sabato 31 gennaio 2015

MATTARELLA AL COLLE? INADEGUATO E SOPRATTUTTO IMMERITEVOLE.

MATTARELLA AL COLLE?
INADEGUATO E SOPRATTUTTO IMMERITEVOLE.
Tra le altre....Sergio Mattarella oltre ai 3 milioni di lire che accettò dall'imprenditore Salomone, poi condannato per concorso in mafia (Salomone), oltre ad aver fregato agli italiani il Referendum per cancellare la Legge Fornero, quando era ministro della difesa, ha avuto il coraggio di negare la presenza di uranio impoverito nei proiettili USAti dalla Nato in Kosovo e nei Balcani.
Ma quello che forse è ancora più grave, fu con il suo contributo che il 13 gennaio 2014 la Corte Costituzionale - di cui è membro - emise la Sentenza n. 1/2014 con cui il 4 dicembre 2013 bocciò le norme elettorali previste dal cosiddetto Porcellum.
Porcellum con il quale è stato eletto incostituzionalmente il Parlamento che domani altrettanto incostituzionalmente lo eleggerà Capo dello Stato.
MATTARELLA AL COLLE?
INADEGUATO E SOPRATTUTTO IMMERITEVOLE.
Tra le altre....Sergio Mattarella oltre ai 3 milioni di lire che accettò dall'imprenditore Salomone, poi condannato per concorso in mafia (Salomone), oltre ad aver fregato agli italiani il Referendum per cancellare la Legge Fornero, quando era ministro della difesa, ha avuto il coraggio di negare la presenza di uranio impoverito nei proiettili USAti dalla Nato in Kosovo e nei Balcani.
Ma quello che forse è ancora più grave, fu con il suo contributo che il 13 gennaio 2014 la Corte Costituzionale - di cui è membro - emise la Sentenza n. 1/2014 con cui il 4 dicembre 2013 bocciò le norme elettorali previste dal cosiddetto Porcellum.
Porcellum con il quale è stato eletto incostituzionalmente il Parlamento che domani altrettanto incostituzionalmente lo eleggerà Capo dello Stato.



Mattarella e i "modesti regalini" dal "ministro dei lavori" di Totò Riina

Mattarella e i "regalini" dalla Mafia. Sandra Rizza per Il Fatto Quotidiano riporta alla luce una interessante vicenda in cui nel lontano '92 fu coinvolto il probabile prossimo Presidente della Repubblica.

Leggiamo:

Alla vigilia delle elezioni politiche del ’92, aveva ricevuto nella sua segreteria di via Libertà a Palermo una busta: il mittente era l’imprenditore agrigentino Filippo Salamone titolare della Impresem, che qualche anno dopo si sarebbe beccato una condanna per concorso in mafia con l’accusa di essere l’erede di Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici di Totò Riina

Dentro quella busta, c’era parte di un blocchetto di buoni-benzina per un valore complessivo di 3 milioni di lire (che, aggiungiamo noi, nel 92 non era affatto un regalo di "modesto valore").

L’incorruttibile Sergio Mattarella, all’epoca deputato e commissario della Dc siciliana, raccontò di averli accettati come un regalo "di modesto valore", inviatogli a titolo personale da un privato cittadino, e di averli distribuiti dopo le elezioni ai suoi collaboratori . Ma per questo contributo, il notabile siciliano che oggi è considerato uno dei favoriti nella corsa per il Quirinale, finì per un decennio nel tritacarne del processo sulla Tangentopoli siciliana che negli anni Novanta travolse i vertici di tutti i partiti: dai dc Calogero Mannino, Rino Nicolosi, Angelo La Russa e Severino Citaristi, ai socialisti Nicola Capria e Nino Buttitta, al pds Michelangelo Russo.


Nessun commento:

Posta un commento