A nulla servono le proteste dei vari comitati di Quartiere, come leggiamo sui vari resoconti dei quotidiani romani. Il primato spetta a Tor Sapienza a fronte di 150 roghi di campi rom in 15 mesi, stima risalente a fine dicembre. Eppure per il commissario Tronca – e prima ancora per Ignazio Marino – il problema dell’inquinamento a Roma è colpa solo delle polveri sottili. Quindi la risposta è: demonizzare gli automobilisti romani, complicare loro la vita, creare il rompicapo del “pari e dispari” e fare finta di nulla riguardo ai roghi. Girarsi dall’altra parte.
Insomma, ci sono interi quartieri “avvelenati” da roghi tossici, ma a pagare in prima persona è solo chi non può prendere la macchina per andare a lavorare. I roghi sono sotto gli occhi di tutti, l’inquinamento in città ha una matrice ben precisa che rischia di ammazzarci, ma se qualcuno osa dirlo apertamente e realisticamente è tacciato di essere razzista e xenofobo. Quindi silenzio, lasciare la macchina sotto casa, zitti e mosca. Quando, il prefetto Gabrielli e il commissario Tronca, attiveranno una seria politica di azzeramento di questofenomeno incivile che sta trasformando la Capitale in una nuova terra dei fuochi? Finché prevarranno la paura di offendere i rom, il politicamente corretto e l’ignavia dichi deve decidere, la risposta è: “mai”, meglio farsene, desolatamente, una ragione… Magliana, Parco delle Valli, Porta di Nona, Tor Sapienza sono zone ormai inquinatissime per i righi dei campi rom, ma anche la via Salaria è tra due fuochi: i miasmi dell’impianto Ama e quelli dei roghi accesi nei numerosi insediamenti abusivi in zona Montesacro. Nella morsa Nuovo Salario, Conca d’Oro, Villa Spada, Fidene e Serpentara. C’è di che arrabbiarsi. E seriamente finché ad essere puniti saranno solo i romani.
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