Oggi alle 07:53
I due genitori a cui è stata portata via la bimba di tre mesi
Sognavano una vita insieme con la loro bambina di neanche tre mesi. Lui, quartese di 36 anni, lei originaria di Marino, in provincia di Roma, 24 anni. Avant'ieri le assistenti sociali inviate dal Tribunale dei minori sono arrivate a Quartu e si sono portati via la loro piccolina. Lo hanno fatto con i dovuti modi, tanta delicatezza. Ma la sostanza non cambia: la piccola non è più con i suoi genitori (il giornale non pubblica i nomi a tutela della neonata). I due ragazzi non hanno dormito, ieri non hanno mangiato. Chiedevano solo di essere messi nelle condizioni di fare il babbo e la mamma. Nessuna critica nei confronti di chi ha preso quella decisione ma la grande speranza di poter riavere presto la figlioletta. Il padre ha una pensione di 286 euro al mese, è invalido per un problema di articolazione a una mano. «Sono anche cardiopatico - dice - ma sono incensurato. Mai avuto problemi con la giustizia. Sono io ora a chiedere giustizia. E un posto di lavoro. Sono pronto a tutto, anche a fare il guardiano notturno pur di riavere mia figlia».
La convivente, madre della piccola, come alcuni anni fa, dopo la nascita del primo figlio, ha sofferto di depressione. «Si è vero in passato ho sofferto di depressione ma ora mi sentivo benissimo». Povera ma felice accanto alla piccola che fra qualche giorno compirà tre mesi. «Eravamo una famiglia felice», racconta lui: «Mio babbo mi ha dato la casa Iacp dove vivere, ho la pensione di invalidità e alcuni amici che mi aiutano. Sono stato dipinto come un accattone: non è assolutamente vero. Lo ripeto: ricevevo aiuti da chi mi vuole bene. Ora mi viene negato il diritto di avere una famiglia, di essere un buon padre. È vero, sono povero, invalido. Ma sono incensurato e ho tanta voglia di fare».
Sono senza lavoro, il tribunale dei minori porta via la loro bambina di 3 mesi
Sognavano
una vita insieme con la loro bambina di neanche tre mesi. Lui, quartese
di 36 anni, lei originaria di Marino, in provincia di Roma, 24 anni.
Avant’ieri le assistenti sociali inviate dal Tribunale dei minori sono
arrivate a Quartu e si sono portati via la loro piccolina. Lo hanno
fatto con i dovuti modi, tanta delicatezza. Ma la sostanza non cambia:
la piccola non è più con i suoi genitori (il giornale non pubblica i
nomi a tutela della neonata). I due ragazzi non hanno dormito, ieri non
hanno mangiato. Chiedevano solo di essere messi nelle condizioni di fare
il babbo e la mamma. Nessuna critica nei confronti di chi ha preso
quella decisione ma la grande speranza di poter riavere presto la
figlioletta. Il padre ha una pensione di 286 euro al mese, è invalido
per un problema di articolazione a una mano. «Sono anche cardiopatico –
dice – ma sono incensurato. Mai avuto problemi con la giustizia. Sono io
ora a chiedere giustizia. E un posto di lavoro. Sono pronto a tutto,
anche a fare il guardiano notturno pur di riavere mia figlia».
La convivente, madre della piccola, come alcuni anni fa, dopo la nascita del primo figlio, ha sofferto di depressione. «Si è vero in passato ho sofferto di depressione ma ora mi sentivo benissimo». Povera ma felice accanto alla piccola che fra qualche giorno compirà tre mesi. «Eravamo una famiglia felice», racconta lui: «Mio babbo mi ha dato la casa Iacp dove vivere, ho la pensione di invalidità e alcuni amici che mi aiutano. Sono stato dipinto come un accattone: non è assolutamente vero. Lo ripeto: ricevevo aiuti da chi mi vuole bene. Ora mi viene negato il diritto di avere una famiglia, di essere un buon padre. È vero, sono povero, invalido. Ma sono incensurato e ho tanta voglia di fare».(…)
Leggi tutto su unionesarda.it
La convivente, madre della piccola, come alcuni anni fa, dopo la nascita del primo figlio, ha sofferto di depressione. «Si è vero in passato ho sofferto di depressione ma ora mi sentivo benissimo». Povera ma felice accanto alla piccola che fra qualche giorno compirà tre mesi. «Eravamo una famiglia felice», racconta lui: «Mio babbo mi ha dato la casa Iacp dove vivere, ho la pensione di invalidità e alcuni amici che mi aiutano. Sono stato dipinto come un accattone: non è assolutamente vero. Lo ripeto: ricevevo aiuti da chi mi vuole bene. Ora mi viene negato il diritto di avere una famiglia, di essere un buon padre. È vero, sono povero, invalido. Ma sono incensurato e ho tanta voglia di fare».(…)
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