martedì 5 maggio 2015

"Noi i black bloc li picchiamo e poi li arrestiamo" voi in Italia che fate? Picchiate solo gli studenti indifesi che contestano Renzi, e perchè?

Il Tempo ha chiesto alle polizie straniere come si comportano coi teppisti in libertà. Nessuno incrocia le braccia come in Italia.

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Auto, cassonetti e negozi in fiamme. Banche devastate. Poliziotti fatti oggetti di lanci di bombe carta "farcite" con la pece, bottiglie molotov riempite con sostanze chimiche «sconosciute» (le analisi per identificarle sono in corso) e sassi a profusione. Vetrine, vetri delle macchine e marciapiedi presi a martellate, anche per ricavare oggetti da tirare contro le forze dell’ordine. Un incubo per ogni polizia del mondo, quello che è accaduto venerdì primo maggio a Milano durante il corteo dei NoExpo nella giornata d’inaugurazione dell’esposizione universale. Ma all’estero come si sarebbero comportati?

 
Giulia Bianconi ; Maurizio Gallo 

PARLA LA POLIZIA E SPIEGA IL MANCATO INTERVENTO

Disordine pubblico

di Gianni Tonelli

Vivendo in un sistema anormale ci convinciamo che le dinamiche delle cose debbano, per disposizione, seguire il verso sbagliato. Anche io, da poliziotto, abituato a confrontarmi con le regole folli del nostro sistema, finisco con il misurarmi con queste ultime, metabolizzandole. Quanto è successo a Milano ha del surreale e del folle e me ne sono accorto proprio perché i miei colleghi stranieri - a leggere la sconvolgente inchiesta de Il Tempo - hanno riscontrato l’assurdità del sistema Italia scuotendomi da questo sogno perverso. I decerebrati che hanno messo a ferro e fuoco la città di Milano hanno attentato alla vita di poliziotti e carabinieri lanciando contro 600 bombe carta siringate con la pece, razzi, sfondato vetrine, incendiato auto. Anziché fare mea culpa i nostri organi di governo si sono dichiarati soddisfatti perché non vi sono stati dei feriti. Nessun black bloc s’è preso una manganellata poiché ci è stato impedito di adempiere ai compiti minimi della nostra missione a causa di una realpolitik imposta da chi mai ha il coraggio di assumersi le responsabilità intrinseche al proprio incarico. In nessun paese straniero, come dimostra l’inchiesta che troverete voltando pagina, succede quello che è accaduto per l’Expo e prima ancora a Roma con gli hooligans olandesi. Ovunque i professionisti del disordine pubblico vengono inseguiti in strada, perseguiti per i loro gesti, arrestati e trascinati in giudizio per la condanna. Ovunque, non in Italia. Ovunque se si sfiora un agente si finisce dritti in galera. In Italia, per contro, sono invece i poliziotti che richiedono, per difendersi dalla valanga di false accuse e dal partito dell'Antipolizia, il magistrato in piazza e la telecamerina a tutela della verità. Solo qui accade che i poliziotti debbano difendersi dai teppisti e da certa politica. Quand’ho letto l’inchiesta de Il Tempo mi sono fermato a riflettere e mi sono detto: ma chi ce lo fa fare?

* Segretario generale Sap Polizia

Gianni Tonelli


Grazie Segretario Generale Sap: Ci spieghi allora perchè avete aggredito e picchiato studenti indifesi a viso scoperto a Bologna? Forse perchè è assolutamente vietato contestare Renzi? 
 
 

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