venerdì 22 febbraio 2019

Risorsa : Agrigento, 52enne si trova un clandestino in casa e viene minacciato

Tornato a casa dopo aver trascorso qualche ora in campagna, l’uomo ha trovato l’extracomunitario nella propria cucina, intento a prepararsi da mangiare. Dopo avergli intimato di andarsene, il 52enne è stato minacciato di morte


Brutta esperienza per un 52enne di Sciacca (Agrigento) che, dopo avere sorpreso un extracomunitario all’interno della propria abitazione, è stato da questo brutalmente aggredito.
La sua colpa? Avergli chiesto di uscire immediatamente dall’appartamento.
Stando a quanto riferiscono i quotidiani locali, l’uomo si era allontanato qualche ora da casa per recarsi in campagna, e lo straniero ha approfittato di questa occasione per introdursi illecitamente nell’immobile. Quando il legittimo proprietario è rincasato, ha quindi trovato ad attenderlo la spiacevole sorpresa.
Nella sua cucina c’era un extracomunitario che si stava servendo dalla dispensa, allestendosi un pranzo in piena regola. Superato lo choc iniziale, il 52enne ha chiesto spiegazioni, per poi intimare allo sgradito ospite di abbandonare subito l’abitazione.
Lo straniero, tuttavia, non ha voluto sentire ragioni. Deciso a rimanere nel rifugio che si era appena scelto, ha aggredito il padrone di casa, minacciandolo addirittura di morte. Quest’ultimo ha fortunatamente mantenuto il sangue freddo e si è affrettato a contattare le forze dell’ordine, denunciando l’intera vicenda.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione locale che, dopo una breve collutazione, sono riusciti a bloccare il malvivente per portarlo negli uffici della caserma. Il soggetto, identificato, è risultato essere un 43enne originario del Burkina Faso, senza fissa dimora e clandestino.
Una denuncia per violazione di domicilio, minacce e reintroduzione illegale nel territorio italiano è stata spiccata nei suoi confronti.

Risorse:Che guardi?". E gli rompono una gamba, aggredito in pieno centro

Aggressione in piazza Napoleone
Ultimo aggiornamento il 22 febbraio 2019 alle 07:09
 

Banda in azione (foto repertorio)
Lucca, 22 febbraio 2019 - Un'occhiata di troppo. E poi la frase che ha fatto da detonatore: «Cos’hai da guardare così?». Il brutale pestaggio è esploso in un attimo, in piazza Napoleone, il cuore del centro storico, intorno alle 19.30 di qualche giorno fa. A farne le spese un giovane studente del Fermi, quindici anni, picchiato violentemente da giovani di origine nordafricana, una sera qualunque, in un orario decisamente ‘non sospetto’.

Gli amici del giovane hanno tentato di intervenire in sua difesa per evitare il peggio, si sono trovati di fronte a una scena agghiacciante, surreale se catapultata in una città ‘tranquilla’. Sono rimasti sotto choc, anche nelle ore a seguire. E il giovane? Sulle prime accusava dei risentimenti, a cui cercava di non dar peso. «Non è niente – tranquillizzava i genitori, ancora scosso –. Poi passerà». Poi invece il dolore a una gamba è andato aumentando. I genitori lo hanno così accompagnato al pronto soccorso del San Luca, dove gli hanno riscontrato una brutta frattura alla gamba. Picchiato selvaggiamente tanto da fratturargli una gamba, per un motivo inesistente. Una sfida. Un’attestazione di ‘potere’. Una follia.

Il gruppo di giovani di origine nordafricana è stato denunciato ai carabinieri che stanno svolgendo le indagini sulla dinamica dell’accaduto, ma sembra che in effetti niente di più ci sia stato che uno scambio di sguardi, decisamente mal interpretato dall’altra parte. Il giovane studenti del Fermi è tornato a scuola, con la gamba ingessata e su una sedia a rotelle. Le domande dei compagni di classe, degli insegnanti: non si è tirato indietro, ha raccontato cosa era successo in tutta la sua drammatica assurdità. La scuola stessa – lo staff dirigenziale, i docenti – gli è molto vicino sia nel facilitarlo sia per gli spostamenti con la carrozzina, sia nel confortarlo e informarsi via via come procede la guarigione. Sono passati alcuni giorni, e il giovane studente è ancora costretto a muoversi con l’ausilio delle stampelle. Una prognosi di diverse settimane, per lui. Lo aspetta l’iter riabilitativo necessario per recuperare, ma forse sarà più lunga la guarigione delle ferite non fisiche. Di certo farsi un innocente giro in centro con gli amici, almeno finchè non gli sarà possibile dimenticare, per lui non avrà più lo stesso spensierato sapore.

Risorsa : Esce da scuola e rischia lo stupro: ragazzina fugge da immigrato



«Se qualcuno avesse assistito al fatto e fosse in grado di fornire dettagli utili, è pregato di andare immediatamente dai carabinieri»: è l’appello social lanciato dal gruppo “Sorveglianza di Quartiere di Cesano Boscone”, dopo il tentato stupro di una ragazzina.
Il fatto risale a martedì. La ragazzina, appena 14enne, stava rientrando a casa da scuola, quando è stata avvicinata da un uomo che, accostata l’auto al marciapiede, le si è avvicinato come per chiedere un’informazione.

Appena a tiro, l’immigrato l’ha afferrata per il polso tentando di tirarla a sé. La ragazzina si è liberata dalla presa e ha iniziato a correre finché si è accorta di essere in salvo.

Arrivata a casa, ha raccontato tutto a mamma e papà che hanno denunciato l’aggressione ai carabinieri.

La vittima ha descritto l’aggressore come un uomo di metro e 80-85, capelli e occhi scuri, carnagione olivastra, barba, corporatura robusta e un accento straniero.

«Abbiamo condiviso questo messaggio per invitare a tenere gli occhi aperti e – spiegano i responsabili del gruppo –. La condivisione di informazioni è uno strumento utile per la sicurezza della comunità, un bene che non ha colori. Per questo ci chiediamo come mai il gruppo sia così osteggiato: pur essendo molto diffuso e nonostante il riconoscimento del Prefetto di Milano, non trova supporto dall’amministrazione».

Islam : Mamma di jihadista dice con orgoglio : Mio figlio era un macellaio e sapeva massacrare molto bene

La madre di un jihadista dice con orgoglio che suo figlio "era un macellaio e sapeva come massacrare", lo chiamava "l'orgoglio dell'Islam".
Una cultura che idolatra l'omicidio e ama la morte.
I jihadisti islamici affermano spesso quanto amano la morte.
Gli adolescenti musulmani austriaci che diversi anni fa si sono recati in Siria per la jihad hanno annunciato: "La morte è il nostro obiettivo".
Il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, ha detto: "Desidero persino la morte."
Un chierico musulmano ha recentemente schernito quelli cui è stato insegnato ad odiare di più: "Oh sionisti, amiamo la morte per amore di Allah, proprio come amate la vita per amore di Satana".
L'assassino di massa Mohamed Merah ha detto che "amava la morte più di quanto amasse la vita “.

La moglie di Ayman al-Zawahiri consigliò alle donne musulmane: "Ti consiglio di crescere i tuoi figli nel culto della jihad e del martirio e di instillare in loro l'amore per la religione e la morte."
E come disse un jihadista afghano Maulana Inyadullah:,"Gli americani amano la Pepsi-Cola, noi amiamo la morte".
Questa idea viene dal Corano "Di': “O voi che praticate il giudaismo, se pretendete di essere gli alleati di Allah, ad esclusione degli altri uomini, auguratevi la morte, se siete veritieri" (62: 6)

giovedì 21 febbraio 2019

Sviene a scuola e confida: "Mia mamma mi picchia se non indosso il velo"

La madre è accusata di maltrattamenti nei confronti della figlia di 15 anni e del fratellino più piccolo. Diversa la versione della madre che nega le violenze



Punita dalla madre, anche fisicamente, se non metteva il velo o se parlava con i compagni maschi.
Costretta a dormire per terra o lasciata a piedi nudi davanti a una finestra aperta, d'inverno. Queste alcune delle violenze, psicologiche e fisiche, che una ragazzina di 15 anni avrebbe subito dalla madre. A rivelare i maltrattamenti sarebbe stato uno svenimento a scuola, tre mesi fa, che avevano spinto la ragazzina a confidarsi con un'insegnante.
La 15enne, di origini egiziane e in Italia dal 2017, sostiene che la madre le facesse indossare il velo islamico contro il suo volere e che la costringesse a studiare il Corano, insieme al fratellino: la pena, in caso di mancata obbedienza, erano punizioni fisiche o minacce. "Non devi raccontare niente... se parli con qualcuno a scuola ti prendo, ti uccido, ti manderò in Egitto e i tuoi zii ti uccidono", avrebbe detto la mamma alla figlia, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Non solo. Sembra, infatti, che la donna abbia impedito ai figli di uscire di casa e di andare a scuola, nei tre giorni in cui era tornata in Egitto dai parenti.
Il giudice ha deciso di arrestare la madre, 31 anni, vista la situazione "irreversibile in assenza di un intervento esterno dell’autorità giudiziaria". La donna è stata prima condotta in carcere e poi ai domiciliari, visto l'imminente giudizio, che si terrà in aprile. L'ipotesi è quella del reato di maltrattamenti aggravati: per questo i bambini sono stati collocati in due comunità protette.
Totalmente diversa la versione della madre, che sostiene di essere estranea ai maltrattamenti: secondo la sua versione, i racconti della figlia sarebbero bugie di cui non è riuscita a fare a meno, una volta entrata in una reazione a catena più grande di lei. Non avrebbe il coraggio di ammettere la verità, per una conflittualità genitoriale e per il disagio scolastico, per il quale non sarebbe riuscita a integrarsi con i compagni, o forse anche per i precedenti maltrattamenti subiti dal padre (allontanato dalla famiglia e condannato anni fa). La madre si difende sostenendo di non portare nemmeno lei il velo abitualmente e, in più, sembra che il fratellino non abbia fatto cenno ai maltrattamenti, chiedendo anzi di avere il Corano e una foto di tutti e tre insieme.
Per il giudice, invece, la donna, avrebbe inflitto ai figli "ogni forma di frustrazione della personalità, oppressa e avvilita per un tempo talmente lungo da comportarne la totale soggezione psicologica prima ancora che fisica".

Islam Ingratitudine : L 'hanno fatta entrare in USa e lei ringrazia cosi


https://www.facebook.com/657015324686799/videos/2145256975590320/

As Ilhan Omar says how great Africa is, she says the Americans are morally bankrupt. That immigrants who come to US are caged and tortured. She goes on and on about how horrid America and Americans are. Boasting how she is going to change America.As Ilhan Omar says how great Africa is, she says the Americans are morally bankrupt. That immigrants who come to US are caged and tortured. She goes on and on about how horrid America and Americans are. Boasting how she is going to change America.

Non è riuscita a  cambiare il suo paese dal quale è dovuta scappare  , è scappata da una religione sanguinaria e da soggetti primitivi che preferiscono comprare fucili e altre armi anzichè il pane ....ed ora vuole riproprorre la stessa melma  in un paese che l' ha ospitata.

Presi i professionisti dei colpi in villa: 33 furti, 70 reati e bottino milionario



Presi i professionisti dei colpi in villa  33 furti, 70 reati e bottino milionario
La Polizia di Pordenone ha smantellato una banda dedita a furti in ville e abitazioni nel Nord Italia, composta da 3 cittadini albanesi, su disposizione della procura di Pordenone. Sono state anche sequestrate armi da fuoco, e riscontrati furti per oltre un milione di euro di refurtiva che sarebbero avvenuti oltre che in Friuli Venezia Giulia anche in Veneto e Lombardia. I 3 arrestati, pluripregiudicati per reati specifici, sarebbero responsabili di 33 furti aggravati in ville ed abitazioni, oltre che di altri 70 crimini analoghi commessi dallo scorso periodo prenatalizio, principalmente nelle province di Pordenone e Treviso.

IL BOTTINO
Ammonterebbero a circa un milione gli introiti dei furti tra denaro contante, gioielli, orologi e lingotti in oro. Gli investigatori hanno anche trovato pistole e munizioni e individuato un flusso di beni illeciti verso l'Albania, dove venivano investiti o riciclati. Le indagini sono state svolte dalla squadra mobile di Pordenone che sta eseguendo, coordinata dallo Sco, le perquisizioni e gli arresti in collaborazione con le squadre Mobili di Milano e di Treviso