Il
segretario della Conferenza episcopale italiana nega l’evidenza e la verità,
l’Europa è sotto attacco da parte degli estremisti islamici, l’Islam ci ha
dichiarato guerra e siamo in uno scontro di civiltà. Ma Nunzio Galantino degno
rappresentante della Chiesa morta di Bergoglio, commenta gli attentati di
Berlino e Ankara: “Non c’è scontro di civiltà”, dunque l’Islam ora non c’entra
nulla con gli attentati.
Dopo l’uccisione
dell’ambasciatore russo a Berlino al grido “Allah Akbar” e la strage
di Berlino, dove un
camion guidato – probabilmente – da un rifugiato pakistano ha sventrato il
Natale tedesco e ucciso 9 persone, il segretario della Cei, Nunzio Galantino,
non crede che alla base di tutto ciò ci sia la religione.
Non è colpa
dell’islam, dice il vescovo, ma del denaro.
In una
intervista al Corriere, infatti, ha detto che “ogni
violenza è ingiustificabile e inaccettabile, tanto più per motivi religiosi. Ma
lo scontro di civiltà è ciò che si propongono i violenti. Se anche ci fosse
questo, e io non lo credo, al fondo c’è soltanto egoismo e sopraffazione”.
Nessuno scontro di civiltà insomma: dagli attentati e le guerre ci “guadagna
chi ha interessi di potere o denaro, chi commercia in armi. Alla fine, nelle
guerre, va a morire la povera gente. I signori si arricchiscono”.
Secondo il
vescovo non bisogna farsi sopraffarre dal desiderio dei terroristi di
paralizzare le nostre vite. “Non è un segno di incoscienza dire: non possiamo
fare il loro gioco e dare a queste persone il potere di annientare qualsiasi
voglia di vivere, di andare avanti, di cambiare”. In che modo? Galantino crede
sia necessario “essere tutti più uniti, più tolleranti. E guardarsi
dalla violenza, anche nell’uso del linguaggio”. Le parole, insomma, pericolose
come un terrorista islamico. “Io non voglio mettere tutto insieme – aggiunge –
Però la volgarità e l’aggressività del linguaggio alimentano un clima che
incattivisce le persone e allontana gli sforzi di convivenza pacifica. Esiste
anche un terrorismo del linguaggio, si uccide anche con la calunnia. Guardi nei
media, in tv, la politica”. E comunque non è uno scontro di civiltà: “Io non ci
credo”.
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