia “Leviathan”, a New York lo scorso settembre.
In tale occasione, Renzi avrebbe richiesto l’affiliazione proprio alla “Leviathan”. Renzi non desidera, insomma, essere iniziato nel
Grande Oriente d’Italia. Punta molto più in alto. Preferibilmente ad una delle superlogge sovranazionali (chiamate Ur-Lodges) della rete di
Mario Draghi (“Three Eyes”, “Edmund Burke”, “Pan-Europa”, “Compass Star-Rose”, “Der Ring”).
(3)
Che siano vere o false le affermazioni di Magaldi nessuno può ignorare
quanto si stiano acuendo le smanie di potere di Renzi. Con un eventuale
successo del referendum in suo favore il nostro
riuscirà
a cambiare ben 45 articoli della Costituzione su 139 di quelli
esistenti, la fedeltà del premier verso gli oligarchi internazionali
potrebbe essere quindi abbondantemente ricompensata, così come egli
potrebbe essere completamente travolto e gettato nel dimenticatoio
in caso di sconfitta.
4° CI RIPROVANO CON LO SPREAD
Con l’arrivo di questo Referendum costituzionale è ritornata una parolina che non sentivamo da tempo: lo
Spread. Già lo spread, e chi se ne è dimenticato?
Con
il pretesto dello spread arrivato addirittura a 400 punti, fu mandato a
casa l’ultimo governo eletto a seguito di regolari elezioni per dare il
via ad una serie di “governi tecnici” scelti direttamente dai potentati
delle logge che avrebbero dato a Mario Monti la possibilità di farci
definitivamente a pezzi. A prescindere dall’opinione che ognuno
può avere nei confronti del Berluska, è plausibile che un governo
eletto debba essere mandato a casa a colpi di
chiusure
in rosso di giochini di Borsa e aumenti dello “spread” soltanto perchè
qualcuno oltre le nostre italiche barriere ha deciso che gli affari di
questo paese debbano coincidere con quelli dell’alta finanza
internazionale e non dei cittadini, per essere amministrati da
persone più adatte a tale compito? Questo dovrebbe indignare tutti gli
elettori indipendentemente dalle loro idee politiche se avessero ancora
un minimo di orgoglio nazionale, perchè
significa buona sostanza che il potere di voto del popolo ha ormai una rilevanza pari a zero.
Ma cosa significava la parola “spread”? La parola in inglese è un
sostantivo, ma anche verbo, significa: diffusione, propagazione,
diffondere, spargere. Pochi comprendevano cosa esso significasse nella
neo-lingua dell’alta finanza, ma tutti lo temevano. Si sapeva per certo
che lo spread avrebbe potuto ridurci alla fame, ma molti lo compresero
con il tempo che
lo spread non era altro che la
differenza fra i rendimenti di due titoli di stato, tra l’Italia e la
Germania. Era sostanzialmente un ricatto, quindi l’”emergenza” era stata
creata ad hoc con lo scopo di dimissionare un governo legittimo con
quello “tecnico” (per usare un eufemismo) di Mario Monti. Sono passati anni da quel 2011 e lo spread ritorna con i suoi ricatti:
il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco ha superato quota 180.. Panico! Questa volta però le minacce non sono volte per mandare a casa un governo, ma per farlo rimanere.
A gettare benzina sul fuoco ci si metto anche il
Financial Times che minaccia il crollo di otto banche italiane se disgraziatamente il NO dovesse passare. Alla minaccia si aggiungono anche le
agenzie di rating, delle
società
private, partecipate da grandi multinazionali e pregne di enormi
conflitti d’interesse, che svolgono in buona sostanza un lavoro di
ricatto e intimidazione: i picciotti di Cosa Nostra bruciano le
proprietà degli imprenditori se questi si rifiutano di pagare il pizzo.
Le agenzie di rating declassano i paesi che rifiutano di adeguarsi alle
direttive dei superiori
Ricordiamo quanto le
agenzie di rating abbiano contribuito alla crisi assegnando rating
troppo alti alle obbligazioni garantite da mutui subprime nel 2008 in
America, cui si aggiungono ad esempio l’analisi di rating positiva
fornita nei confronti dell’istituto di credito Lehman Brothers appena
una settimana prima del suo fallimento oppure di Parmalat poco prima del
suo crack finanziario. In Italia nel 2012, nell’ambito della grande recessione, è stata
aperta
un’inchiesta da parte del pm della Procura della
Repubblica di Trani Michele Ruggiero per valutare l’affidabilità e
l’oggettività delle valutazioni da parte delle agenzie di rating sotto
l’ipotesi di reato di aggiotaggio, turbativa e manipolazione di
mercato e abuso di informazioni privilegiate. Capito come le agenzie di
rating contribuiscono a creare tale panico? Con la una valutazione
(rating) riguardante la solidità e la solvibilità di una società
emittente titoli sul mercato finanziario. Quindi se un paese dovesse
dimostrarsi ribelle nei confronti dei poteri transnazionali, l’agenzia
risponde con assegnando un rating molto basso. In particolare tra le
prime conclusioni dell’inchiesta si contesta all’agenzia americana
Standard
& Poor’s, in merito al declassamento delle banche italiane, di aver
posto in essere “una serie di artifici concretamente idonei a provocare
una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizio
dell’Italia sui mercati finanziari” a causa anche di “analisti (non
identificati) inesperti e incompetenti” a mezzo di
comunicazioni ai mercati fatte “in maniera selettiva e mirata in
relazione al momento di maggiore criticità della situazione politica
economica italiana cagionando alla Repubblica Italiana un danno
patrimoniale di rilevantissima gravità”.
(4) Secondo
l’agenzia
Fitch, l’esito del referendum del 4 dicembre”, sarebbe capace di
affossare le speranze di ripresa dell’Italia. Fitch minaccia di tagliare
il rating se non passa il referendum, paventando, con la crescita del
superdebito e della disoccupazione, il pericolo di un sempre crescente
appoggio ai partiti “populisti” . Questo è ciò che si legge nella nota di Fitch.
(5)
l’Eurocrazia avverte,
con i mezzi che le sono propri, che in caso di vittoria del No si
aprirebbe una grave crisi per l’Eurozona, in particolare per l’Italia.
Piazza
Affari è in rosso avvertono e in caso di vittoria del No potrebbe
sollevarsi un putiferio di dimensioni mastodontiche che potrebbe
l’Italia con devastanti ripercussioni in tutta l’Eurozona. Anche
in
occasione della Brexit i profeti dell’alta finanza avevano “previsto”
scenari simili, come pure per l’eventuale vittoria di Donald Trump, come
a dire: la libertà ha un prezzo. Ma come dimostra la storia di questo
2016 l’elezione di Trump, così come l’uscita della Gran Bretagna
dall’Unione Europea non ha creato affatto nessuna catastrofe. La Gran Bretagna al contrario sta sperimentando un notevole sviluppo economico dopo molti decenni di permanenza nell’Unione.
Anche da noi non avverrà nessun crack. Nella settimana che precede la Domenica più fatidica degli ultimi anni
Piazza Affari vola recuperando il 2%. “Il mercato ha già votato No”. A dirlo è nientepopodimeno che
Raffaele Jerusalmi, (ebreo) amministratore delegato di Borsa Italiana che aggiunge
«tra
gli investitori da una parte c’è la consapevolezza che una vittoria
del Sì garantirà stabilità; ma c’è anche la convinzione profonda da
parte di una grande fetta di investitori che vincerà il no. Ma si sono
sbagliati tante volte, è possibile che si sbaglino anche stavolta». Quindi nessuno tema di svegliarsi lunedì 5 dicembre in uno scenario apocalittico.
I
signori della finanza dovranno adeguarsi: a loro interessa il profitto,
non gli “ideali”. Quindi il crollo delle 8 banche italiane che
prevedono certi giornali è e deve essere considerato solo ed
esclusivamente come uno squallido ricatto.
Se Renzi non dovesse riuscire a portare a compimento la sua “missione”,
ossia quella di porre quanto è rimasto dell’Italia sotto il calcagno dei
poteri transnazionali, i poteri forti avrebbero comunque altri assi
nella manica per fare a pezzi il paese, anche senza passare dal massacro
della Costituzione.
5° TAGLI AL SENATO? TAGLI ALLE ULTIME RESIDUE LIBERTA’
Ricordiamo
come prima cosa che noi non siamo mai stati degli apologeti della
Costituzione del ’48; “la Costituzione più bella del mondo” come molti
la chiamano, tipo
Roberto Benigni, che se da un lato la magnifica dall’altro la sconfessa per adeguarsi alle direttive dei poteri forti.
L’Economist
ha, con lungimiranza preparato gli investitori ad una possibile
vittoria del NO. Sappiamo che i vincitori sarebbero in ogni caso loro,
inutile sperare che la vittoria del No possa rappresentare ad ogni modo
una sorta di tripudio popolare: i signori dell’alta finanza hanno
infatti già un piano B per sottomettere questo paese alla loro volontà.
Si parla già di governi tecnici che dovrebbero essere diretti da qualche
Padoan, Draghi, o Mogherini e quanto di peggio possa esistere. Insomma la grande finanza vincerà comunque sia con un Sì che con un No.
Sappiamo che la Costituzione
del ’48 fu, in qualche modo, influenzata dalla sconfitta e dalla
conseguente perdita di sovranità che ha subito l’Italia nel 1945 con
l’occupazione (non “liberazione”) degli anglo americani il cui
intervento ha instaurato una Repubblica a sovranità limitata. Prova ne sia che,
la presenza ancora oggi di circa 113 basi militari USA nel nostro paese. Risulta
che la nostra Costituzione, non per caso, vieti qualsiasi referendum
popolare sui trattati internazionali, (come ad esempio un Referendum per
uscire dalla UE…) oltre ad altre limitazioni evidenti alle
forme più dirette della sovranità popolare (referendum propositivi),
inesistenti in altri paesi. Tuttavia, in questo caso è doveroso votare
No a questo Referendum. Di ragioni ce ne sarebbero miriadi (alcune
confutazioni le abbiamo raccolte
in questo articolo )
Ricordo
comunque che la “riforma” non prevede solo la riduzione dei
parlamentari che -dicono i piddioti- dovrebbero alleggerire i costi
della politica. Il premier sta cercando di focalizzare tutta
l’attenzione sul taglio dei senatori, che passerebbero dagli attuali 300
a 100, ma i veri nodi cruciali di questa riforma sono purtroppo altri: in molti, infatti, non hanno compreso che se la riforma dovesse passare,
il
Senato non verrà affatto abolito, come molti pensano, ma non verrà mai
più eletto dai cittadini. I nuovi 100 senatori verranno eletti in gran
segreto dalla casta politica all’interno dei Consigli regionali, che
attualmente sono quasi tutti nelle mani del PD. Con questa riforma viene istituito un Senato che anche se ridotto nelle sue funzioni,
detiene comunque potere legislativo che quindi va a diminuire il potere dei cittadini.
Inoltre dato che i furbi sostenitori del Sì si sono focalizzati
esclusivamente sulla diminuzione dei costi della politica hanno pensato
bene di occultare la modifica degli altri
49
articoli (ricordiamo su 49 su139 attuali articoli) che cambieranno in
modo sostanziale e importante la costituzione, soprattutto il titolo V
che permetterà di vendere alle multinazionali tutti i servizi oggi
comunali relativi ai servizi acqua, luce e gas. Solo questi servizi sono
una
grossa fetta dell’economia nazionale che andranno a prosciugare
definitivamente il nostro paese trasformandolo in un enorme outlet e
mettendoci sul lastrico. Non è un caso l’incendio scoppiato a due giorni
dal referendum all’interno di una delle raffineria dell’ENI a
Sannazzaro de’ Burgondi, provincia di Pavia. Non ci sono
feriti, tranne un operaio che, fuggendo dalle fiamme, è caduto
provocandosi lesioni a un ginocchio. Ma c’è l’allarme per l’ambiente e
anche per il fumo nero che ha impestato l’aria.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/12/01/news/esplode_raffineria_eni_in_provincia_di_pavia_-153238834/#gallery-slider=153250612
Insomma una minaccia di stampo mafioso che non ha nulla da invidiare
alle tecniche di Cosa Nostra, associazione a delinquere composta da
dilettanti allo sbaraglio se la paragoniamo alla mafia bancaria.
(Guarda foto in basso)
Il
presidente del Consiglio, incassando il via libera per le “riforme”
potrà così dichiarare guerra a chiunque senza passare dal senato. In
poche parole è la graduale cessione di sovranità del nostro paese verso
il Superstato Europeo e la fine definitiva della residua sovranità
popolare. Capite ora l’interesse di media e agenzie di rating
per la vittoria del SI? La costituzione di Renzi riscritta dalla
ministra delle riforme
Maria Elena (Etruria)
Boschi e Denis Verdini, avalla e consolida di fatto le “pseudo riforme”
liberticide imposte dai Trattati Europei che esautorano le politiche
economiche nazionali ed hanno reso superflui i principi democratici
costituzionali. Una riforma, insomma che va a collocarsi nella serie di operazioni partite con i
l
divorzio tra la Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro, del 1981,
passando per il Trattato di Maastricht del 1992, insieme alle rovinose
privatizzazioni dei gioielli di stato, a beneficio delle grandi
corporations controllate dall’alta finanza ebraica con la completa
svendita dell’Italia; la svalutazione della lira; e la disastrosa
entrata dell’Italia nella UE. E poi l’ingresso dell’Italia nell’area
della moneta unica, con le conseguenti “cessioni di sovranità” a colpi
di fiscal compact, six pack accolto con l’inserimento del pareggio di
bilancio in Costituzione. Fino ad arrivare quello che i media chiamano simpaticamente Costituzione Europea, ossia il Trattato di Lisbona, del 2008,
di cui non si parlò molto all’epoca per dare spazio a numerosi casi di
cronaca nera che si rivelano sempre ottimi diversivi in questi casi (in
quel periodo andavano forte i delitti di Garlasco e di Perugia…). Tutto a
beneficio delle più importanti istituzioni europee e mondiali
(Commissione europea, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario
Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio, G-8).
Adesso
con una vittoria del Sì, e con la centralizzazione del sistema, i
poteri forti potrebbero entrare in possesso anche dei beni regionali e
comunali alla quale non hanno finora potuto mettere mano a causa della
strutturazione del nostro sistema.
6° QUELLA STRANA CERTEZZA DI RENZI
L’eventualità di una sconfitta sembra non turbare i sogni di Renzi,
sicurissimo che il Referendum di domenica 4 dicembre si concluderà con un travolgente successo del suo pseudo-governicchio.
Come è mai possibile una certezza simile dato che tutti i partiti anche
M5S e gran parte dell’altra sinistra sono schierati per il NO? In
teoria (ma solo in teoria..) i NO dovrebbero vincere con una maggioranza
schiacciante, tuttavia i sondaggi continuano a parlare di un Sì
indietro di soli 2 punti.. Lascio a voi le considerazioni
sull’affidabilità dei sondaggi, soprattutto dopo la vittoria di Trump
che lo davano sfavorito sino a tre ore prima della sua vittoria. Stando a
quanto rivela il quotidiano torinese La Stampa, il premier ora lo va
dicendo anche ai suoi collaboratori, lontano da microfoni, telecamere e
palchi.
“Vinciamo largo, state tranquilli”. A
suggerirglielo sono dei sondaggi, ovvio, privatissimi e impubblicabili e
che filtrano a Palazzo Chigi. (6) Una
certezza quella di Renzi o solo un eccessivo ottimismo? Saranno già
arrivati i risultati del voto degli italiani all’estero? Gran
parte di voi avrà sentito parlare delle irregolarità con la quale è
stato architettato il voto degli italiani residenti all’estero: schede
inviate per posta ordinaria in modo da poter essere facilmente smarrite e
senza per giunta nessun timbro; timbro che dovrà porre il personale
dell’ambasciata -sulla cui onestà nessuno può assicurarvi- una volta
che le schede saranno pervenute. Chi potrà quindi assicurare che il
timbro viene messo sulla scheda giusta e spedita dall’elettore? Forse
la certezza di Renzi è dovuta al fatto che verrano prese in
considerazione le schede con il Si, da timbrare in ambasciata o in
consolato lontano da occhi indiscreti per poi mandarle in Italia quando
la magistratura non potrà più intervenire? (video in fondo all’articolo)
Una truffa perfetta non c’è che dire; e già collaudata: in Austria i
voti spediti per posta hanno ribaltato l’esito delle elezioni,
ricordate? Gli austriaci si sono quindi visti al governo l’
ecologista e massone dichiarato Alexander Van der Bellen, sostenuto dai poteri forti, che con metodi per nulla democratici sono riusciti a frenare la corsa di
Norbert Hofer, dipinto dai media come un sobillatore di folle, xenofobo e populista,
la cui vittoria sembrava certa dato il forte sostegno degli austriaci nei suoi riguardi.
7° ACCORDI MASSONICI DIETRO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE
Quante
volte avete sentito dire che la politica necessita di volti nuovi,
giovani e donne per rinnovare questo parlamento fatto di brutti vecchi
pregiudicati che da una vita occupano un posto fisso a Montecitorio.
Quanta sciocca autoreferenzialità quando Matteo Renzi scelse
Maria Elena Boschi (classe 1981) come ministro delle riforme! Finalmente un “volto nuovo” e smaliziato. Proprio quello di cui l’Italia aveva bisogno (!!).
Maria
Elena è tra quelli che ha avuto il compito di riscrivere la
Costituzione secondo il volere di JP Morgan, insieme al massone Denis
Verdini e non è un caso che figuri tra i protagonisti di questa svolta
epocale della politica italiana. Infatti nonostante la Boschi fosse poco conosciuta tra le masse prima di essere eletta come ministro delle riforme,
il
padre di Maria Elena è un volto ben conosciuto tra i grembiulini e nel
mondo delle truffe bancarie. Pier Luigi Boschi è infatti responsabile
del famoso crack della Banca Etruria sotto inchiesta per bancarotta
fraudolenta e indagato per dieci volte dal 2010 al 2015.. Nella
relazione della Banca d’Italia i commissari hanno fatto una lunghissimo
elenco di sprechi, abusi atti omissivi che hanno svuotato le casse di
Etruria causando perdite enormi per azionisti e obbligazionisti. Tra
loro anche piccoli risparmiatori convinti di aver messo al sicuro i
propri soldi e invece travolti da un fallimento che ha reso il loro
investimento carta straccia. Disperazione, manifestazioni dei
risparmiatori truffati e persino suicidi avvennero non molto tempo fa a
causa delle performances di Banca Etruria e Monte dei Paschi di Siena.
Vittime mai risarcite; responsabili che non hanno mai pagato e Maria
Elena che non ha presentato le dimissioni nonostante il fortissimo
conflitto di interessi. Non bastasse il caos prodotto dal crac di Banca
Etruria e dal successivo decreto salva banche del governo che ha
lasciato in mutande i risparmiatori,
ora saltano
fuori anche le «consulenze» a Bpel in odore di grembiulini e servizi
richieste e ottenute – da papà Boschi per individuare il nuovo dg
dell’istituto da nominare al posto di Luca Bronchi, ex direttore
generale di Banca Etruria. L’ex vicedirettore di Banca Etruria e
papà del ministro per le riforme Maria Elena, a metà 2014, chiese
dunque una mano nientemeno che a
Flavio Carboni,
uomo di affari (spesso chiacchierati), esperto più di logge massoniche
che di banche, sotto processo come ispiratore della cosiddetta loggia
P3, e ai suoi famigliari e il cui nome è emerso in tutti i gialli del
Bel Paese degli ultimi lustri. L’altro consulente non ortodosso era un caro amico comune, che risponde al nome di
Valeriano Mureddu. Vicino di casa della famiglia Renzi a Rignano e figlio di un pastore sardo emigrato in Toscana a fine anni ’60.
Nel
computer sequestrato presso l’agenzia è stata trovata una copiosa
corrispondenza elettronica con indirizzi di un provider statunitense
coperti da misteriose sigle. All’interno della corrispondenza -oltre a
numerose email destinate a Flavio Carboni, e anche ad un imprenditore
campano già arrestato dalla procura di Napoli, Gran maestro dell’ordine
dei templari- un coacervo di report decontestualizzati su processi in
corso, magistrati da fermare, notizie su movimenti e attività dei
militari della Guardia di finanza e altre news apparentemente sensibili
attualmente al vaglio degli inquirenti.
(7)
A Repubblica, Mureddu nega di essere Massone, mentre intervistato dalla
Nazione ammette di aver «lavorato» per conto delle nostre barbe
finte..Nessuno a parte i risparmiatori ha pagato per questo affare, ma
ha strappato la maschera ai compiti di Maria Elena Etruria Boschi, che
alcuni mesi fa al capogruppo M5S Gianluca
Castaldi che evocava «indicibili accordi massonici» dietro alla riforma
costituzionale, urlò:
«Massone lo dici a tua sorella».
Beccandosi una bacchettata del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia,
Stefano Bisi:
«Frase sgradevole, mi sorprende che sia stata proprio lei a pronunciarla». (8)
A gettare benzina sul fuoco ci pensa il precedente premier non eletto
Enrico Letta con un tweet:
«Etruria-Mone Paschi di Siena, odor di massoni».
In questo caso l’atto di accusa è vago ma tutt’altro che innocuo, dal
momento che la vicenda di Monte dei Paschi, con il ruolo tutt’altro che
cristallino assunto da JP Morgan nella scelta dei nuovi vertici
dell’istituto, anima il dibattito politico.
8° VERITA MOSTRUOSE E STRADA SPIANATA PER IL TOTALE SFACELO DELLA SOCIETA’
Quella
che si cela dietro l’affare Banca Etruria Monte dei Paschi è una fitta
rete di misteri e mostruose verità e morti misteriose archiviate come
casi di suicidio, come
l’assassinio di David
Rossi, capo della comunicazione di Monte Paschi di Siena che era a
conoscenza si verità top secret sulla cui morte si allunga lo spettro
della massoneria.
Era il 6 marzo del 2013 quando,
David
Rossi, venne trovato morto, precipitato in terra dopo un volo di
trenta metri ripreso dalle telecamere di sorveglianza che hanno gettato
numerosi dubbi sull’ipotesi di suicidio. Troppi gli elementi che non tornano, nella storia.
(video in fondo all’articolo)
Tralasciando il fatto che Rossi non figurava tra gli indagati dello
scandalo Mps, e non rischiava di perdere il proprio posto di lavoro,
restano inspiegabili numerosi dettagli. Come mai un suicida, per
esempio, si lascia cadere dalla finestra radente al muro, anziché
saltare nel vuoto? Perchè mai le tracce sulle scarpe della vittima non
risultano compatibili con quelle trovate sul davanzale?
Anche
alcuni segni sul corpo di Rossi racconterebbero un’altra storia,
probabilmente legata alla manomissione del suo pc, avvenuta appena dopo
il suicidio. Chi frugò tra i documenti dell’uomo dopo la sua morte e
perché? Il caso venne comunque archiviato come un suicidio dovuto ad un
“sovraccarico emotivo”. Era il 5 marzo 2014.
Lo stesso giorno (E’ importante la data), nel mondo della massoneria qualcosa si rivoluzionava.
Il
Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi, lasciava posto
al suo successore, Stefano Bisi, direttore del Corriere di Siena e
collega di David Rossi. (9)
CONCLUSIONI- Ecco chi sono questi nuovi padri costituenti. A proposito, mi rivolgo pure a tutti quelli che urlavano “
Renzi
ci ricorderemo” al Family Day del 31 gennaio 2015. Monica Cirinnà ha
pure fatto sapere che se dovesse passare il referendum le unioni civili
si trasformeranno in matrimonio poiché non ci sarà alcuna minoranza che
potrà contrastarne il percorso di legge. Seguirà a raffica la
legalizzazione dell’eutanasia, delle droghe della legge Scalfarotto
sull’omofobia e di tutta la scaletta nel cassetto da tre anni. Con
una maggioranza più stabile come quella che regalerà un’eventuale
trionfo de Sì, le iene dell’alta finanza potranno imporre tutto questo e
molto altro. Insomma con un loro maggiore potere al governo
sarà
impossibile tutelare non solo i diritti dei lavoratori, ma anche quelli
dei medici anti-aborto e di tutti coloro che si prodigano per la
resistenza di quanto di buono riesce ancora a rimanere in piedi in
questa società disastrata economicamente dall’alta finanza e dai loro
lobbisti che in nome del progresso l’ hanno ridotto fetida e
putrescente. A tutto ciò rispondete con un forte e sonoro NO!
-Floriana Castro Agnello- antimassoneria.altervista.org Copyright © 2016§
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