1° Concetti umani, troppo umani.
L’ideologia si fa teologia- 2° Islamizzazione chi resiste e chi tradisce
la sua missione- 3° Mondialismo, ancora mondialismo, mentre tutto il
mondo lo rigetta- 4° Qualche utile suggerimento in materia di
immigrazione da parte di San Tommaso D’Aquino- 5° Sostituiteli e
moltiplicateli. Alcuni Monsignori fans del meticciato- 6° Quando la
storia non insegna- 7° I nativi d’America sono i veri americani;
l’Africa deve andare agli africani. Ma l’Europa è terra di tutti- 8°
Società multietniche Volontà di Dio o affronto del maligno? 9° Questa
fatale attrazione della Chiesa per il proprio assassino
-A cura della Redazione di Antimassoneria-
1° CONCETTI UMANI. TROPPO UMANI. L’IDEOLOGIA SI FA TEOLOGIA
Dal 2013 a questa parte si sente parlare sempre più
instancabilmente del dovere che hanno tutti i popoli dell’Occidente
riguardo l’accoglienza dei cosiddetti clandestini definiti “migranti” o
profughi soprattutto dopo l’esplosione del conflitto in Siria con il
relativo tentativo del rovescio del governo legittimo di
Bashar Al Assad per opera degli Stati Uniti d’America sostenuti dalle forze NATO. Il
pretesto della guerra è servito a ribattezzare con il nome “profughi”
tutti coloro che spinti dall’invito dei governi occidentali approdano
sulle nostre coste, benchè i veri profughi (ossia quelli che scappano
realmente da guerre o persecuzioni) rappresentano soltanto il 5% dei
nuovi arrivati. Ma è soprattutto la
gerarchia cattolica
che ha iniziato una vera e propria guerra nei confronti di tutti coloro
che prendono atto dell’ideologia e del business che si cela dietro
l’affare immigrazione.
Tutti i sacerdoti sono
costantemente esortati con lettere provenienti dalla Santa Sede a
conformarsi alle idee, diciamo pastorali di papa Francesco;
idee pastorali, che comunque sono e rimangono assolutamente personali, non di carattere magisteriale e quindi non infallibili.
Tali indicazioni sono poi destinate ad essere diffuse tra il popolo
della messa domenicale. Una propaganda martellante e aggressiva quella
di molti esponenti del clero che non lascia più lo spazio alla
trascendenza della Rivelazione Cristiana che la Chiesa negli ultimi duemila anni, anche nei periodi più bui della sua storia, non ha mai mancato di annunciare,
dando
così spazio per la prima volta ad un cristianesimo pregno di faccende
umane (troppo umane) che parla di Dio solo se ci si riferisce alla
disoccupazione, all’immigrazione, ai drammi umanitari.. Possiamo ben
dire che oggi l’ideologia si è definitivamente sostituita alla teologia
basata su una contraffazione di concetti apparentemente cristiani,
ma che celano ideologie che mirano proprio a distruggere quanto è
rimasto di cristiano in questo nostro occidente dai principi di
tolleranza impazziti come l’accoglienza indiscriminata di chiunque
arrivi sulle coste d’Europa senza mai accennare alle conseguenze e al
terremoto sociale che ne scaturiscono. Si parla di poveri di “popoli
impoveriti” di gente che scappa da guerre.
Ma
impoveriti da chi? E chi ha causato la guerra dalla quale i siriani
scappano? Chi ha impoverito il Sudan che combatte una guerra civile da
50 anni? Chi ha impoverito Etiopia, Eritrea, Somalia, Congo, Algeria,
Guinea-Bissau, Myanmar, Corea del Nord, Tanzania, Haiti, Ruanda,
Burundi, Madagascar, Mozambico, Egitto, Repubblica centro-africana,
Uganda e via dicendo? E chi avrebbe tratto profitto di tali
guerre e tale impoverimento? Non certo i popoli d’Europa dove, la classe
media va via via scomparendo, ma
un’èlite composta da meno dell’1% della popolazione occidentale.
2° ISLAMIZZAZIONE: CHI RESISTE E CHI TRADISCE LA SUA MISSIONE
Di recente e’ saltato agli onori della cronaca il caso di
don Alberto Vigorelli, che durante l’omelia alla chiesa di Santo Stefano a Mariano Comense ha attaccato pesantemente
Matteo Salvini affermando che non si può essere allo stesso tempo cristiani e salviniani ha detto
don Vigorelli che si è dichiarato fieramente “compagno”.
(1) Ancora più scalpore ha creato Il delirio di
don Giorgio De Capitani che ha pure osato affermare:
“Trump andrebbe ammazzato”.
(2) Inutile dire che nessuno dal Vaticano è intervenuto per rimettere in riga questi consacrati, come invece è successo per
padre Cavalcoli, preso di mira dalla
lobby LGBT e finito nella gogna mediatica
per
avere espresso in chiave assolutamente teologica il concetto di
punizione divina nella celeberrima trasmissione di Radio Maria.
Ovviamente occorre anche ricordare l’impegno massiccio di diversi
prelati o della comunità cattolica (soprattutto quella americana) che
rimane compatta e fedele alle sue linee originali.
Sono
stati infatti proprio i Cattolici in America ad aver contribuito
grandemente all’elezione di Donald Trump alla presidenza degli USA, con
il 23 per cento dei voti.
A prescindere da ciò che si dice sulla buona o non buona fede di Donad Trump va comunque ricordato che
i voti, sono stati conquistati con le promesse elettorali di preservare l’America dall’ondata di “progressismo”; dal mal costume;
dalle leggi contro la difesa della vita e dall’immigrazione selvaggia, soprattutto quella islamica. Come si possono ignorare gli accorati moniti di tanti alti prelati, come quelli di Mons.
Gyula Márfi, arcivescovo di Veszprém, una delle principali autorità ecclesiastiche ungheresi? Il
monsignore ha avvisato sul pericolo imminente di islamizzazione per
via demografica e il suicidio del Cristianesimo con il divieto, del
tutto inedito, nella storia della Chiesa, oltre che in contrasto con le
parole di Cristo stesso, di far proselitismo, a beneficio di un dialogo
con tutte le religioni. (3) Voci fuori dal coro della gerarchia mondialista si odono con sempre più insistenza proprio da quell’
est che sperimentò bene la “fratellanza” comunista, come quella del vescovo polacco Mons. Hoser che fulmina l’aborto, loda il governo polacco,
parla
di islamizzazione dell’ Europa mettendo in guardia dal rischio che le
immigrazioni massive, composte per lo più da musulmani,
rappresentano per la cristianità che si rifiuta di affrontare il
problema, oltre a parlare della riluttanza dei nuovi arrivati
nell’accettare le regole e le leggi dei paesi ospitanti.
(4)
VIDEO: I NUOVI CONQUISTATORI DIRETTI IN TERRA D’EUROPA AL GRIDO DI ALLAH AK BAR
3° MONDIALISMO. ANCORA MONDIALISMO MENTRE TUTTO IL MONDO LO RIGETTA
E mentre le ideologie masso-mondialiste naufragano con la scelta dei popoli di optare per un
Trump
in America; di scegliere la Brexit in Inghilterra e mentre i tedeschi
scendono in piazza per dire no al TTIP e i francesi si vedono in strada
per difendere le loro città dall’invasione dei clandestini, l’alta
gerarchia continua fermamente nel perseguimento della “Misericordia”, un
concetto cristiano usato a sproposito, volto alla rinuncia
dell’ammonimento del peccato, oltre che all’accoglienza indiscriminata
dei cosiddetti migranti.
Una “misericordia”
cieca e scellerata quindi, totalmente priva dell’evangelica scaltrezza
alla quale NS Gesù Cristo ci ha esortati. Ma il Vangelo insegna veramente ad accogliere chiunque, dato che sta scritto
“Ero straniero e mi avete accolto, ero nudo e mi avete vestito”, (Matteo 25 -35-36)? Cominciamo
col dire che l’estraneità cui accenna Cristo in quel passaggio ha a che
fare con la sua condizione divina, al suo essere straniero in senso
metafisico, e al suo arrivare nudo tra noi, con le fattezze di un bimbo.
Non ha nulla a che vedere con l’identità di migrante, con la
provenienza da un Paese lontano o da un’altra cultura, né con la
conseguente necessità di incentivare le migrazioni di massa o accogliere
tutti a tutti i costi ignorando anche le tragiche conseguenze che
potrebbero scaturire da questo fenomeno (vedi aumento della criminalità,
furti stupri ecc) . Né tanto meno giustifica il bivacco dei migranti e gli espedienti alla quale questi fanno spesso ricorso.
I
clandestini, che a milioni la Massoneria sta “esodando” verso il
vecchio continente, non hanno i requisiti per lavorare regolarmente. È
per questo che gli agenti dei poteri occulti insistono per il “Reddito
di cittadinanza” altrimenti questi ragazzi, che ci vengono inviati per
americanizzarci, si darebbero al crimine o se ne tornerebbero a casa
loro, vanificando il progetto di società completamente multirazziale e
multireligiosa (cioè, tutte le religioni, o meglio dire nessuna
religione). Affermazioni razziste, scevre di qualsiasi speranza
e misericordia nei loro confronti? Tutt’altro! Ciò è riportato nello
stesso Catechismo della Chiesa Cattolica che afferma testualmente quanto
segue
“L’accoglienza dei MIGRANTI da
parte delle nazioni più ricche deve avvenire nella misura del possibile
perché un popolo e le sue autorità hanno il diritto di LIMITARE il
numero delle nuove entrate in vista del bene comune e di SUBORDINARE
l’immigrazione a diverse condizioni giuridiche tra cui l’obbedienza alle
leggi del paese che ospita il migrante (CCC n.2241).
Una linea catechetica sostenuta tra l’altro anche dai papi post-conciliari, da
Giovanni Paolo II a Benedetto XVI. La
continua trasfusione di giovani che si recano nel Vecchio continente è
tra l’altro fonte di preoccupazione per il futuro dei paesi africani,
che si vedono privati della loro forza lavoro.
E
mentre la Cei promuove l’accoglienza, monsignor Nicolas Djomo, vescovo
di Tshumbe e presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica
democratica del Congo, in diversi accorati appelli esorta gli africani
che sognano “impieghi da sogno in Europa” (inesistenti tra l’altro) di
non lasciare il continente africano. Insomma, monsignor Nicolas
Djomo denuncia l’ulteriore impoverimento dell’Africa che l’accoglienza
indiscriminata dell’Europa nei confronti di tutti i migranti in cerca di
lavoro sta compiendo. E aggiunge: “
Voi siete il tesoro dell’Africa. La Chiesa conta su di voi, il vostro continente ha bisogno di voi”.
Non è l’Europa ad averne bisogno, né l’Occidente. Ma l’Africa. I
governi europei dovrebbero dunque comprendere come i flussi migratori
tendono ad impoverire ulteriormente i Paesi di partenza.
(5)
4° QUALCHE UTILE SUGGERIMENTO IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE DA PARTE DI SAN TOMMASO D’AQUINO
Qualche utile indicazione su
come gestire il fenomeno dell’immigrazione ci viene direttamente da uno
de più illustri Santi e dottori della Chiesa, oggi più che mai
inascoltato San Tommaso D’Aquino, che nella sua celebre Summa Theologica
(I-II, Q. 105, Art. 3), ispirandosi agli insegnamenti delle
Sacre Scritture, relativi al popolo ebreo, il Santo, stabilisce con
chiarezza quali siano i limiti dell’accoglienza agli stranieri.
“Con gli stranieri ci possono
essere due tipi di rapporti: l’uno di pace, l’altro di guerra. E
rispetto all’uno e all’altro la legge contiene giusti precetti”. S.
Tommaso afferma, dunque, che non tutti gli immigranti sono uguali,
perché i rapporti con gli stranieri non sono tutti uguagli: alcuni sono
pacifici, altri conflittuali. “…
E questo perché,
ammettendo degli stranieri a trattare i negozi della nazione, potevano
sorgere molti pericoli; poiché gli stranieri, non avendo ancora un amore
ben consolidato al bene pubblico, avrebbero potuto attentare contro la
nazione”. L’Angelico evidenzia che vivere in un’altra nazione è cosa molto complessa.
Ci
vuole tempo per conoscere gli usi e la mentalità del Paese e, quindi,
per capire i suoi problemi. Solo quelli che vi abitano da molto tempo,
facendo ormai parte della cultura del Paese, a stretto contatto con la
sua storia, sono in grado di giudicare meglio le decisioni a lungo
termine che convengano al bene comune. Illustrando questo punto, S. Tommaso nota come gli ebrei non trattavano tutti i popoli in modo uguale.
Vi
erano nazioni più vicine e, quindi, più facilmente assimilabili. Altre,
invece, erano più lontane o addirittura ostili. Alcuni popoli ritenuti
ostili non potevano essere accettati in Israele, vista appunto la loro
inimicizia. L’immigrazione deve avere
sempre come scopo l’integrazione, non la disintegrazione o la
segregazione, cioè la creazione di piccole “nazioni” contrastanti
all’interno del Paese. Oltre a godere dei benefici offertigli
dalla sua nuova Patria, l’immigrante deve assumerne anche gli oneri,
cioè la piena responsabilità per il bene comune, partecipando alla vita
politica, economica, sociale, culturale e religiosa. (non la religiosità
islamica NdR..)
(6)
5° SOSTITUITELI E MOLTIPLICATELI. ALCUNI MONSIGNORI FANS DEL METICCIATO
L’impeccabile insegnamento di
dottrina sociale di San Tommaso per quanto riguarda l’immigrazione
stride quindi fortemente con le dichiarazioni di vescovi e cardinali
moderni che assistono entusiasticamente all’apertura di nuove moschee, mandando
i loro seminaristi a insegnare agli immigrati la lingua italiana senza
nemmeno accennare loro un solo passo del Vangelo, non solo un dovere nei
confronti di Cristo e della Verità, ma anche un atto di responsabilità
per accelerare l’assimilazione e scongiurare la creazione di diversi
stati nello Stato che li ospita rendendo difficile il processo di
integrazione. Che ideale hanno in mente per questa Europa in realtà non
lo sanno nemmeno loro. Infatti dai discorsi degli alti prelati si evince
un’ignoranza stucchevole in materia di antropologia come in materia di
Islam, una religione che afferma che non c’è nulla da imparare dagli
infedeli anche se questi si fanno in quattro per difendere i loro
interessi.
“ Più chiaro di così, in tema di immigrazione, l’Arcivescovo di Milano, Cardinale
Angelo Scola,
non avrebbe potuto essere. Nel corso di un’intervista rilasciata
a Repubblica il 3 giugno del 2016, il successore di Sant’Ambrogio non ha
usato mezze misure nel dichiarare la sua totale disponibilità nei
confronti del progetto di Nuovo Ordine Mondiale. Il Cardinale Angelo
Scola – nel solco tracciato dal suo predecessore, Cardinale
Dionigi Tettamanzi
(il quale invocava la presenza di una moschea in ogni quartiere della
città) – si mostra disponibilissimo, in particolare, nei confronti degli
immigrati islamici, invocando per loro tutto quanto possa favorirne il
radicamento nella diocesi ambrosiana.
(7) Mons. Caiazzo arcivescovo della diocesi di Matera-Irsina, arriva persino ad invocare la sistemazione degli immigrati nelle case sfitte del territorio
(8) C’è anche
mons. Francesco Montenegro, cardinale della diocesi di Agrigento,
una della diocesi che più di tutte si ritrovano ad affrontare il
problema dei continui sbarchi di clandestini che non scappano da nessuna
guerra e rifiutano l’integrazione. Mons. Montenegro, è popolarissimo
tra gli agrigentini per la sua “semplicità”. Egli infatti non
vuole essere chiamato “eminenza” , ma don Franco. Gira in vespa, si
possono scambiare quattro chiacchiere con lui incontrandolo
all’Oviesse.. E allo scomodo abbigliamento da cardinale egli preferisce
abiti secolari. Così si è guadagnato la stima degli agrigentini che però
di Vangelo e catechismo devono sapere ben poco. Ma non importa: il
cardinale è simpatico. Punto.
Non per nulla don
Franco è stato insignito della porpora cardinalizia da papa Francesco
proprio per il suo impegno propagandistico in favore dell’immigrazione
clandestina. “Il futuro dell’Europa si lega
anche alla gente che sta venendo e ci permetterà di affrontarlo, questo
futuro. Non ci sarà un’Europa diversa se continueremo a tenere le porte
chiuse” (9) Un grande impegno “umanitario” che coincide con gli interessi più materiali degli individui legati al concittadino
Angelino Alfano,
grande
distributore di profughi presso le sue clientele sicule, che possono
aprire cooperative di accoglienza, ricevere i soldi dello Stato per
ogni ‘anima’ che alloggiano. Un’industria quella
dell’immigrazione che dà lavoro a decine di migliaia di “volontari”.
Queste organizzazioni della disinteressata misericordia, appena ai
loro protetti viene respinta la domanda d’asilo, li aiutano a fare
ricorso su ricorso; data la lungaggine della ‘giustizia’ da noi, sono
sussidi garantiti per anni per ogni testa e stipendi di ‘volontari.’
(10)
VIDEO- Sistemazione immigrati, Alfano -Se necessario provvederemo a requisire le proprietà private
6° QUANDO LA STORIA NON INSEGNA
Gli immigrati sono il nostro futuro secondo il
cardinale Montenegro, che sembra ignorare completamente la storia dei
suoi predecessori che si ritrovarono ad affrontare molti secoli prima di
lui i disastri della società multiculturale. E’ il caso del grande,
patrono della città di Agrigento San Gerlando alla quale si deve la riorganizzazione della diocesi agrigentina dopo la lunga occupazione musulmana che durò dall’829 al 1086.
Per quanto riguarda l’aspetto religioso, gli storici non parlano di
violente persecuzioni contro i cristiani. Ma sicuramente non sono
mancati degli
episodi, che seppur isolati, hanno
assunto valore intimidatorio. Subdolamente intelligente e sistematica
invece, fu la persecuzione incruenta, finalizzata ad uno scopo
preciso: emarginare il cristianesimo e favorire sempre più
massicciamente l’affermazione dell’Islam. Così veniva incoraggiato con
ogni mezzo l’impegno a diffondere la dottrina di Maometto e
privilegi ed esenzioni da imposte venivano assicurati, a quanti
professavano la fede in Allah. Insomma, con tutti gli accorgimenti e le
risorse del potere, si favoriva il dominio incontrastato della cultura
e religione islamiche. La pratica della religione cristiana fu
consentita solo nel privato: niente suono di campane, proibita la
costruzione di nuove Chiese, ma, ancora più grave, divieto assoluto di
ogni forma di annuncio di Cristo, salvatore e redentore. In questa
situazione, mentre gli Arabi, con lucido e perfido disegno, portavano
avanti il loro programma di conquista culturale e religiosa, dopo quella
territoriale, ecco l’arrivo di un popolo del Nord: i Normanni. Gli
Arabi vengono sconfitti e cacciati, anche dalla terra agrigentina, dove
più a lungo avevano tentato di resistere.
La
Sicilia tutta così viene restituita all’Italia ed all’Europa, la
cultura cristiana può tornare ad essere diffusa, il Vangelo annunziato. (11)
E’ veramente un peccato che in una delle zone più disastrate
dell’Italia, sia a livello spirituale che materiale, dove l’indice di
disoccupazione arriva a toccare livelli stratosferici spingendo i
giovani -oltre che alla disperazione- all’allontanamento da qualsiasi
pratica religiosa, a distrazioni deleterie come sesso, droga e altri
vani piaceri, la massima autorità religiosa della diocesi si occupi di
propaganda pro-Kalergi, invece di raccogliere attorno alla Verità
evangelica questi diseredati. Quindi se i nostri giovani sono sempre più
avvezzi all’indifferentismo religioso, a differenza dei nuovi arrivati
musulmani, dovremmo dedurre che il “futuro” di cui parla mons.
Montenegro sia quello di una civiltà composto da individui di fede
musulmana. Quanto tempo occorrerà prima che ogni territorio d’Europa
possa avere il suo San Gerlando?

Per
un cristiano non c’è sentimento più estraneo del razzismo, in quanto
ogni razza creata da Dio e presente sulla terra è cosa buona e giusta.
Se consultiamo un qualsiasi vocabolario troveremo che razzismo è un
termine secondo cui una razza possa essere definita superiore o
inferiore ad un altra. Dice infatti San Paolo in Galati 3,28: Vista la
facilità di certi lettori nel fraintendere, vorrei precisare che San
Paolo si riferiva al livellamento di dignità, non si riferiva al fatto
che una donna è uguale ad un uomo, che un uomo può allattare o una donna
può svolgere mansioni tipicamente maschili che per questioni biologiche
mal vi si adatterebbe. Allo stesso modo va intesa l’uguaglianza delle
stirpi, che infatti, non comporta l’eguaglianza delle civiltà, le quali
sono edificate dallo spirito (da quello religioso, in particolare) e
non dalla razza di un popolo.
E’ la Grazia, infatti, che affina e perfeziona le qualità individuali che la natura ha concesso a ciascuno.
Affermare quindi che chiunque si opponga all’invasione di milioni di
clandestini sul suolo europeo è un razzista è un pretesto alquanto
offensivo per eludere vilmente gli inevitabili argomenti che ci si
ritroverebbe ad esaminare. E’ anche vero che soltanto i popoli europei
(di razza bianca) non vengono protetti da nessuna centrale di potere o
dalle lobbies, mentre a distanza di secoli sentiamo ancora ripetere che
l’uomo bianco non aveva il diritto di defraudare i nativi d’America del loro territorio.
«L’Africa va lasciata agli africani» gridavano i compagni ai tempi
delle colonizzazioni europee. Siamo d’accordo, ma perchè oggi ci si
rifiuta di gridare
“L’Europa agli europei”?
Le contraddizioni sono quanto mai stridenti e raramente domande a tal
riguardo ricevono risposte adeguate. Perchè oggi anche dall’ambone delle
Chiesa durante le omelie si parla dei concetti di
Jean Jacques Rousseau che sosteneva che “l”uomo è cittadino del mondo”? O
di diritti inalienabili, come il perseguimento della Felicità, frase
ripresa pari pari dalla dichiarazione d’Indipendenza americana e
pronunciata da papa Francesco in occasione della tragedia in mare del
2015 al largo delle coste libiche che costò la vita a centinaia di
clandestini. Frasi che nulla hanno a che vedere con le Sacre
Scritture che non ci esortano mai a cercare la felicità, ma a cercare la
Verità e la Giustizia. Come non è riferito nessun passo in cui si
evince la cittadinanza universale dell’uomo.
8° SOCIETA MULTIETNICHE. VOLONTA’ DI DIO O AFFRONTO DEL MALIGNO?
Qual’è il progetto per la nuova Europa? Perchè si
vuole spogliarla dei suoi valori, impoverendo i suoi cittadini,
invasandola di immigrati islamici e perseguitare così ferocemente la
società cristiana, intendo: la società cristiana che ancora resiste?
Il
progetto multietnico in realtà nonostante le parvenze bonarie e
umanitaristiche odora di un insopportabile puzza di zolfo. Per
comprendere bene a cosa mira la setta è sufficiente osservare il logo
ufficiale della UE.
Nella rappresentazione si nota una torre, in costruzione e lavori in
corso. Una gru in bella vista e degli individui meticci festanti e
gioiosi. Lo slogan è:
“ Europe, many tongues, one voice” (Europa molte lingue, una sola voce). Il grafico ci rimanda immediatamente alla raffigurazione della
Torre di Babele, la famosa torre biblica demolita da Dio. Cosa si narra nella Bibbia sulla Torre di Babele? (Genesi 11, 1,19)
“Tutta la terra, aveva una sola lingua e tutti gli abitanti facevano parte di un’unica tribù. Ma gli abitanti decisero di innalzare una torre alta fino al cielo per sfidare Dio. Il Signore punì la malvagità degli uomini, facendo di quella torre macerie, disperse i popoli in tutta la terra confondendo le loro lingue per aver osato sfidarlo”.
I massoni, nemici acerrimi di
Dio, desiderano riunire tutti i popoli delle terra trasformandoli in un
solo gregge e scioglierli nel satanico Nuovo Ordine Mondiale, privandoli
del loro passato, della loro cultura e persino della loro razza. Ciò
non è altro che il proverbiale dito medio verso quel Dio crudele che
secondo gli Illuminati soccomberà con l’avvento della l’era luciferica.
E la torre di Babele ricostruita e trionfante appare un po’ ovunque,
dagli show televisivi ai giochi olimpici alle riviste di attualità e
finanza
La maggior parte della popolazione è indotta a considerare i racconti della Bibbia come leggende primitive e oscurantiste,
ciò
che dovrebbe colpire i signori razionalisti è che coloro che tengono in
mano le sorti dell’umanità non solo credono alla Bibbia, ma rilanciano
satanicamente la sfida a Dio volendo costruire un mondo e una società
agli antipodi di quella che Dio ha stabilito ribaltando tutti gli
equilibri naturali e sociali, in nome di una falsa tolleranza e una
falsa fratellanza. E’ soprattutto la Chiesa che dovrebbe tenere
a mente il progetto massonico di dissoluzione cristiana, soprattutto
quei consacrati che hanno intrapreso una vera e propria guerra nei
confronti di chi si oppone all’invasione.
9° QUELLA FATALE ATTRAZIONE DELLA CHIESA PER IL PROPRIO ASSASSINO
“Dio è morto”, ma Allah sta benissimo! Lo ha scritto anche
Gorbaciov
nel suo libro di memorie che lo scopo del Comunismo in Russia fu
unicamente quello di annientare la religione cristiana, il resto fu una
montatura per celare tale fine. Niente gulag ai tempi di oggi. I
comunisti oggi divenuti radical chic propensi a caviale e champagne,
vedono nelle invasioni musulmane la strategia migliore per spazzare via i
residui di quell’Occidente che fu cristiano. Basti pensare alla
Nigeria, un paese a grande maggioranza cristiana, prima che
sopraggiungesse la religione islamica ed i risultati sono sotto gli
occhi di tutti.
Con la stessa violenza di oggi,
allora imposero al nord la legge islamica. Accecati dall’odio nei
confronti della chiesa e dei cristiani, con la mente offuscata
dall’ideologia di sinistra, con la loro superbia nel voler imporre il
meticciato a tutti i costi hanno stretto alleanza con i musulmani
provocando e sottacendo i massacri ai cristiani del Sudan, delle
Filippine, dell’Eritrea, della Thainlandia, di Timor, dell’Indonesia,
del Borneo, della Bosnia, del Kosovo, del Centro Africa ed ovunque i
musulmani raggiungano almeno il 6% della popolazione ed avere così la forza militare di imporre la loro legge – la legge Islamica, la Sharia.
(12) Anche negli stessi centri di accoglienza, dove i profughi sono in schiacciante maggioranza islamici,
i
pochi profughi cristiani vengono quotidianamente insultati, minacciati
fisicamente, angariati – insomma perseguitati per la loro fede, esattamente come quand’erano in Siria, Irak, Pakistan sotto il tallone di Daesh o dei takfiri.
C’è una data, che il clero e tutti i cattolici che alle urne hanno
favorito l’invasione extracomunitaria, in particolare coloro che in
buona fede votano per l’ex PCI, il cosiddetto Partito Democratico
dovrebbero ricordare. Questa data è il 18 settembre 1988, il luogo è
Campi Bisenzio, un comune confinante con Firenze, l’evento è il
Festival Nazionale de “L’Unità” , un Festival importante, ove si presentava alle “masse” il nuovo segretario nazionale
Achille Occhetto che in quell’occasione ebbe l’ardine di affermare pubblicamente:
“Compagni, vi vedo preoccupati, ma non ne capisco la ragione… il Partito si è mosso. Sì all’Est siamo in crisi e può anche darsi che salti tutto per aria… Ma da noi non succederà niente. Per certi versi anzi è meglio… non ci potranno più accusare di essere i servi di Mosca…Dal prossimo anno faremo arrivare in massa gli extracomunitari, ci serviranno per rilanciare la lotta di classe, disarticolare l’Occidente e la Chiesa Cattolica.” (13)
Erano gli anni della prima
invasione cinese, alla quale seguì quella senegalese, sembra che questa
fosse sponsorizzata da Bettino Craxi, amico del loro corrottissimo
governo, la scusa di questa invasione era “l’impoverimento” del Senegal,
oggi la scusa è semplicemente quella di un falso concetto di
misericordia con la quale la Chiesa Cattolica ha deciso di costruirsi
la propria bara grazie alla percentuale ormai considerevolissima di
prelati alti massoni che spingono all’edificazione di una chiesa
contraffatta e stravagante, i cui principi devono essere abilmente
reinterpretati in favore dell’ideologia.
Ho l’impressione che tutto ciò potrebbe andare a finire male constatando
la grave tendenza dell’alta gerarchia di soddisfare i piani del
mondialismo massonico più sfrenato, proprio quando il mondo prende
sempre più coscienza del fallimento del mondialismo e ne chiede il
seppellimento.
Forse gli stessi prelati che oggi
invocano a gran voce l’accoglienza di tutta l’Africa in terra d’Europa
potrebbero soffrire le tragiche conseguenze dovute ad inviti
irresponsabili, irrazionali e privi di qualsiasi fondamento teologico. Da ricordare anche le profezie di Santi e mistici che oggi suonano come farfugliamenti irrazionali come la profezia di
Alois Irlamier nel 1957:
“La
città con la torre di ferro (Parigi?) diviene vittima della propria
gente. Bruciano tutto. E’ La rivoluzione, e tutto va in modo selvaggio.
“La grande città con l’alta torre di ferro è in fiamme, ma questo è
stato fatto dalla propria gente, non da quelli che sono venuti dall’est.
(…) Posso vedere esattamente che la città è rasa al suolo e anche in
Italia sta andando selvaggiamente. Uccidono molta gente là e il Papa
fugge, ma molti ecclesiastici saranno uccisi, molte chiese crolleranno”.Redazione Antimassoneria- antimassoneria.altervista.org Copyright © 2016BIBLIOGRAFIA E WEBGRAFIA CLICCA QUI
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