Timbrava il cartellino in mutande e ciabatte e tornava a casa.
C’era chi timbrava il cartellino in mutande e ciabatte e tornava a casa. E c’era chi andava a fare gite in canoa; altri ancora non andavano proprio al lavoro. E’ quanto emerge da una maxi-inchiesta per assenteismo della procura di Imperia che ha portato a 35 arresti, otto obblighi di firma e 71 denunce a piede libero tra i dipendenti dell comune di Sanremo.
Il blitz della Guardia di Finanza è avvenuto stamattina intorno alle
otto; quindici autovetture delle Fiamme Gialle sono arrivate per
perquisire Palazzo Bellevue, sede del Comune, e in altri uffici distaccati.
A far partire l’indagine era stata una segnalazione di due anni fa dell’allora sindaco Maurizio Zoccarato. L’ex primo cittadino, tuttavia, non ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali, in accordo con l’attuale sindaco Alberto Bianchieri. Tra i reati contestati dalla Procura c’è il reato di truffa ai danni dello Stato per uso indebito del cartellino e assenze dal lavoro. Dopo la denuncia di Zoccarato la Gdf ha installato videocamere di sorveglianza
in molte tra le 21 sedi comunali per controllare i movimenti dei
dipendenti. In particolare sono state monitorati gli uffici del Palazzo
Comunale, dei Servizi demografici, dei Servizi sociali e del reparto
fognature. E’ stato quindi accertato che molti lavoratori timbravano il
cartellino e poi se ne andavano. Altri si facevano timbrare da altri
colleghi per coprire ritardi o uscite anticipate. In un caso, un dipendente risultava regolarmente in ufficio, addirittura in straordinario, quando in realtà andava in canoa
vantandosi dei propri risultati sportivi sui social network. In un
altro filmato, invece, un vigile urbano, custode dell’anagrafe, timbra
in ciabatte e mutande prima di allontanarsi di fretta dal posto di
lavoro.
Altri 82 sono invece colpevoli di reati di minore gravita. In totale
quindi gli assenteisti, tra dipendenti e funzionari, sono 196, cioè
oltre il 70% tra le 272 persone controllate. L’indagine è coordinata dal
sostituto procuratore della Repubblica di Imperia, Maria Paola Marrali. “E’ stato accertato un sistema scellerato.
E’ mai possibile che all’interno di un ufficio non ci si avveda di una
situazione così grave? L’obbiettivo è stato raggiunto in modo esemplare.
E’ la fine di un malcostume che andava avanti da
tempo”, ha affermato il magistrato in una conferenza stampa. Non si
escludono sviluppi di altri filoni di inchiesta che hanno già riguardato
il comune di Sanremo negli anni scorsi.
Nessun commento:
Posta un commento