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mercoledì 5 giugno 2019
martedì 4 giugno 2019
Asmae Dachan Cavaliere al Merito della Repubblica?
Su indicazione dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, inoltrata tramite del prefetto di Ancona, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, conferirà alla giornalista italo-siriana Asmae Dachan l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Romani-Gasparri, stupiti da onorificenza a Asmae Dachan – “Apprendiamo con stupore che il 2 Giugno, in occasione della Festa della Repubblica, la giornalista italo-siriana Asmae Dachan riceverà l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Riteniamo che l’istruttoria, che certamente ha preceduto questa decisone, non abbia approfondito a sufficienza una serie di fatti meritevoli di attenzione e che riguardano Asmae Dachan, figlia di Nour Dachan, già presidente dell’Ucoi, ritenuto vicino ad ambienti fondamentalisti.
La Dachan ha avuto contatti anche con altri esponenti del fondamentalismo protagonisti in Svezia e a Roma di gravissimi episodi. Ciò a prescindere dalla opinabilità dei contenuti di alcune attività giornalistiche della Dachan svolte esclusivamente in zone della Siria a suo tempo controllate da gruppi jihadisti.
La giornalista italo-siriana si è poi sempre dichiarata favorevole a usanze che limitano i diritti delle donne. Non abbiamo certo il potere di emettere sentenze e ci guardiamo bene dal farlo ma, conoscendo la saggezza e l’equilibrio del Presidente Mattarella, siamo certi che una istruttoria lacunosa potrà essere riesaminata per evitare un segnale, per quanto piccolo, inopportuno”. Lo dichiarano i senatori Paolo Romani e Maurizio Gasparri (FI)
lunedì 3 giugno 2019
RisorseStupro Bologna, la denuncia di una ragazza. "Sono stata violentata"
Eppure parlano di integrazione e di porti aperti
Lo ha rivelato ad un amico che ha chiamato la polizia: sono scattate le indagini. La violenza si sarebbe consumata vicino al Dopolavoro Ferroviario
Ultimo aggiornamento il 2 giugno 2019 alle 20:10
Bologna, controlli della polizia al Dlf, luogo del presunto stupro
Bologna, 2 giugno 2019 - "Sono stata violentata". E' la confessione che una ventenne italiana ha fatto ad un amico questa mattina. Il ragazzo ha poi denunciato il tutto alla polizia di Bologna che sta indagando per chiarire quanto accaduto.
La ragazza ha raccontato di essere stata aggredita da un uomo, che ha descritto come nordafricano, e di avere subito una violenza sessuale. Un episodio che sarebbe avvenuto nella zona adiacente al Dopolavoro Ferroviario, nei pressi di via Iacopo Barozzi, alla prima periferia della città.
A chiamare la centrale operativa del 113, alle 5.30 di questa mattina, è stato un amico che,contattato dalla ventenne, ha allertato subito la polizia. La giovane è stata accompagnata per accertamenti in ospedale. Gli investigatori della Squadra Volante e della Mobile della Questura hanno acquisito le immagini delle telecamera di sorveglianza della zona.
Lo ha rivelato ad un amico che ha chiamato la polizia: sono scattate le indagini. La violenza si sarebbe consumata vicino al Dopolavoro Ferroviario
Ultimo aggiornamento il 2 giugno 2019 alle 20:10
Bologna, controlli della polizia al Dlf, luogo del presunto stupro Bologna, 2 giugno 2019 - "Sono stata violentata". E' la confessione che una ventenne italiana ha fatto ad un amico questa mattina. Il ragazzo ha poi denunciato il tutto alla polizia di Bologna che sta indagando per chiarire quanto accaduto.
La ragazza ha raccontato di essere stata aggredita da un uomo, che ha descritto come nordafricano, e di avere subito una violenza sessuale. Un episodio che sarebbe avvenuto nella zona adiacente al Dopolavoro Ferroviario, nei pressi di via Iacopo Barozzi, alla prima periferia della città.
A chiamare la centrale operativa del 113, alle 5.30 di questa mattina, è stato un amico che,contattato dalla ventenne, ha allertato subito la polizia. La giovane è stata accompagnata per accertamenti in ospedale. Gli investigatori della Squadra Volante e della Mobile della Questura hanno acquisito le immagini delle telecamera di sorveglianza della zona.
Risorse contro la polizia !
I
numeri parlano chiaro. In tutto il 2018 sono state registrare 2.646
aggressioni alle forze dell'ordine italiane, per una media di sette
uomini di polizia feriti al giorno.
Insomma, un bollettino di guerra. E poi c'è un altro dato. Nella metà (o quasi) dei casi – per l'esattezza, il 47,8% delle volte – sono stati gli immigrati a commettere violenze contro le divise.
L'ultimo dei tanti (troppi) casi in questo 2019 è accaduto a Torino, dove un nigeriano 23enne ha staccato a morsi la falange del dito medio della mano sinistra di un agente. Ecco, e proprio a proposito dell'anno in corso, La Verità ha condotto un'inchiesta forte dei dati avuti dall'ufficio stampa della polizia di Stato: nei primi mesi del 2019 sono già 248 i tutori dell’ordine feriti e due quelli uccisi in servizio.
A denunciare il tutto ci ha pensato anche l'Aspas (l’associazione sostenitori e amici della polizia stradale), secondo la quale è l'Arma dei carabinieri quella più colpita dagli attacchi, di italiani e stranieri. I militari, nel corso del 2018, hanno subito 1.210 aggressioni, contro le 1.137 che ha dovuto fronteggiare la polizia. A seguire, ecco gli uomini della polizia locale, che nel 2018 hanno subito 305 aggressioni. Infine, tutte e altre forze dell'oridne, che mettono assieme un centinaio di violenze. Tutti numeri in netto aumento rispetto al 2017. Il che è inquietante.
E tornando a bomba sul capitolo aggressioni commesse da parte degli immigrati, nei 1.264 casi in cui sono stati protagonisti, oltre 700 volte erano sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o dell'alcol. In tutto questo, agenti di ogni corpo e sindacati di categoria sono preoccupati e lanciano l'allarme, denunciando: "Siamo bersagliati, ma non di rado sono i violenti che denunciano noi…".
Insomma, un bollettino di guerra. E poi c'è un altro dato. Nella metà (o quasi) dei casi – per l'esattezza, il 47,8% delle volte – sono stati gli immigrati a commettere violenze contro le divise.
L'ultimo dei tanti (troppi) casi in questo 2019 è accaduto a Torino, dove un nigeriano 23enne ha staccato a morsi la falange del dito medio della mano sinistra di un agente. Ecco, e proprio a proposito dell'anno in corso, La Verità ha condotto un'inchiesta forte dei dati avuti dall'ufficio stampa della polizia di Stato: nei primi mesi del 2019 sono già 248 i tutori dell’ordine feriti e due quelli uccisi in servizio.
A denunciare il tutto ci ha pensato anche l'Aspas (l’associazione sostenitori e amici della polizia stradale), secondo la quale è l'Arma dei carabinieri quella più colpita dagli attacchi, di italiani e stranieri. I militari, nel corso del 2018, hanno subito 1.210 aggressioni, contro le 1.137 che ha dovuto fronteggiare la polizia. A seguire, ecco gli uomini della polizia locale, che nel 2018 hanno subito 305 aggressioni. Infine, tutte e altre forze dell'oridne, che mettono assieme un centinaio di violenze. Tutti numeri in netto aumento rispetto al 2017. Il che è inquietante.
E tornando a bomba sul capitolo aggressioni commesse da parte degli immigrati, nei 1.264 casi in cui sono stati protagonisti, oltre 700 volte erano sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o dell'alcol. In tutto questo, agenti di ogni corpo e sindacati di categoria sono preoccupati e lanciano l'allarme, denunciando: "Siamo bersagliati, ma non di rado sono i violenti che denunciano noi…".
L' integrazione con i nostri carnefici !
E cosi mentre nel mondo milioni di cristiani vengono perseguitati , bruciati vivi, crocefissi nel nostro paese nella nostra bella Italia , Sicilia dei soggetti naturalmente appartenenti al pd e alla sinistra cercano la integrazione con un mondo impossibile. TROIA STA BRUCIANDO!!!!



Povera mia Sicilia a causa di pochi traditori siamo costretti a subire la presenza dei nostri nemici che per secoli hanno cercato di distruggerci



Povera mia Sicilia a causa di pochi traditori siamo costretti a subire la presenza dei nostri nemici che per secoli hanno cercato di distruggerci
venerdì 31 maggio 2019
Svezia ed immigrati UNA FOLLIA !UN FALLIMENTO!!
Svezia, il paradiso umanitario ostaggio degli immigrati
L’inchiesta
del Messaggero racconta il naufragio del modello “porte aperte” nel
paese dei sessanta ghetti impenetrabili da autorità e polizia

CRIMINI SESSUALI E IMMIGRAZIONE DI MASSA
Aprile 2019, Mario Ajello e Andrea Bassi, inviati del Messaggero, raggiungono Stoccolma e iniziano una lunga inchiesta che aggiorna la narrazione dello Stato vetrina della social democrazia e del progressismo, dove insieme all’hockey sul ghiaccio lo sport nazionale è diventato lo stupro di gruppo: «Secondo i dati del Consiglio nazionale per la prevenzione del crimine, nel 2017 ci sono state 73 aggressioni sessuali per ogni 100 mila abitanti, il 24 per cento in più che negli anni passati. Un’inchiesta della tv svedese Svt ha riportato come il 58 per cento dei condannati per crimini sessuali sia nato fuori dai confini dell’Unione europea. Paulina Neuding, una giornalista svedese di fama internazionale, è stata accusata di xenofobia per aver collegato l’aumento dei crimini sessuali alla migrazione di massa».L’ASSURDO CASO DELLO STAGISTA
Come spiega ai giornalisti Angry Foreigner, blogger seguitissimo in Svezia, rifugiato di guerra e arrivato dalla Bosnia nel paese da bambino, «qui c’è il pregiudizio che ogni svedese sia un oppressore e ogni immigrato sia un oppresso. (…) Il solo interrogarsi sui problemi dell’accoglienza è considerato razzismo». Valga su tutti il caso riportato dai giornalisti accaduto al Centro per l’immigrazione della cittadina di Trollhattan, dove un ragazzo islamista ammesso a uno stage ha denunciato la dirigente al centro anti-discriminazioni, colpevole di aver porto la mano presentandosi, «La mia religione mi vieta di avere contatti di questo tipo con una donna». Risultato: il Comune per non essere tacciato di razzismo paga 30 mila corone svedesi (3.500 euro) allo stagista.LITTLE MOGADISCIO E L’EMERGENZA CASE
«Si arriva all’assurdo, nel Paese dei sepolcri imbiancati, di parole come quelle dell’ex primo ministro conservatore Fredrik Reinfeldt: “La Svezia, senza l’influenza delle culture degli immigrati, sarebbe solo barbarie”. Si tratta evidentemente di un politico che non ha mai preso la metro di Stoccolma» scrivono gli inviati. Che a sette stazioni dal centro raggiungono Rinkeby, la poco rassicurante Little Mogadiscio, così viene chiamata la zona (c’è anche Little Damasco, dominata dalla mafia siriana), dove è impossibile per un bianco passare inosservato. Nel paese che per Mona Sahlin, ex leader dei socialdemocratici, «gli svedesi devono essere integrati nella nuova Svezia multiculturale» e «chi torna dalla jihad, dopo aver combattuto con l’Isis, va riabilitato dandogli una terapia, una casa e un lavoro» l’arrivo massiccio degli immigrati ha fatto esplodere la bolla immobiliare: «Le famiglie hanno un passivo che ha raggiunto l’88 per cento del prodotto interno, ma soprattutto il 186 per cento del loro reddito. I mutui sono al 70 per cento erogati a tasso variabile, così un aumento del costo del denaro rischia di mettere in ginocchio sia chi ha sottoscritto i prestiti sia le banche che li hanno erogati». Solo gli immigrati riescono a spuntarla sulle lunghissime liste di attesa per accedere alle case popolari con affitti calmierati: a Malmö, il Comune ha stabilito di dare la priorità ai cosiddetti nuovi arrivati svedesi e così ha deciso di acquistare 56 appartamenti per ospitarli.UN «SISTEMA GIURIDICO PARALLELO»
L’inchiesta prosegue nei sessanta ghetti impenetrabili dove per stessa ammissione del Consiglio nazionale svedese per la prevenzione della criminalità vige un «sistema giuridico parallelo». Alcuni mesi fa, raccontano i giornalisti, un tribunale svedese si è pronunciato secondo i principi della sharia, quando la Corte ha deciso che una donna abusata da suo marito non poteva che mentire su queste violenze: la giuria ha rimproverato la donna di aver coinvolto la polizia invece di risolvere il problema consultando la famiglia del marito. E l’Onu ha spedito una missione accusando la Svezia di razzismo. «Proprio le parole che qui nessuno vuole sentirsi dire. Ma che fotografano la nuova realtà, tranne che agli occhi di chi non s’è mai spinto oltre la fermata Rissne della metro e preferisce conservare le false certezze del progressismo d’antan».Risorsa : Tenta di violentare l'autista del bus, poi ferisce 78enne: arrestato clandestino
di Luca Pozza
VICENZA - Ha tentato di violentare un'autista donna di 35 anni e solo l'intervento di un passante l'ha messo in fuga. Poi, correndo via, ha fatto cadere a terra una pensionata di 78 anni
ma alla fine l'uomo, un clandestino di 31 anni, è stato arrestato dalla
Polizia. L'episodio si è verificato ieri mattina, in via Carso a
Vicenza, dove c'è il capolinea del tram.Alla fine le manette sono scattate per Isaiah Ogboe, nigeriano, entrato in Italia come richiedente asilo nel 2016. Secondo quanto spiegato in Questura l'uomo aveva ottenuto il permesso provvisorio come richiedente asilo ma la sua istanza era stata rigettata, così come pure il ricorso. Lo straniero, che è dunque un clandestino, ha precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona. Era stato arrestato poche settimane fa dalla Polfer di Vicenza, dopo essere stato trovato in treno senza biglietto, per resistenza e lesioni, al punto che gli agenti erano stati costretti ad usare lo spray urticante per immobilizzarlo.
Ben più grave l'episodio avvenuto ieri. La dipendente della Svt si stava apprestando a ripartire dopo una breve sosta, quando è stata aggredita dallo straniero, che ha tentato di stuprarla mettendosi a cavalcioni su di lei, toccandola nelle parti intime e cercando di sfilarle i pantaloni. Le grida della donna sono state udite da un passante, un pensionato di 72 anni, che con grande coraggio si è avvicinato e l'ha fatto fuggire, per poi riuscire a fotografarlo con lo smartphone. Gli scatti che poi ha fornito agli agenti della Squadra Volanti sono stati utili per identificarlo e catturarlo. Le due donne sono state trasportate in ospedale per alcuni controlli: per entrambe sono state indicate 3-4 giorni di prognosi.
Nel tentativo di fuga il nigeriano ha fatto cadere a terra l’anziana, che era assieme alla nipotina di 10 anni: è stata quest'ultima a prendere il telefono della nonna e ha chiamare il 113. I poliziotti, giunti sul posto dopo pochi minuti, sono riusciti a bloccarlo utilizzando lo spray urticante: Ogboe è stato arrestato per violenza sessuale aggravata, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di fornire le proprie generalità e interruzione di pubblico servizio. L'uomo si trova ora in carcere e quasi sicuramente verrà espulso dall'Italia.
Informato nel pomeriggio di quanto avvenuto il sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, ha sottolineato il suo sconcerto di fronte al gravissimo episodio di aggressione a sfondo sessuale ai danni di una giovane autista, mentre era al lavoro nel suo mezzo, e ferimento di un'anziana gettata a terra con violenza. A nome della città il primo cittadino «esprime vicinanza e solidarietà alle due vittime, ribadendo che quanto accaduto non è tollerabile. Nell'evidenziare l'encomiabile spirito civico dell'anziano che ha messo in fuga l'aggressore prima che portasse a termine la violenza fisica e la prontezza della nipotina dell'anziana che ha chiesto aiuto al 113, subìto intervenuto». Il sindaco auspica «una condanna esemplare per una persona che ha dimostrato il più totale disprezzo verso il genere femminile prima ancora che verso la legge».
Duro il commento del presidente del Consiglio regionale Veneto, Roberto Ciambetti, che ringrazia «i cittadini che hanno dimostrato coraggio e sangue freddo davanti all'aggressione e al tentativo di violenza sessuale perpetuato in pieno giorno in un quartiere popolare di Vicenza da Isaiah Ogboe, nigeriano di 31 anni, che mi auguro dopo questa sua ultima prova sia destinato al carcere o all'espulsione immediata. Voglio manifestare la mia personale solidarietà alla giovane autista dell'autobus di linea che a Vicenza ha subito l'aggressione del nigeriano e devo ringraziare il settantaduenne vicentino che non solo è intervenuto in difesa dell'autista riuscendo a farlo scappare ma ha anche scattato una fotografia del delinquente, foto decisiva per l'arresto. Un grazie anche alla bambina di 10 anni che ha chiamato la polizia». «Mi auguro - aggiunge Ciambetti - che l'autista dell'autobus possa riprendersi al più presto anche se so bene che queste vicende di violenza feriscono profondamente e nell'intimo: credo di interpretare il pensiero di tutti nell'augurarle di ritrovare la serenità. Resta infine l'amarezza per quanto accaduto in un quartiere popolare, in pieno giorno: si resta senza parole, ma allo sgomento deve seguire una forte reazione da parte di tutti. Occorre intervenire con rigore. Il tempo del buonismo è finito e i delinquenti devono iniziare a scontare pene severe senza alcuna agevolazione».
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