La Lombardia lo ha vietato negli uffici pubblici
e negli ospedali, ritenendolo in contrasto con le norme sulla sicurezza. La
Svizzera ha addirittura introdotto pesanti multe (10 mila franchi) per chi lo
indosserà in pubblico. Parliamo del Burqa, un indumento che molte donne di
religione islamiche sono costrette a indossare da mariti padroni.
Eppure c’è chi pensa che vietarlo sia un atto di
razzismo. Parola di Giulia Di Vita, deputata grillina. Incalzata su Twitter
riguardo a un fatto di politica locale riguardante proprio il Burqa, la
deputata del M5S ha risposto a un utente che le chiedeva come il movimento si
sarebbe comportato di fronte a un provvedimento contro il velo
islamico. “Voi voterete a favore di un provvedimento contro il burqa?”, è
stata la domanda. La risposta è stata lapidaria:”No, è razzista. Se serve come
misura emergenziale lo decide la prefettura”. 
14 commenti su “Deputata grillina:”Vietare il burqa è razzismo”” ↓
Giovanni Bravin
Il detto: “fare la pipì fuori dal vaso” esiste
ancora’???
Alla on. De Vita io risponderei: “Difendere il
burqa è pienamente legittimo; ma l’argomento
da Lei addotto (sempreché possa definirsi “argomento”) non vuol dire niente. L’indumento in oggetto, infatti, ha attinenza con una religione, chiaramente
l’islam, mentre Lei ne parla come se fosse distintivo di una razza (quale?).
da Lei addotto (sempreché possa definirsi “argomento”) non vuol dire niente. L’indumento in oggetto, infatti, ha attinenza con una religione, chiaramente
l’islam, mentre Lei ne parla come se fosse distintivo di una razza (quale?).
La Merkel, scegliendo solo ed esclusivamente
profughi siriani ha messo in pratica il vero razzismo, eppure la Di Vita e
politici italiani ZITTI.
In una mossa, la Merkel ha scelto: 1-profughi con lo status di rifugiati di guerra; 2-la gran parte è laureata; 3- La maggioranza conosce l’inglese.
Il resto, tra cui i delinquenti e/o scansafatiche alle altre nazioni europee.
Ma adesso, anche in Germania, iniziano a capire che il buonismo della Merkel non ha pagato!
In una mossa, la Merkel ha scelto: 1-profughi con lo status di rifugiati di guerra; 2-la gran parte è laureata; 3- La maggioranza conosce l’inglese.
Il resto, tra cui i delinquenti e/o scansafatiche alle altre nazioni europee.
Ma adesso, anche in Germania, iniziano a capire che il buonismo della Merkel non ha pagato!
Il grande Teologo,filosofo ed anche santo della
Chiesa Cattolica ,Tommaso d’Aquino,autore di un poderoso trattato “la Summa
Teologica”,in essa analizza le invasioni ed i flussi migratori di massa.Ritiene
che sia giusto selezionare la Cultura dei migranti che richiedono asilo in modo
da non creare tensioni con gli abitanti indigeni.Consiglia agli immigrati di
integrarsi con la Cultura e la Fede degli indigeni.Ed altro ancora(leggere
nella “Summa”).Il tutto finalizzato a non creare guerre civili ma a costruire la
Pace e la vera solidarietà.Su basi di vero umanesimo ed equilibrio.Le
esagerazioni e i flussi violenti,logicamente,portano solo VIOLENZA E GUERRA.
Non è assolutamente legittimo difendere il burqa
per due ragioni fondamentali. Anzitutto, non si può girare mascherati,
altrimenti si potrebbe anche entrare con il casco integrale in tabaccheria o
con il passamontagna in banca. Una volta legittimato il burqa, chi può imporre
che venga tolto quando si entra in certi posti? Nessuno. In secondo luogo,
sappiamo benissimo che non si tratta quasi mai di una libera scelta, ma di uno
stile imposto dalla tradizione e quindi diventa una pesante forma di
sottomissione e discriminazione della donna. Aggiungerei poi altre due
osservazioni: non è imposto dall’Islam, prova ne sia che la stragrande
maggioranza delle donne musulmane non lo indossa e poi vorrei sapere che
succederebbe se un’immigrata dell’Amazzonia pretendesse di girare nuda in
Italia invocando il rispetto per le antiche tradizioni della sua terra. Le
sarebbe consentito di farlo? Sicuramente no. Due pesi e due misure
La deputata Giulia Di Vita, islamofila, razzista
nei confronti delle donne, é favorevole al Burqa! Mandiamola subito in
Afganistan!
condivido ma direi di mandarci anche tutti i
somari che l’hanno votata…..
” la grullina “”
Vietare le tradizioni altrui per ragioni di
sicurezza puo e deve essere bene, che non escano di casa se non prima di un
controllo quando necessario, se no libere quando si é sicuri idenntità. Che
stronzi gli Svizzeri, e penso vietare il burqa non è razzismo, sotto il burqa
ci puo essere una svizzera,è solo non rispetto ed in questo caso si deve
applicare vietato vietare!!!!
Si? Andiamo a fare manifestazioni in Arabia
Saudita, Iran, Pakistan, Sudan, Qatar, Brunei, Malesia, Bangladesh, Mauritania,
Ciad, Somalia, Algeria, Iraq, Siria, …. e diciamo: vietato vietare le croci, le
gonne, carne di maiale, vino, la guida alle donne, …
Ah, si? E se invece di una svizzera ci fosse
qualcuno pronto a farci saltare in aria? Ogni tanto esplode il delirio di
qualche microcefalo ….
Per GDV: E’ meglio tacere e sembrare cretini che
aprire bocca e togliere ogni dubbio…
Poveri italiani che alla fine sono ricaduti nel
solito errore.
La guerra tra poveri.
La rabbia la sofferenza ve la fanno indirizzare sul Burqa.
Nel merito:
Per motivi di sicurezza il BURQA non va bene. Non si sa chi sei. Shador ok ma Burqa no.
La guerra tra poveri.
La rabbia la sofferenza ve la fanno indirizzare sul Burqa.
Nel merito:
Per motivi di sicurezza il BURQA non va bene. Non si sa chi sei. Shador ok ma Burqa no.
Commento spocchioso e contraddittorio.
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